Arciconfraternita dei Cavalieri di Malta ad honorem

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Arciconfraternita dei Cavalieri di Malta ad honorem

Messaggioda Andrea Conti » mercoledì 25 ottobre 2006, 17:07

Gentilissimi Signori,
mi permetto di inserire un nuovo argomento al Forum sugli Ordini cavallereschi, poichè nel volumetto “La Reale Arciconfraternita dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista dei cavalieri di Malta ad honorem di Catanzaro” del Signor Mario Visentin – pagg. 32-34 – mi sono trovato a leggere un brano la cui esegesi mi risulta francamente difficile:
“… i membri del sodalizio possono usare il titolo di Barone o più precisamente di Baroni della Real Cattedra Lateranense in Catanzaro o del Sacro Palazzo Lateranense”, il quale “… Non è però un titolo nobiliare vero e proprio, ma solo un diritto feudale di Baronia”, in quanto “ … La Baronia dell’Arciconfraternita non conferisce la nobiltà … la Baronia non appartiene ad un solo membro rappresentativo della Comunità, ma all’intero consesso e quindi ad ogni singolo confratello. Il quale (io credo, voglia dire: “ogni confratello”) ha diritto di essere chiamato Barone e di portare la corona nobiliare di Barone (ma, domando io, non s’è detto che non conferisce la nobiltà? :( ), che non è quella personale, ma quella a ricordo dell’effettiva giurisdizione anticamente goduta (sembrerebbe, aggiungo io, quella sulla Fiera di San Giovanni Decollato, che si teneva a Catanzaro ogni anno il 29 agosto). Pertanto gli appartenenti alla Reale Arciconfraternita (si fregiano) del titolo di Cavaliere di Malta ad honorem e di Nobile dei Baroni (ma non s’è detto da una parte che ogni confratello “ha diritto di essere chiamato Barone e di portare la corona nobiliare di Barone” :( e dall’altra che “La Baronia … non conferisce la nobiltà”? :( ).
Credo che fra gli utenti del Forum ci sia qualcuno che possa aiutarmi :D . Grazie.
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Messaggioda Cavaliere77 » giovedì 26 ottobre 2006, 22:25

Signor Conti, mi scusi ma io ho avuto modo di recente di vedere un attestato rilasciato dalla Confraternita ad un mio caro amico e sullo stesso veniva riportato lo status di "confratello" e nientaltro.

Un dubbio ma gli stessi confratelli possono fregiarsi del titolo di Cavalieri di Malta ad honorem?? Se si perchè non gli viene rilasciato un attestazione speifica??
Grazie
Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio. (confucio)
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Messaggioda Andrea Conti » giovedì 26 ottobre 2006, 23:34

Gentilissimo "Guardia d'Onore",
il brano che ho riportato sopra è tratto da un volumetto di Mario Visentin, che è pubblicato sotto l'egida della Reale Arciconfraternita :wink: , con tanto di presentazione del Priore (all'epoca della pubblicazione, il dott. Domenico Mittiga) e lo stesso testo si può leggere nel sito della Reale Arciconfraternita: http://www.cavalieridimaltaadhonorem.org. :wink:
I diplomi rilasciati dalla Reale Arciconfraternita non attestano solamente "lo status di 'confratello' e nient'altro", ma autorizzano ogni confratello ad "usare le Insegne delle Croce Gerosolimitana". Questo è possibile grazie ad un "Reale assenso" di Carlo VII di Borbone, Re di Napoli e di Sicilia, del 1735, confermato il 25 febbraio 1777 dal successore, Re Ferdinando III. Qui la situazione mi sembra chiara.
I problemi vengono su questo titolo di "Barone" o di "Nobile dei Baroni" ... :? cui i membri del sodalizio avrebbero diritto. Poichè le notizie riportate dal Sig. Visentin nel suo libro e dalla Reale Arciconfraternita nel suo sito, non mi sembrano espresse chiaramente :( , son qui a chiedere lumi a chi ne sa più di me: vorrei solo che qualcuno mi aiutasse a comprendere il testo da me letto.
Cordialmente :D ,
Andrea Conti
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Messaggioda Fabio7131 » venerdì 27 ottobre 2006, 12:20

