Ordini, diamanti e pietre preziose

Per approfondire la conoscenza delle decorazioni, della loro conservazione e compravendita.
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Ordini, diamanti e pietre preziose

Messaggioda Mario Volpe » domenica 10 giugno 2007, 18:16

Al giorno d’oggi le insegne degli ordini cavallereschi e delle onorificenze dei vari Stati, vengono fatte realizzare in serie dalle rispettive zecche nazionali o da ditte specializzate attraverso l’impiego di leghe metalliche, con contenuti sempre più bassi di metalli preziosi, utilizzando processi di doratura o argentatura galvanici e con l’applicazione dei relativi smalti tramite moderni procedimenti industriali.

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(in alto, insegne dell’Ordine di S. Caterina dell’Impero Russo; in basso insegne dell’Ordine di S. Andrea)

Il risultato è la totale “standardizzazione” di queste insegne, che risultano esattamente identiche le une alle altre e che non consentono (salvo rare eccezioni) alcuna differenziazione tra i vari esemplari prodotti.

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(dall'alto, insegne dell’Ordine inglese della Giarrettiera - Giarrettiera, placca e “Lesser George”; in basso insegna dell’Ordine di S.Patrizio)

Nei secoli passati invece, e soprattutto durante tutto il corso dell’ottocento e della prima metà del novecento, la realizzazione di queste insegne veniva affidata molto spesso ad abili artigiani specializzati che, attraverso l’utilizzo dei metalli più preziosi e degli smalti più brillanti, e con l’impiego delle più elaborate tecniche artigianali di incisione, cesellatura, saldatura, fusione e complessi procedimenti di cottura ceramici, riuscivano a realizzare degli esemplari molto più ricchi ed elaborati, e talvolta assolutamente unici nel loro genere.

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(in alto, placca dell’Ordine spagnolo di Carlos III e Gran Croce dell’Ordine al Merito Civile; in basso, una preziosa insegna dell’Ordine portoghese del Cristo e di una Gran Croce dell’Ordine della Torre e della Spada)

Durante questo periodo inoltre, si diffuse la consuetudine, soprattutto nelle più ricche e fastose corti monarchiche europee ed extra europee, di far realizzare delle preziose versioni “speciali” delle insegne degli ordini cavallereschi e dinastici, addirittura con l’aggiunta di diamanti ed altre pietre preziose, affidandone la realizzazione alle abili mani dei più esperti e noti gioiellieri del tempo.

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(dall'alto, placca di Gran Croce dell’Ordine austro-ungarico di S. Stefano; e due preziose insegne dell’Ordine del Toson d’Oro)

Tale usanza, che vide la produzione delle più ricche ed elaborate placche, croci e collari della storia degli ordini cavallereschi, scaturì da molteplici motivazioni.
Da un lato vi era un’esigenza di tipo politico, soprattutto da parte di quei regnanti che per ingraziarsi i favori di altri sovrani più o meno potenti, nel conferire loro le proprie onorificenze più prestigiose, procedevano alla consegna – anziché delle normali versioni delle relative insegne - di esemplari unici e preziosissimi, veri e propri tesori di alta gioielleria, nell’auspicio di ottenere dal monarca destinatario una maggiore considerazione e un maggior rispetto (ciò ingenerò un effetto indotto che spinse anche altri sovrani a far realizzare delle versioni speciali dei propri ordini da “scambiare” in queste particolari circostanze).


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(alcuni esemplari dell’area tedesca preunitaria, placca dell’Ordine della Corona di Ruta di Sassonia, Gran Croce dell’Ordine bavarese di S. Uberto, placca dell’Ordine della Casa Ernestina di Sassonia, Gran Croce dell’Ordine di Pietro Federico Luigi del Ducato di Oldemburgo)

Tra le corti europee più attive in questo settore, segnalo le incredibili insegne cavalleresche realizzate in Austria, Francia, Regno Unito, Germania preunitaria, Danimarca, Portogallo, Spagna, Russia ed alcune nazioni dell’Europa Orientale. In Italia, a parte qualche raro esemplare realizzato nel Regno preunitario delle Due Sicilie, il fenomeno fu sempre piuttosto limitato.

