Medaglie del Risorgimento

Per approfondire la conoscenza delle decorazioni, della loro conservazione e compravendita.
Deepening knowledge about decorations, their preservation and buy and sell.

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Messaggioda Mario Volpe » venerdì 16 marzo 2007, 19:04

vedere anche parte finale del topic:

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3979
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 16 marzo 2007, 19:54

Scusate, una curiosità: ed all'indiscusso valore degli "sconfitti" (talvolta ahime solo per un soffio, come alla battaglia del Volturno), vi furono concessioni di medaglie commemorative?

Mi pare, ad esempio, che alla Brigata Estense che seguì liberamente il duca di Modena in esilio, venne concessa una medaglia commemorativa, così come per i difensori di Gaeta avvenne qualcosa del genere.

Si sa insomma di quali e quanti degli stati italiani i sovrani ed i governi in esilio subito dopo la conquista e l'annessione al Regno di Sardegna realizzarono medaglie per i propri militari fedeli?

Grazie.

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Messaggioda eugubino » venerdì 16 marzo 2007, 21:04

Mario Volpe ha scritto:vedere anche parte finale del topic:

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3979



Molto bene, grazie!

Ora, però, mi pongo una domanda.
Vedere che nel medagliere di una persona esistono determinati riconoscimenti mi porta a supporre che quello stesso personaggio abbia fatto qualcosa per meritarsi simili decorazioni.
Ma sarà cosi?

Le medaglie bisogna che siano sempre accompagnate da documenti.
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Messaggioda Mario Volpe » venerdì 16 marzo 2007, 23:22

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Scusate, una curiosità: ed all'indiscusso valore degli "sconfitti" (talvolta ahime solo per un soffio, come alla battaglia del Volturno), vi furono concessioni di medaglie commemorative?

Regno delle Due Sicilie - "Medaglia per la Campagna di Settembre - Ottobre 1860" (S. Maria, Caiazzo, Trifrisco, Sant'Angelo, Garigliano), in bronzo. Brambilla pag. 283.

Mi pare, ad esempio, che alla Brigata Estense che seguì liberamente il duca di Modena in esilio, venne concessa una medaglia commemorativa, così come per i difensori di Gaeta avvenne qualcosa del genere.

- Ducato di Modena - "Medaglia di Fedeltà alla Disciolta Brigata Estense" (in argento e bronzo). Brambilla, pag. 297.
- Regno delle Due Sicilie - "Medaglia a Ricordo della Difesa di Gaeta" (due modelli), in argento e bronzo. Brambilla pag. 291, vedi anche discussione: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3628&start=0


Si sa insomma di quali e quanti degli stati italiani i sovrani ed i governi in esilio subito dopo la conquista e l'annessione al Regno di Sardegna realizzarono medaglie per i propri militari fedeli?

Bella domanda FJVT. Si può benissimo ricostruire, ma ci vuole un pò di tempo... qualcuno vuole cimentarsi ?

Grazie.

FJVT


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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 19 marzo 2007, 11:39

Egregio dottor Volpe,

La ringrazio per la Sua consueta cortesia e puntualità. È un tema forse inusuale e che, probabilmente, non conobbe neppure grande fortuna.
Si può supporre che gli insigniti all'epoca difficilmente ebbero occasione di esporre sui petti il giusto riconoscimento al loro merito ed al loro valore nel clima sociale post-unitario che, al contrario, li avrebbe additati come "traditori" o peggio ancora.

Molto belle le medaglie commemorative dell'assedio di Gaeta, le incisioni dei visi dei Sovrani mi paiono distinte da tratti quasi "moderni" - soprattutto quello della regina Maria Sofia - forse per la semplicità con cui sono resi che stona quasi con il "simil-Bodoni" ottocentesco delle scritte dei loro nomi.

Peccato che i nastrini siano andati perduti...

