Ritratto di cavaliere di Malta (Carlo Alberto Rati?)

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Ritratto di cavaliere di Malta (Carlo Alberto Rati?)

Messaggioda dpascale » lunedì 18 maggio 2020, 19:14

Gentilissimi,
chiedo il vostro parere a proposito di questo notevole ritratto di Ludovico Carracci datato agli ultimi anni del XVI secolo, che rappresenterebbe il cavaliere di Malta Carlo Alberto Rati Opizzoni. L'identificazione è confortata ovviamente dallo stemma. La famiglia Ratti lo conservava ancora all'inizio del Novecento, sostenendo che il ritratto era giunto alla famiglia come dono della città di Bologna (storia che a me pare inverosimile).

Immagine

Sono piuttosto dubbioso: non capisco perché un cavaliere lombardo (era nativo di Tortona) sia stato ritratto da un pittore bolognese (Ludovico Carracci non si spostò quasi mai da Bologna) e perdipiù con Bologna sullo sfondo. Presumo che ci troviamo di fronte alla tipica manomissione dello stemma ma purtroppo non ho trovato notizia di analisi radiografiche compiute su questo dipinto. Mi pare più probabile che il ritrattato sia un cavaliere bolognese o al limite un commendatore della Magione.
Secondo voi, le insegne visibili (croce di malta smaltata appesa a una catena d'oro, anello con croce di Malta smaltata) possono aiutarci a risalire al grado che il personaggio ricopriva all'interno dell'ordine, oppure la variabilità delle insegne nel passato non ci aiuta?
Qui potete vedere il ritratto in tutti i suoi dettagli: https://www.christies.com/lotfinder/Lot/ludovico-carracci-bologna-1555-1619-portrait-of-carlo-6152940-details.aspx

Grazie, un cordiale saluto,


Daniele
dpascale
 
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Re: Ritratto di cavaliere di Malta (Carlo Alberto Rati?)

Messaggioda Romegas » martedì 19 maggio 2020, 16:53

Un Alberto Ratti ( o Ratto) risulta creato cavaliere nel 1592.
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
Initium sapientiae timor Domini
(Sal. 111,10)
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Re: Ritratto di cavaliere di Malta (Carlo Alberto Rati?)

Messaggioda Tilius » mercoledì 20 maggio 2020, 0:55

Carlo Alberto, born in 1566, was one of a number of high ranking members of the family. He fought in battle against the Turks, and was appointed to the Order of the Knights of Malta in 1592. The cross of the Order is prominently displayed lower centre, glistening next to his armour. He was part of the entourage of Orazio Spinola (1537-1616), a cardinal and relative of Opizzoni, who was appointed papal vice legate to Bologna in 1597 by Clement VIII. Spinola was well acquainted with the Carracci family, and may have played a role in the commissioning of this portrait (see Brogi, op. cit., 2001, p. 177).


L'aggancio bolognese c'é. Magari la favoletta del dono cittadino a fine XIX/inizio XX secolo è veramente tale, e possiamo considerarla tale fino a che non emergano evidenze storiche di un eventuale motivo di gratitudine e/o captatio benevolentiae verso il - a sentir lui primo - proprietario del dipinto in seno alla famiglia dell'effigiato, ad al contempo non è inverosimile pensare ad un souvenir commissionato dall'effigiato stesso in occasione di un soggiorno - non necessariamente lungo - in quel di Bologna, in missione per l'Ordine o per il Cardinal Spinola.
Dipinto - peraltro anonimo fino al 1911 almeno - poi rimasto in ambito bolognese (magari destinato a una sede istituzionale) e/o pervenuto ereditariamente alla famiglia (nel qual caso la favola del donativo municipale sarebbe pienamente tale, forse un diversivo in ottica dell'esportazione che avverrà di lì a poco).

Ludovico Carracci era un pittore rinomato (anche) per la ritrattistica (sebbene ad oggi i ritratti a lui attribuiti si contino letteralmente sulle dita di una sola mano), e soprattutto praticamente l'unico ritrattista sulla piazza bolognese intorno al 1595, col cugino Annibale già partito per Roma, Guido ancor allievo e lontano dai futuri ritratti romani, il Passarotti già passato a miglior vita, il Guercino appena quattrenne intento ai giuochi e non ai pennelli, e la Lavinia più fenomeno da baraccone che non vera artista.

Dalla foto ad alta risoluzione sul sito di Christie's, lo stemma non appare manomesso o ridipinto, ma la tessitura pittorica è perfettamente coerente col resto del dipinto. Se c'é una cosa che risalta immediatamente come posticcia - quando tale - sono gli stemmi.

Martelli fiorentino e si è fatto ritrarre da Caravaggio (milanese) a Malta. Non vedo quale sia la sorpresa: la gente - anche allora - si spostava. E difficilmente un cavaliere di Malta - soprattutto in carriera, e con parentele altolocate che potevano aiutarlo nella predetta - avrà inchiodato la propria vita ad una residenza perpetua nella natia Tortona. Dove poteva farsi quindi ritrarre un gentiluomo tortonese: da quel cane del Caracca in quel di Torino? Giammai! Meglio spsostarsi sulla piazza della capitale, Milano, peraltro sprovvista a quel tempo di una valida scuola ritrattistica (il manierismo lombardo era agli sgoccioli per raggiunti limiti di età, e il grande seicento lombardo o era troppo giovane o aveva ancora da nascere). Ecco quindi che una capatina nella non distante Bologna - il centro pittorico più vivace e rinomato allora esistente in Italia - diventa quasi una tappa obbligata.

No, dall'insegna non si può dedurre alcunché: fino a tutto il XVIII secolo furono assolutamente randomiche nelle forme, nei materiali e nello stile, e questo diventa esponenziale retrocedendo nel tempo.
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