Istituto del Nastro Azzurro

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

Moderatori: Mario Volpe, nicolad72, Tilius

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 8 giugno 2004, 17:20

CRFÓB ha scritto:Infatti! Mi pare che la parte araldica dell'Istituto è nata e vissuta (vive tuttora?) male.

... :roll: ...

L'iscritto viene "autorizzato" a fregiarsi dello stemma - sempre chiamato "emblema" ma è a tutti gli effetti uno stemma! - e non dice nulla riguardo ai suoi discendenti ... in quanto immagino che l'Istituto si possa solo rivolgere ai propri iscritti. Quel "Regolamento" diventa sempre più prezioso!

CRFÓB


...per non parlare del lato estetico di questo stemma, su cui (per :twisted: fortuna!) finora non ci siamo soffermati.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 19 luglio 2004, 19:07

Caro Roberto,
per caso lo scriptorium mi ha gettato fra le mani un recente libro scritto da un consocio (Sergio Lenzi [iagi], L'araldica nella storia dell'Esercito Italiano, Modena 1998) dove, a pag. 80, ho trovato ampio e :P documentato materiale sull'argomento nel quale ci dibattevamo (al momento) invano!

All'Istituto del Nastro Azzurro fra i Combattenti Decorati al Valor Militare, Ente morale riconosciuto con R.D. 31.5.1928 (confermato nel 1979), ed ai suoi associati, il R.D. 17.11.1927 ha concesso "un titolo di nobiltà e un sistema araldico", confermati dal D.P.R. n° 158 del 10.1.1966, i quali sanciscono "per ciascun decorato al Valor Militare aderente all'Istituto il diritto di fregiarsi dello stemma araldico nel quale venivano effigiate le decorazioni di cui era insignito", definito inoltre dal Lenzi una forma di "riconoscimento della nobiltà del Valore che trovava compiutamente anche una espressione araldica (...) L'araldica degli stemmi concessi era bella nella sua semplicità, e significativa (...). All'interno (dello scudo - n.d.r.), come in una 'tavola di aspettazione araldica', venivano segnate le benemerenze dell'insignito".

Insomma, gli stemmi dell'Istituto sono giustamente individuati dal Lenzi come "araldica di carica", e da lui acutamente equiparati al sistema araldico inventato ed applicato da Napoleone, sebbene a ben vedere... ci siano un bel po' di differenze! :shock:

Innanzitutto, nel fatto che gli stemmi napoleonici erano stemmi veri, cioè con figure e colori scelti dal (o :twisted: imposti al) titolare, abbinati a pezze e partizioni relative alla carica da lui rivestita, mentre questi del Nastro Azzurro esplicitamente non prevedono alcuna commistione con figure e colori personali, ma si limitano ad evidenziarne le decorazioni e le benemerenze acquisite. Le quali quindi, riconducibili ad una gamma più o meno ristretta di casistiche, fanno sì che i rispettivi stemmi si possano contare sulle dita di due/tre mani...

...e se è vera la cifra di 90.000 iscritti all'Istituto, ne consegue il grave pregiudizio di uno dei concetti basilari dell'araldica, quello che contempla la corrispondenza biunivoca fra stemma e titolare! :evil:

Ma non finisce qui... :roll:

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 19 luglio 2004, 19:50

...perché, dalla medesima pag. 80 del predetto, prezioso libro di Sergio Lenzi (iagi), espungo la seguente parte del detto R.D. 17.11.1927:

"Noi Vittorio Emanuele III... dichiariamo spettante all'Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valore militare il diritto di far uso dell'Emblema miniato nel foglio qui annesso e del quale possono fregiarsi i Soci dell'Istituto stesso, a seconda dei meriti da ciascuno acquisiti..."

...segue descrizione, che evito per carità di patria e per dovere di chiarezza :cry: ! Lo stesso libro, nella tavola XXVII a pag. 126, riproduce i bozzetti di tale Emblema ma, mi creda: la loro visione nulla toglie e nulla aggiunge alla leggibilità del testo :oops: ...

In sostanza, tali bozzetti consistono in cinque scudi sannitici aventi campo d'oro o d'azzurro, con una banda d'azzurro caricata da un filetto di rosso (se l'iscritto è insignito dell'Ordine Militare di Savoia, poi d'Italia), o con un semplice filetto d'oro in banda, accompagnato da una o più stelle d'oro o d'argento (se decorato da medaglie d'oro o d'argento al valore militare), o con la campagna d'azzurro caricata da una stella di bronzo (sic!) (se la medaglia era di bronzo).