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(due diversi modelli di placche con pietre preziose dell’Ordine di S. Gennaro del Regno delle Due Sicilie)

A livello extra europeo, assai preziose furono alcune realizzazioni della corte persiana, di quella ottomana, nonché di altre corti asiatiche come la thailandia o alcuni principati indiani. Nonché diverse corti africane, del continente americano e, addirittura, della corte hawaiana.

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(in alto, insegna dell’Ordine napoleonico della Corona Ferrea; insegna dell’Ordine della Legion d’Onore del periodo del II Impero; placca dell’Ordine dello Spirito Santo del periodo monarchico)

Dall’altro lato invece, vi fu un più materiale desiderio – soprattutto da parte dei più ricchi membri di queste corti aristocratiche - di accrescere e “impreziosire” le prestigiose investiture cavalleresche che essi ricevevano sia per la loro appartenenza ai ceti più nobili di quelle società che per l’esercizio di importanti cariche statali. Tale desiderio si realizzava attraverso la sostituzione delle insegne originali degli ordini loro conferiti con delle versioni speciali, particolarmente preziose, che essi stessi usavano commissionare a proprie spese ai maggiori gioiellieri dell’epoca.

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(in alto, insegne degli ordini persiani del Sole e Leone e di Agdas; in basso, placche degli ordini ottomani di Ali Imtiaz e di Osmanie)

Questa usanza iniziò a tramontare con la progressiva scomparsa dei regimi monarchici e dei loro fasti e ricchezze dalla mappa geo-politica del nostro pianeta. Nel corso degli ultimi due secoli infatti, a partire dalla Rivoluzione Francese, il susseguirsi di guerre, rivoluzioni, lotte per l’indipendenza e colpi di stato, ha determinato la crescente sostituzione delle corti monarchiche con forme di governo repubblicane, determinando, attraverso il livellamento delle classi sociali e la progressiva perdita di influenza dei ceti nobiliari e aristocratici, il lento abbandono di queste sfarzose e costose consuetudini.

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(in alto, insegne degli ordini tailandesi delle Nove Gemme e di Ratana Varabhorn; in basso, insegna dell’Ordine tunisino del Sangue, placca dell’Ordine egiziano di Kamal e Collare dell’Ordine etiopico del Sigillo di Salomone del I tipo)

Molti di questi preziosi “gioielli cavallereschi”, sono oggi conservati nei musei di tutto il mondo o nelle raccolte di ricchi collezionisti privati, a testimonianza di un passato in cui le possibilità di spesa – sia a livello pubblico che privato – sembravano veramente smisurate, ed in cui l’apparenza sembrava assumere maggiore importanza della sostanza.

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(alcuni esemplari dell’area americana, insegna dell’Ordine cileno della Legione di O’Higgins, placca dell’Ordine Reale della Rosa del Brasile, una curiosa placca dell’Ordine della Boyaca della Colombia, placca dell’Ordine del Sole del Perù. In ultimo, insegna dell’Ordine hawaiano di Kamehameha)

La consuetudine di impreziosire le insegne degli ordini e delle onorificenze con delle pietre più o meno preziose, è comunque rimasta in uso in alcuni Paesi anche in tempi più recenti. Ricordo, per fare qualche esempio, l’usanza tedesca di aggiungere dei diamanti alle varianti più elevate delle “foglie di quercia” per le croci da Cavaliere della Croce di Ferro, durante l’ultimo conflitto mondiale (la stessa pratica veniva talvolta usata anche nei distintivi di specialità per le varie forze armate, come quello da pilota dell’aeronautica o da comandante di u-boot).

