Stato Pontificio: doti matrimoniali

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Stato Pontificio: doti matrimoniali

Messaggioda RFVS » domenica 3 settembre 2017, 12:36

Qualcuno sa come funzionassero le doti matrimoniali nello Stato Pontificio tra '700 ed '800?

Veniva, come a Lucca ad esempio, stipulato un atto notarile tra i padri degli sposi prima (o contestualmente al) del matromonio?
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Re: Stato Pontificio: doti matrimoniali

Messaggioda inquisitor86 » martedì 5 settembre 2017, 22:01

Buonasera,

confermo che nello Stato Pontificio la pratica notarile era la medesima per tutto il XVII-XIX secolo, con sottili differenze nelle formule (e con differenze nei brevi lassi di tempo di dominazioni straniere - v. francesi). L'atto notarile veniva stipulato prima o dopo la celebrazione del matrimonio e a seconda dell'entità della dote potevano essere previste dilazioni nei pagamenti (nella maggior parte delle costituzioni di dote che ho letto, l'atto veniva stipulato a pagamento completato come solutio debiti). Il marito poi garantiva alla sposa (e quindi alla famiglia) che la dote le sarebbe stata restituita in caso di sua premorienza e in caso quindi di seconde nozze della donna: difatti solitamente il marito (o più raramente il padre dello sposo), garantiva in solido il patrimonio della sposa accendendo ipoteca su beni di sua proprietà (molto comune).
Saluti
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Re: Stato Pontificio: doti matrimoniali

Messaggioda RFVS » domenica 10 settembre 2017, 10:59

Molte grazie.

E per quanto riguarda il notaio c'erano delle prassi? Ad esempio stipulare l'atto da un notaio scelto dalla famiglia della sposa e cose del genere, intendo.
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Re: Stato Pontificio: doti matrimoniali

Messaggioda MMT » lunedì 11 settembre 2017, 12:29

Una domanda sulla "competenza territoriale" del notaio: avete riscontrato che si seguisse la prassi canonica della residenza muliebre oppure la scelta era libera?
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Re: Stato Pontificio: doti matrimoniali

Messaggioda RFVS » mercoledì 13 settembre 2017, 18:40

MMT ha scritto:Una domanda sulla "competenza territoriale" del notaio: avete riscontrato che si seguisse la prassi canonica della residenza muliebre oppure la scelta era libera?


Per lo Stato Pontificio (Marche-Umbria) ancora non so dirti.
A Lucca, ad esempio, era a scelta libera, spesso utilizzando un notaio di fiducia che eseguiva la maggior parte degli atti della tal persona.
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