Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda commodoro » giovedì 19 dicembre 2019, 14:49

Può una persona (uomo o donna) aspirare di entrare negli ordini cavallereschi riconosciuti (i.e. SMOM e OESSH) o in quelli non nazionali riconosciuti dalla Stato come ad esempio l'Ordine Costantiniano di S. Giorgio? Gli Statuti di questi ordini lo vietano esplicitamente o è una tacita regola?
Grazie per quanti vorranno esprimere la loro documentata opinione.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda nicolad72 » giovedì 19 dicembre 2019, 15:15

Il problema non è il divorzio in sé ma la vita che si conduce dopo di esso o le cause effettive che hanno portato al divorzio, o almeno quando il canone di valutazione era la Familiaris consortio funzionava così
Di sicuro se si intraprende una relazione affettiva o addirittura se si dovesse contrarre un nuovo matrimonio senza che il precedente sia stato riconosciuto nullo da un tribunale ecclesiastico vi è un impedimento di natura oggettiva all'ammissione.
Per quanto riguarda il semplice (si fa per dire) divorziato occorre anche analizzare quali siano le cause della fine del matrimonio e se all'aspirante si possano attribuire o addebitare responsabilità rilevanti sotto il profilo morale.
Poi con amoris laetitia si passa alla pastorale situazionale, ma nello specifico non vengono dati paramenti esatti (anzi toglierei anche esatti) su cosa debba essere tale nuova pastorale e quindi il tutto rimane a discrezione di chi debba valutare. Di fatto ora nel mondo si verificano casi di situazioni simili trattati in modo opposto a seconda del fatto che si risieda sulla riva destra o sinistra di un fiume...
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda pierfe » giovedì 19 dicembre 2019, 22:49

nicolad72 ha scritto:Il problema non è il divorzio in sé ma la vita che si conduce dopo di esso o le cause effettive che hanno portato al divorzio, o almeno quando il canone di valutazione era la Familiaris consortio funzionava così
Di sicuro se si intraprende una relazione affettiva o addirittura se si dovesse contrarre un nuovo matrimonio senza che il precedente sia stato riconosciuto nullo da un tribunale ecclesiastico vi è un impedimento di natura oggettiva all'ammissione.
Per quanto riguarda il semplice (si fa per dire) divorziato occorre anche analizzare quali siano le cause della fine del matrimonio e se all'aspirante si possano attribuire o addebitare responsabilità rilevanti sotto il profilo morale.
Poi con amoris laetitia si passa alla pastorale situazionale, ma nello specifico non vengono dati paramenti esatti (anzi toglierei anche esatti) su cosa debba essere tale nuova pastorale e quindi il tutto rimane a discrezione di chi debba valutare. Di fatto ora nel mondo si verificano casi di situazioni simili trattati in modo opposto a seconda del fatto che si risieda sulla riva destra o sinistra di un fiume...


Questo si intende per gli Ordini Cavallereschi cattolici, ma non per quegli ordini "dinastici" che ammettono anche non cattolici, o per i non cattolici dove il divorzio è ammesso.
Grave invece l'esistenza di situazione di pubblici concubini, divorziati o non che vengono ammessi in Ordini Cavallereschi cattolici (riconosciuti e tutelati dalla Santa Sede), dove tutti sanno, ma nessuno prende provvedimenti.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda Dantes » venerdì 20 dicembre 2019, 8:48

Altra circostanza grave è presentare “carte false” per entrare in ordini cattolici militanti (come, ad esempio, attestazioni di moralità vecchie di qualche anno), sottacendo pubblicamente la propria condizione irregolare. Tanto poi le bugie hanno le gambe corte...
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda nicolad72 » venerdì 20 dicembre 2019, 9:14

pierfe ha scritto:Questo si intende per gli Ordini Cavallereschi cattolici, ma non per quegli ordini "dinastici" che ammettono anche non cattolici, o per i non cattolici dove il divorzio è ammesso.

