Reale dispaccio 1756

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Reale dispaccio 1756

Messaggioda gattostella » sabato 18 marzo 2017, 19:59

Gentili frequentatori del blog,
Il Real dispaccio del 1756 prevede le condizioni in presenza delle quali un soggetto potesse essere dichiarato di nobiltà generosa.
Qualcuno può aiutarmi nel dare contenuto dettagliato alle indicazioni Ivi contenute con specifico riferimento alla locuzione:
- "o con l'origine d'ascendente che per la gloriosa carriera delle armi, della Toga, della Chiesa o della Corte abbia ottenuto distinto, e superior Impiego, o Dignità, e che i suoi Discendenti per lo corso di lunghissimo tempo si sian mantenuti nobilmente".

In particolare la vicenda riguarda una famiglia un rappresentante della quale e' stato ricevuto quale alfiere nelle Reali guardie del corpo avendo provato la nobiltà generosa dei quattro quarti. E pur tuttavia il suo casato principale non risulta avere mai posseduto alcun feudo ne' sembrerebbe constare di soggetti che si siano distinti per gloriosa carriera nelle armi, nella Magistratura (se per "Toga" si intenda appunto Magistratura) o nella Chiesa. Della "Corte" onestamente non so cosa significhi.
Ringrazio anticipatamente per l'aiuto.
gattostella
 
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Re: Reale dispaccio 1756

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 23 marzo 2017, 11:33

Non volendo entrare in merito al singolo caso riportato , il Dispaccio del Re delle Due Sicilie oltre alla Nobiltà Generosa e quella di Privilegio , prende in considerazione quella Legale o Civile quello la famiglia del quale, per almeno tre generazioni, abbia vissuto more nobilium , senza esercitare impieghi bassi e popolari. L'ingresso nelle R. Guardie del Corpo probabilmente fu motivato da quest'ultima situazione .

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A SCANSO DI EQUIVOCI:
La Costituzione della Repubblica Italiana non riconosce i titoli nobiliari e si disinteressa della nobiltà italiana , con la sent.101/1969 viene dichiarata incostituzionale la legislazione nobiliare del Regno.
Oggi, in Italia,lo “status nobiliare”sopravvive, privo di potere e privilegi, non provenendo più dalla ricognizione pubblicistica della legge, solo come frutto del patrimonio culturale e familiare offerto di generazione in generazione, quale eredità immateriale, nonché dal riconoscimento storico, rigorosamente documentato .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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