Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » lunedì 18 luglio 2016, 18:01

Salkve

All'epoca della Controriforma alcune famiglie lucchesi (Turrettini, Micheli, eccetera) furono costrette all'esilio nella vicina Svizzera.
Una trentina di anni orsono alcuni membri delle succitate schiatte tornarono a Lucca per rivedere i luoghi degli antenati.
RIsulta a qualcuno quale posizione ebbero in seno alla nobiltà svizzera?

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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 19 luglio 2016, 9:31

contegufo ha scritto:Salkve

All'epoca della Controriforma alcune famiglie lucchesi (Turrettini, Micheli, eccetera) furono costrette all'esilio nella vicina Svizzera.
Una trentina di anni orsono alcuni membri delle succitate schiatte tornarono a Lucca per rivedere i luoghi degli antenati.
RIsulta a qualcuno quale posizione ebbero in seno alla nobiltà svizzera?

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La Svizzera non ha mai riconosciuta la nobiltà dei propri cittadini , è impensabile prendesse in considerazione quelle altrui.

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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » martedì 19 luglio 2016, 12:24

Micheli (du Crest)

Fam. ginevrina, originaria di Lucca. Francesco (1508-1558), facoltoso commerciante di Lucca, nel 1555 si rifugiò a Ginevra dopo aver aderito alla Riforma; nel 1556 ottenne lo statuto di habitant e fondò il banco che diede poi vita alla Grande Boutique. I M. acquisirono la cittadinanza ginevrina solo nel 1664. Francesco ebbe due abiatici, Marc (1588-1669) e suo fratello Jacques (1599-1645), che fu il capostipite della linea tuttora esistente; l'altro ramo si estinse invece nel 1830. Nel 1637 Jacques acquistò la signoria di Crest a Jussy. Nel 1792 Jean-Louis ( -> 6) vendette le decime alla Repubblica di Ginevra. La fam. annoverò eruditi, tra cui Jacques-Barthélemy ( -> 5), magistrati e numerosi ufficiali al servizio della Francia. Il ramo catt. rimasto a Lucca scomparve nel 1806. Si distinguono attualmente due linee della fam., quella di Le Crest e quella di Landecy.

Archivi
– AEG
Bibliografia
– Galiffe, Notices généal., 2, 1892
– Schweiz. Geschlechterbuch, 2, 364-367; 6, 403-406
– M.-C. Loup-Micheli, Le Crest et les Micheli, 1987

Autrice/Autore: Jacques Barrelet / cmu

Grande Boutique

Nella Ginevra del XVI e XVII sec., la Grande Boutique, sorta in relazione con l'arrivo dei primi rifugiati per fede, fu dal 1556 al 1628 un banco di mercanti it. e al tempo stesso un consorzio al quale aderì la maggior parte delle fam. lucchesi, sia come produttori e commercianti, sia come investitori. Il semplice banco fondato nel 1556 da Francesco Micheli assunse una nuova portata quando divenne il luogo in cui si concludevano gli affari delle compagnie commerciali degli Arnolfini e Micheli, poi anche dei Diodati, Balbani (1582), Burlamacchi e Francesco Turrettini (1593). Le nove compagnie che quest'ultimo diresse dal 1593 alla morte, nel 1628, costituirono il polo più potente dell'industria della seta ginevrina; qui si concentrarono le conoscenze tecniche e i capitali della colonia lucchese e degli zurighesi Felix Orelli e Georg Gessner, intermediari negli affari con il nord della Svizzera, la Germania e i Paesi Bassi. Il loro capitale passò da 18'000 scudi d'oro nel 1594 a 150'000 nel 1619, mentre i profitti annui, negli anni migliori, oscillarono tra il 15 e il 30% del capitale. Il banco non era "grande" unicamente per il numero delle persone che vi trattavano i loro affari o per quello delle persone il cui lavoro dipendeva dal settore serico, ma anche per l'entità delle transazioni con l'estero. Il suo successo va attribuito alla vasta rete commerciale che riuscì a creare per procurarsi materie prime a condizioni vantaggiose ( importazione della seta dalla Cina attraverso Amsterdam o la Spagna) e per ridurre i costi di produzione, come l'impiego di manodopera della campagna zurighese per la preparazione dei filati. Grazie alla loro esperienza in ambito finanziario, i Lucchesi della Grande Boutique ebbero un ruolo chiave anche in qualità di banchieri di Ginevra.