Questo non è sempre vero.
Per gli Ordini dinastici, o per usare la locuzione propria del nostro ordinamento giuridico, gli Ordini non nazionali, è necessario ben leggere gli statuti. Molti di essi, infatti, nascono come ordini su provvedimenti adottati dalla Santa Sede, ed in molti di loro (e.g. il costantiniano spagna e napoli) sul punto nulla innovano sul punto.
ad esempio i nuovi statuti del costantiniano franco napoletano recitano
Articolo VI L’Ordine riconosce validi solamente i matrimoni ritenuti tali dalla Chiesa Cattolica.

che se letto congiuntamente con l'art I
La Croce Costantiniana può essere concessa a persone di qualsiasi nazionalità, che professino
la Religione Cattolica e che siano fornite delle virtù che si addicono ad un perfetto Cavaliere
o Dama Cristiani.

nono si può che giungere alle conclusioni riportate nel mio 3d.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda nicolad72 » venerdì 20 dicembre 2019, 9:16

pierfe ha scritto:Grave invece l'esistenza di situazione di pubblici concubini, divorziati o non che vengono ammessi in Ordini Cavallereschi cattolici (riconosciuti e tutelati dalla Santa Sede), dove tutti sanno, ma nessuno prende provvedimenti.

tutti che criticano, ma nessuno che denuncia.
Se non si ha il coraggio di fare ciò che è doveroso, si abbia almeno la dignità di tacere, perché così facendo si fa solo del becero pettegolezzo.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda pierfe » venerdì 20 dicembre 2019, 10:27

nicolad72 ha scritto:
pierfe ha scritto:Grave invece l'esistenza di situazione di pubblici concubini, divorziati o non che vengono ammessi in Ordini Cavallereschi cattolici (riconosciuti e tutelati dalla Santa Sede), dove tutti sanno, ma nessuno prende provvedimenti.

tutti che criticano, ma nessuno che denuncia.
Se non si ha il coraggio di fare ciò che è doveroso, si abbia almeno la dignità di tacere, perché così facendo si fa solo del becero pettegolezzo.


Come puoi permetterti di scrivere in questo modo, cosa ne sai se ti riferisci a me?
Eppure sei qui dentro e dovresti sapere quale è il mio pensiero in merito!
Se l'ho scritto è perchè l'ho fatto varie volte, ho denunciato casi vergognosi di concubinaggio (che continuano ancora...) e non solo in Italia, denuncie fatte con il mio nome e cognome e restate lettera morta.
Qui ovviamente intendo denuncie fatte a ordini tutelati e riconosciuti dalla Santa Sede (non ho perso il mio tempo con ordini dinastici dove il modo di pensare quel che è...).
Smettiamo di fare i farisei!

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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda nicolad72 » venerdì 20 dicembre 2019, 12:52

Pierfelice... la Lesa Maestà è stata abolita da secoli... forse non te l'hanno detto, ma mi permetto di ricordartelo.

Poi all'università mi hanno suggerito che excusatio non petita, accusatio manifesta.

I sibillini avvisi non servono a nulla, si opera e basta.

Poi l'immancabile evocazione del cattivissimo e callidissimo "fariseo", tipico strumento eristico - ma Schopenhauer non l'ha letto nessuno - di chi predica bene e razzola male e quindi preferisce attaccare - il buon Arthur suggerisce, al fine di ottenere un miglio risultato, di apparire anche il più indignati possibile - la persona che adduce argomentazioni piuttosto che l'argomento. Tipico di chi non ha strumenti per replicare.

Questo modo di fare, questi atteggiamenti che presuppongono ascetica superiorità e questi vergognosi attacchi alla persona arrecano una profonda offesa a chi, come me, - e siamo molti - crede che chi voglia parlare di questi argomenti, oltre a nozioni e capacità di analisi scientifica, debba avere anche un certo stile. Le condotte alla "lancio il sasso e nascondo la mano" sono lontane anni luce dall'etica cavalleresca.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda pierfe » venerdì 20 dicembre 2019, 14:35

nicolad72 ha scritto:Pierfelice... la Lesa Maestà è stata abolita da secoli... forse non te l'hanno detto, ma mi permetto di ricordartelo.

Poi all'università mi hanno suggerito che excusatio non petita, accusatio manifesta.

I sibillini avvisi non servono a nulla, si opera e basta.

