Annibaldi (seu Annibali o Annibaldeschi)

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Fabio Picolli » sabato 24 giugno 2006, 11:41

dei Grassi di Bologna, oltre al ramo napoletano, c'è anche quello di Roma di cui Carlo fu governatore nel 1555, vescovo di Monte Fiascone, poi di Corneto, governatore dell'Umbria, e cardinale nel 1570.
altri della famiglia ricoprirono cariche vescovili come Achille, auditore della Sacra Rota, fu vescovo di Monte Fiascone e di Corneto, fu nunzio apostolico al vicerè di Napoli e si trovò al Concilio di Trento.
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Messaggioda MMT » martedì 19 settembre 2006, 22:02

Riprendo la discussione con una considerazione sullo stemma Annibaldi, che già era stata toccata ma superficialmente.
Dunque riporto delle riflessioni di fra' Eusanio e mie:

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...nel senso che l'arma originaria degli Annibaldi era molto probabilmente assai più semplice della gemella in fascia accompagnata da sei palle e due leoni veduta in precedenza!

Perchè te :shock: ne meravigli, mio bravo? E dire che :? non ti è affatto ignoto il fenomeno dell'evoluzione delle armi...
Bene :wink: vale


Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Vorresti ipotizzare un di rosso alla fascia d'argento (o magari d'oro)... un po' come lo stemma dei Capocci, che anticamente sarebbe potuto essere d'oro alla fascia d'azzurro!?
Michele.


E in effetti la conferma di questo ci verrebbe da una testimonianza del XIV secolo, che si trova a Tuscania, immagine che per altro avevo già postato ma non so bene per quale motivo sia saltata e che ripropongo assieme alla didascalia:
Immagine
"Unico stemma di questa grande famiglia romana, lo troviamo nella fontana delle Sette Cannelle a Tuscania. Lo stemma dovrebbe appartenere al senatore Riccardo Annibaldi de Coliseo che insieme a Gentile Orsini nei primi anni del 1300 occuparono Tuscania per conto del comune di Roma.
Gli Annibaldi, già potenti nel 1200 erano signori di Rocca di Papa e Rocca Priora ed ebbero il controllo della via Latina (La via Latina era una delle strade che da Roma portavano versi il sud). A Roma erano arroccati sui grandiosi resti dei mercati di Traiano dove tuttora svetta la loro alta Torre delle Milizie pendente quasi come la Torre di Pisa.
Gli Annibaldi, inoltre avevano anche fortificato il Colosseo (da cui “de Coliseo”)".
da http://www.toscanella.it/cultura/lanzetta/annibaldi.htm

Ho contattato il gestore del sito per avere una foto e mi han risposto che me la manderanno al più presto. Infatti nelle foto della fontana non si nota:
Immagine

Quindi si può affermare che questa sia la versione più antica -per ora- conosciuta dello stemma degli Annibaldi, che tuttavia credo non essere la prima: si può supporre per arme originaria un di rosso (colore che torna sempre) a 6 bisanti d'argento posti 3-2-1, accompagnati in capo da una fascia dello stesso. Fascia che poi si sarebbe sdoppiata in gemelle.
La cosa difficile da spiegare è il motivo dell'adozione dei due leoni in capo, mentre è spiegabile il simbolismo dello scorpione sempre associato al ramo della Molara, che a volte sostituisce la mola, anche se venne usato, lo scorpione, dal ramo di Castel Zancato.


Michele.
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Re: Fam Annibaldi

Messaggioda MMT » martedì 19 settembre 2006, 22:09

Mauri ha scritto:Egregio Michele Tuccimei di Sezze,
mi scuso per il ritardo ma ho avuto problemi sia con internet che di tempo,
sono un neofita del forum e poco pratico di computer, riguardo agli Annibaldi vorrei precisare che il Dizionario Storico Blasonico di G.B. di Crollalanza che ho innanzi a me riporta nel primo volume due famiglie Annibaldi e il terzo volume in appendice riporta altre due famiglie in totale quattro di cui tre originarie di Roma e una di Velletri.
Stò cercando di verificare se una famiglia Annibaldi Patrizia di Ascoli residente in territorio marchigiano possa essere imparentata con qualche ramo della schiatta originaria.
Cordialmente


Gentile sig. Mauri,
mi chiedevo se potesse postare le informazioni che riporta il Crollalanza sugli Annibaldi, oltre alle notizie sul ramo delle marche.

