Famiglia Fenaroli

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Alessio Bruno Bedini, Messanensis, GENS VALERIA

Famiglia Fenaroli

Messaggioda Armando » mercoledì 23 giugno 2004, 18:26

Buon giorno a tutti,
in attesa di nuove informazioni sulle famiglie Bellelli e Matarazzo,chiedo nuovamente aiuto ai gentili amici del forum per ricercare qualche notizia sulla famiglia di un mio amico,i Fenaroli di Brescia, e sul loro stemma.Ringrazio anticipatamente,
Armando Bellelli
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Messaggioda marco foppoli » giovedì 24 giugno 2004, 11:43

Egregio Signor Bellelli,

spero di farLe cosa gradita nel riportare alcune brevi notizie sui Fenaroli stirpe tra le principali del patriziato di Brescia sebbene fossero di antico ceppo bergamasco, originari, per la precisione, di Tavernola dove un Giacomo nel ‘200 pare essere il capostipite della famiglia.

Furono feudatari di Passirano in Franciacorta con i Terzi Lana ed il Nassino ci dice che si fecero ricchi sia nel Bresciano che nella Bergamasca.
In Brescia avevano le loro residenze tra le famiglie nobili nella Quadra Sesta e Settima di S. Faustino, parrocchia di S. Giovanni.

Bartolomeo di Erbusco nel 1727 diveniva erede del locale ramo dei Martinengo ivi estintosi. Gerolamo nel 1798 ospitò più volte nel proprio palazzo di Brescia Napoleone, mentre un altro imperatore, ma questa volta austriaco e, cioé, Francesco Giuseppe I, nel 1857 era ancora ospite di Ippolito Fenaroli. Pietro sarà il fondatore del Credito Agrario Bresciano di cui sarà presidente dal 1934 al 1954.

Lo stemma, “di rosso alla banda d’argento al capo dell’impero” nella sua semplicità sembrerebbe testimoniare l’origine antica della famiglia.

Per ulteriori notizie Le consiglio di consultare la rispettiva voce nell’”Enciclopedia Bresciana” che potrà trovare agevolmente in qualche biblioteca locale.

Cordialità,

Marco Foppoli aih

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Messaggioda Ospite » giovedì 24 giugno 2004, 16:55

Gentile Signor Bellelli,

le invio i cenni storici pubblicati a suo tempo dal Marchese Vittorio Spreti nell’Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana, lettera F, volume III.

Fenaroli
Da Tavernole, sulla sponda occidentale del lago di Iseo, trae origini questa antichissima famiglia che ebbe ramificazioni a Milano, Modena ma soprattutto a Brescia. In Milano un Giacomo di Giovanni, fratello di Viviano di cui parliamo più avanti, nel 1437 ottenne la cittadinanza ma il ramo si estinse presto; a Modena invece un altro ramo si estinse nei primi anni del sec. XIX col conte Giuseppe, già Ministro e Maggiordomo degli Estensi. Viviano di Giacomo che, assieme a 5 fratelli, appare in un atto notarile del 1290 é il certo capostipite di tutte le discendenze bresciane: furono suoi figli Giovanni e Federico. Giovanni, che viveva nel 1420 fu condottiero di armati al seguito dei Visconti ed ebbe per figli: Fedreghino dal quale discende, dopo 12 generazioni, Federico di Giuliano e Pietro che fu l'avo di Galeazzo e di Ventura, ambedue celebri per la parte che ebbero nella congiura e la sollevazione dei bresciani contro i francesi nell'assedio del 1512. Un nipote di costoro, Carlo Celso, fu dapprima condottiero sotto l'imperatore Ferdinando III e poscia, passato al servizio della repubblica Veneta, fu goverantore di Candia che nel 1645 difese così valorosamente contro i Turchi da essere, creato colonnello ed insignito del titolo di Conte per sé e discendenti. Questo ramo si estinse con Ottavio nel 1745. Federico, l'altro figlio di Viviano, fu padre di Tonino nato nel 1384, che, distintosi nelle guerre dal 1426 al 1454 fra Venezia e i Visconti fu insignito di ampli privilegi da Filippo Maria e poi da Francesco Sforza, privilegi che pe'suoi meriti gli vennero confermati dalla Veneta repubblica. Tonino fu il capostipite dei diversi rami bresciani che man mano si distinsero col nome dei paesi dove presero più frequente dimora: il ramo di Fantecolo, quello di Provezze, che si spensero nella seconda metà del secolo XVII, e finalmente il ramo di Passirano, estintosi nel 1880 e quello di Corneto, il solo oggi vivente. Mariano, abbiatico di Tonino, venne ammesso nel Consiglio generale della Nobiltà bresciana nel 1503; suo nipote Girolamo (morto nel 1550) fu padre di Gio. Antonio capostipite dei Fenaroli di Passirano e di Gio. Maria capostipite del ramo di Corneto.

