Cognome ai bambini abbandonati.

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Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda Roger » lunedì 2 febbraio 2009, 20:38

Salve,

sarei interessato a conoscere meglio la procedura di applicazione dei cognomi ai bambini abbandonati alla cosiddetta"Ruota" degli Orfanotrofi, relativamente al periodo della prima metà del 1800.
In particolare, dopo aver esaminato vari Atti di Nascita relativi a bambini figli di genitori che non volevano farsi riconoscere e dichiarati da persone, probabilmente delegati dall'Orfanatrofio di ricezione, al Comune di Cosenza nel periodo temporale tra il 1810 ed il 1850, pongo le seguenti domande, sperando che ci sia chi possa dare risposte, almeno a qualcuna di esse:

1) L'Orfanotrofio demandava a qualche suo impiegato la procedura di Dichiarazione di Nascita presso il Comune
(fornendogli il Rapporto del proprio Cappellano , che aveva proceduto anche al Battesimo) ?
2) Il nome ed in particolare il cognome al bambino da chi era assegnato?
3) Era obbligatoriamente di fantasia o poteva il cognome essere legato ad uno dei reali genitori ?
4) In particolare, quando il cognome era poco comune si può pensare che fosse proprio di uno dei genitori?
5) Spesso nell'atto alla assegnazione del nome e cognome seguiva "di" e il nome di una città (esempio:
Antonio Mollo di Montalto, oppure Rosaria Villa di Cosenza) era questa la città dove era situato l'Orfanotrofio :?:
o a che si riferisce ?
6) Fino a che età i bambini erano affidati all'Orfanotrofio?
7) E dopo, quale era il loro destino ?

Ringrazio anticipatamente

Roger :)
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda L.A.S. » lunedì 2 febbraio 2009, 22:00

Rispondo nell'ordine sulla scorta del Regolamento ministeriale relativo al mantenimento de' projetti delle Provincie [meridionali] del 30 aprile 1811, emanato in base al Real Decreto del 16 ottobre 1809,

1) L'Orfanotrofio demandava a qualche suo impiegato la procedura di Dichiarazione di Nascita presso il Comune
(fornendogli il Rapporto del proprio Cappellano , che aveva proceduto anche al Battesimo) ?


Non si evince a quale impiegato dovesse essere demandata la procedura, soltanto che, una volta ricevuto l'esposto, si dovesse tempestivamente provvedere, dopo averlo convenientemente nutrito, a portarlo all'Ufficiale incaricato dello stato civile (vi erano degli atti di nascita appositi per loro) e poi dal parroco per il battesimo, se non ricevuto, con iscrizione in analogo registro (art. 12).

2) Il nome ed in particolare il cognome al bambino da chi era assegnato?

Si rimanda a quanto compreso nel Codice Napoleone. Generalmente, se l'esposto conservava qualche biglietto con un nome da dargli, questo gli veniva dato, altrimenti...le consuetudini locali (santi e dintorni) vigevano.

3) Era obbligatoriamente di fantasia o poteva il cognome essere legato ad uno dei reali genitori ?

Era per lo più di fantasia, non fosse altro perché, salvo i casi di figli dedotti come naturali, i genitori erano ignoti. Se erano dedotti come naturali, la relativa dicitura doveva apparire negli atti e verbali, anche perché in questo caso non si dava diritto a rimborsi per i comuni, gli istituti di beneficenza, le levatrici, ecc..

4) In particolare, quando il cognome era poco comune si può pensare che fosse proprio di uno dei genitori?

Pensarlo (o sperarlo) è sempre lecito, ma appare davvero poco probabile, eccettuati i casi di esposti dedotti come figli naturali (essendo dunque noto almeno un genitore).

5) Spesso nell'atto alla assegnazione del nome e cognome seguiva "di" e il nome di una città (esempio:
Antonio Mollo di Montalto, oppure Rosaria Villa di Cosenza) era questa la città dove era situato l'Orfanotrofio :?: o a che si riferisce ?


Si doveva precisare il luogo del rinvenimento, ovvero il municipio in cui insisteva la ruota (nella quale l'esposto era stato abbandonato); la ruota poteva essere annessa ad un orfanotrofio quanto ad un ospedale, come, ancora, ad un edificio di culto, purché la sua ubicazione fosse appartata. Non è detto dunque che il bambino fosse stato lasciato direttamente in orfanotrofio, in cui in un secondo momento poteva esser portato.

