Annibaldi (seu Annibali o Annibaldeschi)

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Messanensis, Alessio Bruno Bedini, GENS VALERIA

Messaggioda MMT » lunedì 9 maggio 2005, 23:51

no no! aspetto il mea culpa di qualcuno!

Michele. :twisted:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 10 maggio 2005, 15:25

...se il vecchio frate dovesse aspettare anche lui i mea culpa degli altri prima di continuare a parlare, starebbe zitto per mesi! :roll:

Bene :D vale, falla :evil: finita
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
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Messaggioda MMT » martedì 10 maggio 2005, 23:32

allora dai il buon esempio...


:1:

Michele.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 11 maggio 2005, 15:46

...sono due anni che :roll: dò esempi, se proprio vogliamo essere precisi...

...ora toccherebbe a te dimostrare di averli recepiti! :twisted:

Bene :D vale
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Messaggioda MMT » mercoledì 11 maggio 2005, 17:03

una M di molara...

...va bene così?


Michele.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 11 maggio 2005, 17:17

Non ti dilungare troppo nello scrivere, mi raccomando, sennò poi ci riempi la testa di nozioni e non ci capiamo più nulla...!

Bene :D vale
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Messaggioda MMT » mercoledì 11 maggio 2005, 23:42

quello sgorbio mal riuscito ribadisce la M dei Molara... per molti questi ultimi era una vera e propria famiglia che si unì agli Annibali, oiginando così gli A.della Molara.
Per altri, e come credo anch'io, Molara era il feudo, il castello più importante sui cui avevano giurisdizione, e come succede ancora oggi (vedi i Tomasi siciliani ed i nordici Cordero, entrambi più conosciuti come Lampedusa e Montezemolo, ovvero con i loro predicati), venne scambiato spesso e volentieri per il loro nome o comunque usato per distinguerli dagli altri rami degli Annibaldi.


Michele.
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AGGIORNAMENTO!

Messaggioda MMT » mercoledì 6 luglio 2005, 15:03

Bene quanto sarà passato da quando ho iniziato le diatribe sugli Annibaldi? Un anno? Forse un po' di più.
Ebbene ho trovato un altro indizio, questa volta del tutto inaspettato ma rivalatore.

Prima però ricapitoliamo:
Anna Maria Annibaldi Tuccimei, nata nel 1823 e morta (forse in seguito al parto dell'ultimo figlio Carlo) nel 1859, figlia di Vincenzo, nato nel 1796 da Bernardo, ed Innocenza Castelletti, nata nel 1804. Anna Maria venne sepolta nel cimitero di Santo Spirito in Saxia, poco dietro l'odierna via della Conciliazione.

Oggi sfogliando il VI vol. di "Iscrizioni delle Chiese ed Altri edifici di Roma" del Forcella del 1903, trovo a pag. 487 il nome "Vincenzo Annibaldi" nel Cimitero di Santo Spirito in Sassia "nella base di un monumento incastrato nel penultimo arco della parete sinistra in fondo al camposanto".
Vabbè fin qui torna solo il cimitero... prova esigua sebbene curiosa.
Poi leggo:

HSE VINCENTIUS ANNIBALDI EQ. AUR. MILIT. // MAGISTER ARCHISODALITIS [sic.] SANCTI SPIRITUS // NEGOTIATORIS LIGNARII // HIC FILIOS EDUCAVIT AMAVIT SEDULO // TURBATA REPUBLICA FIDEM PRAESTIT [sic.] PONTEFICI // UT CARCEREM ET NECE FERE SUBIRE // NON DUBITAVIT // DEC. VI ID FEBR. MDCCCLIII AET. AN LVIII // MARITO ET PATRI INCOMPARABILI // UXOR ET FILII CUM LACR. MON. POS.