Bibliografia
– W. Bodmer, Der Einfluss der Refugianteneinwanderung von 1550-1700 auf die schweizerische Wirtschaft, 1946
– L. Mottu-Weber, Economie et Refuge à Genève au siècle de la Réforme, 1987, 330-336, 378-385
– L. Mottu-Weber, «Les activités des marchands-banquiers et des "entrepreneurs" lucquois à Genève aux XVIe et XVIIe siècle», in Lucca e l'Europa degli affari, a cura di R. Mazzei, T. Fanfani, 1990, 133-148

Autrice/Autore: Liliane Mottu-Weber / ava

Crest, Le

Monumento storico di importanza nazionale menz. nel 1313, il castello di C. è situato all'entrata del villaggio di Jussy (GE), sul sedime di un'antica casa forte del XIII sec. La signoria di C. appartenne successivamente ai Compeys, ai Rovorée, a Michel de Blonay, Giacomo di Savoia e Louis Franc. Nel 1590, durante la guerra tra Ginevra e la Savoia, la fortezza subì gravi danni. Non potendovi più mantenere la guarnigione, Ginevra ne ordinò lo smantellamento, cosicché all'inizio del XVII sec. del castello rimanevano solo le rovine. Nel 1621 Agrippa d'Aubigné lo acquistò da Louis Franc e ottenne il permesso di ricostruirlo per adibirlo a luogo di incontro per uomini di lettere. La sua vedova, Renea Burlamacchi, lo vendette nel 1637 a Jacques Micheli i cui eredi sono gli attuali proprietari. Sei discendenti della fam. Micheli furono signori di C. fino alla rivoluzione ginevrina quando, nel gennaio 1794, il castello venne occupato. Nel XIX sec. Marc Micheli, studioso di botanica, coltivò alberi e piante rare nei giardini di C. Egli fece elevare una torre quadrangolare al lato orientale del castello. Nel 1989 un incendio devastò i granai e le scuderie, ricostruiti nel 1991 ad opera di Yves Micheli, il quale creò nel 1995 la Fondazione Micheli-du-Crest (di diritto privato), che si occupa del castello e dell'insieme dei beni legati alla tradizione fam.

Bibliografia
– A. Corbaz, Un coin de terre genevoise, 1917, VIII
– P. Bertrand, Châteaux, bourgs-fortifiés et maisons-fortes du Canton de Genève, 1948

Autrice/Autore: Marie-Claude Loup Micheli / lss

Direi che dalle notizie trovate pare che si siano fatti onore ma anche i Turrettini credo che siano stati banchieri o comunque si siano occupati di finanza. Risulta un Turrettini direttore del Salone dell'auto di Ginevra. Di fatto con o senza titoli appartenevano all'èlite locale poi sembra che abbiano acquisito una signoria.......
http://www.domaineducrest.ch/fr/page/13/historique
Interessante la produzione di vini!

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Jacques-Barthélemy Micheli du Crest
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » martedì 19 luglio 2016, 13:19

Quindi esistono all'oggi due rami della famiglia Micheli:

1) Micheli Landecy
Henriette Louise Perdriau (1776-1858) épouse en 1799 Horace -Louis Micheli (1776-1845), conseiller d'État de Genève, syndic, capitaine au service de la Prusse.
A la fin du XVIIIe s, la maison de LANDECY passe des PERDRIAU aux MICHELI.

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2) Micheli du Crest
Il castello su cui insisteva una Signoria fu acquisito da Jacques Micheli nel 1637

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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » mercoledì 20 luglio 2016, 10:59

Turrettini [Turrettin]

Fam. di Ginevra, immigrata da Lucca nel XVI sec., cit. la prima volta nel 1280 con Bernardo, di Nozzano. Nel XV e XVI sec. i T. appartenevano alla cerchia delle fam. aristocratiche lucchesi che governavano la città. Il loro titolo nobiliare fu riconosciuto nel 1583 dall'imperatore Rodolfo II. La fam. annoverò banchieri, notai, fabbricanti di seta e commercianti. Francesco ( -> 4) si convertì alla Riforma, fuggì da Lucca e si stabilì definitivamente a Ginevra nel 1592, dove ottenne la cittadinanza nel 1627; su terreni da lui acquistati suo figlio Jean ( -> 7) fece costruire il castello della signoria de Turrettin nel 1631 (Château des Bois, passato per via matrimoniale ai van Berchem nel 1860). In città Francesco eresse una vasta residenza di fam. (1620), nel luogo in cui si trovava l'ex cancelleria vescovile. I suoi discendenti strinsero alleanze matrimoniali con fam. patrizie di Ginevra o di esuli ugonotti e si distinsero in campo politico, diplomatico, commerciale, bancario, teol., acc. e industriale. I figli di Francesco diedero vita a due rami. Bénédict ( -> 2) fu il capostipite del primo, di cui il figlio François ( -> 5) e l'abiatico Jean-Alphonse ( -> 8) furono teologi e professori stimati. Dalla terza generazione annoverò un primo syndic con Horace-Bénédict (1651-1728); si estinse nel 1844. Il secondo ramo, ancora esistente all'inizio del XXI sec., discende da Jean, che nel 1653 ottenne da Luigi XIV delle lettere di nobilità per la sua fam., grazie alle quali godette degli stessi privilegi dei nobili di Francia. Jean ereditò beni e titoli di suo cugino Mario, rimasto in Italia. A questo ramo appartennero politici di grande spicco, tra cui François (1690-1765), Gédéon ( -> 6), Albert (1753-1826), William ( -> 11) e Théodore ( -> 10), che diede un contributo decisivo allo sviluppo industriale di Ginevra. Si distinse inoltre in ambito acc. e teol. con Michel ( -> 9) e François (1845-1908), sinologo.