6) Fino a che età i bambini erano affidati all'Orfanotrofio?
7) E dopo, quale era il loro destino ?


Per le ultime due dovrò controllare il regolamento dell'Annunziata, che non ho sottomano, il quale generalmente veniva usato a modello da tutti gli orfanotrofi.
Cordialmente,
Lorenzo
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda Roger » domenica 8 febbraio 2009, 20:41

Ringrazio per la dettagliata risposta. :)
Risottopongo le domande a cui è stata promessa una risposta successiva:

- Fino a che età i bambini erano affidati all'Orfanotrofio?
- E dopo, quale era il loro destino ? :?

e ne pongo altre 3:

1) Poteva l'Ente di ricezione del bambino (Orfanotrofio, Ospedale ecc...) affidare il bambino ad altra famiglia?
2) Se alla "Ruota" insieme al bambino era lasciato un biglietto con indicazioni aggiuntive,utili per un successivo
riconoscimento, doveva il contenuto di questo necessariamente essere riportato nell'Atto di Nascita, dove
di solito ho ritrovato il "Rapporto" sul ritrovamento del fanciullo redatto dal Cappellano dell'Orfanotrofio ?
3) Potevano i bambini abbandonati alla "Ruota" essere riconosciuti in un momento successivo da i genitori ?

Saluti :D

Roger
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda L.A.S. » lunedì 9 febbraio 2009, 18:33

Soprassiedo ancora sulle due domande lasciate in sospeso, perché non ho avuto ancora modo di consultare il regolamento specifico.
Per gli altri quesiti invece...

1) Poteva l'Ente di ricezione del bambino (Orfanotrofio, Ospedale ecc...) affidare il bambino ad altra famiglia?

L'Orfanotrofio certamente mirava all'adozione...La nuova disciplina napoleonica, peraltro, incentivava gli "affidi". Se si parla di affido (adozione è altro), anche il comune o la pia commissione istituita nel comune poteva provvedervi, rivolgendosi, però, ad una figura specifica, quella della levatrice, che riceveva una sorta di "stipendio".

2) Se alla "Ruota" insieme al bambino era lasciato un biglietto con indicazioni aggiuntive,utili per un successivo
riconoscimento, doveva il contenuto di questo necessariamente essere riportato nell'Atto di Nascita, dove
di solito ho ritrovato il "Rapporto" sul ritrovamento del fanciullo redatto dal Cappellano dell'Orfanotrofio ?


I (pochi) casi di cui sono a conoscenza mi suggeriscono che in generale i biglietti non fornivano elementi idonei per il riconoscimento certo dei genitori. Il contenuto veniva in ogni caso "verbalizzato". Secondo me, pur dovendosi provvedere ad una registrazione integrale e fedele (e alla conservazione del biglietto stesso), non è da escludere che il contenuto potesse essere "filtrato" alla luce della sensibilità del ricevitore (in questo caso, ovviamente, l'originale non sarebbe stato conservato).

3) Potevano i bambini abbandonati alla "Ruota" essere riconosciuti in un momento successivo da i genitori ?

Sì.

Cordialmente,
Lorenzo
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda MariaeErbertoCNC » domenica 2 agosto 2015, 12:08

Salve,vorrei informazioni riguardo al mio antenato.È nato in casa nel salernitano in 1898 da una madre che non voleva essere nominata.La dichiarazione di nascita è stata fatta dalla levatrice con due testimoni.La levatrice a chiesto di tenere da lei,il detto bambino,per l allattamento e la custodia.Lui è stato registrato sotto 3 nomi e un cognome(di dove può venire il cognome?),si parla di un piccolo paese,era obbligatorio andare in brefotrofio?.Questi bimbi avevano un numero di matricola sull'atto di nascita?nel mio caso nulla.Dopo 12 anni viene riconosciuto da notaio,come figlio di una signora dello stesso paese e emigrarono per gle Americhe.Loro sono rimasti cittadini Italiani.Il discorso che lui,arrivato li,è stato registrato sotto il cognome di lei,invece in Italia è rimasto sotto il cognome di nascita,non c'è stato modifica del cognome,ne nessuna notificazione .Vorrei riprendere il cognome di nascita.Grazie in anticipo a chi potrà rispondermi,buongiorno.
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda Cawdor » lunedì 17 agosto 2015, 12:46

Casagrande era un cognome dato nel TV dall'orfanotrofio
leggenda o realtà nn lo so'
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda Messanensis » lunedì 17 agosto 2015, 13:37

MariaeErbertoCNC ha scritto:.Lui è stato registrato sotto 3 nomi e un cognome(di dove può venire il cognome?),si parla di un piccolo paese,era obbligatorio andare in brefotrofio?.Questi bimbi avevano un numero di matricola sull'atto di nascita?