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(sopra, le foglie di quercia con spade e diamanti della Croce di Ferro tedesca ed il distintivo con diamanti da pilota della Luftwaffe)

Anche durante il periodo d’influenza dell’Unione Sovietica nell’Europa dell’Est vennero prodotte delle decorazioni con pietre preziose (spesso però di tipo sintetico), come l’Ordine della Vittoria dell’URSS, l’Ordine della Stella di Romania, o l’Ordine della Libertà della Federazione Iugoslava.

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(sopra, insegna di I classe dell’Ordine della Stella di Romania del periodo socialista, insegna dell’Ordine della Libertà della Iugoslavia socialista, insegna dell’Ordine della Vittoria dell’URSS)

Mi accorgo però di essermi fin troppo dilungato in questo mio intervento, il cui scopo doveva unicamente essere quello di riepilogare, con qualche esempio pratico, un fenomeno d’altri tempi che caratterizzò l’epoca senz’altro più sfarzosa della storia degli ordini e delle onorificenze. Un’epoca che però appare oggi ormai molto lontana.
Mi fermo dunque qui con l'augurio di non avervi troppo tediato, sperando di leggere i vostri commenti ed interventi in proposito.


Cordialmente,

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Messaggioda SIMO » lunedì 11 giugno 2007, 21:43

Gentilissimo dott. Volpe,
grazie per il favoloso intervento che ci ha proposto ancora una volta e stia certo che nessun appassionato potrà esserne certo tediato...tutt'altro...
Come sempre immagini spettacolari.

Vorrei solo ricordare, come in contrasto alla prassi dell'estrema ricchezza e "lusso" invalsa in molti ordini statuali e dinastici, la maggior parte degli ordini monastico cavallereschi cristiani tendesse invece a proibire con apposite norme (salvo particolari eccezioni) le particolari personalizzazioni e soprattutto gli "arricchimenti" ornamentali delle insegne cavalleresche, in obbedienza credo, al tradizionale voto di povertà.
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Messaggioda Mario Volpe » martedì 12 giugno 2007, 0:27

E' vero caro Simone, eppure anche tra i cavalieri degli ordini religioso-miliari ce ne fu qualcuno che volle farsi realizzare delle insegne "fuoriserie", come questo singolare esemplare impreziosito di diamanti dell'Ordine di Malta del XVIII secolo...

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Messaggioda Roberto Filo della Torre » giovedì 14 giugno 2007, 0:39

Stupende sono senza fiato :shock: :shock: :shock:
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Messaggioda SIMO » giovedì 14 giugno 2007, 20:50

A quanto pare gentilissimo dott. Volpe mi ha proprio letto nel pensiero,
quando ho scritto il mio intervento (parlando di eccezioni) stavo proprio pensando ad alcune insegne di cavalieri melitensi che, insensibili al tradizionale spirito caritatevole dell'Ordine, che propendeva ad una limitata ostentazione, si vollero far confezionare insegne estremamente preziose e lussuose, proprio come quella che ci ha postato.
Grazie ancora.

PS: a parte il valore economico dei pezzi che ci ha proposto in immagine, resto sempre affascinato dall'estrema bellezza e dalla perizia di lavorazione degli artigiani orafi di un tempo, certamente al giorno d'oggi rarissima.
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Messaggioda Mario Volpe » venerdì 15 giugno 2007, 19:30

Rimanendo sull'argomento delle insegne dell'Ordine di Malta, spero troverete interessanti anche i seguenti singolari esempi:

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il primo si riferisce ad una preziosa insegna da cavaliere con diamanti dell'area prussiana (XIX sec.)
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il secondo si riferisce ad una particolare insegna lavorata in filigrana oro e impreziosita con rubini (forse XVII sec. ?)
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il terzo ad una stana insegna in oro con corona gigliata (forse XVIII sec. d'area francese ?)
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il quarto ad una rara insegna da Cavaliere in oro con i gigli sostituiti da quattro leoni di Baviera (XIX sec. ?)