Un privilegio poco conosciuto


Gentilissimi Lettori,

Prima cosa cito subito le fonti di questa mia ricerca (da cui ho estrapolato lo scritto a seguire, ergo non è farina del mio sacco, ma ho “rubato ricerche e articoli altrui”) tra l’altro numerose, ed in alcuni casi come vedrete veramente notevoli


Mario Visentin La Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad Honorem di Catanzaro STILGRAF 1995 Cologna Veneta (Verona)

Vito ZAPPALA’NICOLOSI Contributo alla Storia del Sovrano Militare Ordine di Malta Società Tipografica di Siracusa edito nel 1940

Carmelo Arnone I Titoli nobiliari calabresi Rivista Araldica edito nel 1949
Conte Enrico ZEININGER Un privilège peu connu Rivista del Sovrano Militare Ordine di Malta Edito nel 1942, copia inviatami dalla segreteria per le Comunicazioni dello SMOM

Franco MACCHI Una decorazione poco nota : la Croce di Malta ad Honorem della Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni e Battista ed Ev. in Catanzaro Rivista Araldica Edito nel 1972

L’Arciconfraternita di Catanzaro Istituto Culturale Rotariano Edito 1990

Luciano LEVESI Prerogative Cavalleresche e nobiliari Rivista Orizzonte d’Italia Mi è stata mandata copia dalla Segreteria per le Comunicazioni dello SMOM

Giuseppe PARODI DOMENICHI Una plurisecolare e benemerita arciconfraternita Calabrese ora attivamente presente anche nell’italia settentrionale Rivista il Progresso Novembre Dicembre 1993

Ernesto ROSSI Il Sovrano Militare Ordine di Malta


Secondo quasi tutta la documentazione di cui sopra è detenuta presso l’Archivio della Segreteria per le Comunicazioni dello SMOM in Palazzo di Malta-Via Condotti 68 00187 Roma.

Inizio ora la cronistoria……..

