Famiglia Grassi

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Alessio Bruno Bedini, Messanensis, GENS VALERIA

Messaggioda San Marco » lunedì 14 maggio 2007, 1:44

Oltre alla interessante " carellata " della famiglia Grassi riportata dal " collega " andvent " lo Scorza nella sua opera menziona anche:
Grassi ( di Ferrara ): Partito d' oro e di rosso, all' aquila bicipite sul tutto partita di nero e d' argento.
Grassi ( di Brescia ): Spaccato di rosso e di nero; alla branchia di leone in capo in palo d' oro.
Grassi ( Sicilia-originari di Pisa ): D' azzurro all' aquila bicipite di nero coronata d' argento.
Grassi ( de) ( Napoli ) Nobili di Bologna e Parma. Conti Palatini. Partito nel 1° d' oro alla mezz' aquila uscente dalla partizione di nero nimbata d' oro; nel 2° di rosso alla mezz' aquila uscente dalla partizione d' argento coronata d' oro; col capo d' Angiò.

Per i Grassi già menzionati nell' intervento precedente, quelli Lombardi sono Nobili di Milano; quelli Toscani sono Nobili di Siena; quelli di Padova sono Nobili di Padova e Verona,
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Messaggioda Batman » lunedì 14 maggio 2007, 3:41

Qualcuna di queste famiglie ha legami con il famoso Palazzo Grassi di Venezia (quello delle mostre per intenderci)?
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Messaggioda Nightfox » lunedì 14 maggio 2007, 5:02

No Palazzo Grassi a Venezia è stato fatto costruire dalla famiglia di origine Chioggiana.
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Messaggioda San Marco » lunedì 14 maggio 2007, 9:37

Per la famiglia Grassi Chioggiotta:
Antichissima, la famiglia Grassi trasse l'origine da Bologna, e nel 1230 si trasferì a Chioggia, di cui ottenne la cittadinanza nel 1646. Trasmigrata a Venezia salì agli onori del patriziato nel 1718 in un Paolo e fratelli (uno dei quali per nome Pietro fu vescovo di Parenzo) offrendo alla Repubblica nell'ultima guerra turchesca 60 mila ducati d'argento. Angelo, figliuolo di Paolo, edificò verso la metà del secolo scorso un magnifico palazzo in «Campo S. Samuele», sulle cui scale, a documento dei propri figli, fece scolpire il motto: Concordia Res Parvae Crescunt; Discordia Etiam Maximae Dilabuntur. Giovanni, uno di questi, impalmò nel 1772 Margherita Condulmer, e qui, per dare un'idea della dissolutezza dei tempi, riportiamo un aneddoto conservatoci dal prete Zilli nelle sue «Memorie di casi avvenuti in Venezia» (Codice Cicogna 1166). Racconta il buon prete che, il 20 gennaio 1779 M. V., «la N. D. Margherita Condulmer, moglie di s. Zuane Grassi, d'improvviso si ritirò nel monastero di S. Lucia. Il motivo di tale risoluzione fu, per quanto vien detto, la negativa avuta dal marito (per altro all'eccesso compiacente) di avere per suo cavaliere servente il N. U. Gaetano Dolfin, figlio di campaniel di Melma, giovane che affetta il letterato, e desiderato appunto per questo dalla dama, onde servirgli di guida nelle scienze, come ella diceva. Il giorno dietro però si lasciò persuadere a ritornare alla propria casa. Non è questo il primo tratto di pazzia di questa signora, la quale non ha difficoltà di dire al marito di dare e ricevere dei baci dai suoi serventi, ma nulla di più, come altresì non è questo il primo incontro pel marito di farsi ridicolo appresso tutto il paese, essendo scimunito e stupido a segno tale da andare in persona a pregare il servente di riconcigliarsi colla moglie e di tornare al suo fianco, come fece nell'incontro che Baccalario Zen l'aveva abbandonata».

La famiglia Grassi si estinse nella prima metà del secolo presente nei figli del suddetto Giovanni, viventi ancora i quali, il palazzo venne alienato. Esso in quest'ultimi tempi fu ristaurato, e decorato di prossimo giardino dal barone Simeone Sina.

