Una questione di storia familiare e distinta civiltà

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Re: Una questione di storia familiare e distinta civiltà

Messaggioda RFVS » mercoledì 14 febbraio 2018, 12:18

Alt!

L'aver ricoperto cariche pubbliche in un epoca così remota come il 1200 - e durante la quale la maggior parte dei governi cittadini era "largo" e spesso chiuso alle famiglie di tradizione feudale - vuol dire ben poco.

L'importante è inquadrare tali famiglie dopo le serrate aristocratiche dei relativi centri abitati dove vivevano.
Serrate che - qualora ci sia state - difficilmente sono avvenute in epoca anteriore alle metà del '400.
La maggior parte degli assetti municipali hanno cominciato a modificarsi in senso restrittivo - formando quindi una elite davvero privilegiata di famiglie - solo dal 500 in poi. Almeno così è stato per lo Stato Pontificio, che rappresenta il fulcro delle aristocrazie cittadine, sia nelle città vere e proprie che nelle terre immediate subiectae.

La dizione di Distinta civiltà è cosa alquanto moderna, per indicare le famiglie che, nei centri di cui sopra, abbero la concessione del gradi civico/civile/di cittadinanza e quindi godevano privilegi in comune con le famiglie dell'aristocrazia locale, ma non erano ritenute nobili come esse.
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Re: Una questione di storia familiare e distinta civiltà

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 14 febbraio 2018, 14:54

Continuando il discorso, a questo punto sembra chiaro che la nobiltà civica ha come fons honorum il Comune di appartenenza che sia città nobile. Il brevetto è l'ascrizione al consiglio(curia) nobile locale. Ciao,
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Re: Una questione di storia familiare e distinta civiltà

Messaggioda RFVS » mercoledì 14 febbraio 2018, 21:16

fabrizio guinzio ha scritto:Continuando il discorso, a questo punto sembra chiaro che la nobiltà civica ha come fons honorum il Comune di appartenenza che sia città nobile. Il brevetto è l'ascrizione al consiglio(curia) nobile locale. Ciao,


Assolutamente no.

Per brevetto si intende la concessione di un titolo (conte, duca, marchese, barone, etc.) da parte di una fons honorum.

La nobiltà civica non veniva conferita con un brevetto, ma l'amministrazione comunale, al momento della cooptazione della famiglia tra quelle della nobiltà locale, ne riconosceva implicitamente una serie di caratteristiche già esistenti in seno alla stessa e tali per cui quella famiglia poteva essere cooptata.
Era un riconoscimento, un'attestazione, non una concessione.
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Re: Una questione di storia familiare e distinta civiltà

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 14 febbraio 2018, 21:43

Anche un titolo nobiliare poteva essere un atto di riconoscimento della già esistente nobiltà familiare(lo afferma il De Maistre, citando come esempio la sua famiglia ed altre), non una concessione. La cooptazione in un consiglio decurionale poteva essere non un riconoscimento di precedente nobiltà ma una nobilitazione concessa con le motivazioni più varie a casati i meno nobiliari possibili immaginabili: di macellai, biscazzieri ...meglio non continuare. L'aggettivo civica(da civis - cittadino) rimanda all'origine dell'atto, qualunque sia la sua natura, il consiglio nobile cittadino(che la Città fosse riconosciuta nobile era indispensabile per il ceto decurionale). Ciao,
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Re: Una questione di storia familiare e distinta civiltà

Messaggioda Nessuno » mercoledì 14 febbraio 2018, 22:32

Vi ringrazio per le risposte. Tuttavia, il mio dubbio iniziale è se i discendenti di una famiglia che ha avuto consoli e deputati continuativamente tra il 1200 e, per esempio, il 1700, con un membro censito come "nobile" nel 1500 ma senza alcuno stemma sopravvissuto al 2018 possano vedersi riconosciuta la distinta cittadinanza almeno da organi come il CNI.
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Re: Una questione di storia familiare e distinta civiltà

Messaggioda RFVS » giovedì 15 febbraio 2018, 17:09

Nessuno ha scritto:Vi ringrazio per le risposte. Tuttavia, il mio dubbio iniziale è se i discendenti di una famiglia che ha avuto consoli e deputati continuativamente tra il 1200 e, per esempio, il 1700, con un membro censito come "nobile" nel 1500 ma senza alcuno stemma sopravvissuto al 2018 possano vedersi riconosciuta la distinta cittadinanza almeno da organi come il CNI.


Ci sarebbe da analizzare il caso in questione ma, a spanne, ti direi che potrebbero vedersi riconosciuto anche di più.
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Re: Una questione di storia familiare e distinta civiltà

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 15 febbraio 2018, 18:20

Nessuno ha scritto:Vi ringrazio per le risposte. Tuttavia, il mio dubbio iniziale è se i discendenti di una famiglia che ha avuto consoli e deputati continuativamente tra il 1200 e, per esempio, il 1700, con un membro censito come "nobile" nel 1500 ma senza alcuno stemma sopravvissuto al 2018 possano vedersi riconosciuta la distinta cittadinanza almeno da organi come il CNI.

Riccardo vede bene .
Se viene dimostrata con atti i singoli passaggi generazionali diretti del nobile riconosciuto del 1500 ( padre / figli ) fino agli ultimi discendenti , direi che la nobiltà generosa c'è tutta . Il problema è che il CNI è un consesso privatistico con attività ricognitiva simile, sovrapponibile a quella che fu della consulta araldica del Regno e credo che difficilmente dia parere positivo.
Casi analoghi sono stati trattati nei processi nobiliari per l'ingresso nelle classi nobiliari del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ( ramo primogenito - Alf. ) con esito positivo , riconosciuto anche dal Sovrano Militare Ordine di Malta

( Norme per la ricezione nel Sovrano Militare Ordine di Malta nelle Classi seconda e terza per la veneranda Lingua d'Italia Articoli 14 . 15 . 16 ).
La Commissione Araldica del SMOM accetta le prove nobiliari presentate per l'ingresso degli Ordini delle classi nobilitanti, quali il SMOC di S. Giorgio, ed altri , considerando tale aggregazione come titolo primordiale di nobiltà generosa* atto necessario all'ingresso nelle classi nobiliari dello SMOM.
*Per titolo primordiale di nobiltà si intende una decorrenza centenaria
dall'atto di aggregazione , alleggerita da una interpretazione che la farebbe
decorrere dalla data di nascita dell'individuo richiedente l'aggregazione nel SMOM.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Una questione di storia familiare e distinta civiltà

Messaggioda N85 » domenica 18 febbraio 2018, 15:00

Nessuno ha scritto:Vi ringrazio per le risposte. Tuttavia, il mio dubbio iniziale è se i discendenti di una famiglia che ha avuto consoli e deputati continuativamente tra il 1200 e, per esempio, il 1700, con un membro censito come "nobile" nel 1500 ma senza alcuno stemma sopravvissuto al 2018 possano vedersi riconosciuta la distinta cittadinanza almeno da organi come il CNI.


Per quel (poco) che ho letto sul tema, credo che il CNI esiga requisiti documentali estremamente rigorosi per provare il passaggio da una generazione all'altra. Un suggerimento potrebbe essere di concentrarsi piuttosto sul riscoprire e far conoscere la storia degli esponenti "nobili" di questa famiglia di cui si stava perdendo memoria ;)
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