Aquile turrite e non

Divise, medaglieri personali, nastrini, autorizzazioni.
Uniforms, personal decorations, ribbons use and authorization.

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Aquile turrite e non

Messaggioda Marconi » domenica 29 marzo 2020, 18:39

Cari forumisti, scrivo in merito a delucidazioni riguardo i brevetti, militari e non, previsti dalle vigenti normative di persomil.
Purtroppo in rete non ho trovato nulla, fermo restando che l'aquila turrita e il brevetto da p.o.e. spetta ai militari che hanno effettuato tramite l'amministrazione, i relativi difficili corsi...qualcuno sa dirmi qualcosa riguardo i brevetti civili?
Mi spiego meglio, il regolamento parla di brevetto da osservatore (non da pilota osservatore) e non capisco cosa comporti e a chi spetta (tra l'altro ad honorem pure un veccho comandante generale dei cc ne è stato insignito e sarebbe curioso capire la procedura).
Per quanto concerne l'aquila non turrita, a chi spetta? C'è una normativa o ognuno fa quel che vuole? A quale brevetto spetta visto che ne esistono tantissimi?
Gli elicotteri sono diversi dall'ala fissa? E i droni? Grazie
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Re: Aquile turrite e non

Messaggioda Rogelio » mercoledì 1 aprile 2020, 16:15

Visto che nessuno tra forumisti più esperti ha finora risposto, provo a rispondere io, inaugurando con questo mio primo post l’iscrizione a questo bellissimo forum, del quale sono però fruitore da diversi anni.

Premetto che dall’Aeronautica Militare mi sono congedato ormai da trent’anni e nel frattempo la disciplina su uniformi e distintivi è cambiata più volte. Molte delle informazioni che cerca le può però trovare sul documento OD-4 “Regolamento sull’uniforme” pubblicato dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica, 1° Reparto Ordinamento e Personale, dove sono riportate anche le immagini di tutti i tipi di distintivi di suo interesse; io ho consultato l’edizione 2012, in mio possesso, ma credo che qualora vi siano versioni più aggiornate esse siano facilmente reperibili in rete.

I distintivi da lei citati, caratterizzati dall’avere una forma raffigurante un’aquila, fanno parte (assieme a diversi altri) dei c.d. “Distintivi di merito” e come dice il nome indicano il possesso di particolari titoli o abilitazioni conseguiti con la frequenza di determinati corsi o con la partecipazione a determinate attività; essi vengono portati, di norma, con tutte le uniformi, sopra il taschino sinistro, al di sopra dei nastrini delle decorazioni.
I distintivi di merito “a forma d’aquila” vanno invece portati al di sopra del taschino destro, ad eccezione di quelli di pilota militare e navigatore militare che vanno, viceversa, sul taschino sinistro, poiché coincidono con i distintivi di categoria. (Sempre a forma d’aquila, anche se di foggia leggermente diversa, vi sono infatti anche i distintivi di categoria, i quali oltre ai già citati distintivi di Pilota e di Navigatore Militare, comprendono ad esempio anche quelli di Controllo dello Spazio Aereo, Supporto Operativo, Supposto Logistico, Commissariato, Motorizzazione, Sanità, Musicisti, ecc. che vanno sul lato sinistro).

I distintivi di merito a forma d’aquila, rifacendomi al documento OD-4 prima citato, sono i seguenti: Pilota militare; Pilota d’aeroplano; Pilota militare di elicottero; Pilota d'elicottero; Osservatore d’aeroplano; Navigatore militare; Astronauta Militare; Astronauta Militare abilitato al volo su navicella spaziale; Alta Velocità; Atlantico; Stratosferico; Personale paracadutista militare; Personale abilitato al lancio con il paracadute. Sempre facenti parte di questa tipologia di distintivi vi sono poi le aquile di chi ha conseguito il brevetto di pilota militare in Usa e Canada.
Restando all’ambito nazionale, ed escludendo il distintivo di Osservatore d’Aeroplano (del quale non conosco i requisiti) e quelli di Paracadustista, gli unici distintivi in cui non appare l’aquila turrita sono quelli di Pilota d’Aeroplano e di Pilota Civile d’Elicottero.