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Messaggioda SIMO » lunedì 18 giugno 2007, 22:11

Per "par condicio" inserisco un'immagine di una preziosa insegna di gran croce dell'OESSG, epoca prima metà del XIX secolo, che mi è capitato di vedere proprio oggi.

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Messaggioda Lord Acton » mercoledì 20 giugno 2007, 14:21

Mario Volpe ha scritto:Rimanendo sull'argomento delle insegne dell'Ordine di Malta, spero troverete interessanti anche i seguenti singolari esempi:

il terzo ad una stana insegna in oro con corona gigliata (forse XVIII sec. d'area francese ?)

il quarto ad una rara insegna da Cavaliere in oro con i gigli sostituiti da quattro leoni di Baviera (XIX sec. ?)

Cordialmente,

Mario Volpe

L'insegna con il fiocco è una insegna da Cavaliere di Grazia Magistrale, del XVIII secolo come supposto.

La quarta insegna, effettivamente di grandissima rarità, dovrebbe essere una insegna antica da Cavaliere di Onore e Devozione olandese.

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Messaggioda Kassiel » mercoledì 20 giugno 2007, 14:31

bellissime davvero!
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Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 20 giugno 2007, 19:02

Salve,

davvero una splendida parata di onorificenze "con Gioje" o comunque di fattura eccelsa!

Ho notato anche la placca dell'Ordine del S. Sepolcro postata dal collega Simo.

Ovvio che da una foto non si può giudicare al "primo colpo", ma temo si tratti di un "assemblaggio" composto dalla raggiera d'una placca dell'ordine persiano di Homayoun (Sole e Leone) al quale sono stati asportati i raggi intermedi (che sono in smalto rosso o verde), e dei quali si vedono ancora gli spazi "vuoti" su cui andavano apposti e sulla quale è stata applicata come centro, una bella croce Gerosolimitana arricchita di pietre rosse, probabilmente appartenuta ad altra decorazione o insegna devozionale.

Che la raggiera sia stata dell'ordine persiano di cui ho detto, può essere suffragato ancora dalla "traforatura" solo parziale delle diamantature sui raggi, tipica di quella manifattura orientale; poi, dietro l'applicazione centrale, si vede il "vuoto" lasciato dall'asportazione del medaglione centrale d'origine, ovvero un tondo smaltato con il leone passante e sole raggiante, circondato da giri d'argento intagliato (1 o più, a seconda della classe).

Mi dispiace, poteva essere una decorazione "da copertina".

A presto,

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Messaggioda SIMO » mercoledì 20 giugno 2007, 19:17

In effetti ora che che me lo fa notare si intuisce davvero che la placca OESSG è probabilmente di manifattura privata e che il proprietario o il gioielliere ha quasi certamente "riciclato" la placca di altro ordine, magari proprio l'ordine di Homayoun, come Lei dice, o comunque di un ordine che prevedesse appunto un medaglione centrale (ad esempio anche la corona di ferro austro ungarica).
Ho reperito anche l'immagine del retro, che sicuramente suffraga l'ipotesi:
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Sulla traforatura invece sono meno certo, in quanto mi è capitato spesso di trovarla su pezzi di area francese o anche austriaca, mentre è certamente insolita in pezzi di manifattura italiana.
Certo è comunque un pezzo insolito, a titolo di informazione e di curiosità sappiate che l'immagine l'ho reperita sul sito di una nota casa d'aste internazionale, dove erano riportate le seguenti approssimative (ed in parte probabilmente errate) informazioni:

"Lotto n° 1387 Insegna di Gran Croce dell’Ordine del Santo Sepolcro
provenienza: Stato Pontificio
datazione: metà del XIX Sec.
descrizione: Raggiera in argento traforato, croce in oro con rubini incastonati. Bellissimo ordine risalente al 1840 circa.
condizioni: ottime
dimensioni: diametro 85 mm.
aggiudicato: 1500.00 € "
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Messaggioda Lord Acton » mercoledì 20 giugno 2007, 19:23

Questa placca è andata in asta il mese scorso in una grossa casa d'aste italiana, e ho avuto modo di esaminarla da vicino, e non mi ha affatto convinto, anche io dal vivo ho avuto l'impressione di un assemblaggio di fattura relativamente recente e con materiali di epoca e provenienza diversi.