Una «Corte Grassi» esiste anche a S. Sofia, presso la «Ruga dei due Pozzi», così denominata da un'altra famiglia del medesimo cognome. Trovasi che nel 1514 un «Domenego», un «prè Lorenzo», un'«Anzola», ed una «Paola, fratelli e sorelle Grassi», abitavano in parrocchia di S. Sofia. E nei Necrologi Sanitarii: «Adì 6 Setembrio 1610: il S. Pietro di Grassi del q. Francesco d'anni 26 in c.a. da una ferita nel petto g.ni X. S. Sofia». Un Paolo Grassi pittore fece, secondo la «Cronica veneta sacra e profana» del 1736, alcuni lavori nella prossima chiesa di Santa Caterina
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Messaggioda Batman » lunedì 14 maggio 2007, 22:09

Eh bè...mica seorie da niente! Diciamo che Venezia al suo canto del cigno era simile ad un'isola-postribolo...
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Messaggioda PAUL » lunedì 14 maggio 2007, 22:17

Sempre su internet trovo un riferimento ad una famiglia Dei Baroni Grassi Pirrone originaria forse di Uggiano in Provincia di Lecce. Non trovo però altre notizie.
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famiglia grassi da lecce

Messaggioda Centelles5 » mercoledì 29 agosto 2007, 9:25

della famiglia grassi possiedo l'albero genealogico ricostruito dal foscarini.
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Messaggioda RFVS » mercoledì 29 agosto 2007, 12:38

a proposito di Lecce...sul volume Lecce Nobilissima c'è nulla della famiglia Tommasi, di Calimera?
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Re: famiglia grassi da lecce

Messaggioda mimmograssi » giovedì 6 settembre 2007, 0:13

Centelles5 ha scritto:della famiglia grassi possiedo l'albero genealogico ricostruito dal foscarini.

Gent.mo Signor Centelles5,
se non Le è di disturbo potrebbe fornirmi, con un PM, l'albero genealogico ricostruito dal Foscarini? Vorrei confrontarlo con quello della mia famiglia.
Cordiali saluti
Domenico Grassi Aradeo
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » giovedì 13 settembre 2007, 17:45

RFVS ha scritto:a proposito di Lecce...sul volume Lecce Nobilissima c'è nulla della famiglia Tommasi, di Calimera?


Signor Riccardo,
scusi per il ritardo ma sono a risponderLe pubblicamente a tale domanda:

a pagina 173 del testo in epigrafe è scritto:
" Via del Pittaccio n.1
Nel portaggio di Rugge, Isola di S. Maria del Paradiso, sono i ruderi di quello che fu il palazzo che possedettero in Lecce i Tommasi, i quali sul mignano apposero la loro Arme " D'Azzurro, al leopardo d'oro sopra un monte di tre cime al naturale, movente dalla punta".
I tommasi famiglia decorata nel sec.XVII del titolo di Conti Palatini, possedettero inTerra d'Otranto il feudo di Mauritano.
Provenienti dalla Sicilia, stanziarono in Gallipoli, ove parecchi esponenti della famiglia, ricoprirono la carica di sindaco pel ceto nobile; Gio. Battista, vissuto nel secolo scorso, fu R. Giudice della Gr. Corte Criminale, storico, archeologo e letterato.
Sul finire del secolo scorso abitava in questo palazzo che, attualmente è stato restaurato ed è di proprietà del Can. d. Giancarlo Polito, Nicola Quarta."
Questo è quanto, vi è publicata anche una minuscola riproduzione fotografica (mis. cm4 x 4) dello stemma effettuata da l fotografo Pierluigi Bolognini alla pagina 173 dello stesso testo, ma lo stemma presenta la caratteristica corrosione tipica della pietra leccese ed è quasi illegibile.
a disposizione
Saluti
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
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Re: famiglia grassi da lecce

Messaggioda PAUL » venerdì 14 settembre 2007, 22:54

mimmograssi ha scritto:
Centelles5 ha scritto:della famiglia grassi possiedo l'albero genealogico ricostruito dal foscarini.

Gent.mo Signor Centelles5,
se non Le è di disturbo potrebbe fornirmi, con un PM, l'albero genealogico ricostruito dal Foscarini? Vorrei confrontarlo con quello della mia famiglia.
Cordiali saluti
Domenico Grassi Aradeo


Egregi Signori,

Per caso Vi risulta la presenza in qualche albero genealogico del Barone Luigi Grassi sepolto a Napoli in una chiesa vicino al Palazzo Reale? Putroppo non ho altre informazioni in merito.

Grazie e cordiali saluti.