“ A Catanzaro esiste la Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad Honorem, che ha una caratteristica tutta particolare: essere da sempre considerata come filiale della Basilica di San Giovanni in Laterano.
Risale infatti al 28 aprile 1502 la Costruzione su terreni dell’Arcibasilica Lateranense Romana ( e di cui è pertanto filiale) del Tempio dedicato a San Giovanni.
Per la costruzione del Tempio vennero utilizzate le pietre squadrate del Castello dei Conti di Centelles, mentre le statue furono donate da fra Alfonso maria FERRARI, Cavaliere Gerosolimitano e Patrizio di Catanzaro.
Il primo Pontefice ad occuparsi di questo sodalizio fu Alessandro VI che concesse gli stessi privilegi e le stesse indulgenze della Basilica di San Giovanni in Laterano. Il Pontefice ricordava altresì che, essendo la Chiesa sorta su suolo lateranense, la Confraternita poteva usare lo stemma dell’Arcibasilica: il Triregno con le Sacre Chiavi, dando facoltà di portare il Gonfalone Pontificio.
PIO IV poi, nel 1563, rese indipendente la Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dall’Autorità di Vescovi e Cardinali.
GREGORIO XIII, il 24 maggio 1577, confermava ed ampliava le indulgenze e i privilegi, concessi fino ad allora dai suoi predecessori.
CLEMENTE VIII riconfermo, nel 1601, l’autonomia dai Vescovi e Cardinali, già concessa dai suoi predecessori.
PAOLO V attribui alla Confraternita diritto di Asilo e Rifugio e disciplino i diritti di baronia, che consentivano al Priore, durante il periodo della Fiera di san Giovanni del 29 agosto di ogni anno, di amministrare la giustizia aotto la sua bandiera nel territorio (seppur limitato) della sua giurisdizione. Sempre PAOLO V dava il privilegio singolarissimo di “Padre Sprituale della Chiesa e della Confraternita”
URBANO VIII manifestava un segno di particolare predilezione per i figli calabresi donando loro con bolla del 4 aprile 1633 il braccio destro di San Giovanni Battista, purtroppo scomparso.
LEONE XII con Breve 22 agosto 1824 in occasione del suo Genetliaco riconfermava il diritto di Baronia.
GREGORIO XVI, con Breve del 10 agosto 1845 riconfermava ed ampliava tutti i benefici sopra descritti.
PIO XII con la lettera apostolica “Iam recolendae memoriae” del 9 novembre 1939 riconoscendo l’importanza storica concesse nuove indulgenze.
L’ultimo Pontefice ad occuparsi di questa Istituzione fu Papa Paolo VI in occasione dell’Anno Santo 1975 fece pervenire ai figli calabresi una Sua particolare e privata benedizione.
Ora visti i riconoscimenti di natura pontificia, passiamo ai privilegi concessi dai Reali;
il primo ad occuparsi della Confraternita fu Carlo III, nel 1673 infatti i Re di Napoli cominciarono ad interessarsi del sodalizio concedendo molti beni che fecero diventare la Confraternita una delle più ricche istituzioni di Catanzaro.
Il 28 novembre 1735, si deve registrare un evento straordinario, Carlo III Borbone di Spagna, Re di Napoli recandosi a Catanzaro in Visita (ospite dei marchesi DE RISO) conferì il titolo di “REALE ARCICONFRATERNITA DEI SS. GIOVANNI BATTISTA ED EVANGELISTA DEI CAVALIERI DI MALTA “ e a tutti i Confratelli “presenti e futuri” il titolo personale di “Cavalieri di Malta ad Honorem”.
Allo stemma della Confraternita venne aggiunta, per volontà regia, l’insegna della Croce di Malta. Con questo decreto reale, vennero confermati anche i diritti di baronia da esercitarsi il giorno 29 agosto .
S’impone ora una domanda. In forza a quale prerogativa anche se regia il Re di Napoli e di Sicilia ebbe a concedere un si singolare privilegio?
L’ipotesi accreditata (anche dallo SMOM) è la seguente : il 24 ottobre 1530 Carlo V nella sua veste di Re di Spagna , diede l’isola di malta come feudo ai Cavalieri di san Giovanni di Gerusalemme, ma con la riserva dei diritti feudali al Regno di Spagna. Cosi creava un vassallaggio che il Giovane Re di Napoli , Carlo III, secondogenito del Re di Spagna e pretendente al trono spagnolo, a distanza di oltre due secoli , rivendicava in virtù delle prerogative sancite dall’imperatore Carlo V.
La legittimità di questa Istituzione è pure riconosciuta dal Sovrano Militare Ordine di Malta, come scrive il Balì fra Antonio Conestabile della Staffa, nella Rivista Ufficiale dell’Ordine del dicembre 1942.
Di questo parere era pure il Gran Maestro dell’Ordine fra Angelo De Mojana di Cologna con suo scritto del 1975 dove riconoscendo il Carattere Nobiliare del privilegio ribadiva che “Comunque, è bene precisare che questo Titolo non ha nulla a che vedere con lo SMOM”
Giova precisare che il 29 febbraio 1776 Ferdinando IV, confermando la deliberazione di Carlo III concedeva diritti di Baronia più vasti approvando altresì l’aggiunta della Croce Melitense al Triregno.
Con Regio Decreto, il 2 aprile 1857, Re Ferdinando II sanzionava il diritto di precedenza, imponendo, pena la revoca del privilegio di intervenire portando le insegne dei Cavalieri di malta ad Honorem nelle pubbliche funzioni del Corpus Domini e del Patrono della città San Vitaliano.
Nello svolgimento storico dell’Arciconfraternita, famosa e particolarmente interessante appare una sua antica caratteristica. Si tratta del titolo di Barone o più precisamente (come citato sui testi in bibliografia) di Baroni della Real Cattedra Lateranense in Catanzaro, che i membri del Sodalizio possono usare. Inoltre, la baronia dell’Arciconfraternita non appartiene ad un solo membro rappresentativo della Comunità Religiosa, ma all’intero consesso e quindi ad ogni singolo Confratello. Il quale ha diritto di essere chiamato Barone e ti portare la corona nobiliare baronale, che non è quella personale ma quella a ricordo dell’effettiva, se pur limitata, giurisdizione anticamente goduta. Per tanto, gli appartenenti alla Reale Arciconfraternita, fregiandosi del titolo di Cavaliere di malta ad Honorem, e di Nobile dei Baroni esercitano una prerogativa che spetta loro e che ha un fondamento storico inoppugnabile.
E’ una concessione perpetua, è un diritto portato sempre avanti con discrezione fino ad oggi.
RingraziandoVi per il tempo dedicato a questa singolare lettura, mi rimetto al giudizio di voi severi lettori………

