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"Possidenti" ma in che termini?

MessaggioInviato: sabato 13 febbraio 2021, 0:31
da P.G.
Buonasera a tutti, espongo velocemente una stranezza in cui mi sono imbattuto. Il contesto è il nord Italia della seconda metà dell'800. Abbiamo una famiglia, composta dai due genitori, già morti ma citati nei documenti come "possidenti", da un figlio e da due figlie. Anche il figlio è "possidente", con una moglie "agiata", e da lui si genera una discendenza con un medico, due sacerdoti e un "gremensore". Delle sue due sorelle però, una sembra effettivamente inserirsi in questo quadro di relativa agiatezza (anche se in un documento è indicata come cucitrice, altrove come agiata) ed è sposata con un "assistente regio", mentre l'altra - ed è questo che mi stupisce - sposa un contadino e stando ai documenti diventa lei stessa una contadina. Mi sembra un salto verso il basso non da poco. Io avrei pensato a delle spiegazioni per questa apparente incongruenza, ma vorrei sentire un parere terzo. Forse sono io che sto travisando il significato di "possidente" per questo contesto? Grazie in anticipo!

Re: "Possidenti" ma in che termini?

MessaggioInviato: giovedì 18 febbraio 2021, 19:44
da Tommaso Tartaglione
In varie mie ricerche mi sono imbattuto in gentildonne, o comunque del ceto civile, che in età matura, pur di non rimanere nubili o zitelle, preferivano sposarsi con uomini di ceto decisamente inferiore come impiegati, artigiani o contadini. E' possibile sia successo così nel caso che ha segnalato.