Château des Bois

Tenuta rurale sul territorio del com. di Satigny (GE), creata all'inizio del XVII sec. da Francesco Turrettini, rifugiato di Lucca. Suo figlio Jean ottenne dalla Repubblica di Ginevra (1631) il diritto di istituire la signoria de Turrettin, scorporata dalla castellania (mandement) di Peney. Jean e i suoi discendenti vi esercitarono i diritti di alta, media e bassa giustizia fino al 1794. All'interno della tenuta sorse, nel XVII sec., una villa di campagna all'italiana, in seguito completata da importanti edifici secondari; rimodernata verso la metà del XIX sec. e restaurata nel 1989-90, è tuttora di proprietà privata.

Per concludere le due famiglie di origine Lucchese tennero alto il proprio status riconosciute e ottenute nobiltà varie fino all'avvento della Rivoluzione a fine Settecento. Poi come tutti che ebbero tali privilegi le cose cambiarono ma la storia quella è lì a testimonianza dei fatti avvenuti.
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 21 luglio 2016, 11:01

contegufo ha scritto:Per concludere le due famiglie di origine Lucchese tennero alto il proprio status riconosciute e ottenute nobiltà varie fino all'avvento della Rivoluzione a fine Settecento. Poi come tutti che ebbero tali privilegi le cose cambiarono ma la storia quella è lì a testimonianza dei fatti avvenuti.


Una storia interessantissima, come assai bello è il ritratto di Jacques-Barthélemy Micheli du Crest con corazza, assai somigliante -come aspetto e nella posa- ad un celebre ritratto del Principe Eugenio di Savoia.

Solo, non mi è chiaro come potesse venire riconosciuta o ottenuta la nobiltà, da parte della Confederazione che, non aveva, appunto, la nobiltà.

E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » giovedì 21 luglio 2016, 12:49

Salve

Bisognerebbe capire come interpretare la Signoria acquisita col castello dai Turrettini, Signoria esercitata fino alla rivoluzione di fine '700 con "diritti di alta, media e bassa giustizia". Ne più ne meno come un feudatario, ma anche similmente la Signoria acquista dai Micheli.
Poi ci furono per i Turrettini anche riconoscimenti di nobiltà da parte della Francia.

Esperti della Svizzera sono gli Orsini de Marzo, gli Editori, ai quali forse si potrebbe anche domandare......

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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » giovedì 21 luglio 2016, 13:29

"La rivoluzione ginevrina del 1792 abolì il governo della repubblica aristocratica e proclamò l'eguaglianza politica di tutti i cittadini. Nel 1798 Ginevra non entrò a far parte della Repubblica Elvetica, ma fu annessa alla Francia ed integrata nel dipartimento del Lemano di cui era capoluogo."

Quindi sembrerebbe che prima del 1792 la nobiltà avesse un senso. Comunque i Nostri dimoravano A Ginevra e dintorni che poi passò alla Francia.

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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda Andreas de Florentia » domenica 25 dicembre 2016, 16:38

Segnalo alcuni siti svizzeri che potrebbero essere di vostro interesse

Schweizerische Heraldische Gesellschaft
Société Suisse d'Héraldique
Società Svizzera di Araldica

http://www.schweiz-heraldik.ch/shg_it_frame.html

Historique et fonctionnement des titres de noblesse en Suisse et par canton

http://sirap76.tripod.com/suisse.html

Genève

A partir de la Réforme la République de Genève ne reconnaissait officiellement pas la noblesse en tant que corps constitué. On trouve donc des familles de noblesse ancienne, des familles de noblesse d'intégration (notamment les familles issues des membres du Petit Conseil), des familles anoblies à l'étranger, et un grand nombre de familles nobles réfugiées dès la Réforme.