ps vi darò altre notizie sull'argomento, per oggi ho scritto abbastanza

un saluto al venerabile Fra Eusanio ( che spero non mi bacchetti! )
un saluto a Michele Baroncini a cui avevo accennato quanto sopra

Fabio Gaspare CURONE


Ab oriente et occidente sempre fidelis!

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Michele Baroncini
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Inviato: Mar Feb 15, 2005 6:18 pm Oggetto:

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Anche nel trionfo dell'inautentico si può trovare qualcosa di vero e storicamente prezioso che merita d'essere ricordato!

Grazie all'amico Fabio che ci ha così sapientemente e doviziosamente illuminati!

ciao

Michele

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Alessio Bruno Bedini
Moderatore Manifestazioni e Bibliografia


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Inviato: Mar Feb 15, 2005 6:55 pm Oggetto:

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Già .. veramente interessante ..
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Lord Acton



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Inviato: Mer Feb 16, 2005 12:02 pm Oggetto:

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Complimenti all'amico Fabio7131 per la concisa e precisissima esposizione.
Mi riservo, al più presto, di inviare una immagine della decorazione attuale in uso dalla Confraternita, che, è bene precisare, è consentito usare ai confratelli solo nelle funzioni religiose nella Cappella della Confraternita, è sospesa a un nastro con i colori dell'Ordine Pontificio di San Gregorio Magno e non ha i gigli tra le braccia della croce.

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fra' Eusanio da Ocre
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Inviato: Mer Feb 16, 2005 3:26 pm Oggetto: Re: Un privilegio poco conosciuto

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Fabio7131 ha scritto:
...(omissis)...un saluto al venerabile Fra Eusanio ( che spero non mi bacchetti! )...(omissis)...


Un saluto a lei, caro Fabio...

...e un sentito complimento, altro che bacchettate!

Bene vale
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Fabio7131



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Inviato: Mer Feb 16, 2005 5:35 pm Oggetto: un privilegio poco conosciuto

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Venerabile Fra Eusanio, grazie pensavo ai ceci invece.........




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Inviato: Mer Feb 16, 2005 5:38 pm Oggetto:

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Complimenti anche da parte mia, caro Fabio.

Saluti.
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Giovanni Grimaldi

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Messaggioda Mic » venerdì 27 ottobre 2006, 12:33

accidenti!!!!!!!!!!!!!!!Grazie mille!!!!!! :wink:
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Messaggioda pierfe » venerdì 27 ottobre 2006, 13:49

In merito all'Arciconfraternita non c'è nulla da dire.
E' discutibile sostenere privilegi che non sono completamente provati, o che mancano gli originali.
Quindi sulla questione "cavalleresca" sono ragionevoli i dubbi.
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Re: già presente in un topic da me scritto molto tempo fà!

Messaggioda Andrea Conti » venerdì 27 ottobre 2006, 19:49

Fabio7131 ha scritto:Nello svolgimento storico dell’Arciconfraternita, famosa e particolarmente interessante appare una sua antica caratteristica. Si tratta del titolo di Barone o più precisamente (come citato sui testi in bibliografia) di Baroni della Real Cattedra Lateranense in Catanzaro, che i membri del Sodalizio possono usare. Inoltre, la baronia dell’Arciconfraternita non appartiene ad un solo membro rappresentativo della Comunità Religiosa, ma all’intero consesso e quindi ad ogni singolo Confratello. Il quale ha diritto di essere chiamato Barone e ti portare la corona nobiliare baronale, che non è quella personale ma quella a ricordo dell’effettiva, se pur limitata, giurisdizione anticamente goduta. Per tanto, gli appartenenti alla Reale Arciconfraternita, fregiandosi del titolo di Cavaliere di malta ad Honorem, e di Nobile dei Baroni esercitano una prerogativa che spetta loro e che ha un fondamento storico inoppugnabile.