La lapide sormontata da uno stemma, il Forcella di solito usa uno scudetto vuoto per indicarli, senza descriverli, sotto al quale l'alpha e l'omega e tra di essi il monogramma ics ro.
Calcolando l'età del Vincenzo della lapide, ovvero 1853 - 58 = 1795.
L'anno di nascita coincide, o quasi (l'altro lo avevo calcolato da uno stato delle anime), con quello del padre di Anna Maria. Non ci sono altri Vincenzo in famiglia Annibaldi, in quel periodo.

Sono dunque portato a credere che il Vincenzo Annibaldi cavaliere aurato sia il padre di Anna Maria e di conseguenza mio quint'avo.

Solo un dubbio: esiste ancora il cimitero di Santo Spirito in Sassia? O venne demolito per ampliare l'ospedale?
Se ne sapete di più vi prego di farmene partecipe.

Michele.
Ultima modifica di MMT il giovedì 14 luglio 2005, 0:49, modificato 2 volte in totale.
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ALTRE CURIOSITA'

Messaggioda MMT » mercoledì 6 luglio 2005, 15:10

Nello stesso camposanto il Forcella riporta anche la tomba di alcuni Annibali sormontata anch'essa da uno stemma e dando come data il 1844.
Nella lapide si leggono i nomi di:
-Angelo
-Annibale
-Geltrude
-Giovanni
-Teresa

Mentre sembra che a San Pietro in Montoro vi sia una lapide di Angelo Annibaldi seu Annibali:

D.O.M. // ANGELUS ANNIBALI // DOMO ROMA // DIEM NOVISSIMAM RECOGNITANS // ADHUC VIVENS // OB SINGULAREM ERGA HANC ECCLESIAM // DEVOTIONEM // HEIC SIBI SUISQUE POSTERIS // SEPULCRUM PARAVIT // ANNO DNI CIC (immaginate questa "c" capovolta) ICCCCLIV

sotto lo stemma.

E' quindi datata 1854.


Michele.
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Messaggioda MMT » giovedì 1 settembre 2005, 1:51

ADDENDA.

Navigando su internet ho trovato una notizia araldica molto interessante.
In pratica si riporta lo stemma A. senza leoni così come compare nella fontana delle Sette Cannelle a Tuscania.
"Lo stemma dovrebbe appartenere al senatore Riccardo Annibaldi de Coliseo che insieme a Gentile Orsini nei primi anni del 1300 occuparono Tuscania per conto del comune di Roma.
Gli Annibaldi, già potenti nel 1200 erano signori di Rocca di Papa e Rocca Priora ed ebbero il controllo della via Latina (La via Latina era una delle strade che da Roma portavano versi il sud). A Roma erano arroccati sui grandiosi resti dei mercati di Traiano dove tuttora svetta la loro alta Torre delle Milizie pendente quasi come la Torre di Pisa.
Gli Annibaldi, inoltre avevano anche fortificato il Colosseo (da cui “de Coliseo”)".

Immagine

Curioso!

Michele T.d.S.
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2° AGGIORNAMENTO!

Messaggioda MMT » venerdì 23 giugno 2006, 23:51

Altro aggiornamento dopo più di un altro anno!
Se vado di questo passo tra un secolo o due ce la dovrei fare! :roll:

Propongo una carrellata di immagini di stemmi Annibaldi fotografati in giro per Roma.

Le prime sono conservate presso i Musei Capitolini in Campidoglio:

Immagine
Immagine
(questo stemma è alla base di un sostegno sotto altri stemmi di conservatori)
Immagine
(Pietro Paolo A. lascia il suo stemma su un'opera romana)
Immagine
segue poi l'immagine di uno stemma nuziale di Marc'Antonio de Grassi e Vittoria Annibaldi della Molara (1687) conservato nella chiesa di San Marco:
Immagine
(notare lo scorpioncino in basso sopra la linea di partizione)
ed infine uno stemma Annibaldi che qualcuno dei presenti all'ultima visita araldica ricorderà alla Minerva:
Immagine
(stemma di Matteo A. di Ludovico +1673, posero i fratelli Vincenzo e Gian Bernardo)
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Messaggioda MMT » venerdì 23 giugno 2006, 23:52

Gli stemmi qui sopra riportati sono quelli che hanno ispirato i manoscritti dell'armoriale romano... di cui però non si può più ammirare l'opera sulla pagina della Biblioteca Casanatense.


