Famiglia Satta

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Satta di Terranova (Calangianus, Buddusò)

Messaggioda Destavara » venerdì 9 novembre 2012, 18:32

Il riferimento a Calangianus e al nominativo di Leonardo di Terranova sono entrambi contenuti nei volumi sul parlamento Avellano, scostamento ventennale circa rispetto al tuo dunque. Non sono certo che si tratti dello stesso Leonardo che citi tu, ma azzarderei in quanto questo nome non è certo tra quelli "tipici" dei nobili Satta. Credo che se anche dovesse trattarsi di persone diverse, i due fossero stretti parenti.
Purtroppo non sono per ora in grado di asserire nulla su eventuali (e non certo scontate) discendenze del Satta Mundula, vista la mobilità dei ceppi e la diffusione del cognome nella zona. Non mi stupirei se il Satta in questione si trovasse a Buddusò solo temporaneamente, magari per un qualche incarico...

Saluto tutti, D.

Modifica successiva: la lettera riguardante Leonardo Satta, contenuta nel volume citato, è inoltre datata 1637, quindi lo scarto temporale rispetto al parlamento del '26 si riduce a soli 11 anni, probabilmente si tratta veramenete dello stesso individuo, detto sia di Terranova che di Calangianos.
Sui Satta di Buddusò: ancora esistenti nel '700 e ampiamente documentati ( a prescindere dalla discendenza o meno del Satta Mundula), erano imparentati strettamente con altre famiglie nobili locali e non... Rivedrei dunque l'aggettivo fantomatico, davvero inappropriato al caso.
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Re: Famiglia Satta

Messaggioda leone passante » sabato 10 novembre 2012, 3:04

Potrebbe trattarsi in effetti dello stesso Leonardo Satta ma resta da chiedersi come mai non fosse stato convocato alle Cortes del 1626, anno in cui era senz'altro maggiorenne e sposato da almeno dieci anni.
L'attestazione di Leonardo Satta e Madama Mundula soltanto in tre atti nell'arco temporale di un ventennio e sempre in qualità di padrini induce a ritenere che Leonardo contrasse matrimonio a Calangianus dove gli nacque il primogenito ma poi fece ritorno a Terranova.
Gli altri Satta Mundula reperiti a Calangianus compaiono soltanto a metà '700 e sono quasi certamente un'altra stirpe, di estrazione piccolo borghese.
Dico fantomatici i Satta di Buddusò perché inafferrabili: non si capisce donde vengano e dove finiscano. Ti chiedo: sono trattati del solo "don" o anche del "noble" ?
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Luigi Satta vescovo

Messaggioda Destavara » venerdì 18 gennaio 2013, 20:26

Salve.
Intervengo per inserire un piccolo dato sui Satta. Salvennor tempo fa mi comunicava che un Satta fu vescovo. Fortuitamente attraverso fonte bibliografica sono riuscito ad identificarlo in Luigi Satta, oriundo di Galtellì. Fu il primo vescovo della diocesi di Iglesias dal 1763 al 1772, anno della morte del medesimo. Sul web (ove ho cercato altre notizie e conferme) viene pure detto di Orgosolo, invece era certamente un Satta di Galtellì.
Saluto tutti, D.
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Re: Famiglia Satta

Messaggioda Ansermaeli » lunedì 11 febbraio 2013, 19:43

Da Ansermaeli,
Destavara,ho letto tutte le notizie che dai sui Satta,io mi interesso del ramo di Bitti discendente dal Satta nobilitato nel
1646. Di questo ramo,almeno per ora,ho trovato un don Gioacchino,notaio,nato verso il 1750.
Suo figlio,don Antonio Liberato,nato nel 1776,sposò Rosalia Musio,figlia del nobile Francescangelo e sorella del senatore
Giuseppe .Dei loro figli,Emanuele si trasferì a Budduso dove sposò Maria Semidei.
Per via dei tanti legami con i Musio,esiste tuttora una discendenza Satta Musio.
Saluti
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Re: Famiglia Satta