Da quello che mi risulta chiunque possieda una licenza civile di Pilota Privato o superiore (aeroplano) può, a richiesta, essere autorizzato a fregiarsi del distintivo di pilota d’aeroplano (che l’AM conferisce a chi supera i corsi di volo basici e ottiene il Brevetto di Pilota d’Aeroplano, primo passo verso la carriera di pilota militare), analogamente chi possiede una licenza di pilota privato d’elicottero, o superiore, può essere autorizzato a fregiarsi del distintivo di Pilota Civile d’Elicottero. Ricordo che presso lo Stormo dove facevo servizio vi erano diversi avieri in servizio di leva, in possesso delle relative licenze di pilotaggio, che erano stati autorizzati a fregiarsi del distintivo di Pilota d’Aeroplano. Tale distintivo non credo di averlo mai visto su divise di Esercito e Marina, ma sarei ben felice di essere corretto se così non fosse, e quindi presumo che sia peculiare dell’Aeronautica.

Non credo invece che tale distintivo possa essere concesso a piloti VDS, di aliante, di pallone libero, aerostato o dirigibile in quanto i relativi iter addestrativi non sono paragonabili a quelli previsti dall’Aeronautica per il Brevetto di Pilota d’Aeroplano.
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Re: Aquile turrite e non

Messaggioda Marconi » giovedì 2 aprile 2020, 11:19

Grazie mille, chiarissimo e gentilissimo, è possibile avere copia della direttiva o un link cortesemente?
Nelle altre forze armate vengono indossate e conosco personale che ha il VDS che la indossa lo stesso ma non so se sia stato autorizzato o meno a questo punto, sarebbe interessante trovare qualche circolare di persomil al riguardo ma in rete non ho trovato nulla.
Quanto ai droni, vengono effettuati dei corsi sia in AM che in EI (in particolare il 44° Rgt.) ma, al di fuori della denominazione "APRM" non ho trovato nulla.


Rogelio ha scritto:Visto che nessuno tra forumisti più esperti ha finora risposto, provo a rispondere io, inaugurando con questo mio primo post l’iscrizione a questo bellissimo forum, del quale sono però fruitore da diversi anni.

Premetto che dall’Aeronautica Militare mi sono congedato ormai da trent’anni e nel frattempo la disciplina su uniformi e distintivi è cambiata più volte. Molte delle informazioni che cerca le può però trovare sul documento OD-4 “Regolamento sull’uniforme” pubblicato dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica, 1° Reparto Ordinamento e Personale, dove sono riportate anche le immagini di tutti i tipi di distintivi di suo interesse; io ho consultato l’edizione 2012, in mio possesso, ma credo che qualora vi siano versioni più aggiornate esse siano facilmente reperibili in rete.

I distintivi da lei citati, caratterizzati dall’avere una forma raffigurante un’aquila, fanno parte (assieme a diversi altri) dei c.d. “Distintivi di merito” e come dice il nome indicano il possesso di particolari titoli o abilitazioni conseguiti con la frequenza di determinati corsi o con la partecipazione a determinate attività; essi vengono portati, di norma, con tutte le uniformi, sopra il taschino sinistro, al di sopra dei nastrini delle decorazioni.
I distintivi di merito “a forma d’aquila” vanno invece portati al di sopra del taschino destro, ad eccezione di quelli di pilota militare e navigatore militare che vanno, viceversa, sul taschino sinistro, poiché coincidono con i distintivi di categoria. (Sempre a forma d’aquila, anche se di foggia leggermente diversa, vi sono infatti anche i distintivi di categoria, i quali oltre ai già citati distintivi di Pilota e di Navigatore Militare, comprendono ad esempio anche quelli di Controllo dello Spazio Aereo, Supporto Operativo, Supposto Logistico, Commissariato, Motorizzazione, Sanità, Musicisti, ecc. che vanno sul lato sinistro).

