LUTI di Siena

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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LUTI di Siena

Messaggioda Vittoriano » martedì 6 gennaio 2015, 19:13

Qualcuno ha notizie o alberi di questa famiglia senese che trovo presente nella comunità di Magliano nella Marittima senese verso il 1500. So che sono nobili senesi ma trovo molto poco se non una loro presenza nella gestione delle cose pubbliche della Repubblica Senese
Vittoriano
 
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Re: LUTI di Siena

Messaggioda Arrigo il Pacifico » domenica 12 aprile 2015, 16:49

Vittoriano ha scritto:Qualcuno ha notizie o alberi di questa famiglia senese che trovo presente nella comunità di Magliano nella Marittima senese verso il 1500. So che sono nobili senesi ma trovo molto poco se non una loro presenza nella gestione delle cose pubbliche della Repubblica Senese


Buon pomeriggio Vittoriano, mi sono imbattuto nella storia di questa famiglia Luti di Siena mentre cercavo notizie su famiglie della stessa zona con cognomi simili, ma non ho mai trovato il loro albero genealogico.

Se furono, sulla base della legge sulla Nobiltà e Cittadinanza del 31 luglio 1750 voluta dal granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena, riconosciuti nella nobiltà toscana (nel loro caso quella patrizia di Siena), un albero fino a metà del 1700 esiste ed è quello che dovettero consegnare in occasione di questo riconoscimento e lo troverà pubblicato in qualche libro di storia locale. Ma ho il dubbio, sulla base di quello che trovai qualche anno fa, che i Luti si estinsero proprio poco prima dell'introduzione di questa legge che regolamentava la nobiltà nel Granducato di Toscana. L'ultimo Luti di cui si trovano notizie è Ambrogio di Lorenzo Luti Capitano del popolo a Siena nel 1733, come riportato nel sito del Comune di Siena.
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Re: LUTI di Siena

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 13 aprile 2015, 13:26

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Re: LUTI di Siena

Messaggioda liutfredo » giovedì 16 aprile 2015, 16:37

Può essere utile per incominciare consultare di Bruno Casini il libro "I Cavalieri Dello Stato Senese Membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire"
Si fà riferimento a più Cavalieri Luti.Il primo è Liberio di Antonio Luti nel 1562.Per proseguire l'Archivio d Stato di Siena ha molti documenti relativi alle famiglie senesi compresi manoscritti relativi alle genealogie.
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Re: LUTI di Siena

Messaggioda Guiniano866 » martedì 30 gennaio 2018, 0:08

Salve a Lei,
Le riporto i dati della scheda (di cui allego il http://www502.regione.toscana.it/searcherlite/cartografia_storica_regionale_scheda_dettaglio.jsp?imgid=3580) che la sig.ra Cinzia Bartoli fa su una carta del 1769 denominata "Pianta delle Confinazioni stabilite l'Anno 1768 fra la Tenuta di Monte Lattaia e la Comunità di Monte Massi, approvate da S. A. R. e apposti i Termini di Travertino l'Anno 1774", che interviene successivamente ad un Lodo del 17 Febbraio 1549" (l'Ufficio relativo subì varie chiusure/riaperture e cambiamenti di struttura). Una porzione di questa confinazione tra le due porzioni dell'attuale Comune di Roccastrada, che nel 1774 prende una forma di prima fermezza, individua i terreni dei terreni da porre nelle disponibilità dei Luti (se ho capito bene) già proprietari dell'antico sito di Montelattaia. Ecco il testo a cui mi riferisco:

Descrizione Si tratta della pianta relativa ai confini fra la Tenuta di Montelattaia di proprietà della compagnia della Madonna dello Spedale di Siena e la comunità di Montemassi, ridefiniti nel 1768 da una delegazione composta da funzionari e ingegneri, fra cui Piccolomo Piccolomini, Commissario dell'Uffizio dei Fossi e i due ingegneri Florenzio Razzi e Giuseppe Baccani. Nello svolgimento di questo compito la delegazione si avvale del Lodo del 17 febbraio 1549, con il quale erano stati originariamente determinati i confini fra Montemassi e Montelattaia e assegnati alla famiglia Luti (a quei tempi proprietaria di Montelattaia) tre appezzamenti di terreno nella giurisdizione di Montepescali.La linea rossa continua con i termini numerati (1-17) segna il confine fra i due territori, mentre la linea nera i confini dei terreni che 'l'Eredità deve possedere dentro il Territorio di Monte Massi'. I terreni indicati con la lettera A sono situati nella selva Tabbianese, quelli indicati con la lettera B sono nella selva Frassinese, mentre quelli indicati con la lettera C si trovano presso il Castellare in prossimità del fiume Bandinella.Da notare la rappresentazione degli edifici della tenuta di Montelattaia e la restituzione dell'uso del suo del suolo mediante l'uso simboli e sfumature di colore.

Archivio Archivio di Stato di Grosseto
Fondo Uffizio de' Fossi e delle Coltivazioni di Grosseto
Descrizione fondo Questa Magistratura fu istituita nel 1592 con il nome di Uffizio patrio de’ fossi, come organo periferico dei Quattro Conservatori. Nel 1694 per ragioni di cattiva amministrazione perse la propria autonomia, riacquistandola progressivamente fra il 1741 e il 1748. In seguito, con l’istituzione della Provincia Inferiore Senese (1766), l’Ufficio subì delle trasformazioni e, riassumendo in sé i poteri esercitati dai Quattro Conservatori, dai Regolatori e dalla Rota, divenne un organismo amministrativo, politico e giudiziario con il nome di Uffizio dei Fossi e delle Coltivazioni di Grosseto. Così riformato, ancora per problemi di cattiva amministrazione, nel 1772 l’ufficio subì un parziale ridimensionamento delle funzioni. Nel 1778 il governo arrivò ad abolire il Magistrato, lasciando però in carica l’ufficio con il compito di gestire le operazioni di alienazione ed allivellazione dei beni comunali e dei pascoli da affrancare. Nel 1781, con la nomina del Ferroni alla direzione dei lavori della grande bonifica maremmana, l’ufficio fu reintegrato nelle sue funzioni. Soppresso nel 1808 dall’amministrazione francese, fu poi ricostituito nel 1814, rimanendo in carica fino al 1825, quando fu istituita la Camera di Soprintendenza Comunitativa.
Anche se sono presenti alcuni documenti risalenti al 1559, si può dire che il fondo copre essenzialmente un arco temporale che va dal XVIII al XIX sec. e raccoglie la documentazione relativa alla contabilità, alle opere pie, agli affari degli ospedali, ai lavori pubblici ed ai pascoli doganali. Sono inoltre presenti sei atlanti relativi ai Circondari di Imposizione, in cui furono suddivisi fra il 1832 e il 1833 i corsi d’acqua delle pianure di Giuncarico, Montepescali, Buriano, Gavorrano e Scarlino, al fine di garantire un’adeguata conservazione e manutenzione dei lavori di bonifica.

Perciò almeno nella zona della neonata provincia senese inferiore (1766), dalle parti della futura riaggregata comunità di Roccastrada, i Luti, sono attivi anche nelle date successive a quelle sopra indicate. Non si indica il rango della schiatta familiare, ma nei libri sulla comunità roccastradina compilati dal Grottanelli (La Maremma Toscana vol. I e II) li annovera tra le famiglie nobili (provenienti da Siena) che si annoverano nella cittadina maremmana. Nella quale credo riporti anche lo stemma in bianco e nero, ma non ricordo le fattezze e non mi sembra riportasse alberi genealogici.

La carta si può vedere in miniatura nella scheda al link di cui sopra, e in maggiore dettaglio nel portale di Imago Tusciae, di cui riporto il Link:

http://www.imagotusciae.it/index_N.html?archivio=3#

Se il link non appare, selezionare il catalogo dell'Archivio di Grosseto e nella casella di ricerca immettere il termine: Lattaia.
Guiniano866
 
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