Toutefois, il faut noter que, contrairement aux idées reçues, la République de Genève fit usage de son pouvoir d'anoblir. C'est notamment ce qu'elle fit le 20 août 1680 en anoblissant avec titre de comte la famille Noblet.
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda Claudio di Renda » domenica 25 dicembre 2016, 21:04

Gentile contegufo può segnalare in un unico post la sua bibliografia sui lucchesi in svizzera (libri o siti internet utilizzati per le schede fornite) ? Consiglio, per che già non lo conoscesse, l'opera di Marino Berengo sul ceto mercantile di Lucca. Ho interesse per le famiglie lucchesi in quel periodo in quanto molti rami di esse si trasferirono in Sicilia.
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda Andreas de Florentia » lunedì 26 dicembre 2016, 3:38

Claudio di Renda ha scritto:Gentile contegufo può segnalare in un unico post la sua bibliografia sui lucchesi in svizzera (libri o siti internet utilizzati per le schede fornite) ? Consiglio, per che già non lo conoscesse, l'opera di Marino Berengo sul ceto mercantile di Lucca. Ho interesse per le famiglie lucchesi in quel periodo in quanto molti rami di esse si trasferirono in Sicilia.


Gentile Claudio di Renda, esiste una bibliografia sulle famiglie toscane che si trasferirono in Sicilia?
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda Claudio di Renda » lunedì 26 dicembre 2016, 12:44

Non esiste una bibliografia dedicata, se così si può dire. Qualche lavoro più specifico credo sia stato fatto sulle famiglie pisane (cercando su opac dovrebbe trovare qualcosa). I pisani furono moltissimi. Sui lucchesi nulla, ma ho incontrato negli atti notarili i Balbani, Burlamacchi, Franciotti, Spada.
A Palermo i pisani avevano al Chiesa di San Ranieri e dei diecimila martiri (ancora esistente) mentre i lucchesi Santa Zita.
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda Andreas de Florentia » martedì 27 dicembre 2016, 12:35

Claudio di Renda ha scritto:Non esiste una bibliografia dedicata, se così si può dire. Qualche lavoro più specifico credo sia stato fatto sulle famiglie pisane (cercando su opac dovrebbe trovare qualcosa). I pisani furono moltissimi. Sui lucchesi nulla, ma ho incontrato negli atti notarili i Balbani, Burlamacchi, Franciotti, Spada.
A Palermo i pisani avevano al Chiesa di San Ranieri e dei diecimila martiri (ancora esistente) mentre i lucchesi Santa Zita.


Grazie mille, cercherò senz'altro. A Palermo esisteva anche una comunità fiorentina ? Spada non sembra decisamente un cognome toscano, come cognome è senz'altro più comune nel sud Italia (in Toscana la forma più "tipica" dovrebbe essere Spadi). La famiglia Spada di Lucca, riportata anche nel Ceramelli Papiani, tra i cui membri annovera i cardinali Giambattista e Orazio Filippo Spada, difatti si ritiene fosse una ramo degli Spada di Brisighella in Romagna, i quali a loro volta, secondo alcune fonti, erano originari di Gubbio, o secondo altre erano proprio locali e presero il cognome dal monte Spada vicino Brisighella (c'è anche chi sostiene che il monte abbia preso il nome dal cognome della famiglia). Ad ogni modo sì Santa Zita (o Santa Cita) è una santa il cui culto può essere proprio riconducibile alla presenza di una comunità lucchese. Anche a Genova la comunità lucchese che viveva a Borgo Pila fondò una chiesa intitolata a Santa Zita.

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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda Claudio di Renda » mercoledì 28 dicembre 2016, 14:45

Anche i fiorentini furono molti. Non le so dire però se erano ben radicati come comunità.
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » lunedì 8 ottobre 2018, 18:29

Micheli du Crest

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Micheli Landecy

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Turrettini

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La Treille, la torre Baudet e la casa Turrettini, a Ginevra.
Fontanesi, Antonio (1818-1882) - Musée d’Art et d’Histoire, Cabinet d’arts graphiques, Genève, Suisse

Maison Turrettini - Ginevra

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Casa Turrettini rue de l'Hôtel-de-Ville 8 vista generale della facciata della strada Maison des Granges10 dettaglio della galleria sul cortile.
Costruita tra il 1617 e il 1620 per il ricco mercante di origini lucchese François Turrettini, questa casa presenta a Ginevra una nuova tipologia ispirata al palazzo italiano: l'edificio principale è organizzato attorno ad un ampio cortile sul quale si apre una serie notevole gallerie porticate. La facciata sulla strada, il cui ordine ispirerà quello del municipio, si distingue per un raffinato arredamento in stile manierista. L'edificio è attribuibile allo scultore Faulle Petitot, capomastro dell'Hôtel de Ville, il cui stile si trova nella galleria della rue des Granges 10-

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