Fenaroli Valotti
Con Regio Decreto del 30 novembre 19242 a Giuseppe di Lelio (nato 16 marzo 1890) della famiglia, venne rinnovato il titolo di conte di Monzone per eredità dello zio materno conte Antonio Valotti di Monzone, del quale pure aggiunse il cognome.

******

Tutti gli stemmi dei Fenaroli, tranne quello di un ramo, presentano la seguente blasonatura:
ARMA: di rosso ad una banda d'argento, col capo d'oro caricato di un'aquila di nero al volo spiegato coronata del campo

Il ramo dei Fenaroli di Trieste - Rudiano innalza invece:
ARMA: troncato: nel primo d’azzurro all’aquila d’oro, nel secondo di rosso alla banda d’argento

Circa i Fenaroli le consiglio la lettura dell’opera del Barone Augusto Monti della Corte “Stemmario Bresciano” con tavole a colori, e l’opera del Prof. Ugo Vaglia “Stemmario Bresciano, Camuno e Benacense” (illustrato a colori).
Sulle famiglie bresciane potrà leggere anche “Stemmi e notizie di famiglie bresciane” di G. Piovanelli (Casa Editrice Zanetti di Montichiari) e, forse, il “Blasonario Bresciano” di A. De Cataldo, P.G. Castagna, B. Landi, D. Maggi e Alberto Superfluo, edito nel 1992 a cura della Casa Editrice Zanetti di Montichiari (BS).

Le consiglio una visita presso la Biblioteca Queriniana di Brescia ove potra consultare, oltre alle opere su ricordate, anche interessanti fonti manoscritte che aprlano dei Fenaroli (la Bibiloteca Queriniana di Brescia ha anche un ricco fondo di documenti di interesse araldico genealogico)

Cordialmente

Andrea Borella
editore dell’Annuario della Nobiltà Italiana
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Messaggioda Ospite » giovedì 24 giugno 2004, 17:38

Circa le fonti che potrà consultare alla Biblioteca Civica Queriniana di Brescia, e che contengono lo stemma o notizie concernenti la famiglia Fenaroli le segnalo le seguenti opere manoscritte:

1. Giuseppe Gelmini, Stemmi di Famiglie Bresciane (MS. F. VIII. 7)
2. Processi di Nobiltà e Cittadinanza, B. VI. - 295 (1611-1612) Fenaroli
3. Processi di Nobiltà e Cittadinanza, B. VI. - 301 Fenaroli
4. Processi di Nobiltà e Cittadinanza, B. VI. - 301 Fenaroli
5. Processi di Nobiltà e Cittadinanza, B. VI. - 303 Fenaroli
6. Processi di Nobiltà e Cittadinanza, B. VI. - 304 Fenaroli
e seguenti, in varie buste, sino alla busta B IX 386

Dovrebbe esitere un indice delle famiglie contenute nelle singole buste presso la sala manoscritti della Biblioteca. Se non vi fosse le segnalerò gli estremi d'archivio che ho qui omesso (sono veramente tanti !)

interessante anche la B IX 391 Privilegi di Nobili e cittadini per esenzioni sec. XV-XVI - Fenaroli

Cordialmente

Andrea Borella
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Messaggioda marco foppoli » giovedì 24 giugno 2004, 18:34

Egregio Signor Bellelli,

seppur la doviziosa e amplissima bibliografia via via riportata nel topic sia certamente interessante, credo che per il semplice approccio iniziale, insomma quella “qualche notizia” sui Fenaroli di cui chiedeva, credo che la già monumentale Enciclopedia Bresciana redatta a cura di Mons. Antonio Fappani, risulti allo stato l'opera più aggiornata e completa che riguardi le famiglie bresciane. Non scevra da qualche imprecisione, tale opera riporta molto esaurientemente la storia delle famiglie patrizie bresciane ed anche copiosissime biografie dei loro esponenti più illustri.

