Famiglie della piccola nobiltà sarda

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Alessio Bruno Bedini, Messanensis, GENS VALERIA

MINUTILI

Messaggioda leone passante » martedì 4 dicembre 2012, 21:14

La battuta è carina...
Sarò ben lieto di conoscere i motivi del dissenso.
leone passante
 
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Minutili

Messaggioda Destavara » venerdì 14 dicembre 2012, 0:11

Dall'ASC, fondo Aymerich, sappiamo che nell'anno 1561:
"Don Michele Minutolo scrive a don Salvatore Aymerich raccomandandogli un suo nipote accusato di aver colpito un ufficiale e ferito un maggiore". E questo interessa il giusto.

Atti del Parlamento 1592-94:
negli scritti in spagnolo (e in latino) sono citati "noble don Andreu Minutulo de Moras" e "noble don Anton Minutulo". Il cognome è presente anche con la variante che antepone il de.

Atti del Parlamento 1614:
si legge che "don Pedro de Minutulo, fill del quondam don Andreu Minutulo de Mores admitatur";
sono menzionati "don Anton(i) Minutulo", "don Francisco Minutulo de l'Alguer", "don Gavi de Minutulo de Nuoro fill de don Anton Minutulo".

Atti del Parlamento 1626:
continua ad esser presente"don Anton Minutuly" alias "noble don Anton de Minutulo";
per ulteriori precisazioni genealogiche citiamo pure quanto segue:
-"don Antoni Minutili y don Gavino Minutili pare y fill";
-"los nobles don Antoni de Minutuli y don Gavino Minutuli pare y fill".

Per quanto riguarda veloci informazioni sui Capece Minutolo, la loro storia, la loro posizione nel '500, le origini controverse di rami e famiglie affiliate, l'istituzione e revisione del Monte Capece, segnalo il link: http://www.icapeceminutolo.it/Il_Monte_dei_Capece.pdf

Saluto tutti, D.
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MINUTILI

Messaggioda leone passante » venerdì 14 dicembre 2012, 18:23

per Destavara
I dati che riporti -tratti dagli atti parlamentari- sono arcinoti e non aggiungono nessun elemento a favore della tesi "napoletana".
Probabilmente ancora una volta non mi sono spiegato a sufficienza. Nelle fonti sarde, alla forma desinente in-o, perfettamente compatibile sia con il contesto linguistico iberico (nelle sue varianti catalana e castigliana) sia con il contesto linguistico sardo si alterna spesso una forma plurale desinente in -i/y che alla fine si consoliderà per giungere fino a noi e che viceversa è palesemente estranea a quei contesti linguistici. Posto che quindi sia il castigliano sia il catalano sia il sardo non tendono a trasformare i singolari in plurali e che quindi la forma Minutili/y non è frutto di evoluzione interna, la stessa come si è introdotta? Come mai i celebri fratelli Minutili che ebbero nel '500 qualche problema con le autorità ecclesiastiche sono detti nelle fonti anche de Minuta? Come mai i genealogisti napoletani storcono il naso a parlare di rami sardi della celebre famiglia partenopea al pari di quelli senesi a sentir parlare dei de Sena Piccolomini e di fatti non si trova alcuna sponda campana per la nostra famiglia sarda? Come mai da quel Manilio veguer reyal di Sassari nel '400 al 1521 le fonti tacciono completamente? Come mai esponenti di sì illustre casato originari di altro regno della Corona e quindi non stranieri in terra sarda non sono ammessi al parlamento di diritto fino al riconoscimento nobiliare del '500? Come mai quei nomi Manilio e Aniello si sono persi completamente in favore di Gavino quando perpetuare il nome dell'antenato illustre era motivo di grande orgoglio?
Siamo al solito caso di appropriazione indebita di ascendenze illustri.
Il dato più singolare è che tu che non hai mai detto di avere ascendenze Minutili sei il più strenuo difensore del loro alto lignaggio mentre io che ho sempre saputo per tradizione familiare di discendervi (e le fonti hanno confermato la mia discendenza diretta da donna Emanuela Minutili di Nuoro che sposerà tra il 1720 e il 1723 il tortoliese don Sebastiano Guiso Cardia di Tortolì ma oriundo di Galtellì) ne sono il più risoluto negatore.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » venerdì 14 dicembre 2012, 23:54

Ma come i dati sono arcinoti? Credevo di essere l'unico a poter avere accesso agli Acta e che nessuno sapesse ciò che ho aggiunto! Devo cercare di spiattellare in forum più notizie inedite così da rendere un pubblico servizio [arf2.gif] , e magari far comparire il mio pseudo tra i nomi dei ringraziati in qualche testo sardo!
Per ora cercherò invece di tenere a mente che la desinenza in -o che in contesto sardo-iberico non può evolvere in i/y è solo ed esclusivamente quella esogena, in particolare quella campana. Alla luce di ciò, tornerò in biblioteca a riprendere quel dizionario, e questa volta giuro che lo consulterò senza ridere, sia io che... qualcun altro!