I distintivi di merito a forma d’aquila, rifacendomi al documento OD-4 prima citato, sono i seguenti: Pilota militare; Pilota d’aeroplano; Pilota militare di elicottero; Pilota d'elicottero; Osservatore d’aeroplano; Navigatore militare; Astronauta Militare; Astronauta Militare abilitato al volo su navicella spaziale; Alta Velocità; Atlantico; Stratosferico; Personale paracadutista militare; Personale abilitato al lancio con il paracadute. Sempre facenti parte di questa tipologia di distintivi vi sono poi le aquile di chi ha conseguito il brevetto di pilota militare in Usa e Canada.
Restando all’ambito nazionale, ed escludendo il distintivo di Osservatore d’Aeroplano (del quale non conosco i requisiti) e quelli di Paracadustista, gli unici distintivi in cui non appare l’aquila turrita sono quelli di Pilota d’Aeroplano e di Pilota Civile d’Elicottero.

Da quello che mi risulta chiunque possieda una licenza civile di Pilota Privato o superiore (aeroplano) può, a richiesta, essere autorizzato a fregiarsi del distintivo di pilota d’aeroplano (che l’AM conferisce a chi supera i corsi di volo basici e ottiene il Brevetto di Pilota d’Aeroplano, primo passo verso la carriera di pilota militare), analogamente chi possiede una licenza di pilota privato d’elicottero, o superiore, può essere autorizzato a fregiarsi del distintivo di Pilota Civile d’Elicottero. Ricordo che presso lo Stormo dove facevo servizio vi erano diversi avieri in servizio di leva, in possesso delle relative licenze di pilotaggio, che erano stati autorizzati a fregiarsi del distintivo di Pilota d’Aeroplano. Tale distintivo non credo di averlo mai visto su divise di Esercito e Marina, ma sarei ben felice di essere corretto se così non fosse, e quindi presumo che sia peculiare dell’Aeronautica.

Non credo invece che tale distintivo possa essere concesso a piloti VDS, di aliante, di pallone libero, aerostato o dirigibile in quanto i relativi iter addestrativi non sono paragonabili a quelli previsti dall’Aeronautica per il Brevetto di Pilota d’Aeroplano.
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Re: Aquile turrite e non

Messaggioda Rogelio » giovedì 2 aprile 2020, 15:29

Non riesco a capire a quale direttiva lei si riferisca, mentre per quanto riguarda i documenti da me citati sono tutti di pubblico dominio e facilmente reperibili su internet, con una semplice ricerca, comunque per sua comodità le riporto uno tra i vari link che ho trovato per scaricare l’OD-4:
https://docplayer.it/6458184-Stato-magg ... forme.html

Da quello che scrive mi pare di capire che il suo interesse si rivolge essenzialmente al Distintivo di Pilota d’Aeroplano, cercherò quindi di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, limitatamente a quanto di mia conoscenza.