Tutto bene :D , ma ...
1) I fedeli sono nobilitati con l'ingresso nella Confraternita :? ?
2) I Confratelli possono usare il titolo di "Barone" (parrebbe di sì, perchè si è detto che "ogni singolo Confratello ... ha diritto di essere chiamato Barone") :? ?
3) O piuttosto possono usare il titolo di "Nobile dei Baroni" ("fregiandosi del titolo di ... Nobile dei Baroni") :? ?
Humillime veniam peto! Non riesco a decifrare il messaggio del brano sopra riportato :oops: . Grazie.
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Re: già presente in un topic da me scritto molto tempo fà!

Messaggioda pierfe » venerdì 27 ottobre 2006, 20:21

Andrea Conti ha scritto:
Fabio7131 ha scritto:Nello svolgimento storico dell’Arciconfraternita, famosa e particolarmente interessante appare una sua antica caratteristica. Si tratta del titolo di Barone o più precisamente (come citato sui testi in bibliografia) di Baroni della Real Cattedra Lateranense in Catanzaro, che i membri del Sodalizio possono usare. Inoltre, la baronia dell’Arciconfraternita non appartiene ad un solo membro rappresentativo della Comunità Religiosa, ma all’intero consesso e quindi ad ogni singolo Confratello. Il quale ha diritto di essere chiamato Barone e ti portare la corona nobiliare baronale, che non è quella personale ma quella a ricordo dell’effettiva, se pur limitata, giurisdizione anticamente goduta. Per tanto, gli appartenenti alla Reale Arciconfraternita, fregiandosi del titolo di Cavaliere di malta ad Honorem, e di Nobile dei Baroni esercitano una prerogativa che spetta loro e che ha un fondamento storico inoppugnabile.


Tutto bene :D , ma ...
1) I fedeli sono nobilitati con l'ingresso nella Confraternita :? ?

ASSURDO, come può un ente nobilitare?

2) I Confratelli possono usare il titolo di "Barone" (parrebbe di sì, perchè si è detto che "ogni singolo Confratello ... ha diritto di essere chiamato Barone") :? ?

Manco per sogno, il possibile titolo di barone si riferiva ad una baronia non nobile (possesso di terra), la feudalità è abolita da secoli e poi gli appartenenti ad un sodalizio non posso usare il titolo del sodalizio.

3) O piuttosto possono usare il titolo di "Nobile dei Baroni" ("fregiandosi del titolo di ... Nobile dei Baroni") :? ?

Manco per sogno!!!


Pier Felice degli Uberti

Humillime veniam peto! Non riesco a decifrare il messaggio del brano sopra riportato :oops: . Grazie.
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Messaggioda Antesterione » venerdì 27 ottobre 2006, 21:40

Credo che qui vi sia la differenza che intercorre tra un titolo nobiliare ed il "diritto al trattamento" o "la dignità" di un certo titolo. (Alcune famglie francesi che potevano solo provare la nobiltà, usavano essere chiamate con il titolo di visconti e così molti altri casi in cui vi è una differenza tra il titolo vero e proprio ed il "trattamento".)

Non è l'unico caso questo, in cui una confraternita o un ordine potessero nobilitare (che non è comunque un semplice "ente", soprattutto se ricoperto di tali privilegi riconfermati in più occasioni, da loro santità pontefici e dalle loro altezze reali elencati nel testo in questione, con sanatorie anche per la documentazione perduta (a loro dire).

Quindi è anche possibile che entrando in confraternita si potesse godere della dignità della Confraternita stessa, senza per questo, godere della qualità nobilitante (come avviene in alcuni Ordini religiosi e particolari abbazie). Senza trascurare il fatto che probabilmente la Reale Arciconfraternita avesse un capitolo (cattedra, come ancora la chiamano nell'Arciconfraternita) di aristocratici e poi una serie di membri di varie classi. Probabilmente il priore, i membri di questa cattedra, e forse anche i membri tutti, avevano avuto il privilegio di godere e "lucrare" la nobiltà del sodalizio, con la dignità baronale che il sodalizio possedeva (infatti il testo parla della "fiera di San GiovannI" in cui pare che la Cattedra o il priore dello stesso potessero far uso dei "poteri" baronali propri della confraternita, per giudicare, amministrare ecc. ecc.).

