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Re: Titoli onorifici e militari, un po’ di chiarezza...

MessaggioInviato: domenica 15 novembre 2020, 12:09
da Accademista
nicolad72 ha scritto:
Accademista ha scritto:un militre a medio servizio ha fatto almeno 2 teatri operativi (che ai "bei vecchi tempi della guerra fredda" non esistevano, e ciò vuol dire almeno 4 nastrini diversi, uno nazionale e uno nato, più eventuali decorazioni straniere)


Vede è proprio questa la distorsione. Per la mera partecipazione ad una missione minimo due segni d'onore. Quello nazionale e quello dell'organizzazione int.le sotto la cui egida si è svolta.
Per me (militare o civile che sia - non fa differenza) è inconcepibile che per uno stesso fatto si ricevano più segni d'onore... la legge disciplina il divieto di conferimento di più onorificenze per una medesima condotta (o serie di condotte) soprattutto per le attività di merito o di valore.
Se scendiamo di livello (commemorative) il medesimo evento viene commemorato da più segni d'onore... il che è inconcepibile. Se io faccio una missione NATO, mi tengo la relativa medaglia, ma non ha senso alcuno ricevere la stessa medaglia anche da parte della Repubblica.
Le normative sul punto dovrebbero essere riscritte da capo. Ma è di tutta evidenza che ciò non sia nelle corde.
In fondo, che chi gestista queste pratiche non sia all'altezza (e per capacità professionali, gusto e risorse) è evidente. Basta vedere le ridondanze, la povertà espressiva dei segni e anche la scarsa tecnica legislativa dei vari provvedimenti istitutivi dei vari segni (e nastrini) creati negli ultimi anni.


Su questo non posso che essere d'accordo. Nel frattempo, però, inutile provare sconcerto per i petti della gente, perchè sono il diretto risultato della normativa attualmente vigente. E la normativa può non essere condivisa, ma va seguita e applicata.

Re: Titoli onorifici e militari, un po’ di chiarezza...

MessaggioInviato: domenica 15 novembre 2020, 12:28
da nicolad72
Il problema - reale - è il conflitto di interesse in chi struttura quelle normative.
Esso è reso palese non solo dall'applicazione pratica, ma dal fecondo proliferare di decorazioni inutili, ridondanti, ordinariamente brutte.
Si sono altresì inventati l'autorizzazione ad indossare segni (di infima qualità onorifica) in assenza di variazione matricolare (si guradi il brevetto di sana e robusta costituzione, giusto per citare un esempio). Bizzantinismi creativi che alimentano solo la cupidigia (cha abbonda nella natura umana) degli operatori.
Ma il problema è prima di tutto politico... le disposizioni di carattere normativo sono solo la manifestazione esteriore di un problema più profondo.

Re: Titoli onorifici e militari, un po’ di chiarezza...

MessaggioInviato: domenica 15 novembre 2020, 20:25
da simonesdm
Credo che il ricevere più segni d'onore per una stessa missione, non sia una novità...
Nelle guerre mondiali si ricevevano medaglie nazionali ed interalleate...in Vietnam i soldati americani ricevevamo medaglia US Army e sud vietnamita... nel 1991 dopo la guerra del golfo tutti i soldati della coalizione hanno ricevuto la medaglia della propria nazione più quella kuwaitiana della liberazione...
Insomma, nulla di nuovo o di scandaloso...

Re: Titoli onorifici e militari, un po’ di chiarezza...

MessaggioInviato: lunedì 16 novembre 2020, 11:04
da nicolad72
Non è in discussione il fatto che si tratti di una novità, la realtà è evidente e palese, ma il fatto che sia opportuno.
Il senso delle decorazioni, soprattutto nel mondo militare, che è quello che maggiormente mostra i segno d'onore ricevuti, è quello di accrescere il prestigio dell'amministrazione di appartenenze. Tale concetto è ampiamente espresso in tutte le normative emesse da SMD. Il problema è che dettato il principio, lo stesso è costantemente ignorato dall'applicazione pratica.
La questione è di opportunità e se la duplicazione di onori aumenti il prestigio dell'amministrazione. Io non credo - ma è la mia opinione - in quanto le ridondanze in questa particolare materia sortiscono l'effetto opposto.
Rimango dell'idea che sia necessario, urgente ed opportuno procedere ad una radicale revisione della normativa.