Quello di Pilota d’Aeroplano, la cui foggia è riprodotta a pag. 192 del documento OD-4 “Regolamento sull’uniforme” è chiaramente uno dei distintivi più belli ed eleganti delle nostre forze armate, e questo non lo dico solo da pilota, e tra i distintivi di merito “a forma d’aquila” rappresenta, assieme all’analogo Distintivo di Pilota d’Elicottero, una sorta di entry level in quanto è possibile fregiarsene se detentori almeno di una licenza civile di pilota privato o superiore, quindi immagino che vi sia una corsa sfrenata a fregiarsene anche tra chi non ne ha diritto, specie tra i collezionisti di nastrini, medagliette e patacche varie di cui le nostre forze armate purtroppo abbondano.
Da quanto ne so chi ha il solo VDS, non può essere autorizzato a fregiarsi di tale distintivo in quanto il VDS non è una licenza di pilotaggio ma un semplice attestato di idoneità alla condotta di apparecchi VDS rilasciato dall’Aero Club d’Italia (legge 25 marzo 1985, n. 106- DPR 9 luglio 2010, n. 133), il quale, per quanto riguarda gli sport aeronautici, è una federazione sportiva del CONI. In pratica un attestato VDS è poco più che un titolo sportivo, e i requisiti di addestramento richiesti per il suo ottenimento non sono assolutamente paragonabili a quelli che prevede l’Aeronautica Militare per il rilascio del Brevetto di Pilota d’Aeroplano (il cui ottenimento dà diritto a fregiarsi del distintivo di Pilota d’Aeroplano) che invece ha un iter addestrativo molto simile a quello per l’ottenimento in ambito civile di una Licenza di Pilota Privato (aeroplano), che come tutte le licenze di pilotaggio viene rilasciata da ENAC, la quale è l’autorità di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile ed è sottoposta al controllo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Giova ricordare anche, a chi non è esperto del settore, che un mezzo VDS, ad esempio un ULM multiassi, per quanto sofisticato esso sia, pur essendo un aeromobile, e in particolare un’aerodina, e quindi tecnicamente un velivolo a tutti gli effetti, esso non può comunque essere definito “aeroplano”. Non mi risulta poi che nelle nostre forze armate siano ancora stati introdotti mezzi paragonabili agli ULM, e quindi attualmente non vi è alcuna necessità di disciplinare con apposita normativa la condotta di tali mezzi, diversamente invece da quanto avviene per i droni, i cui modelli più sofisticati sono condotti da team multi-crew composti da piloti militari e specialisti altamente qualificati.

Mi riesce difficile immaginare che alcune amministrazioni (sicuramente non l’Aeronautica Militare), inevitabilmente ignoranti della normativa tecnica aeronautica, possano talvolta impropriamente autorizzare il porto del distintivo di Pilota d’Aeroplano a chi non ne ha diritto, in quanto questo è un illecito, e tendo più a propendere che il porto di tale distintivo sia molto più probabilmente dovuto ad iniziative autonome dei soliti “collezionisti”, al di fuori di qualsiasi richiesta ufficiale di autorizzazione.

Concludo ricordando che mentre il Distintivo di Pilota d’Aeroplano, che come da me in precedenza riportato è peculiare dell’Aeronautica Militare, è presente sul “Regolamento sull’uniforme” dell’Aeronautica Militare, per quanto riguarda le altre forze armate di esso non ne trovo traccia sulla circolare 6566 “Regolamento sulle uniformi dell’Esercito” pubblicato dallo Stato Maggiore dell’Esercito, III Reparto (ho consultato l’edizione 2009, anch’essa facilmente reperibile su internet con una veloce ricerca google) e infatti, nonostante l’Esercito abbia una discreta componente aerea con macchine ad ala fissa e rotante, a pag. 230 tra i distintivi a forma d’aquila vengono riprodotti solo quelli di Pilota Militare, Pilota Osservatore dell’Esercito, Osservatore d’aeroplano, Pilota di Elicottero (con aquila turrita) e Astronauta militare (con ammessa variante non turrita se abilitato al volo su navicella spaziale) oltre ad altri distintivi che esulano da questa trattazione e che quindi ometto. I distintivi di Pilota d’Aeroplano e di Pilota Civile di Elicottero non sono riportati, e quindi non saprei dire se sono comunque autorizzabili in base ad apposite circolari.