Messaggioda leone passante » martedì 12 febbraio 2013, 2:05

per Ansermaeli

Se fa una ricerca nel topic vedrà che abbiamo diffusamente parlato del notaio Antonio Liberato Satta e del suo matrimonio con la nobile Musio nonché della discendenza dei Satta Semidei di Buddusò dal ramo Satta Musio, originato da quelle nozze. Ci chiedevamo però se questo notaio fosse effettivamente nobile giacché nella Sardegna del 1815 la professione notarile era ancora considerata disdicevole per un cavaliere nobile. Il dubbio sorge altresì dal fatto che né l'Avv. Antonio Giuseppe Satta Semidei di Cagliari, personalità molto in vista nel primo '900, né i membri della sua famiglia risultano iscritti negli elenchi ufficiali della Consulta Araldica. Vorrà dunque scioglierci il dubbio. Tenga presente però che nelle fonti ottocentesche un titolo di "dominus" o "don" non fa nobiltà se non è accompagnato dal trattamento di nobilis, eques ecc.
Approfitto della sua competenza specifica in fatto dei Satta di Bitti per chiederle conferma della appartenenza a tale famiglia di una mia parente, tale donna Marietta Satta Minutili, figlia del Prefetto Avv. don Luigi Satta Minutili, e moglie del Prof. Avv. Carmine Soro Delitala, deceduta in Sassari nel 1893.
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Satta di Bitti e Buddusò

Messaggioda Destavara » mercoledì 13 febbraio 2013, 21:51

Gentile Ansermaeli, benvenuto nel topic sui Satta, intanto!
Il ramo dei Satta di cui parla è di origine nobiliare, nacque proprio come dice lei attraverso Emanuele Satta Musio e non è quello "auctoctono" (nel senso di "più antico") di Buddusò. Ormai tutti, o quasi tutti, sappiamo dei numerosissimi spostamenti dei vari ceppi dei Satta. Il nome Gioacchino poi mi dice molto, ma non so se lo ereditarono dai Satta o dai Musio (questa seconda è la mia opinione personale, poco fondata per ora). Posso assicurarle che la famiglia è fiorente e piuttosto ben diramata :-), gli elenchi ufficiali e altri anacronismi simili in tal caso li lascerei agli Stati in cui continuano a sussistere :-)
Ancora benvenuto e grazie dello spunto, naturalmente se vorrà contribuire ad ampliare il topic con le sue conoscenze potrei solo ringraziarla.

Saluto tutti, D.
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Re: Famiglia Satta

Messaggioda Destavara » mercoledì 13 febbraio 2013, 21:55

Ansermaeli, noto solo adesso che possiamo darci del tu, con piacere :-)
PS: anche Antonio Liberato era un notaio, professione abbastanza diffusa tra i cavalieri rurali e loro discendenti.
In Sardegna ho conosciuto nobilissime persone che mungono, questa fu ed è parte della realtà insulare, ma certo è pur vero che qualsiasi borghese (togato e non) storcerebbe il naso per molto meno ...
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Re: Luigi Satta vescovo

Messaggioda leone passante » giovedì 14 febbraio 2013, 1:45

Destavara ha scritto:Salve.
Intervengo per inserire un piccolo dato sui Satta. Salvennor tempo fa mi comunicava che un Satta fu vescovo. Fortuitamente attraverso fonte bibliografica sono riuscito ad identificarlo in Luigi Satta, oriundo di Galtellì. Fu il primo vescovo della diocesi di Iglesias dal 1763 al 1772, anno della morte del medesimo. Sul web (ove ho cercato altre notizie e conferme) viene pure detto di Orgosolo, invece era certamente un Satta di Galtellì.
Saluto tutti, D.


Vi ricordo che Vincenzo Carta in un suo post ha già fornito ogni chiarimento sul prelato in questione:
-Satta Don Mons.Luigi Vincenzo Giacomo Maria Sisinnio battezzato a Orgosolo il 25/7/1708 figlio di Don Francesco Satta Manca e Donna Dorothea Aquença y Ferrary,Vescovo di Iglesias dove mori' il 16/4/1772.I genitori erano originari di Galtelli' dove si erano sposati il 22/7/1702.
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Re: Famiglia Satta

Messaggioda leone passante » giovedì 14 febbraio 2013, 2:57

Destavara ha scritto:Ansermaeli, noto solo adesso che possiamo darci del tu, con piacere :-)
PS: anche Antonio Liberato era un notaio, professione abbastanza diffusa tra i cavalieri rurali e loro discendenti.
In Sardegna ho conosciuto nobilissime persone che mungono, questa fu ed è parte della realtà insulare, ma certo è pur vero che qualsiasi borghese (togato e non) storcerebbe il naso per molto meno ...