Il cognome dato era di fantasia, inventato oppure poteva essere un cognome diffuso nella zona. Non era obbligatorio andare in brefotrofio. A volte i bambini, quando non erano abbandonati come in questo caso, crescevano insieme alla madre, anche se questa, per sua scelta, non appare nell'atto di nascita.
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda Barabba » sabato 10 dicembre 2016, 20:32

La mia non è una risposta ad una domanda precisa, sono solo alcune considerazioni ricavate dall'analisi di parte dei nomi e cognomi degli esposti del Comune di Palmanova (UD) nel decennio 1882-1891. Premetto che ho citato sono cognomi non presenti su GENS. Infatti, talvolta l'Ufficiale di Stato Civile, nell'inventarsi i cognomi, finiva per attribuirne alcuni sconosciuti in zona, ma presenti in altre parti d'Italia.

Alcuni dei bambini che vengono inviati al Brefotrofio di Udine hanno, nelle cose che li accompagnano (fascia, pannolino, corpetto, coperta), anche MEZZO fazzoletto, riservandosi forse la madre di riconoscerli in un secondo momento, usando il proprio MEZZO fazzoletto come contromarca di quello del bambino.
In alcuni casi la levatrice ne chiede l'affido.
Tutti i cognomi, qui, sono attribuiti dal Sindaco, Ufficiale di Stato Civile, in questo compito raramente sostituito da altri.
I nomi di battesimo utilizzati sono quelli comuni della zona e del tempo. Collegato al momento della nascita (23:30 del 31 dicembre) è il nome Silvestro, cui venne affibbiato il cognome Icronido, forse collegato al concetto di "cronos", 'tempo', data la nascita avvenuta a cavallo di due anni.
Alcuni cognomi sono collegati a costumi etilicamente poco morigerati della madre: mi riferisco a Turaccioli, a Cognacussi (in italiano moderno farebbe Cognachini), e, forse, a De Vigna.
Altri fanno riferimento a sentimenti buoni, come Amatini oppure Amo.
Inoltre, al di là delle aride formulazioni anagrafiche, dai cognomi imposti possono trasparire idee, spunti, considerazioni sulla possibile maternità o paternità della creatura. Il cognome Gianitti di una bimba è molto simile a quello della madre che alcuni anni dopo riconobbe. In Friuli sono molto diffusi i cognomi che hanno come base di partenza il nome di un borgo cui viene aggiunto il suffisso -at, -atto. Se una madre riferiva alla levatrice che il padre della creatura veniva da Ancona, se ne poté ricavare, alla friulana, Anconatto (al posto del più corretto "anconetano").
Un saluto.
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda fama78 » lunedì 12 dicembre 2016, 0:04

Salve, volevo mettere a conoscenza di una mia scoperta di qualche tempo fa sulla mamma di mio suocero.
Nata nel 1910 a Roma in una casa di vicolo S. Francesco (a Ripa) da "una donna che non consente essere nominata" ed affidata alla levatrice che la presentava, per poi essere inviata al brefotrofio di Roma con i seguenti oggetti: una camicia, un corpetto, due fasciatoi, due fascie, due cuffie ed un grambiule.
Nome e cognome gli viene assegnato dal Segretario Delegato dal Sindaco...
Potrei saperne di più sulla famiglia di appartenenza? Magari se esiste un registro dell'istituto dove era accolta sulle visite che riceveva?
Grazie per ogni consiglio.
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda Vincenzo » martedì 27 dicembre 2016, 14:50

Mi permetto di aggiungere un'altra domanda: ad Avellino, ad inizio 1800, ad un bambino "rinvenuto in fasce, di giorni uno o due", nell'atto di nascita viene affidato il nome di Lorenzo Trito. Qualcuno sa illuminarmi sul perché e per come di questa scelta? Grazie ancora!
Vincenzo
 
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda Barabba » martedì 27 dicembre 2016, 16:26