Non dispongo invece di regolamenti sulle uniformi di Marina, Carabinieri, GdF e Polizia relativamente a tali distintivi di merito e quindi a questo punto sarei anch’io curioso di sapere quali forze armate autorizzano il porto di tali distintivi.
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Re: Aquile turrite e non

Messaggioda Marconi » giovedì 2 aprile 2020, 16:58

Chiaro, preciso e gentilissimo.
Ce ne fossero di forumisti come Lei!!!
Grazie ancora


Rogelio ha scritto:Non riesco a capire a quale direttiva lei si riferisca, mentre per quanto riguarda i documenti da me citati sono tutti di pubblico dominio e facilmente reperibili su internet, con una semplice ricerca, comunque per sua comodità le riporto uno tra i vari link che ho trovato per scaricare l’OD-4:
https://docplayer.it/6458184-Stato-magg ... forme.html

Da quello che scrive mi pare di capire che il suo interesse si rivolge essenzialmente al Distintivo di Pilota d’Aeroplano, cercherò quindi di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, limitatamente a quanto di mia conoscenza.

Quello di Pilota d’Aeroplano, la cui foggia è riprodotta a pag. 192 del documento OD-4 “Regolamento sull’uniforme” è chiaramente uno dei distintivi più belli ed eleganti delle nostre forze armate, e questo non lo dico solo da pilota, e tra i distintivi di merito “a forma d’aquila” rappresenta, assieme all’analogo Distintivo di Pilota d’Elicottero, una sorta di entry level in quanto è possibile fregiarsene se detentori almeno di una licenza civile di pilota privato o superiore, quindi immagino che vi sia una corsa sfrenata a fregiarsene anche tra chi non ne ha diritto, specie tra i collezionisti di nastrini, medagliette e patacche varie di cui le nostre forze armate purtroppo abbondano.
Da quanto ne so chi ha il solo VDS, non può essere autorizzato a fregiarsi di tale distintivo in quanto il VDS non è una licenza di pilotaggio ma un semplice attestato di idoneità alla condotta di apparecchi VDS rilasciato dall’Aero Club d’Italia (legge 25 marzo 1985, n. 106- DPR 9 luglio 2010, n. 133), il quale, per quanto riguarda gli sport aeronautici, è una federazione sportiva del CONI. In pratica un attestato VDS è poco più che un titolo sportivo, e i requisiti di addestramento richiesti per il suo ottenimento non sono assolutamente paragonabili a quelli che prevede l’Aeronautica Militare per il rilascio del Brevetto di Pilota d’Aeroplano (il cui ottenimento dà diritto a fregiarsi del distintivo di Pilota d’Aeroplano) che invece ha un iter addestrativo molto simile a quello per l’ottenimento in ambito civile di una Licenza di Pilota Privato (aeroplano), che come tutte le licenze di pilotaggio viene rilasciata da ENAC, la quale è l’autorità di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile ed è sottoposta al controllo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Giova ricordare anche, a chi non è esperto del settore, che un mezzo VDS, ad esempio un ULM multiassi, per quanto sofisticato esso sia, pur essendo un aeromobile, e in particolare un’aerodina, e quindi tecnicamente un velivolo a tutti gli effetti, esso non può comunque essere definito “aeroplano”. Non mi risulta poi che nelle nostre forze armate siano ancora stati introdotti mezzi paragonabili agli ULM, e quindi attualmente non vi è alcuna necessità di disciplinare con apposita normativa la condotta di tali mezzi, diversamente invece da quanto avviene per i droni, i cui modelli più sofisticati sono condotti da team multi-crew composti da piloti militari e specialisti altamente qualificati.

Mi riesce difficile immaginare che alcune amministrazioni (sicuramente non l’Aeronautica Militare), inevitabilmente ignoranti della normativa tecnica aeronautica, possano talvolta impropriamente autorizzare il porto del distintivo di Pilota d’Aeroplano a chi non ne ha diritto, in quanto questo è un illecito, e tendo più a propendere che il porto di tale distintivo sia molto più probabilmente dovuto ad iniziative autonome dei soliti “collezionisti”, al di fuori di qualsiasi richiesta ufficiale di autorizzazione.