Grazie,
Michele Tuccimei
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Messaggioda MMT » mercoledì 20 settembre 2006, 10:31

In realtà lo stemma nella foto della fontana qui sopra si vede, ma bisogna agussare la vista:

Immagine

Immagine

Lo stemma è ridotto maluccio, ma si riesce ancora a notare nonostante sette secoli di intemperie, che non sono bastate, come invece purtroppo il calpestare dei fedeli all'Aracoeli, a cancellare la memoria storica degli Annibaldi a Tuscania!


Michele.
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Messaggioda MMT » sabato 23 settembre 2006, 13:50

Intanto riporto anche lo Stemma incluso nel volume dell'Amayden, che non avevo ancora riportato:

Immagine


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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 25 settembre 2006, 16:41

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:...(omissis)...si può affermare che questa sia la versione più antica -per ora- conosciuta dello stemma degli Annibaldi, che tuttavia credo non essere la prima: si può supporre per arme originaria un di rosso (colore che torna sempre) a 6 bisanti d'argento posti 3-2-1, accompagnati in capo da una fascia dello stesso. Fascia che poi si sarebbe sdoppiata in gemelle.

Ragionamento :wink: lecito, la cui fondatezza...

La cosa difficile da spiegare è il motivo dell'adozione dei due leoni in capo, mentre è spiegabile il simbolismo dello scorpione sempre associato al ramo della Molara, che a volte sostituisce la mola, anche se venne usato, lo scorpione, dal ramo di Castel Zancato.
Michele.


...spiana la strada ai successivi ragionamenti! Buon :P lavoro...

Bene :D vale
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Messaggioda MMT » giovedì 12 ottobre 2006, 15:21