In ogni caso per completezza della dotta bibliografia succitata mi pare manchi solo una doverosa citazione del “Libro d’oro della nobiltà italiana” che in sue varie edizioni ha trattato dei suddetti Fenaroli.

Augurandomi di esserLe stato utile la saluto cordialmente.

Marco Foppoli aih
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Messaggioda Armando » giovedì 24 giugno 2004, 22:21

Gentili amici,
vi ringrazio vivamente,mi avete dato informazioni molto interessanti!
Armando Bellelli
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Messaggioda Ospite » venerdì 25 giugno 2004, 8:57

Di nulla, gentile Signor Belelli.

Aggiungerei alla bibliografia già riportata anche la prossima pubblicazione dell'Annuario della Nobiltà Italiana che riporterà anche gli stemmi al tratto dei vari rami dei Fenaroli e alcuni stemmi a colori degli stessi.

Circa l'Enciclopedia Bresciana non mi sento di condividere il consiglio datoLe dal sig. Foppoli in quanto, proprio per la storia di altra famiglia nobile bresciana, le notizie riportate alla voce non mi sono sembrate sufficientemente dimostrate e sostanzialmente contrarie a quanto riportato nell'Enciclopedia Storico Nobiliare del Marchese Vittorio Spreti in una voce a firma del Marchese e Conte Fausto Lechi (forse il maggiore fra gli studiosi della storia nobiliare bresciana con il Barone Augusto Monti della Corte).

Ritengo, ma è una mia personale opinione, che ricerche nel settore, per quanto limitate a qualche notizia, vadano condotte su testi specifici di araldica e genealogia e non su testi generalistici come quello segalatoLe.

Comunque confrontare le fonti a stampa sarà per Lei semplicissimo e potrà farsi una sua idea in proposito.

Cordiali saluti

Andrea Borella
editore dell'Annuario della Nobiltà Italiana
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Messaggioda marco foppoli » venerdì 25 giugno 2004, 13:47

Gentile Signor Bellelli,

sono lieto di esserLe stato di aiuto.

Mi perdonerà se approfitto di questo mio ultimo intervento per difendere con convinzione il valore dell’ “Enciclopedia bresciana” verso i giudizi negativi espressi poco sopra dal signor Andrea Borella che, a Lei e agli altri membri del Forum, potrebbero ingenerare un’ingiusta considerazione dell’opera stessa e, di riflesso, dei suoi validissimi collaboratori passati ed attuali.

Opera generale e “summa” di tutto quanto è “brescianità”, diretta da Mons Antonio Fappani Presidente della fondazione “Civiltà bresciana”, in continuo aggiornamento (ad oggi è arrivata al XVIII volume!), l’”Enciclopedia bresciana” anche come comodo repertorio storico-araldico delle famiglie bresciane ha eccome un elevato ed indubbio valore. Essa si basa non solo su tutti gli autori locali già citati in questo “topic”, ma, in più, su ulteriori contributi di altri due celebri storici e araldisti bresciani.

In “primis” vorrei ricordare gli studi storico araldici dell’erudito Mons. Paolo Guerrini, dagli anni ‘30 collaboratore pluridecennale della “Rivista Araldica”, autore di dettagliati studi su famiglie e stemmi bresciani che già allora si distinguevano per uno scrupoloso approccio scientifico e multidisciplinale alla materia. Penso poi a Mons. Masetti Zannini attuale direttore dell’Archivio Diocesano di Brescia e Docente Associato di Paleografia e Diplomatica, presso l’Università Cattolica di Brescia il cui valore e la competenza di araldista e storico mi hanno più volte stupito per la pacatezza e l’umiltà della persona.

Gentile signor Bellelli si rivolga con tranquillità all’“Enciclopedia”: anche in ambito storico-araldico, ne potrà apprezzare la comoda reperibilità, l’utile sintesi storica e la vasta mole bibliografica, documentaria ed archivistica che ne è alla base. Un’ottimo punto di partenza per una conoscenza iniziale da cui in seguito, se vorrà, archivi e biblioteche la condurranno ancor più lontano.

Mi scuso per la mia non usuale lungaggine, ma tanto dovevo a Lei e agli altri utenti di questo forum. La saluto cordialmente.