Ad ogni modo non brucierei secoli di storia in un paio di post solo per scetticismo. ;) Bisognerebbe verificare quelle documentazioni che sono in loro possesso. Ancor meno metterei troppo in discussione la dignità di "Cavalieri di Malta ad Honorem" di cui avevo sentito parlare proprio a Napoli in ambiente "melitense".
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Messaggioda Cavaliere77 » sabato 28 ottobre 2006, 20:02

Gentilissimo Antesterione, mi slauti intanto la mia città nativa Ostuni, poi io desidererei capire proprio questo insomma gli appartenenti alla confraternita possono fregiarsi del titolo di Cavalieri di Malta ad Honorem?? Che documentazione cè che attesti questo diritto??
Grazie
Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio. (confucio)
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Messaggioda Antesterione » sabato 28 ottobre 2006, 22:12

GUARDIA D'ONORE ha scritto:Gentilissimo Antesterione, mi slauti intanto la mia città nativa Ostuni, poi io desidererei capire proprio questo insomma gli appartenenti alla confraternita possono fregiarsi del titolo di Cavalieri di Malta ad Honorem?? Che documentazione cè che attesti questo diritto??
Grazie


Egregio "Guardia D'Onore", innanzitutto sono lieto di vedere un ostunese su questo forum. (personalmente non sono pugliese né di parte materna né di parte paterna, ma la Città Bianca è ormai la mia città a tutti gli effetti e come tale la amo ;)).

Per quanto riguarda l'oggetto in questione, non sono nessuno per decretare se vi sia o meno il diritto di fregiarsi del titolo, ma Pontefici e Sovrani potrebbero, ed a quanto riportato nelle informazioni storiche del sito, lo fecero e senza mostrare molte esitazioni.

Inoltre, non voglio credere che un'istituzione cattolica, anche quando non così insigne ed antica quale la Reale Arciconfraternita oggetto di questa discussione, possa voler mentire. Non posso dunque condividere chi voglia decidere a prescindere della validità o meno di questa o quella dignità concessa a suo tempo da Sovrani e Pontefici e mai, a quanto pare, abrogata. (Mi permettano di dire che se ci si comportasse con tali criteri per i titoli nobiliari più antichi -e moderni-, si potrebbero sollevare diatribe sulla validità anche di alcuni troni storici, giusto per aggiungere una riflessione personale che sovente mi balza alla mente). Vi sono a mio parere altre realtà e pagliacciate che possano essere screditate, per il momento, pur con il beneficio del dubbio, non riterrei in tutta onestà di invalidare i privilegi di cui questa confraternita ha sempre goduto.

Legga quanto segue, tratto dal sito in questione, e tragga le sue conclusioni:

Citazione dal sito della Reale Arciconfraternita ha scritto:Nel 1735, ad appena un anno dall’ascesa al trono del Regno di Napoli, Re Carlo III di Spagna si recò a Catanzaro e fu ospite nel palazzo della nobile famiglia dei Marchesi De Riso. Essendo giunta sino a lui la fama dell’insigne Chiesa dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista, onorata di tanti privilegi da parte di Pontefici e di Re, volle visitarla. In tale occasione conferì alla Confraternita dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista il nobilissimo titolo di “Reale Arciconfraternita dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta” e a tutti i Confratelli presenti e futuri il titolo di “Cavalieri di Malta ad honorem”. Allo stemma della Confraternita, per volontà Regia, venne aggiunta “l’insegna della Croce Gerosolimitana” che fu perciò aggiunta all’emblema Pontificio, come tutt’oggi si vede al sommo della prospettiva del sacro e suntuoso monumento, sullo Stendardo della Congrega, sul petto a sinistra nell’abito e sulla mozzetta rossa dei Confratelli, nonché riconfermò gli antichi diritti di Baronia sino allora goduti in occasione della Fiera di San Giovanni Decollato.

