de Giacomo/La Falce

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Messanensis, Alessio Bruno Bedini, GENS VALERIA

de Giacomo/La Falce

Messaggioda Gandalf » mercoledì 4 agosto 2004, 18:25

Sono un appassionato di genealogia ed araldica, ma neofita (lo capirete dalle domande postate) che spera di riuscire, tramite l'esperienza degli utenti, a condurre validamente ricerche genealogiche sulla sua famiglia.
Vorrei innanzitutto esprimere un doveroso apprezzamento per la qualità e la serietà dei messaggi postati e dei contenuti del forum; in una rete dove troppo spesso si finisce per pescare facilmente fantomatiche genealogie ed altrettanto facili titoli nobiliari acquisiti a suon di carta di credito, I Nostri Avi spicca per competenza e correttezza.
Ma venendo al motivo del mio interesse per la genealogia, vi sarei grato se qualcuno degli utenti potesse fornirmi del materiale introduttivo circa la nascita e l'evoluzione delle particelle minuscole 'de','di'...non sono riuscito a trovare nulla di interessante e scientifico sulla loro origine e sul loro uso. Per quanto riguarda la mia ricerca, mi sto occupando di ricostruire il filo genealogico della famiglia 'de Giacomo' e ' La Falce',entrambe originaria della Campania. Da alcune fonti orali, non verificate, mi risulta che la famiglia 'de Giacomo' abbia una lontana origine spagnola e il cognome abbia subito qualche modificazione. Lo stemma della famiglia sarebbe composto da 'due bordoni da pellegrino in campo azzurro ed oro'; per cio' che riguarda i 'La Falce' lo stemma e' composto da 'una mano che stringe un falcetto'.
Le domande sarebbero davvero troppe e non voglio abusare della pazienza degli utenti, gradirei solo qualche indicazione di massima circa l'origine dei simboli araldici a cui ho fatto cenno (mi interesserebbe capire il significato dell'attribuzione dei bordoni in particolare) e se qualcuno degli iscritti possiede notizie utili alla ricostruzione della storia delle due famiglie.
Grazie
D. de G.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 4 agosto 2004, 18:42

Gentile Gandalf,

piacere di trovarla nel forum (e con uno pseudonimo così… familiare per un tolkeniano come me) mi permetto di lanciare qualche riflessione sui suoi quesiti.

Senza entrare nel merito di notizie storiche sulle due famiglie - troppo distanti e sconosciuti per me gli ambiti storico-genealogici partenopei - direi invece che a livello araldico gli stemmi sembrerebbero riconducibili ad una semplice, usuale ed immediata simbologia "parlante" che esprimeva cioé nei simboli i nomi dei due casati.

Il bordone del pellegrino può ben alludere a mio avviso a San Giacomo i cui noti attributi simbolici sono appunto conchiglia e bordone, mentre il falcetto è quasi una scontata figura per ricordare una famiglia che si chiami de Falce.

Un saluto cordiale

F.J.V.T.
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bordone...

Messaggioda Gandalf » mercoledì 4 agosto 2004, 19:45

la ringrazio per la risposta;quindi se capisco bene il simbolo araldico trarrebbe origine dal cognome,non avrebbe un significato in se...;
conosce qualche pubblicazione dove approfondire il tema?
grazie
D. de G.
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Catasto provvisorio/Cognome

Messaggioda Gandalf » giovedì 5 agosto 2004, 0:08

Sempre in merito alle preposizioni che precedono il cognome, durante alcune ricerche condotte sul Catasto provvisorio di Casaletto Spartano (Sa) del 1811, ho avuto modo di notare che il cognome de Giacomo veniva registrato alla lettera G, non alla lettera D. Qualcuno può spegarmene il motivo? per altri proprietari censiti infatti la registrazione
e' stata diversamente registrata alla lettera D.
Grazie
D. de G.
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Messaggioda MMT » giovedì 5 agosto 2004, 0:19

Credo che questo fatto dipenda da chi scrive il catasto. E' a sua libera discrezione.

Saluti,
Michele M. Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 5 agosto 2004, 9:20

Gentile Gandalf,

si, in sostanza lo stemma parlante “funziona” in questo modo: dato il gentilizio i simboli dello stemma lo esprimono, in modo più o meno diretto, visivamente. Un modo semplice ma efficace.

Un testo che tratti in dettaglio delle “armi parlanti” dubito che esista, casomai conviene cercare qualche articolo o saggio ad hoc apparso in pubblicazioni araldiche ma al momento purtroppo non mi viene in mente nulla e spero che qualche altro frequentatore del forum possa esserLe di maggior aiuto.

Un saluto cordiale,

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 17 agosto 2004, 20:55

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Gentile Gandalf,
si, in sostanza lo stemma parlante “funziona” in questo modo: dato il gentilizio i simboli dello stemma lo esprimono, in modo più o meno diretto, visivamente. Un modo semplice ma efficace.

...e concordo con te nel pensare che i due stemmi proposti siano parlanti. :wink:

Un testo che tratti in dettaglio delle “armi parlanti” dubito che esista...(omissis)...


:oops: Difatti... è la stessa natura degli stemmi parlanti a causare ciò: se un simbolo è già di suo l'evidente trasposizione visiva di un nome, resta ben poco da dire di più... :wink:

Ciò è ben evidente nel caso dell'arma La Falce; mentre, sui di Giacomo, il discorso è più sottile, coinvolgendo il più celebre e noto fra gli strumenti usati da chi si recava e reca in pellegrinaggio alla tomba ispanica dell'omonimo Apostolo.

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chiarimenti e lumi

Messaggioda Gandalf » mercoledì 18 agosto 2004, 18:46

egregio fra' Eusanio, sarebbe così gentile da illuminare anche se sommariamente il discorso sui 'di Giacomo' e il bordone da pellegrino?
Non avrebbe notizie sulle famiglie tratte dal suo scriptorium???
Grazie per la pazienza
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 18 agosto 2004, 19:54

Gentile amico,
non dubiti: ho già compulsato le fonti, ma :oops: invano... sennò, più che volentieri già le avrei esposto tutto quel che avrei reperito sulle due famiglie in questione!

Circa il discorso simbolico-parlante dell'arma di Giacomo, mi rifaccio a quel che egregiamente ha già delineato l'amico Franz Joseph:
Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)... Il bordone del pellegrino può ben alludere a mio avviso a San Giacomo i cui noti attributi simbolici sono appunto conchiglia e bordone...(omissis)...

Lei sa che questo 2004, per felice coincidenza, è Anno Santo Compostelliano: cioè, chi si reca al santuario spagnolo di Santiago de Compostella, millenario punto d'arrivo del terzo itinerario di pellegrinaggio della nostra religione (gli altri due essendo Roma e Gerusalemme), gode delle medesime prerogative legate allo svolgimento dell'Anno Santo "Romano". In tale santuario sono conservate le spoglie dell'Apostolo Giacomo, oggetto di secolare devozione per tutto il mondo cristiano, e tuttora raggiunte (anche e soprattutto a piedi!) dai fedeli.

Questo per dirle che su Internet, ancora in questi giorni, non farà la minima fatica a trovare mille riferimenti a tutto ciò... e quindi anche ai bordoni (cioè ai bastoni) con cui i pellegrini si accompagnavano e si accompagnano nel loro cammino verso la stellata tomba di San Giacomo.

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