Marco Foppoli aih
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Messaggioda Ospite » venerdì 25 giugno 2004, 14:46

A scanso di equivoci sono obbligato a fare una precisazione in quanto non mi piace che vengano travisate le mie parole dal sig. Foppoli o da altri.

Ho scritto: "ritengo, ma è una mia personale opinione, che ricerche nel settore, per quanto limitate a qualche notizia, vadano condotte su testi specifici di araldica e genealogia e non su testi generalistici come quello segalatoLe" e ancora "circa l'Enciclopedia Bresciana non mi sento di condividere il consiglio datoLe dal sig. Foppoli in quanto, proprio per la storia di altra famiglia nobile bresciana, le notizie riportate alla voce non mi sono sembrate sufficientemente dimostrate e sostanzialmente contrarie a quanto riportato nell'Enciclopedia Storico Nobiliare del Marchese Vittorio Spreti".

Quindi non ho espesso "giudizi negativi" "che (...) potrebbero ingenerare un’ingiusta considerazione dell’opera stessa e, di riflesso, dei suoi validissimi collaboratori passati ed attuali." come mi attribuisce il sig. Foppoli ma ho solo consigliato la lettura di testi specifici, per forza di cose più approfonditi, opere non dello scrivente, ma di alcuni fra i maggiori studiosi della materia (Spreti, Lechi e Monti della Corte) e di alcuni manoscritti conservati presso la Biblioteca Civica Queriniana di Brescia.

Gentile Signor Belelli la lascio alle sue ricerche bibliografiche e, forse, anche archivistiche, che spero profique anche per le mie segnalazioni, scusandomi per questa divagazione con Lei e con i gentili lettori del forum.

Cordialmente

Andrea Borella
editore dell'Annuario della Nobiltà Italiana
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Messaggioda marco foppoli » venerdì 25 giugno 2004, 15:56

Se le parole:

"le notizie riportate alla voce non mi sono sembrate sufficientemente dimostrate e sostanzialmente contrarie a quanto riportato nell'Enciclopedia Storico Nobiliare del Marchese Vittorio Spreti"

non significano esprimere un giudizio critico sostanzialmente negativo me ne rallegro per la chiarezza finale del topic e per la considerazione che ho dell'opera ivi citata e dei suoi autori.

Cordialità

Marco Foppoli
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Messaggioda Ospite » venerdì 25 giugno 2004, 17:04

Infatti.

Fra opera universale ed enciclopedica come la magnifica "Enciclopedia bresciana", vero compedio e summa della storia, e non solo, bresciana e i lavori di un Monti della Corte o di un Lechi come collaboratore dell'Enciclopedia Storico Nobiliare di Vittorio Spreti, a coloro, come il Signor Bellelli che dovessero chiedere informazioni su quali fonti consultare, consiglierò sempre quelle specialistiche, senza per questo voler sminuire il valore delle opere più generalistiche e, men che meno, dei collaboratori e degli estensori delle medesime che, nel caso in oggetto, sono alcuni fra i maggiori studiosi contemporanei e non di queste materie.

Tuttavia, in presenza ed in facile reperibilità, come nel caso in oggetto, di fonti anche bibliografiche dedicate proprio all'argomento in questione è sempre preferibile fare riferimento a quelle piuttosto che ad altre, forse più famose, ma che trattano più argomenti come appunto i lavori enciclopedici.

Diversamente sarebbe come sostenere preferibile farsi curare da una persona che ha letto la magnifica, monumentale e storica Enciclopedia Italiana Treccani invece che da un medico che, pur non avendola forse mai aperta, si è formato su testi specialistici di medicina.... :P

Se devo studiare il castello di Brescia o, più in generale, che so, le opere di un pittore bresciano del rinascimento certo potrò andare anche a leggere una Enciclopedia .... ma quante e quanto più approfondite notizie potrò reperire leggendo una pubblicazione monografica...

Invero nello specifico, ma parlo di altra famiglia, della quale mi sono occupato, le notizie riportate dell'Eciclopedia differiscono alquanto da quelle ricordate dal Conte Lechi, studioso di immortale fama, pubblicate sull'Enciclopedia Nobiliare Spreti (che pur essendo opera enciclopedica è opera universalistica dedicata a particolare argomento cioè alla nobiltà delle famiglie italiane delle quali si sta qui - appunto - parlando), ed io, memore di questo, come esperto nella materia, mi sento di consigliare, per una ricerca su una specifica famiglia, altre fonti.