Michele.
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 24 giugno 2006, 0:46

Nel secondo e nel quarto la parte Annibaldi è nella seconda parte .. potrebbe essere interessante capire di chi è la prima parte :wink:
Immagine
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Messaggioda MMT » sabato 24 giugno 2006, 10:28

Nel 2° stemma non è possibile saperlo: poichè lo stemma si trova scolpito su un piedistallo che serve per sostegno a dei busti romani e altre similaria e v'è solo riportato il nome di un Annibaldi senza altre indicazioni, Annibaldi che era conservatore all'epoca.

Nel 5° (non 4°!) ci troviamo dinnanzi allo stemma matrimoniale (scritto sotto... :roll: ) di Marc'Antonio de Grassi e Vittoria Annibaldi della Molara.

Michele.
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Messaggioda Fabio Picolli » sabato 24 giugno 2006, 11:28

percaso sono i Conti Grassi di Pianura (non eran però conti di Pianura)?
credo di no anche se l'aquila in quello stemma mi fa pensare!
infatti lo stemma dei Grassi di Pianura è visibile nel palazzetto qui a Pianura (ora quartiere periferico di Napoli completamente abusivo):
partito: I d'oro alla mezz'aquila bicipite di nero coronata del campo movente dalla partizione; II di rosso, alla mezz'aquila d'argento coronata d'oro uscente anch'essa dalla partizione; col capo d'azzurro a 3 gigli d'oro tra i 4 pendenti di un lambello di roso (crollalanza: di rosso il campo e il lambello d'azzurro).
cimiero: una testa di aquila d'argento (se non ricordo male imbeccata e coronata, il tutto d'oro).

il Crollalanza e lo Spreti sono discordanti su una questione fondamentale
(lo stemma riportato è dei Grassi di Bologna da cui discendono i Conti Grassi di Pianura):
così riportano lo Spreti e il Libro d'Oro: "...Un ramo di essa [di Bologna] si trapiantò nel napoletano nel secolo XVI ove il 24/9/1678 Francesco acquistò il feudo di Pianura, il cui predicato, insieme al titolo di Conte Palatino e di Patrizio di Bologna fu riconosciuto ai discendenti con D.M. il 18/3/1895...".
nel Crollalanza invece come feudatari di Pianura vengono indicati i Grasso:
"originaria della terra Bagnulo e di umile condizione, fu trapiantata a Napoli da Tommaso-Antonio nei primi anni del XVII, dove fu impiegato nel banco della Pietà, di cui più tardi gli fu affidati la cassa maggiore che tenne per lungo tempo, e che gli procacciò una bella fortuna. Lorenzo suo figlio, dottore in legge ed esimio poetà, pubblicò diverse opere in prosa ed in versi, ed essendo ricco di beni e di fortuna, volle nobilitare la propria famiglia e cambiando il cognome di Grasso in Crasso si disse discendente della nobile famiglia bolognese di questo nome, e con molto dispendio potè ottenere la nobiltà di Bologna. - Fece quindi acquisto del casale di Pianura e ne divenne barone ". non è riportata l'arma.
ovviamente ha ragione lo Spreti (a meno per un breve periodo il casale non fu tenuto dai Grasso fino a quando non acquistato dai Grassi, ma ho i miei dubbi).

il Crollalanza poi rporta lo stemma dei Grassi di Roma:
di rosso, all'aquila spiegata al naturale (l'aquila è sempre presente).

fabio
Ultima modifica di Fabio Picolli il mercoledì 2 agosto 2006, 12:14, modificato 1 volta in totale.
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