Commissioni araldico-regionali

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Commissioni araldico-regionali

Messaggioda sebpasq » domenica 19 gennaio 2003, 19:41

C'è qualcuno che mi sappia dire se ci sono ancora o meno le commissioni araldiche regionali e la Giunta araldica centrale?
Grazie.
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Messaggioda Messanensis » domenica 19 gennaio 2003, 20:58

L'art. XIV delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana recita: "i titoli nobiliari non sono riconosciuti; i predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome; (...) la legge regola la soppressione della Consulta Araldica".
Credo che successivamente non sia stata emanata alcuna legge che regolasse la soppressione della Consulta, che però, di fatto, ha cessato di funzionare insieme, ovviamente, con le commissioni araldiche regionali.
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Messaggioda sebpasq » lunedì 20 gennaio 2003, 22:34

Caro Rosario
ho rivolto quella domanda perchè ho letto sul libro "Araldica" di Caratti di Valfrei (uscito dopo la soppressione della monarchia) che per registrare uno stemma ci si può rivolgere alle commissioni araldiche regionali, per questo sono rimasto stupito.
Ho provato a cercare queste fantomatiche commissioni ma neanche l'ombra: è evidente che a proposito c'è una grande disinformazione.
Un saluto.
sebpasq
 
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Messaggioda Messanensis » martedì 21 gennaio 2003, 1:53

[quote="sebpasq"]Caro Rosario ho rivolto quella domanda perchè ho letto sul libro "Araldica" di Caratti di Valfrei (uscito dopo la soppressione della monarchia) che per registrare uno stemma ci si può rivolgere alle commissioni araldiche regionali, per questo sono rimasto stupito.[quote]

Il Caratti di Valfrei nel suo libro non si riferisce alle commissioni araldiche regionali della vecchia Consulta Araldica, bensì alle commissioni regionali del Corpo della Nobiltà Italiana (C.N.I.). Come ho specificato nel precedente messaggio, dopo l'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica nel 1948, i titoli nobiliari non sono più tutelati giuridicamente dallo Stato. Per questo motivo è sorto nel 1958 il Corpo della Nobiltà Italiana, un'ente di natura privata che si ritiene l'erede morale della disciolta Consulta Araldica del Regno e che si pone "come fine l'accertamento e la salvaguardia dei diritti storici dei Nobili italiani".
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