Ma non mi sembra il caso di iniziare qui una discussione sull'esegesi delle fonti o tra la predominanza delle fonti monografiche e specifiche sulle opere enciclopediche in quanto ritengo questo essere concetto così ovvio e lapalissiano da non meritare neppure ulteriori parole, argomento inoltre che esula da quanto trattato in questo topic.

Sig. Foppoli lasci giudicare al Sig. Bellelli quali fonti gli saranno più utili per la ricerca intrapresa: non escludo che potrà trovare più interessante per il genere di ricerca che sta facendo le notizie riportate alla voce "Fenaroli" nell'Enciclopedia Bresciana da lei segnalata.


Cordiali saluti

Andrea Borella
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Fenaroli nell'Armoriale del Regno italico

Messaggioda Emanuele Pigni » venerdì 2 luglio 2004, 15:04

Stimatissimi colleghi,

trascrivo la voce Fenaroli dall'Armoriale del Regno italico del sottoscritto, di prossima pubblicazione (prego di notare che non si tratta di un'opera genealogica ma esclusivamente araldica e biografica):

FENAROLI. - Inquartatura: primo quarto franco, di verde con un capriolo d'oro abbassato sotto cinque stelle d'argento a tre e due; secondo, di rosso con un bastone di comando nero armellinato d'oro e cerchiato del medesimo; terzo, di rosso con alare a fiamma ondeggiante d'argento; quarto, palato d'argento e d'azzurro. Ornati esteriori: di conte. Livree: bianco, rosso, e verde carico.
Giuseppe FENAROLI, conte del Regno a norma dell'art. 2 del settimo statuto costituzionale, con lettere patenti 12 aprile 1809; gran dignitario dell'Ordine della Corona di ferro, 20 febbraio 1806; comandante della Legion d'onore, 17 luglio 1804. Nacque a Brescia il 24 marzo 1760 dal conte Bartolomeo e dalla contessa Paola nata dei conti Avogadro; provveditore ai confini della Repubblica di Venezia lungo il fiume Oglio, 1795; membro del Governo provvisorio di Brescia nel comitato di finanza, 1797; membro del Corpo legislativo della Repubblica cisalpina nel Gran Consiglio, 9 novembre 1797 - 15 aprile 1798; membro del comitato consulente di finanza della Repubblica cisalpina, 20-22 novembre 1797; deputato alla Consulta straordinaria della Repubblica cisalpina (Lione, 31 dicembre 1801 - 26 gennaio 1802) nella deputazione dei notabili del dipartimento del Mella; membro del collegio elettorale dei possidenti, 26 gennaio 1802; membro della Consulta di Stato della Repubblica italiana, 26 gennaio 1802; gran maggiordomo maggiore, 9 maggio 1805 - 1814; membro del Consiglio di Stato, 9 maggio 1805 - 19 febbraio 1809; senatore di diritto, 19 febbraio 1809; si ritirò a vita privata nel 1814; morì a Brescia nel gennaio 1825.
Il conte del Regno apparteneva al ramo detto di Passirano (comitale dal 1646) di un'antica famiglia bresciana originaria di Tavernole, sul lago d'Iseo. Arma: Di rosso ad una banda d'argento, col capo d'oro caricato di un'aquila di nero al volo spiegato coronata del campo (che è dell'Impero).
FONTI E BIBL.: ASMi, Araldica, p. m., b. 113, e Araldica, registri, reg. 6, n. 5; Cremosano, II, p. 123; Rietstap, I, p. 658; Crollalanza, I, p. 397; Révérend, II, p. 158; Comandini, I, p. 634; Enc. stor.-nob. it., III, p. 116; Bascapè - Del Piazzo, p. 807.

Con i miei più cordiali saluti.

Emanuele Pigni
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Re: Famiglia Fenaroli

Messaggioda betelges » mercoledì 30 agosto 2017, 22:09

Buonasera, forse posso apportare il mio contributo a questa discussione. Questo sigillo proviene con sicurezza dai Fenaroli di Brescia e lo stemma a destra dovrebbe rappresentare quello della famiglia. Non sono riuscito a identificare quello sulla sinistra. Se riusciste a portare luce su questo sigillo "nuziale" sarebbe cosa per me graditissima.
Allegati
P1010526.JPG
betelges
 
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