Dunque finalmente ho trovato delle notizie quasi intere sugli Annibaldi Bicossi, che sembravano essere gli unici A. noti ai vari annuari e libri d'oro.
Per trovare queste notizie ho dovuto ripescare edizioni del Libro d'Oro e dell'Annuario della Nobiltà italiana molto vecchie e non solo.
Ma andiamo con ordine intanto credo che vi sia una gran confusione.
Alcuni autori (lo Scorza, l'Annuario del 1902, e anche il LdO del 1910) la ritengono una diramazione della famiglia romana trapiantata a Valenza sul Po nel '300. Lo Scorza, nella sua Enciclopedia Araldica Italiana, addirittura dà come origine Valenza e li dice nobili in Roma, Velletri e Valenza; ma li confonde con gli Ar(r)ibaldi di Alessandria, originari di Valenza sul Po.
Se prendiamo per buono il cenno storico dell'Annuario del 1902 dovremmo credere al verosimile trasloco, senza saperne tuttavia il motivo, della famiglia da Roma a Valenza intorno alla fine del XIV secolo, con un Giovanni, che sembra esser stato governatore di Alessandria per il Re di Napoli nel 1334. Da lui discenderebbero in linea retta, secondo l'Annuario, gli attuali A.Bicossi. Il c.s. continua poi richiamando agli uomini egregi che la famiglia diede alla Chiesa, alla magistratura e alle armi... quasi a richiamare quelli che sembrerebbero i collaterali romani. Tuttavia elenca dei nomi sconosciuti alla genealogia romana: per esempio Antonio A., dell’Ordine dei Minori, vescovo di Gaeta e legato di Benedetto XII in Armenia e in Grecia, morto in odore di santità nel 1360… che però sembra essere coevo al Giovanni di cui sopra. Si parla poi di alcuni A. che furono professori all’Università di Pavia: Bernardo, di filosofia morale (1480), Roberto, di medicina a metà del XV secolo. Tuttavia non capisco il collegamento Valenza – Gaeta. Nel secolo successivo si ricorda Carlo, capitano di lance al servizio dei duchi di Savoia, Vincenzo (nato a Valenza nel 1531) dottore in ambo le leggi, che riformò gli statuti patri nel 1584, sostenne illustri cariche in Spagna e a Roma, fu onorato (non si sa però come) dai Pontefici Pio IV e Pio V; Matteo, fratello del precedente, dottore in legge anche lui e auditore del cardinal Arcangelo Blanco di Gambalò, morto in Roma e sepolto a Santa Maria sopra Minerva (si veda foto nei post precendeti); Giovanni Stefano professore di diritto civile a Pavia nel 1591; Teodoro, guerriero di buona rinomanza al soldo dei duchi di Savoia.
Quest’ultimo sposò Margherita Bicossi, di nobile famiglia pavese e in conseguenza i loro discendenti si dissero A.Bicossi.
Il Manno nel suo “Patriziato Subalpino” prende le distanze dalla discendenza dagli Aribaldi e da quella dagli Annibaldi romani, affermando di non volersene occupare, e limitandosi a riportare la discendenza da Teodoro Annibaldi e Margherita Ricossi.
Teodoro A. sp Margherita Ricossi, da cui:
-1. Carlo Francesco Annibaldi Ricossi capitano al servizio di Amedeo di Savoia (1693) sp. Caterina Taliani, da cui:
--a. Gaspare Giuseppe sp. Lucia de Cardenas, da cui
---i. Francesco Benedetto + a Valenza 24 dicembre 1725, alfiere, sp. Anna Maria Bocconi, da cui:
----1. Gaspare sp. 1734 Anna Maria Prata (n.1708), di Camillo e Teresa Rescalli, da cui:
-----a. Carlo Antonio, cap. delle milizie di Valenza, sp. 1777 Petronilla Porcara di Galeazzo, da cui:
------i. Gaspare, avv. assessore magistrato della Riforma di Valenza, sp. Ottavia Giuseppina f. del conte Giuseppe Derossi di Santa Rosa, da cui:
-------1. Carlo Francesco n. 1811 sp. ? Marchese
-------2. Francesco n. 1812, colonnello, sp. Lucilla Monclas, da cui:
--------a. Carolina n. 1858 sp conte Vagnone di Troffarello
--------b. Zoe Ottavia gemella della prec.
--------c. Luisa n. 1861
-------3. Filippo Giuseppe uff. dei Carabinieri +celibe
-------4. Palcida +1892 sp. conte Leonardo Albertengo di Monasterolo
-------5. Santorre Teodoro prefetto di Livorno, aggregato alla nobiltà di quella città il 20 maggio 1860, sp. Eloisa Micali da cui:
--------a. Carlo n. 1864
--------b. Paolina n.1866
-------6. Carolina Sofia n.1819 sp. Gaetano Treppiè
------ii. Matteo, sp. Francesca Miatti, da cui:
-------1. Eugenio 1821-1884 sp. 1866 Giuseppa f. del barone Paolo Gervasio (n.1838)
-----b. ? sp. Irene Grozio da cui:
------i. Francesco Bernardino sp. 1803 Giuseppa Alari (+1829)
------ii. Vittoria

Il Mannucci, nel “Nobiliario e Blasonario del Regno d’Italia” (1926) riporta l’aggiornamento della discendenza di Carlo di Santorre Teodoro nei figli di questo:
Gabriella Eloisa, Santorre Pietro e Alessandro.
Probabilmente la discendenza degli Annibaldi Bicossi, prosegue con loro.

Un discorso a parte è da fare sull’araldica.