Insomma, un sistema formale senz'altro valido in sé... ma non certo blasonabile con facilità, né definibile araldico in senso stretto! Più che stemmi, si ha l'impressione di trovarsi davanti a :? mostrine in forma di stemma...

...e col massimo rispetto verso queste ultime, particolari forme di distinzione, non possiamo però negare di essere ben lontani dal concetto di araldica, pur essendone esteticamente vicini.

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Messaggioda CRFÓB » domenica 25 luglio 2004, 10:46

Caro frà Eusanio,

La ringrazio molto per il Suo interessamento e contributo. Concordo pienamente con i Suoi ultimi interventi. In particolare, quanto scrive

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:per ciascun decorato al Valor Militare aderente all'Istituto il diritto di fregiarsi dello stemma araldico nel quale venivano effigiate le decorazioni di cui era insignito", [/i]definito inoltre dal Lenzi una forma di "riconoscimento della nobiltà del Valore che trovava compiutamente anche una espressione araldica


trova piena conferma nel sito dell'Istituto ( http://digilander.libero.it/nastroazzur ... azione.htm ), che ci spiega che "[i]Lo Stato italiano onora i Soci dell'Istituto considerando la loro decorazione come segno di nobiltà che non deriva dal censo ma dal dovere compiuto eroicamente, la sola nobiltà riconosciuta dai nostri ordinamenti repubblicani, e concede loro la dignità di un EMBLEMA ARALDICO, speciale distintivo registrato alla Corte dei Conti e trascritto nei registri della Consulta Araldica e dell'Archivio di Stato in Roma."

Affermazione che nella sua prima parte mi lascia un tanto confuso ma che sembra essere, ciononostante, pienamente in linea con la (forse altrettanto confusa) idea ispiratrice dell'Istituto di creare ed accedere ad una forma di nobiltà alla quale militarmente distribuire una specie di distintivo di riconoscimento e di grado. Questa è la mia impressione attuale che però andrebbe meglio incorniciata nel particolare contesto storico e sociologico dell'epoca. Cosa che in questa sede non faccio per ovvi motivi di spazio ... e per paura di tediare ulteriormente i lettori del forum.

Cordialmente,

Cillian Roberto Fani Ó Broin
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I have a truant been to chivalry...
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 26 luglio 2004, 20:31

Se il tedio si misurasse a numero di messaggi, caro Roberto, sarei :oops: più che rovinato...

...non abbia timore, :P quindi! Ci esponga (magari in sunto) le sue deduzioni, se crede... :wink:

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Messaggioda RFVS » lunedì 10 settembre 2007, 19:53

direi che è meglio continuare qui la mia discussione sul Nastro Azzuro, per non creare troppi topic.

Lo stemma rilasciato nel 1929 a mio bisnonno Mario Tommasi, oltre a non essere uguale a quello dell'istituto recava, se non ricordo male, proprio la banda col filetto rosso ed anche una stella d'oro. :wink:
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Messaggioda RFVS » lunedì 10 settembre 2007, 20:48

per conoscenza e non per boria posto una breve scheda biografico-militare di mio bisnonno, dalla quale si evince un mio errore nell'interpretazione dello stemma suddetto :?
Sull'Ordine Militare di Savoia devo ancora indagare però! :wink:

Mario TOMMASI

Nato il 13 novembre 1883 a Napoli
Morto a Firenze il 16 Giugno 1963. Sepolto assieme alla moglie in S. Miniato, con funerali militari.
Figlio dell’Avvocato e Senatore del Regno d’Italia Giuseppe Tommasi e di Laura Strigari, di antica famiglia arbereshe (originaria dell’Albania) calabrese
Sposa il 20 novembre 1909 (previa autorizzazione Sovrana del 17 ottobre 1909) la Nobile Maria Luisa/Livia dei Marchesi Spreti, dalla quale avrà tre figli:
Giorgio, ufficiale dei Carristi, Romualda e Fancesca.