Concludo ricordando che mentre il Distintivo di Pilota d’Aeroplano, che come da me in precedenza riportato è peculiare dell’Aeronautica Militare, è presente sul “Regolamento sull’uniforme” dell’Aeronautica Militare, per quanto riguarda le altre forze armate di esso non ne trovo traccia sulla circolare 6566 “Regolamento sulle uniformi dell’Esercito” pubblicato dallo Stato Maggiore dell’Esercito, III Reparto (ho consultato l’edizione 2009, anch’essa facilmente reperibile su internet con una veloce ricerca google) e infatti, nonostante l’Esercito abbia una discreta componente aerea con macchine ad ala fissa e rotante, a pag. 230 tra i distintivi a forma d’aquila vengono riprodotti solo quelli di Pilota Militare, Pilota Osservatore dell’Esercito, Osservatore d’aeroplano, Pilota di Elicottero (con aquila turrita) e Astronauta militare (con ammessa variante non turrita se abilitato al volo su navicella spaziale) oltre ad altri distintivi che esulano da questa trattazione e che quindi ometto. I distintivi di Pilota d’Aeroplano e di Pilota Civile di Elicottero non sono riportati, e quindi non saprei dire se sono comunque autorizzabili in base ad apposite circolari.

Non dispongo invece di regolamenti sulle uniformi di Marina, Carabinieri, GdF e Polizia relativamente a tali distintivi di merito e quindi a questo punto sarei anch’io curioso di sapere quali forze armate autorizzano il porto di tali distintivi.
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Re: Aquile turrite e non

Messaggioda Rogelio » giovedì 2 aprile 2020, 21:40

La ringrazio per i complimenti. Devo dire che questa discussione da lei iniziata ha risvegliato in me una certa curiosità, e complice la forzata permanenza in casa mi ha spinto a fare ulteriori ricerche in rete, dove ho trovato interessanti documenti e spunti degni di approfondimento.

A giudicare dalle numerose discussioni presenti online, in particolare sui diversi forum del personale militare, mi ha meravigliato scoprire che il Distintivo di Pilota d’Aeroplano sia una specie di sogno proibito di molti appartenenti alle forze armate e alle amministrazioni che dispongono di una componente aerea ad ala fissa o rotante (GdF, Polizia, Guardia Costiera, VVFF e spero di non scordarne altre), i quali cercano di ottenerne l’autorizzazione al porto pur non avendone i requisiti (esempio classico l’essere titolari del solo attestato VDS o della licenza di pilota di aliante), arrivando a scomodare perfino COBAR e rappresentanze sindacali allo scopo di essere appoggiati in questa affannosa “corsa al distintivo”, probabilmente dovuta solo a vanità personale in quanto non mi sembra che possa dare vantaggi di avanzamento di carriera. Inutile ripetere che queste istanze, aumentate esponenzialmente con l’aumento avvenuto negli ultimi 25 anni del numero di titolari dell’attestato VDS, vengono immancabilmente rigettate per mancanza dei requisiti minimi previsti (licenza PPL aeroplano o le più impegnative licenze CPL o ATPL).

Nel mio precedente intervento mi chiedevo quali forze armate autorizzino l’utilizzo del Distintivo di Pilota d’Aeroplano, non avendo trovato nulla di documentato per quanto riguarda l’Esercito.
In parte mi rispondo da solo, perché grazie ad una veloce ricerca sono riuscito a trovare online il “Regolamento sulle uniformi per l’Arma dei Carabinieri”, edizione 2010, comodamente reperibile con il seguente link:
http://www.carabinieri-unione.it/public ... 20ARMA.PDF
Questo documento, di ben 364 pagine, è estremamente completo e dettagliato, soprattutto per quanto riguarda i distintivi, e a proposito di quelli di merito, a pag. 165 tra i distintivi metallici vengono citati anche quelli di “Pilota civile di aereo” (Aquila non turrita) e di “Pilota civile di elicottero”, le fattezze dei quali, riportate nell’appendice 14 del suddetto documento a pag. 350, sono perfettamente identiche a quelle riportate nel documento OD-4 dell’Aeronautica Militare sotto il nome di “Pilota d’aeroplano” e “Pilota civile di elicottero”.
Rogelio
 
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