Grazie,

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Messaggioda eugubino » lunedì 19 marzo 2007, 20:10

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Si può supporre che gli insigniti all'epoca difficilmente ebbero occasione di esporre sui petti il giusto riconoscimento al loro merito ed al loro valore nel clima sociale post-unitario che, al contrario, li avrebbe additati come "traditori" o peggio ancora...


Questa considerazione mi suggerisce due osservazioni.

1. anche per le altre decorazioni, concesse autonomamente dai vari comuni )Roma, Venezia ecc.) vi fu ad un certo punto il divieto di ostentazione in quanto il Regno d'Italia le sostituì la la medaglia commemorativa, appunto, per l'ndipendenza e l'Unità d'Italia (quella con il nastro a righine tricolori);

2. quando venne il momento di concedere alcuni riconoscimenti, anche di tipo economico, furono esclusi coloro che, per esempio, dopo aver combattuto per l'indipendenza nel '48 o '49 tornarono a militare negli Stati pre unitari: per loro neanche un lira!

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Messaggioda Lord Acton » mercoledì 21 marzo 2007, 13:17

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Scusate, una curiosità: ed all'indiscusso valore degli "sconfitti" (talvolta ahime solo per un soffio, come alla battaglia del Volturno), vi furono concessioni di medaglie commemorative?

Per dovere di completezza... Francesco II di Borbone delle Due Sicilie, dall'esilio romano conferì anche altre medaglie oltre le due citate dal dottor Volpe e, in particolare:

- Medaglia per la Campagna della Sicilia Occidentale Aprile - Maggio 1860
- Medaglia al Valore per la Guarnigione di Catania - 31 maggio 1860
- Medaglia per i combattimenti di Archi e Milazzo - 17 - 20 luglio 1860
- Medaglia per la Campagna di settembre - ottobre 1860
- Medaglia a ricordo della difesa di Gaeta
- Medaglia a ricordo della difesa di Messina

Interessante notare che per le prime quattro sia stato previsto sempre lo stesso nastro (rosso-turchino-rosso) e che lo stesso sia stato da Francesco II decretato già durante gli ultimi giorni dell'assedio di Gaeta.

Sono tutte medaglie di grande rarità, in particolare le prime tre e l'ultima.

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 21 marzo 2007, 16:43

Gentile Lord Acton,

grazie per le ulteriori notizie e chiarimenti, un argomento insolito ma, almeno per me, molto interessante.

FJVT
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Messaggioda Reginella » mercoledì 21 marzo 2007, 17:06

Per curiosità, vi allego una rarissima immagine scattata nel cortile del Palazzo Cappello di Cartigliano Veneto a Vicenza il 24 settembre 1863:
la Brigata schierata al completo sta in questo momento ricevendo dal Duca Francesco V la medaglia "Fidelitati et Constantiae in adversis".
La fotografia scattata da Fortunato Antonio Perini è conservata presso il Fotomuseo Panini

Immagine
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 21 marzo 2007, 19:51

Cara Reginella,

grazie per le bellissima immagine; so che molti di loro in seguito allo scioglimento forzato (l'Italia non poteva tolleare che un intera brigata italiana ;) voleva restare fedele al Duca di Modena ed impose lo scioglimento a Vienna) preferirono entrare nell'Imperial Regio Esercito e quelli che tornarono a casa, mi pare, non venissero accolti tanto bene dalle autorità... anzi.
FJ
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Messaggioda Mario Volpe » giovedì 22 marzo 2007, 11:21

Per gli utenti interessati, inserisco un'immagine (purtroppo di qualità non eccezionale) della già citata "Medaglia di Fedeltà alla Disciolta Brigata Estense", tratta dal libro del Von Heyden:

Immagine

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Messaggioda Reginella » giovedì 22 marzo 2007, 11:23