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Messaggioda MMT » sabato 10 novembre 2007, 19:50

Forse ho trovato la soluzione al partito di Prospero Molara, con i tre monti ed il leone: sul sito di Araldica Vaticana alla voce Molara c'è anche questo stemma:
Immagine

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Messaggioda MMT » sabato 9 febbraio 2008, 14:42

Riporto uno stemma numismatico del XVIII secolo:

Immagine


"Roma-Clemente XI (Gianfrancesco Albani, 1700-1721)
Testone A.X. AR 8,82 g. – ø 32,50. íCLEMENSíXIí - íPíMíANNíXí Stemma sormontato da triregno e chiavi decussate. Rv. NE / OBLIVISCARIS / PAVPERVM entro cartella ornata da due rami di palma, chiusa in alto da maschera e, in basso, dall’armetta Annibaldi della Molara. CNI 144. Muntoni 72. Berman 2402".

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Re: Annibaldi (seu Annibali o Annibaldeschi)

Messaggioda RFVS » lunedì 5 maggio 2008, 17:38

....nel sempre ottimo e ricco sito della Biblioteca Augusta ho trovato quanto segue, tratto dal testo di Arrigo Arrighi dal titolo "Famiglie Perugine" 1851-1888

28.6.1636 Gaspare Baldassarre dell’Ill.mo Dr. Teobaldo Annibali della Molara e della Signora Giulia Rasponi da Ravenna, abitante in Perugia come Maestro di Campo dell’Umbria nella Parrocchia di San Fiorenzo.

7.4.1639 Bruto Michele del Signor Teobaldo e della Signora Giulia. nato in Parrocchia di San Fiorenzo


non so se possa interessare....
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Re: Annibaldi (seu Annibali o Annibaldeschi)

Messaggioda MMT » lunedì 5 maggio 2008, 19:52

Grazie dell'informazione, Riccardo!!! :P
Bisognerebbe vedere se poi si sono stanziati del tutto a Perugia o sono ritornati a Roma.

Michele :wink:
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Re: Annibaldi (seu Annibali o Annibaldeschi)

Messaggioda RFVS » martedì 6 maggio 2008, 9:06

...provo a vedere se trovo qualcosa :D
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Re: Annibaldi (seu Annibali o Annibaldeschi)

Messaggioda RFVS » martedì 6 maggio 2008, 12:24

...nei secoli successivi non ne trovo traccia. Ipotizzo quindi, anche dal modo in cui è riportata la famiglia, che in seguito si sia trasferita...forse, come dici, a Roma. :wink:
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Re:

Messaggioda MMT » domenica 10 agosto 2008, 17:08

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Riporto uno stemma numismatico del XVIII secolo:
"Roma-Clemente XI (Gianfrancesco Albani, 1700-1721)
Testone A.X. AR 8,82 g. – ø 32,50. íCLEMENSíXIí - íPíMíANNíXí Stemma sormontato da triregno e chiavi decussate. Rv. NE / OBLIVISCARIS / PAVPERVM entro cartella ornata da due rami di palma, chiusa in alto da maschera e, in basso, dall’armetta Annibaldi della Molara. CNI 144. Muntoni 72. Berman 2402".

Michele

http://imagedb.coinarchives.com/img/nac ... 461q00.jpg

Ripensando allo stemma inciso su questa moneta mi viene spontanea una domanda: quale cardinale Annibaldi v'era nel XVIII secolo alla corte di Papa Albani, considerando che gli unici due cardinali A. (Riccardo e Annibaldo) risalgono a sei secoli prima??? :shock: :shock: :shock:

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Re:

Messaggioda Arzoni » domenica 18 agosto 2019, 14:58

T.G.Cravarezza ha scritto:Gentilissimi,
ecco una bella serie di stemmi inviatimi dal caro Michele:

Immagine


Hello TGCareer. I am well aware that 13 years have passed since you posted this message. My Arzoni family may have descended from the Arcionis in Rome, or vice versa. I am very interested in the source of this image? Thank you for posting. Sincerely, Rob Arzoni
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