1904 Allievo alla Scuola Militare di Pinerolo
1904 Soldato volontario nella suddetta
1906Sottotenente nel 12° Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo
1906 Giura fedeltà in Pinerolo
1909 Sottotenente nel 28° Reggimento Cavallegeri di Treviso
1909 Tenente nel suddetto
1915 Tenente ed Ufficiale d’Ordinanaza di Sua Eccellenza il Tenente Generale Cav. Ottavio Briccola, Comandante dell’VIII° Corpo d’Armata
1915 Capitano nel 28° Reggimento Cavalleggeri di Treviso e trasferito al Reggimento Lancieri di Milano
Nello stesso anno raggiunge i territori di guerra e partecipa alle campagne:
1915; 1916; 1917; 1918
1918 Medaglia di Bronzo al Valor Militare per fatti accaduti a Canale Legra nel 1917
1919 Medaglia d’Argento al Valor Militare per fatti accaduti a Pinzano nel 1917
1919 Collocato, a sua domanda, in aspettativa per riduzione dei quadri
1919 Collocato a disposizione del Ministero dell’Agricoltura e nominato Vice-Direttore del personale del Deposito di cavalli stalloni – Parma
1924 Maggiore, con anzianità
1926 Anzianità assoluta e relativa
1928 Tenente Colonnello, con anzianità
1933 Trasferito in forza alla Divisione Militare di Firenze
1937 Collocato a riposo e collocato nella riserva con anzianità
1938 Colonnello, con anzianità
1952 Trasferito al Comando Militare Territoriale di Bologna per motivi di residenza (Ravenna)
1954 Congedo assoluto

1923 Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia
??? (nello stato di servizio non è riportato l'anno di concessione)Croce al Merito di Guerra


perdonate la lunghezza ed il tedio
Ultima modifica di RFVS il martedì 11 settembre 2007, 13:33, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Guido5 » lunedì 10 settembre 2007, 21:55

Caro Riccardo,
dallo "stato di servizio" di mio babbo (un "Ragazzo del '99", se ancora si può scrivere così) noto che la «Croce al merito di guerra» gli è stata concessa il 31 marzo 1919, quindi a conflitto concluso. Le altre medaglie sono successive: quella dell'«Unità d'Italia», per esempio, è conseguente a un regio decreto del 19 ottobre 1922. Solo per il "distintivo d'onore" relativo a una ferita subita il 25 luglio l'autorizzazione è venuta due mesi dopo e dunque precede il 4 novembre 1918.

Ciao a tutti!
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Messaggioda RFVS » martedì 11 settembre 2007, 7:40

grazie Guido...quindi è probabilisssimo che anche la sua croce fosse di poco posteriore alla fine della guerra :wink:
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » martedì 11 settembre 2007, 21:03

Mi complimento per quanto scritto.
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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » martedì 11 settembre 2007, 21:05

Invio per l'inserimento il brevetto di mio padre, colonnello Carlo Aldrighetti, che conseguì da tenente la croce di guerra al V.M. sul Montello, giugno 1918.
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Messaggioda Roberto Filo della Torre » martedì 11 settembre 2007, 22:34

Comunque l'istituto Nastro Azzurro ha sede in Roma precisamente (se non ha cambiato indirizzo) Piazza Salerno (Corso Regina Elena)
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Messaggioda Guido5 » martedì 11 settembre 2007, 23:01

Roberto Filo della Torre ha scritto:Comunque l'istituto Nastro Azzurro ha sede in Roma ...

Caro Roberto,
hai quasi ragione. L'indirizzo è: Piazza Galeno 1 - 00161 Roma RM. Siamo su viale Regina Margherita ma non molto lontano, all'altezza del Policlinico Umberto I, comincia viale Regina Elena. Vi hanno sede tanto la Presidenza nazionale quanto la Federazione di Roma. Il sito web, adesso in "manutenzione", è http://www.istitutonastroazzurro.org/.

Ciao a tutti!
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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 11 settembre 2007, 23:11

Giorgio Aldrighetti ha scritto:Invio per l'inserimento il brevetto di mio padre, colonnello Carlo Aldrighetti, che conseguì da tenente la croce di guerra al V.M. sul Montello, giugno 1918.


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Messaggioda ilvicerè » mercoledì 12 settembre 2007, 9:19

Pensate che mio nonno, presidente della sezione provinciale di Messina ha anche una cravatta con lo stemma del Nastro Azzurro!
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