Questo memorabile decreto trasformò la Confraternita da Istituzione puramente religiosa in religioso – cavalleresca - nobiliare e dato il carattere di Sodalizio Nobile che aveva sempre avuto, maggiormente rafforzato apparve agli occhi di tutti il prestigio di cui era stata sempre aureolata.
Essendosi nel corso dei secoli perduti molti dei primitivi documenti, il Priore e la Cattedra della Reale Arciconfraternita di Cavalieri di Malta ad honorem, in data 29 Febbraio 1776 implorarono da S. M. Ferdinando IV Re delle Due Sicilie una espressa sanatoria che fu concessa in pari data.
In seguito, il Re, dietro parere favorevole della Camera di santa Chiara, confermava e autenticava con tutta la scienza delle ragioni gli onori goduti dalla Reale Arciconfraternita senza la minima interruzione in merito ai Diritti di Primazia, Giurisdizione Baronale, Insegne della Croce di Malta, Emblemi, Privilegi e Antiche Regole di Governo.
“Volentes, et decernentes espresse exdem scientia, certa nostra, quod presene nostra approbatio, et convalidatio, atque concessio, jam super fundatione, quam super presentibus capitulis sit, et esse debent prediotis confratibus jam dicte Congregationis presentibus, et futuris, usque ad nostram, successorumque nostrum regium beneplacitum, servata forma illustris retroscripti de die 29 mensis Febbruari 1776; sempre stabiles, realis, valida, fructuosa, et firma, nullunque in judiciis, aut extra sentiat, quovis modo diminutionis incomodum, aut non alterius detrimentum pertinescat, sed in suo sempre robore, et fermitate persistae, in quorum fidem hoc praesens privilegium fieri fecimus magno nostro negotiorum sigillo pendenti munitum etc.; Dominus Rex Mandavit mihi D, Stephano Patrizio pro a secretis – Die 21 mensis Martii 1777. Concedatur Sanatoria usque ad regis beneplacitum. Patritius – Registrato il Regio exequatut nell’Ufficio di q.a Regia Udienza di Catanzaro a 10 aprile 1777. Crispus, Pisciotta, Torrentes – Vidit ficus. Menieri Pro Segretario”. Questo documento, onde evitarne la dispersione, fu depositato con atto pubblico del 25 Agosto 1781 fra le minute del Notaio Domenico Larussa.
Nel 1788, a seguito della soppressione degli Enti Morali, tutte le rendite della Chiesa furono incamerate dalla Cassa Sacra a pro dei danneggiati dei terremoti di Calabria. Ciò arrecò un grave danno patrimoniale all’Istituzione. La Reale Arciconfraternita seguitò legalmente a far uso di tutti i suoi diritti ed onori sino all’occupazione militare francese del 1809. A seguito di detta occupazione la Confraternita rimase vittima delle idee rivoluzionarie del tempo così come del resto tutte le altre Istituzioni religiose. Con la restaurazione Borbonica ed il conseguente ritorno del Re ebbe riconfermati tutti i suoi privilegi. In particolare Ferdinando I dedicò il suo primo decreto alla riconferma di tutti i privilegi.
Papa Leone XII con Breve del 22 Agosto 1824, in occasione del suo genetliaco, confermò tutti i privilegi della Reale Arciconfraternita e dichiarò di aver trovato un Breve di Pio VII, in bozza e quindi non spedito, che riguardava la riconferma degli stessi privilegi.

S. M. Ferdinando II delle Due Sicilie, con Decreto Reale del 2 Aprile 1857, sanzionò il diritto di precedenza della Reale Arciconfraternita sulle altre Congreghe di Catanzaro e impose ai Confratelli, pena la revoca dei privilegi concessi, di intervenire, portando le insegne dei Cavalieri di Malta ad honorem, nelle pubbliche funzioni del Corpus Domini e del Patrono della città di Catanzaro San Vitaliano.
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Malta ad honorem?

