Capitolo SMOCSG (Napoli) - Toscana, ottobre 2012

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Re: Capitolo SMOCSG (Napoli) - Toscana, ottobre 2012

Messaggioda Romegas » giovedì 11 ottobre 2012, 16:26

Per filo del rasoio intendevo le motivazioni, non gli scontri. Preferisce "border line"? Però con questo termine si sconfina nella psicologia.
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
Initium sapientiae timor Domini
(Sal. 111,10)
Socio A.I.O.C.
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Re: Capitolo SMOCSG (Napoli) - Toscana, ottobre 2012

Messaggioda Cristiano Ciani » giovedì 11 ottobre 2012, 16:28

Certamente Sig. Franz Josef, lo spirito mio è il medesimo... Un caloroso abbraccio
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Re: Capitolo SMOCSG (Napoli) - Toscana, ottobre 2012

Messaggioda de alessandro » domenica 14 ottobre 2012, 22:33

Seppur Delegato del ramo Napoletano-Spagnolo, intendo sorvolare sulle ben note questioni sulla legittimità, soffermandomi, comunque, su alcuni aspetti di un Ordine, in parte seguiti da talune organizzazioni:
1.l'entrata nell'Ordine e nelle istituzioni cavalleresche dovrebbe avvenire per "cooptazione", in base alla valutazione degli Organi Direttivi dei requisiti del candidato in linea/sintonia con i principi/valori dello Statuto, insito all'Ordine;
2. se nella strategia dell'Ordine si punta "ai grandi numeri", sarebbe opportuna,comunque, scrupolosa ed attenta cernita, basata sui principi di cui sopra, che presuppone,oltremodo, un'opportuna conoscenza del candidato e del suo impegno in un arco di tempo "pre-nomina" (postulantato). I risultati e lo stile di un'organizzazione dipendono dalle Persone facenti parte;
3. l'entrata in Ordini Dinastici, presuppone un giuramento di fedeltà al suo Gran Maestro rappresentante, come da consuetudini della storia cavalleresca (che esula dai concetti di fedeltà monarchica,post-repubblicana, o da quelli storici sugli Stati pre-unitari), che spesso poneva anche l'obbligo di non violazione per altri Ordini (vedi Statuti Costantiniani del 1785). Se poi vogliamo richiamare la questione del passaggio ad altro "ramo", si conclude che il buon senso di un "vero" cavaliere, disposto a cambiare Gran Maestro (specie nell'ambito di esponenti di stessa Dinastia), dovrebbe essere quello di ratificare delle dimissioni volontarie dall'Ordine,ove iscritto. E', poi, comprensibile che vi è differenza sostanziale nel giuramento fatto a G.M.,quale semplice cittadino privato rispetto ad altro risultante membro istituzionale di Governo monarchico;
4. il Costantiniano ramo Napoli-Spagna,comunque, per il tramite della sua Presidenza della Commissione per l'Italia, ha richiesto delle semplici dimissioni volontarie di quei cavalieri,accertati essere passati ad altro Magistero(vedi Toscana), con eventuale restituzione dei diplomi e segnalazione alle Autorità Pubbliche competenti, nel rispetto di una certa coerenza cavalleresca.
Riflessioni che non intendono sollevare alcuna polemica su metodi,personaggi ed Istituzioni cavalleresche.
ettore d'Alessandro di Pescolanciano
de alessandro
 
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