Paolo Grassi
PAUL
 

Messaggioda mimmograssi » martedì 18 settembre 2007, 1:58

roberto lecce ha scritto:Egregio signore,

per quanto mi è dato di sapere la famiglia Grassi di Aradeo era una casata del tutto autonoma rispetto a quella dei Grassi di Alessano, poi trasferitisi a Ruffano, Otranto e Lecce ed alla quale appartenne anche il Ministro Guardiasigilli Grassi Orsini.

Potrebbe trattarsi anche di un ramo collaterale, ma di certezze non ve ne sono!

Di certo c'è che i Grassi di Aradeo erano presenti in questa località, ove possedevano vari beni, già nel XV secolo; erano una famiglia notabile (non nobile) di professionisti e ricchi proprietari terrieri e si imparentarono anche con i Grassi di Alessano, secondo un manoscritto genealogico di quest'ultima famiglia. La loro ricchezza si accrebbe soprattutto nell'Ottocento ed è di questo periodo l'edificazione del palazzo Grassi nel centro di Aradeo. A quanto mi consta la famiglia si è estinta o comunque vari beni sono passati alla famiglia Stamerra sempre di Aradeo che ha assunto il doppio cognome di Stamerra Grassi.
Non ho notizie di rami napoletani dei Grassi di Aradeo e comunque non furono mai investiti del titolo baronale.

Cordiali saluti

Gent.mo Sig. Paolo,

sono rammaricato, per le “inesattezze” fornite dal Sig. Roberto Lecce.

Mi consta, di persona, che la mia famiglia “Grassi da Aradeo” non è estinta, altrimenti non potrei risponderLe.

Sono Domenico Grassi ultimogenito, di sette fratelli, figli di Francesco Grassi fu Pasquale primogenito di undici.

Mio padre Francesco, nato da Pasquale Grassi *01/01/1873 e da Dolores Papaleo da Bagnolo del Salento (comproprietaria del castello Papaleo a Seclì) nacque il due novembre del 1909 proprio nel Palazzo Baronale di Piazzetta Luigi Grassi, da Lei citato. http://www.comune.aradeo.le.it/cgi-bin/ ... id=palazzi

Primogenito di undici fratelli: Maria, Michelina, Giulietta, Filomena, Domenica, Luigi, Anna, Luigia, Nicola I(deceduto a tre anni), Nicola II, anch’essi nati nel suddetto Palazzo, ereditato poi, dall’ultimogenito Nicola II, ed attualmente di proprietà dei figli, nonché miei cugini: Filomena detta Nella, (deceduta), Vincenzo, Margarita, Agnese, Elisabetta e Ugo. Di ciò posso fornirLe, se interessato, ampia documentazione fotografica degli interni, e sullo stato conservativo del Palazzo.

Sul palazzo in questione, posso confermare che la costruzione risale ai primi del 500 ad opera degli “Olivetani”, antichi feudatari di Aradeo e non per mano dei miei antenati.
Nel 1865 dopo la soppressione e l’incameramento dei beni degli Ordini religiosi, la mia famiglia acquistò il palazzo in questione con tutti i beni dei suddetti Olivetani.
All’epoca il feudo degli Olivetani in Aradeo era tra i più grandi della zona, poiché contava 350 “fuochi”.

Per opera di Francesco Grassi detto “Ciccio” (prozio di mio padre Francesco) nel 1884 fu edificata una nuova residenza, comunicante, attraverso un giardino (uno splendido roseto), con il palazzo cinquecentesco realizzato dagli olivetani.

Il Palazzo suddetto, è stato poi ereditato da mio padre Francesco unitamente a gran parte dei terreni del feudo di Aradeo e di altri comuni limitrofi.

In questo Palazzo di Via Stazione, 2 attuale Via Togliatti, 2 sono nato e cresciuto con i miei fratelli, Pasquale, Giuliana, Michele-Luigi, Mariantonietta, Dolores, Patrizia, tutti nati dal matrimonio di mio padre Francesco con mia Madre Carmela Scrimieri da Sogliano Cavour.

Come Le dicevo, detto palazzo risale alla seconda metà 800, dispone di 21 stanze oltre alle dependance per la servitù per una superficie di 1200 metri quadri, con affreschi e mosaici dell’epoca, in eccellente stato di conservazione.
Fino a trent’anni fa dal terrazzo si poteva dominare e controllare, l’intero podere, annesso al palazzo, denominato “Fondo Oliveto” (denominazione attribuita dagli Olivetani) coltivato da “200 famiglie coloni” a vigneto.