Per il nome non c'è mai stato un problema: l'Ufficiale di Stato Civile metteva un nome che piaceva a lui; magari, se si trattava di un maschio come nel tuo caso, gli metteva il nome che avrebbe messo a suo figlio se non gli fossero nate solo femmine...
Per il cognome, si trattava di trovare un cognome che nessun altro avesse, per evitare che un domani l'esposto si presentasse davanti a qualcuno che portava quel cognome chiedendogli conto di una paternità rifiutata.
Questo poteva dare origine a problemi: in Friuli, nel 1878, venne utilizzato il cognome FAVILLA, sconosciuto qui ma molto comune in Toscana. Lo stesso si può dire di FIAMMA, utilizzato nel 1880. Per noi ALBIONE, LANOTTE, ORIFIAMMA, PRIMAGEMMA sono cognomi mai sentiti, ma anche questi sono troppo diffusi in giro per la penisola da poterli pensare discendenti di quell'unico esposto friulano.
Una vena moralista la possiamo riscontrare nella attribuzione di cognomi come GAUDEAMUS, TANTIBACI, SORRISI, OREDOLCI: hai goduto prima, hai avuto i tuoi spassi? E adesso ti becchi la "creatura".
In qualche raro caso si tratta di cognomi di buon auspicio, come, ad esempio VITANOVA, nel quale l'impiegato comunale vede comunque qualcosa di positivo in una nuova nascita. Conoscendo le tristi vicissitudini alle quali questi bimbi sarebbero andati incontro, anche DIOTAIUTI e DIOTALLEVI possono rientrare in quest'ultima casistica.

Ciao.
Enrico
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda Vincenzo » martedì 27 dicembre 2016, 16:50

Grazie mille, gentilissimo ed esaustivo!
Vincenzo
 
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Re: Cognome ai bambini abbandonati.

Messaggioda domemo77@virgilio.it » sabato 26 dicembre 2020, 12:42

Salve a tutti, io sono Loredana. ho scoperto questo interessantissimo sito-Forum solo pochi giorni fa, ringrazio anticipatamente l' amministratore che mi ha dato la possibilità di attivare il mio account. Scrivo con la speranza, dopo anni di ricerche presso Comuni, Archivi di Stato, Registri dello stato delle Anime, Archivi Vescovili, Iscrizione ad Ancestry, Archivio dei Mormoni e tanto altro, di ricevere maggiori chiarimenti circa la possibile provenienza del mio cognome. cercherò di raccontarvi brevemente la storia di mio nonno, papà di mio padre.
Il 6 aprile del 1903 nacque, presumibilmente in questa data, mio nonno lasciato da una donna che non acconsentì di essere nominata presso la allora esistente Ruota degli Esposti affidata alle Suore di S. Chiara in Foggia, in via Basilica n.34. Il bambino fu lasciato con una camicina, un corpettino, una cuffietta ed un solo pedalino. L' Ufficiale di stato Civile presente in Comune in quel giorno, sempre quello di Foggia, alla presenza dei testimoni nonchè gestori della Ruota, diede al piccolo il nome di BERLANTINI Pasquale.
Dalle ricerche che ho effettuato negli anni, totalmente eseguite in maniera da" autodidatta" , ho scoperto che è esistita un'unica BERLANTINI, aldilà della mia famiglia, di nome Colomba, nata il 20 aprile del 1841, anch'essa stranamente esposta alla Ruota di S. Spirito de l'Aquila. Ho seguito per quanto ho potuto la vita di questa donna vissuta a Tione, che a sua volta ha avuto una figlia da padre ignoto per il Comune, a cui ha dato il suo cognome ,BERLANTINI Antonia. di quest' ultima si sono perse le tracce poichè dai documenti che ho recuperato, pare essersi trasferita in America.
Le mie ricerche si sono bloccate qui.
Ovunque io sia andata mi è stato sempre risposto che tale cognome è nato dalla fantasia dell'Ufficiale di Stato Civile presente in Comune in quel giorno. Mi sorgono di conseguenza queste domande:
1) considerando la particolarità di tale cognome, come è stato possibile che nel 1841 fosse assegnato ad un altro esposto?
2) esiste una lista di cognomi d'invenzione da assegnare agli esposti?
3) dato che i 100 anni legali di tempo dall' abbandono sono scaduti abbondantemente, qualcuno mi saprebbe indicare qualche tipologia o criterio di ricerca per poter risalire alle origini del cognome per eventualmente risalire alla madre di mio nonno ?
Mille grazie per l'ascolto.
Un caro saluto a tutti.
Loredana Berlantini
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