Non discendo dai Minutili e ne sono certo: vedi, non posso certo vantare i tuoi 128/128 di nobiltà (sarda), che diamine!
Non c'è mai stata una volta, leone passante, in cui tu sia intervenuto (né qui, né in privato) in maniera o con atteggiamento sereni e seri; non ti sfiora nemmeno lontanamente l'idea che anche altre persone possano avere certezze maturate su atti visti con i propri occhi, la verità è cosa tua: continua così. Passo e chiudo.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » sabato 15 dicembre 2012, 2:12

per Destavara

Mi spiace assai che tu abbia avuto una tale reazione e non mi capacito di come possa averla provocata, non essendo rinvenibile nelle mie parole niente di offensivo e di personale. Tu hai scritto che dissentivi dalla mia impostazione ed io ho atteso di conoscere con curiosità le ragioni del tuo dissenso. Quando hai esposto gli elementi su cui fondavi la tua contraria opinione mi sono reso conto di non essermi spiegato a sufficienza ed ho ribadito i concetti precedenti.
Non capisco però come abbia potuto interpretare il mio intervento come una affermazione di certezze, attribuita proprio a me che in numerosi altri interventi non ho fatto altro che mettere in discussione ipotesi di studiosi e tradizioni familiari sfornite di prove documentarie e a volte addirittura sconfessate dalle fonti, tentando per questa via di instillare il dubbio e stimolare il confronto. Altrettanto ho fatto anche in questo caso, e senza mai propormi come depositario della verità come ingenerosamente mi rimproveri.Vedi se tu porti argomenti contrari ai miei mi rendi ben felice perché il confronto civile è stimolante e fecondo e se, in esito al confronto, emerge il mio errore sono pronto ad emendarlo e a ringraziarti per averlo segnalato. Hai dunque male interpretato anche l'ultima battuta finale del mio intervento che non era dettata da motivo di orgoglio nobiliare ma anzi era la constatazione che io -che più avrei da "guadagnare" quale discendente in via femminile dai Minutili di Nuoro a ritenerli un ramo della illustre famiglia partenopea- per ironia della sorte ne contestavo l'alto lignaggio.
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Minutili a Bitti e Orune

Messaggioda Destavara » domenica 23 febbraio 2014, 17:55

Un ramo della famiglia Minutili visse anche a Bitti, le ultime notizie risalgono alla seconda metà del XIX secolo. Trovo loro notizie anche nella limitrofa Orune (Antonio, Sebastiano, Giuseppe, Maria Antonia), ma al momento non sono in grado di parlare di residenza anche in questo centro, o se vi fossero legati solamente da interessi di parentela e patrimonio.
Saluto tutti, D.
Ultima modifica di Destavara il lunedì 24 febbraio 2014, 19:13, modificato 3 volte in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » lunedì 24 febbraio 2014, 1:37

Confermo che i Minutili sono attestati a Bitti con ben tre membri (Antonio, Giuseppe e Sebastiano) nell'Elenco Prefettizio del 1822 e impersonalmente nell'Elenco Provvisorio del 1896, nel quale addirittura Bitti figura quale unica residenza della famiglia, tacendosi i rami di Pattada e Benetutti. Il ramo bittese dovrebbe essersi estinto nei nobili Satta che hanno continuato a perpetuarlo come secondo cognome fino al '900 avanzato.
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Domanda sui Languasco

Messaggioda Destavara » venerdì 28 marzo 2014, 16:05

Salve,
qualcuno ha notizie storiche su tal famiglia Languasco in Sardegna?
Posto qui la domanda per non aprire un nuovo topic solo ed esclusivamente in quanto trovo questo cognome legato (e posto come secondo) ad una nobile famiglia sarda del centro-nord dell'isola in una generazione vissuta nella prima metà del '700.
Grazie in anticipo per gli eventuali chiarimenti che potrò avere.
Saluto tutti, D.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Salvennor » sabato 29 marzo 2014, 18:17

Salve. Forse si tratta di un ramo "sardo" di una famiglia probabilmente patrizia di Porto Maurizio (esiste uno storico Palazzo Languasco). Peraltro ciò conferma la non rara presenza di famiglie liguri anche nelle zone interne, e mi vengono in mente anche i "misteriosi" Carta Falabrino, e vari altri, tutti di probabilissime ascendenze liguri. Comunque i Languasco sono presenti anche in America Latina, tanto per cambiare (la solita storia, che a volte complica le ricerche). Per ora non ho rilevato notizie dirette sui Languasco "sardi".
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 29 marzo 2014, 19:34

Salvennor ha scritto:Salve. Forse si tratta di un ramo "sardo" di una famiglia probabilmente patrizia di Porto Maurizio (esiste uno storico Palazzo Languasco) (... ).

