"scavo"/schiavo con i padrini

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"scavo"/schiavo con i padrini

Messaggioda VictorIII » venerdì 29 gennaio 2021, 18:59

Sono stato molto sorpreso di trovare il battesimo di uno "scavo" (anche se capisco che debba significare schiavo)... e questo "scavo" a cui vengono dati anche il nome e il cognome della principessa, ha anche un padrino e una madrina chiamati a questo battesimo. Non lo capisco bene ... come può uno schiavo avere padrini e un battesimo ... poi in quel momento non è più uno schiavo?? To me it was so strange especially due to the godparents
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Re: "scavo"/schiavo con i padrini

Messaggioda VictorIII » venerdì 29 gennaio 2021, 19:51

inoltre, pensavo che il Vaticano avesse reso illegale in questo periodo “commerciare” o tenere schiavo chiunque fosse portato alla luce da un battesimo cattolico ??
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Re: "scavo"/schiavo con i padrini

Messaggioda Salvennor » venerdì 29 gennaio 2021, 21:28

Non sono esperto relativamente a tale questione, ma da quanto ho capito la Chiesa ufficialmente da sempre ha condannato la schiavitù e il "commercio" di schiavi. Ma comunque il suo potere si fermava a questo, e neanche poteva rendere illegale tale fenomeno sociale nei vari territori, anche perché in realtà la schiavitù era una consuetudine non legata a determinate Leggi. In pratica a partire dal tardo impero romano la schiavitù è stata caratterizzata da una decadenza, ma in realtà non è mai scomparsa in Europa e nelle altre zone limitrofe. Ha in parte acquistato altre forme e caratteristiche, e al limite anche la "servitù della gleba" era una particolare forma di schiavitù, almeno sotto certi punti di vista.
Ovviamente tale contesto era costellato di contraddizioni, poiché fino al '200 molti monasteri utilizzavano i servi della gleba o addirittura schiavi (in genere non cristiani). Inoltre, varie entità politiche (tipo molti Comuni, Repubbliche oligarchiche e Regni) abolirono la servitù della gleba e condannarono esplicitamente l'impiego di schiavi, ma ciò non bastò a reprimere il commercio di schiavi tra Africa, Europa, Asia e successivamente Americhe.
Così, passando per il Rinascimento e per il '600, arriviamo addirittura al settecento.
Nella mia regione sono documentati schiavi fino alla prima metà settecento, ed ex schiavi fino alla fine '700 (morti anziani).
Esempio, verso il 1726 in Cagliari fu battezzata una bimba nativa di Algeri, dell'età di sei anni, schiava di un mercante genovese. I padrini furono il mercante stesso e la moglie, e alla bimba fu imposto il nome Maria, come "cristiana nuova". Ormai era libera, con il cognome del padrino preceduto dal "De". Da adulta sposò un notabile (forse nobile). Da ricerche di uno studioso mio concittadino.
A Cagliari (e non solo) anche vari ecclesiastici erano proprietari di schiavi (fino al 1730 circa).
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Re: "scavo"/schiavo con i padrini

Messaggioda pierluigic » sabato 30 gennaio 2021, 6:07

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Re: "scavo"/schiavo con i padrini

Messaggioda Salvennor » sabato 30 gennaio 2021, 14:33

Mi sono ricordato di alcune notizie. Il mio bisnonno paterno raccontava di aver appreso (quando era bambino), da alcuni parenti già anziani a fine '800, notizie relative a incursioni marittime sulle coste del nord Africa, messe in atto da lontani parenti vissuti tra fine settecento e inizi ottocento. Probabilmente erano mercanti e armatori. E infatti nel corso delle mie ricerche ho individuato anche parenti della mia linea discendenti da corsari. Inoltre uno di questi lontani parenti era proprietario di cinque "tartane" e altre imbarcazioni da alto mare. Origini: siciliane, liguri e forse anche altre.
Non escludo che la citata bambina algerina sia stata catturata durante incursioni simili, però prima del 1726.
Addirittura in Archivio di Stato sono presenti atti relativi ad attacchi marittimi da parte di imbarcazioni di Cagliari nei confronti di altre imbarcazioni della stessa città, in genere per vendetta, fino al 1855.
Da notare che il mio avo paterno diretto, nato a fine settecento, in origine veniva dalle zone interne. È dopo il suo arrivo a Cagliari che entra in contatto con la realtà mercantile e marittima, tanto che per un certo periodo diventa anche proprietario di veliero.
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Re: "scavo"/schiavo con i padrini

Messaggioda pierluigic » sabato 30 gennaio 2021, 15:37

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Storicamente :
Non giustifica niente ma era una cosa reciproca
I pirati barbareschi facevano continue razzie di schiavi su tutte le coste del Mediterraneo e talvolta all'interno

Noi cristiani ci giustificavamo con l'ammettere la schiavitu' solo per esseri umani con una religione diversa
Da luogo a luogo ( e da padrone a padrone ) cambiavano le conseguenze del battesimo :
In un luogo lo schiavo che veniva battezzato veniva anche liberato ,in un altro rimaneva schiavo
In una societa' come quella dei secoli scorsi la schiavitu' con fini anche sessuali era diffusa nelle famiglie abbienti
La schiava , oltre ai lavori domestici , provvedeva ai bisogni sessuali di tutti i maschi di famiglia
Non possiamo e non dobbiamo pero' dimenticare che la schiavitu' e' giunta fino a noi .Basta ricordare i Tedeschi e i Giapponesi di sole 3 generazioni fa e il loro concetto di razza inferiore

Esiste una buona bibliografia sulla schiavitu' in Europa basta esplorare internet per trovare molti testi gratuiti

moralmente
Esiste un qualcosa di primordiale che ci spinge alla diffidenza e alla violenza (apparentemente difensiva ) verso il diverso
E' questa diffidenza che giustifica il non riconoscere agli estranei gli stessi diritti che riconosciamo a noi e ai componenti del nostro gruppo
Credo che se non riusciremo a renderci consapevoli di questo ( cioe' che questo istinto e' in noi ) la storia potra' ripetersi
Troveremo qualche nuovo e buon pretesto per giustificarci di fronte a noi stessi
L'alcolista che vuol guarire conosce la sua debolezza , e si tiene lontano dall'alcool .
Dobbiamo esser consapevoli in ogni momento che la violenza verso gli estranei al gruppo e' dentro di noi
-
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Re: "scavo"/schiavo con i padrini

Messaggioda Morello » martedì 9 febbraio 2021, 10:02

Buongiorno e se si trattasse di uno "sclavo" o "sclavone", ovvero schiavone abitante della Schiavonia (o Slavonia), ex Jugoslavia tanto per capirci (Croazia, Bosnia Erzegovina). Si trattava di slavi cristiani ortodossi che dopo la caduta di Costantinopoli (1453 se non ricordo male) e la sconfitta della resistenza albanese di Giorgio Castriota Skanderbeg nel 1464 (sempre se non ricordo male), si trapiantarono nel Regno di Napoli e nel Regno di Sicilia, ma anche nelle Marche (Stato della Chiesa) trovando ospitalità presso baroni, abazie e municipalità per la coltivazione del latifondi abbandonati dopo le guerre e le pestilenze del XV secolo e, quindi convertitisi al cristianesimo cattolico?
Cordialmente.

Morello


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