Sarebbe di grande utilità che ci indicassi esempi documentati di cavalieri e nobili sardi dediti al notariato della generazione del 1770-1775, coetanei quindi del nostro Liberato Satta. Nelle regioni storiche da me più indagate ovvero Gallura, Ogliastra e Logudoro non ho riscontrato casi anteriori alla metà dell'800. Emergerebbe dunque una realtà diversa nelle regioni storiche da te indagate, ovvero Monteacuto e Barbagia di Bitti, il che sarebbe di estremo interesse. Per quanto riguarda le tue personali conoscenze, sappiamo bene che nel '900 l'origine nobiliare è compatibile con le più svariate condizioni socio- economico-lavorative.
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Re: Satta di Bitti e Buddusò

Messaggioda leone passante » giovedì 14 febbraio 2013, 3:09

Destavara ha scritto:Gentile Ansermaeli, benvenuto nel topic sui Satta, intanto!
Il ramo dei Satta di cui parla è di origine nobiliare, nacque proprio come dice lei attraverso Emanuele Satta Musio e non è quello "auctoctono" (nel senso di "più antico") di Buddusò. Ormai tutti, o quasi tutti, sappiamo dei numerosissimi spostamenti dei vari ceppi dei Satta. Il nome Gioacchino poi mi dice molto, ma non so se lo ereditarono dai Satta o dai Musio (questa seconda è la mia opinione personale, poco fondata per ora). Posso assicurarle che la famiglia è fiorente e piuttosto ben diramata :-), gli elenchi ufficiali e altri anacronismi simili in tal caso li lascerei agli Stati in cui continuano a sussistere :-)
Ancora benvenuto e grazie dello spunto, naturalmente se vorrà contribuire ad ampliare il topic con le sue conoscenze potrei solo ringraziarla.

Saluto tutti, D.


Come si può ritenere di poter trascurare gli elenchi ufficiali quando si parla di nobiltà? Mi sembra che tali Satta possano dirsi nobili solo e soltanto perché loro o un loro ascendente diretto figura tra i concessionari di privilegi, tra gli ammessi alle Cortes, negli elenchi ufficiali Prefettizi e in quelli della Consulta Araldica.
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Re: Famiglia Satta

Messaggioda Destavara » giovedì 14 febbraio 2013, 22:57

[bangin.gif] Mi scuso con Vincenzo Carta, ma non ricordavo affatto la già avvenuta identificazione del vescovo Satta da parte sua: grazie di nuovo e scusami, Vincenzo; purtroppo la mia memoria non è più quella di una volta.
Saluti, D.
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Satta Musio, discendenze

Messaggioda Destavara » lunedì 25 febbraio 2013, 21:53

Salve,
vorrei continuare la mia risposta ad Ansermaeli riguardo i Satta Musio di Bitti, riportando i luoghi che mi sono noti relativamente alle discendenze attuali; sono convinto che si tratti di dati parziali, ad ogni modo solo il ramo di Emanuele citato giustamente da te, ha dato origine a molteplici nuclei familiari. Sono per ora a conoscenza delle diramazioni in :
Buddusò, Pattada (lo scrivo per completezza ma si é estinto nel '900), Sassari, Cagliari, Olbia, Roma.
Ansermaeli, ti risultano altre diramazioni diverse? Sarebbe interessante conoscere i centri in cui vivono, se non altro per renderci conto di come questi Satta possano essersi evoluti nel tempo e nello spazio a partire almeno dal secolo XIX. Quanto riporti sugli imparentamenti molteplici con i Musio risulta anche a me.
Saluto tutti, D.
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Re: Famiglia Satta

Messaggioda Ansermaeli » sabato 2 marzo 2013, 23:38

Destavara salve. D'accordo con te per le attuali residenze dei discendenti di Emanuele SATTA Musio.per una sorta di "pari opportunità ", dovrei aggiungere che, per via di donne,altri discendenti si trovano a Perugia,Vicenza,Udine e Nuoro.Dei numerosi figli di Emanuele sono fiorenti solo due rami: quello che fa capo a Giuseppe (Buddusò,Sassari ,Olbia,Roma),quello che fa capo a Antonio Giuseppe ( Cagliari ).A Pattada ,il ramo di Costantino si era estinto con Emanuele iunior prima del 1941. Poichè mi par di capire che sei molto informato sulla famiglia in questione,gradirei molto se mi aiutassi a trovare quell'anello per me ancora mancante che unisce il settecento all'Ottocento. Per ora ti saluto.
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Re: Famiglia Satta Musio- Satta Semidei