Direi che ciò risponde al vero :
Porto Maurizio , Imperia
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » sabato 29 marzo 2014, 20:34

Grazie per le risposte :-)
dite quindi che è esistito un ramo sardo dei Languasco? Purtroppo non ho riferimenti per capire meglio. Trovo solo poche persone (tutte contemporanee) col doppio cognome in cui il secondo è appunto Languasco, scritto negli atti pure nelle forme Languascu e Langasco, per cui avevo anche pensato potesse trattarsi di un unicum, nel senso che un nobile locale sposò una Languasco d'oltremare e dunque una e una sola generazione venne così denominata. Ad ogni modo grazie, se verrò a capo di qualcosa posterò.
Sauto tutti, D.
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Re: LANGASCO

Messaggioda leone passante » lunedì 31 marzo 2014, 0:26

Il cognome ha certa origine detoponimica (Langasco frazione di Campomorone, GE) e quindi l'unicità di stirpe è ipotesi altamente improbabile.
Probabilmente la forma Languasco risente in terra sarda di una grafia ispanizzante.
Attualmente sembra più attestato-anche se molto raro- in Sardegna piuttosto che in Liguria.
Ho notizie di una famiglia di estrazione borghese presente ad Alghero sin dal '700 dove nel 1783/84 un Pasquale Langascu ricopre la carica di Capitano della Compagnia baracellare. Ricordo di avere visto al cimitero di Alghero dei pregevoli monumenti funerari di membri di questa famiglia risalenti all'ultimo quarto dell'800, se non erro riferibili ai familiari del magistrato Giovanni Langasco che fu pretore in Nuoro ed Alghero, e consigliere di Corte d'Appello a Cagliari. Anche oggi la zona in cui il cognome è più diffuso -anche se con scarsa frequenza- è quella di Alghero, Olmedo, Usini, Sassari.
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Semidei di Orani (e Rattu)

Messaggioda Destavara » lunedì 31 marzo 2014, 16:11

Nel XIX secolo visse ad Orani "cavaliere Efisio Semidei Pintor", figlio di Giuseppe (notaio) e Mariangela, sposato con "donna Vincenza Rattu"...
Sono di sicuro parenti dei Nieddu-Semidei, dei Pintor e Satta di Orani, dei Deliata ed altri.
Ora:
sappiamo della particolare distinzione della famiglia Semidei in Orani, ma "cavaliere" e "donna" perchè :( ?

Sarei inoltre curioso di sapere della fondatezza dell'origine dei Semidei di Orani dal presunto individuo corso che giunge in Sardegna nel primo Ottocento... Mah :( !!
Ultima modifica di Destavara il lunedì 31 marzo 2014, 23:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda leone passante » lunedì 31 marzo 2014, 17:10

Efisio Semidei era magistrato e nel 1859 copriva l'ufficio di Avvocato Fiscale presso il Tribunale di Tempio senza essere trattato da cavaliere. Si tratta evidentemente di un semplice cavalierato dell'Ordine della Corona d'Italia che veniva usualmente concesso a fine carriera ai magistrati che si erano distinti. Fece anche politica e nel 1865 si candidò senza successo alle elezioni per la Camera dei Deputati nel Collegio di Nuoro.
Quanto a sua moglie, si tratta di Maria Vincenza Antonia Rattu (1820-1891), figlia del Presidente della Reale Udienza D. Giovanni Nepomuceno Rattu (1785-1860) e di Efisia Ponsiglioni Medail, dunque nessuna nobiltà ma trattamento di riguardo per via della nobiltà personale del padre alto magistrato.
Che i Semidei siano d'origine corsa è fuor di dubbio ma credo che il loro arrivo in Sardegna risalga già alla fine del '700. Che il primo arrivato sia stato un fuoriuscito per motivi politici è indimostrato. Più spesso la causa di queste fughe è da individuarsi in problemi con la giustizia francese.
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Re: Famiglie della piccola nobiltà sarda

Messaggioda Destavara » lunedì 31 marzo 2014, 18:41

Grazie per la risposta.
Noto che i personaggi che citiamo sono anche su araldicasardegna, non lo sapevo; la mia fonte-dati era l'atto di morte di Efisio Semidei.
Nessun dubbio sull'origine dei Semidei, giunsero dal Capo Corso... La mia curiosità era sapere se davvero un fuoriuscito corso (parente di Letizia Ramolino? ) passò dalla Corsica direttamente ad Orani ai primi dell'Ottocento, come corre voce sul web.
I Semidei infatti sono documentati in Sardegna ben prima e se la storiella di quelli di Orani fosse vera possiamo parlare di rami sardi differenti (e i ceppi sarebbero due o addirittura tre). In caso contrario: leggenda familiare e forse un unico ceppo.
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