Di nulla caro Trotta, è un piacere.
In quanto all'accoglienza poco amichevole una volta tornati a Modena, era quella che ci si poteva aspettare da una fazione avversa e contro la quale si era combattuto anche molto aspramente per evitare che andasse al potere.
Nulla di nuovo sotto il sole insomma...e comunque parecchie nobili famiglie modenesi conservarono un posto vicino al sole degli Asburgo, spostandosi almeno provvisoriamente da quelle imperial-regie parti :wink:
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Messaggioda Mario Volpe » giovedì 22 marzo 2007, 16:40

Da Wikipedia:

Brigata Estense é la denominazione assunta dall'esercito del Ducato di Modena che seguì nell'esilio il duca Francesco V d'Este dall'11 giugno 1859, data della partenza da Modena, al 24 settembre 1863, data dello scioglimento a Cartigliano nel Veneto. Composta inizialmente da circa 3.600 uomini, contava al momento dello scioglimento su 2.722 effettivi. Nei quasi quattro anni di permanenza nel Lombardo-Veneto, ancora facente parte dell'Impero Austro-Ungarico, la Brigata Estense giunse a contare fino a 5.000 effettivi per il sopraggiungere di volontari desiderosi di arruolarsi; molti giovani dell'ex Ducato di Modena preferivano oltrepassare il Po per porsi al servizio del loro Sovrano, piuttosto che rispondere alle chiamate alle armi del nuovo Regno d'Italia. Nemmeno i tentativi posti in atto, sia con lusinghe che con minacce, dai nuovi governanti per far rientrare questi soldati ebbero effetti positivi; la stragrande maggioranza dei componenti la Brigata preferirono mantenere fede al giuramento prestato e rimasero con Francesco V. Nell'anno 1860 si profilò per questo piccolo esercito la possibilità di essere impiegato al servizio del Papa Pio IX, lo stesso Imperatore Francesco Giuseppe avrebbe caldeggiato questa eventualità rendendo disponibile la flotta austriaca per il trasporto delle truppe in Adriatico. Nello stesso anno però gli eventi precipitarono con la spedizione di Garibaldi, l'occupazione del Regno Borbonico, l'intervento dei Sardo-Piemontesi con il dispiegamento della flotta di fronte ad Ancona e la discesa dell'esercito nello Stato Pontificio, il progetto non ebbe attuazione e fu definitivamente accantonato. All'atto dello scioglimento ben 1.111 (156 ufficiali e 955 militari di truppa) chiesero ed ottennero di entrare a far parte dell'Imperial Regia Armata. Il duca, nella cerimonia di scioglimento avvenuta in Cartigliano Veneto il 24 settembre 1873, decorò ognuno dei suoi fedeli soldati con la cosidetta medaglia dell'emigrazione coniata in bronzo e raffigurante da un lato la sua effige e dall'altro l'iscrizione: FIDELITATIS ET CONSTANTIAE IN ADVERSIS - MDCCCLXIII. Nel pomeriggio della stessa giornata in Bassano, il generale Agostino Saccozzi comandante della brigata, molti ufficiali ed un reparto composto da granatieri del 1° e 2° Battaglione di linea si recarono nella casa dove alloggiavano il Duca Francesco V e la Duchessa Adelgonda per consegnare nelle mani sel Sovrano le bandiere che come disse avrebbe conservato sempre con se senza perdere la speranza di poterle dispiegare nuovamente un giorno fra i suoi fedeli soldati. Questo fu l'ultimo atto ufficiale dell'esercito del Ducato di Modena. Nei giorni seguenti si svolsero le incombenze burocratiche relative al trasferimento presso il reparto di destinazione dei militari integrati nell'Armata Imperiale ed al rimpatrio dei congedati, la vendita dei cavalli e di altro materiale e la consegna delle armi negli arsenali austriaci come previsto dagli accordi.

Immagine
(Bandiera della R.D.Brigata Estense (rielaborazione a colori) delle tavole VI e VII pubblicate sul giornale della R.D. Brigata Estense)

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 22 marzo 2007, 17:45

Davvero una grande pagina di lealtà militare.
Grazie per la citazione!
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