Di terreno coltivabile, oggi, non ne esiste più.

Attualmente affacciandosi dalla stessa terrazza è quasi tutto edificato e la restante superficie è edificatoria e resta “sempre” di proprietà del sottoscritto e dei miei fratelli.

Del nostro palazzo di Via Togliatti, 2, se lo desidera posso fornire documentazione fotografica.

Per quanto riguarda i beni passati alla famiglia Stamerra Grassi, provengono dal patrimonio di Vincenzo Grassi (proprietario dell’omonimo palazzo sito in Piazza San Nicola) fratello minore di Pasquale Grassi, mio nonno, che sposò quasi in punto di morte una signora, già sposata e con figli del primo marito “Stamerra”, da qui l’acquisizione del doppio cognome. Il suddetto Palazzo attualmente è ritornato di proprietà Grassi, poiché e stato riacquistato da Margarita Grassi, figlia di mio zio Nicola.

Inoltre al Sig. Roberto Lecce è sfuggito Palazzo Luigi Grassi, sito in ex Via Regina Elena, attuale Via Della Costituzione, che per decenni è stato Convento delle Suore D’Ivrea, oggi di proprietà comunale. http://www.comune.aradeo.le.it/cgi-bin/ ... ilo-grassi

Luigi era fratello minore di Francesco (detto Ciccio) Domenico, Vincenzo, ed Elisabetta sposata Vergine, che ebbe in dote dal fratello Francesco una splendida tenuta con 100 ettari di terreno in confine di Aradeo ed il feudo di Cutrofiano.

Tanto dovevo per Sua opportuna conoscenza, e per correggere l’inesattezze del Sig. Roberto Lecce.

Cordiali saluti.
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Messaggioda roberto lecce » martedì 18 settembre 2007, 12:25

Gent.mo sig. Grassi, mi scuso preliminarmente per la mia unica "inesattezza" relativa all'esistenza attuale della famiglia di Aradeo, ma se non ricordo male l'argomento principale era l'esistenza del titolo baronale concesso ai Grassi di Aradeo e la loro eventuale parentela con i Grassi di Alessano, Ruffano, Lecce ed Otranto, che è tutta da dimostrare.

Scrissi all'epoca "a quanto mi consta" perchè ero a conoscenza dell'esistenza della parentela Stamerra-Grassi e della loro discendenza dai Grassi di Aradeo, ma ignoravo del tutto la presenza di ulteriori esponenti della famiglia.

Voglia quindi accettare le mie scuse. Non sono certamente un tuttologo che ritiene di conoscere le discendenze di tutte le casate meridionali.
Cerco solo di dare il mio contributo quando ciò mi è possibile senza pretendere di avere la verità in tasca e senza alcuna vis polemica.

Cordiali saluti
Roberto Spaventa
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » martedì 18 settembre 2007, 19:58

roberto lecce ha scritto: ma se non ricordo male l'argomento principale era l'esistenza del titolo baronale concesso ai Grassi di Aradeo e la loro eventuale parentela con i Grassi di Alessano, Ruffano, Lecce ed Otranto, che è tutta da dimostrare.


E roberto lecce ebbe a scrivere

"Di certo c'è che i Grassi di Aradeo erano presenti in questa località, ove possedevano vari beni, già nel XV secolo; erano una famiglia notabile (non nobile) di professionisti e ricchi proprietari terrieri e si imparentarono anche con i Grassi di Alessano, secondo un manoscritto genealogico di quest'ultima famiglia. La loro ricchezza si accrebbe soprattutto nell'Ottocento ed è di questo periodo l'edificazione del palazzo Grassi nel centro di Aradeo. "

Gentile Signor mimmograssi,
io confermo ciò che ha scritto il Signor Roberto e aggiungo che secondo me bisogna stabilire, verificare e controllare se esiste un certo collegamento genealogico tra le famiglie Grassi di cui si discute.

Come è piccolo il mondo io un pò di tempo fa feci una ricerca genealogica,storica e patrimoniale proprio sui Papaleo di cui Lei ha scritto. E ora ricordo Castrì, il Castello.....
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Messaggioda PAUL » giovedì 4 ottobre 2007, 12:04

Ringrazio molto per i vari interessanti interventi.

Cordiali saluti.

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