Messaggioda leone passante » venerdì 8 marzo 2013, 13:56

Il mio dubbio sulla nobiltà della famiglia Satta Musio e ramo derivato Satta Semidei nasce dal fatto che nell'elenco Prefettizio del 1822 in Bitti sono registrati unicamente un don Giuseppe e un don Giovanni Satta, stipiti delle linee Satta Minutili fiorenti fino al '900, mentre non figura il notaio Antonio Liberato Satta.

Alimenta il dubbio la circostanza che in parecchi atti ufficiali governativi i loro membri non ricevono trattamenti di riguardo.
Il notaio Liberato Satta non è mai detto cavaliere o nobile ad esempio nel Calendario Generale pe' regi Stati del 1826 dove compare come ufficiale postale di Bitti è detto solo e soltanto notaio mentre tutti gli altri ufficiali postali appartenenti a famiglie nobili o equestri sono trattati di don o di cavaliere (Marcello di Bolotana, Delogu di Bonannaro, Angioy di Bono, Gaya di Galtellì, Urru di Sorgono, Nater di Giave, Sulis di Muravera, Cardia di Tortolì ecc.)

Anche il di lui figlio Giovanni Satta Musio, distributore delle poste di Bitti, nel Calendario del 1838 non è trattato né di don né di cav., mentre tutti gli altri ufficiali postali nobili o cavalieri lo sono (Meloni di Mamoiada, Carta di Sorradile, Carta di Benetutti, Angioi di Bono, Gutierrez di Ittiri, Pais di Villanova M.ne, Sulis di Muravera, Gaya di Galtellì ecc.)

Altro documento da cui è possibile trarre elementi contrari è la composizione del Comizio Agrario di Sardegna del 1866, in cui figura l'Avv. Antonio Giuseppe Satta Musio, magistrato, sprovvisto di titolo nobiliare, laddove tutti gli altri componenti nobili sono indicati indefettibilmente col trattamento di spettanza.
http://www.sardegnadigitallibrary.it/in ... &id=214596[*]

Si badi bene io non intendo con ciò affermare recisamente che sono sicuramente borghesi bensì soltanto evidenziare che già dal primo '800 non avevano il possesso dello status nobiliare. Resta da chiedersi se ciò avvenisse perché effettivamente non appartenenti alla linea di discendenza di Francesco Satta Sotgiu di Bitti privilegiato nel 1644-46 ovvero perché non avessero curato le iscrizioni nelle liste. Il dubbio è rafforzato dalla considerazione che si trattava di persone di cultura, posto che sia Antonio Liberato che il padre Gioacchino erano entrambi notai, e che fino al 1847 l'appartenenza al ceto nobiliare dava vantaggi economici rilevanti, oltre al foro riservato. Appare dunque inverosimile che non avessero mezzi per il riconoscimento ovvero che non avessero gli strumenti culturali per documentare l'aggancio genelaogico con l'ultimo antenato riconosciuto e ancor di più che non avessero interesse allo stesso riconoscimento.
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Re: Famiglia Satta

Messaggioda Salvennor » giovedì 2 maggio 2013, 22:37

Salve. Per Destavara: A pag. 18 del pdf scaricabile dal seguente sito

http://www.araldicasardegna.org/genealo ... _diana.htm

sono citati i Serra Satta di Las Plassas (CA), documentati tra fine 700 e prima parte dell'800.
Tale linea Serra, Cavalieri ereditari (probabilmente discendenti da Gemiliano Serra di Sorgono) in seguito mutò il cognome in Satta, e infatti nella pagina in una nota viene menzionato il cambiamento di cognome. Ho trovato abbastanza interessante tale notizia, e dunque la posto nel presente topic. Non credo che nei volumi di genealogia e storia di Sardegna siano citati tali Serra Satta, che tra l'altro ormai non avevano più alcun legame con Sorgono, erano proprio di Las Plassas, e anche i genitori, e forse anche i nonni. Non escludo che la capostipite Satta di tale linea fosse Donzella, anzi è probabile.
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