Messaggioda Fabio7131 » lunedì 30 ottobre 2006, 10:32

Egregi lettori,

premesso che anche il precedente Gran Maestro dell'Ordine di Malta Frà De Mojana di Cologna era stato in visita Ufficiale a quel sodalizio,
per fugare ogni dubbio basterebbe scrivere all'Ufficio Pubbliche Relazioni dello SMOM per avere notizie i merito.

La cosa che mi premeva sottolineare e che si sta abusando di questa "affiliazione" fra i ceti "bassi" dei militari, che vengono attratti come falene, non potendo entrare nello SMOM . (tra l'altro la decorazione di per se è bellissima, ma non indossabile!!!!!!!!)

Personalmente non sono contrario alle Confraternite, anzi sono una parte della Storia Locale che merita di essere tutelata.

Sapete quanti confratelli hanno "sfornato" negli ultmi anni ? sopratutto fra militari che la calabria forse la hanno veduta negli atlanti geografici ai tempi di scuola. Tantissimi :twisted:
Ditemi voi cosa può spingere ad entrare ad un ipotetico militare del trentino in una confraternità calabrese? (posso dire soltanto velleità e incongruenza storica!)

Quello che avevo riportato nel mio articolo, voleva essere solo una curiosità per l'attento pubblico di questo forum.

Non sono confratello, ne intendo diventarlo! Ne tantomeno faccio opere di proselitismo per quella confraternità.


PS ultima nota a carattere storico, sapete che i "confratelli" nelle processioni sono subito dopo i cavalieri dell'ordine di malta, nelle precedenze.

Fabio Gaspare Curone
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Curiosità.

Messaggioda Mauri » lunedì 6 novembre 2006, 22:10

Egregio Signore,
mi può spiegare cosa intende e quali sono i "ceti bassi" dei militari.
Ma chi ha detto che i militari non possono far parte dello SMOM !!!
Cordiali saluti.





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Ceti bassi....

Messaggioda Fabio7131 » mercoledì 8 novembre 2006, 12:35

Volevo scusarmi con chi può essersi sentito offeso da una mia affermazione riguardante i ceti "bassi" dei militari.


Nessuno voleva dire che nello SMOM o in altri Ordini Cavallereschi non si possa accedere come Militari (non Ufficiali), pero una nota della Santa Sede Consigliava Caldamente l'ingresso in Ordini Cavallereschi di personale non inferiore al grado di Capitano/Maggiore!


La mia considerazione era riferita al fatto che non avendo aime i militari una cultura storica sugli ordini cavalleresci e la faleristica, tendono ad "acquistare" ordini cavallereschi di qualsiasi titolo (Santa Maria di Betlemme- Ordine della Corona di Ferro ect ect)





Precisando che lo scrivente è
Decorato di Distintivo d'Onore di Ferito in Servizio
Medaglia di Bronzo al Merito della Croce Rossa Italiana
Croce Ufficiale con Spade SMOM
Medaglia d'Argento al Merito Melitense
Medaglia di Bronzo con Spade al Merito Melitense
Croce d'Oro di 1 Classe della Croce Rossa Sammarinese


senza contare le decorazioni relative alla participazione alle missioni all'estero vari balcani ect ec t



Rimango comunque dell'Idea forse egoistica che non si puo svendere una decorazione per farne un'orpello sulla uniforme


rimango a sua disposizione (anche in privato)


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Messaggioda Luca Bracco » mercoledì 8 novembre 2006, 15:13

Credo che la nota della Santa Sede sull'ingresso (nell'Ordine del Santo Sepolcro) di militari con grado non inferiore a Capitano vada bene interpretata.

Non sono vicino ad ambienti OESSG, ma posso ritenere con sufficiente raziocinio, che la limitazione si riferisca ad ingressi fatti "d'ufficio".

Sappiamo bene tutti, infatti, che in determinate condizioni i militari vengono ammessi a taluni Ordini non tanto per il lavoro volontario svolto presso questi ultimi ma solo e semplicemente per ragioni di opportunità.

Credo che la norma vada interpretata così, lasciando inalterata la procedura normale di ammissione di chi ha meriti personali nei confronti dell'OESSG indipendentemente dal grado eventualmente ricoperto nella vita professionale privata.

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