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Messaggioda SIMO » mercoledì 20 giugno 2007, 19:35

Sicuramente lo stesso pezzo, caro lord Acton, le cui immagini io ho tratto appunto dal sito internet.
Certo una volta di più scopriamo che è meglio non fidarsi delle perizie prodotte dalle case d'asta e che l'occhio degli appassionati e veri esperti è sicuramente più sincero.
Grazie, cordialità.
Simone Bravi

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Messaggioda Elmar Lang » giovedì 21 giugno 2007, 17:25

Salve,
ringrazio il collega Simo per la sua replica al mio intervento. La foto che ha postato del verso della placca conferma la mia ipotesi: se già l'immagine del recto, per gli spazi tra i raggi mi faceva propendere per il riuso d'una placca dell'ordine di Homayoun, la foto del retro me lo conferma, per la caratteristica manifattura. La croce gerosolimitana, è poi stata applicata con semplici ribattini: un lavoro abbastanza approssimativo, se si considera che nessun tentativo è stato fatto per risarcire lo spazio rimasto vuoto per l'asportazione del medaglione centrale originario e del suo retro. Con un termine un po' "crudo" potrei definire la decorazione un accrocco, neppure antico; cosa che esclude in principio la "fattura privata".

Quanto alla traforatura dei raggi, è ben vero che essa è caratteristica delle placche di ordini austroungarici (e della I Repubblica Austriaca, nonché di quasi tutte le produzioni e/o riproduzioni di ordini cavallereschi europei ed extraeuropei opera della ditta Rothe & Neffe di Vienna), ma le raggiere di "tipo" austriaco hanno una caratteristica del tutto diversa da quella del pezzo che stiamo esaminando: l'intaglio a diamantatura è molto approssimativo ed i trafori non sono così fitti e regolari come sarebbero dovuti essere in una placca oltre che austriaca, di manifattura francese. Tutte caratteristiche che, anche per la tipologia della spilla fanno definitivamente propendere per la fabbricazione orientale (in questo caso, persiana/iraniana). Anche in Italia, per le placche, si usava la traforatura della raggiera: ad esempio in quelle vecchie dell'Ordine dei SS. Maurizio & Lazzaro, dell'Ordine Militare di Savoja o nelle prime dell'Ordine della Corona d'Italia.

Credo che le case d'asta non meritino la nostra sfiducia: in molti casi esse dispongono di ottimi esperti, che compilano descrizioni di catalogo (N.B.: non si tratta di perizie) chiare ed obbiettive. In taluni casi, per disattenzione, o perché non si dispone d'un esperto di settore, si può cadere in un macroscopico svarione, come quello di cui stiamo trattando (probabilmente la Casa d'Aste in questione, è specializzata in altro e non in Faleristica). Ovvio che prima di acquistare all'asta è sempre buona regola informarsi, contattare l'esperto e (se possibile) esaminare personalmente l'oggetto che si intende acquistare.

A presto,

Elmar Lang
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Messaggioda Mario Volpe » domenica 24 giugno 2007, 14:29

Concordo pienamente con l'esperto Elmar.
A riprova, vi mostro una placca dell'Ordine persiano del Sole e del Leone che presenta delle caratteristiche molto simili a quella dell'OESSG illustrata da Simone:

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E' proprio vero, mai fidarsi troppo delle case d'asta...

Per contro, vi mostro un paio di notevoli esemplari pontifici, una placca dell'Ordine Piano con diamanti ed un Cavaliere dell'Ordine di S.Gregorio Magno in pietre preziose (apparentemente autentici):

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