Poi l'immancabile evocazione del cattivissimo e callidissimo "fariseo", tipico strumento eristico - ma Schopenhauer non l'ha letto nessuno - di chi predica bene e razzola male e quindi preferisce attaccare - il buon Arthur suggerisce, al fine di ottenere un miglio risultato, di apparire anche il più indignati possibile - la persona che adduce argomentazioni piuttosto che l'argomento. Tipico di chi non ha strumenti per replicare.

Questo modo di fare, questi atteggiamenti che presuppongono ascetica superiorità e questi vergognosi attacchi alla persona arrecano una profonda offesa a chi, come me, - e siamo molti - crede che chi voglia parlare di questi argomenti, oltre a nozioni e capacità di analisi scientifica, debba avere anche un certo stile. Le condotte alla "lancio il sasso e nascondo la mano" sono lontane anni luce dall'etica cavalleresca.



Premetto che questo è un forum patrocinato da 3 Istituzioni che hanno una indiscussa reputazione di serietà mondiale, e questo è sotto gli occhi di tutti. Inoltre ricordo che questo è un forum privato legato alle 3 organizzazioni che offre gratuitamente consulenza sulle materie che trattiamo, e quindi le decisioni prese sono sempre in linea con quanto decidano i 3 patroni di casa.
Chi ha qualcosa da dire se ovviamente fa parte delle 3 organizzazioni è libero di portare ai consigli direttivi i propri commenti, e se vuole lavorare per migliorare le 3 organizzazioni è benvenuto, ma poi si prende la responsabilità di lavorare realmente all'interno delle stesse dando risultati.
Il mio pensiero relativo a chi lavora all’interno del forum (amministratori e moderatori) è quello che tutti nessuno escluso sono quanto di meglio esiste in questo settore. E questa è una occasione che mi permette di ringraziare di cuore ancora tutti per l’eccelso lavoro fatto quotidianamente come NON esiste in altro forum nel mondo.
In quanto alla "lesa Maestà" è una tua opinione, ne è prova che io lascio on line quanto scrivi senza fare censure; non faccio mai censure, al limite se quanto espresso non è in linea con la serietà delle nostre organizzazioni, chiedo democraticamente a Tomaso di togliere il post, e come vedi i tuoi post sono rimasti e rimangono anche per questo argomento (ovviamente con la mia risposta), non mi sembra che la persona che tu accusi di “lesa Maestà” sia identificabile con questa tua definizione.
Tutti sanno che qui sono permesse opinioni completamente in contrasto con il pensiero dei moderatori e amministratori ed ovviamente con quelle dello stesso presidente (cosa che non avviene a mia conoscenza in nessuno degli altri forum che trattano queste materie nel mondo).
Qualunque persona leggendo il post comprende bene che la persona attaccata ero io, e questa opinione viene anche da chi mi ha avvertito che vi era una tua risposta. Se non fosse così mi scuso per aver mal interpretato la tua risposta, ma su questo punto vorrei chiarezza, ero io oppure no? Anche per rispetto delle frasi che tu enunci relative a lanciare sassi nascondendo la mano.

Una delle discussioni che ho avuto con vertici di ordini cavallereschi (quelli ovviamente riconosciuti e tutelati dalla Santa Sede) riguarda proprio il pubblico concubinaggio (e per essere completi altre forme di ipocrisia all’interno), quindi è logico che trovo profondamente sconveniente che vengano ammesse persone pubbliche concubine in ordini cavallereschi, proprio perché gli ordini cavallereschi sono istituzioni che hanno una storia ed una attività umanitaria encomiabile. Purtroppo le mie denunce non hanno avuto corso e non sono stati presi provvedimenti, ignorando quindi l’insegnamento della Chiesa (guarda se la Chiesa cambiasse idea io stesso sarei il primo ad allinearmi perché la mia formazione salesiana mi obbliga ad ubbidire senza discutere alle decisioni della Chiesa).

Per concludere desidero chiarire a te e a chi legge che ho stima della tua persona e ti considero un grande esperto con una ottima formazione fondata su una grande base documentale sulle materie che tratti, cosa che ti rende uno dei migliori moderatori del forum, e come vedi - essendo sempre una persona corretta - lo scrivo pubblicamente perché per me è una realtà inoppugnabile. Ma ci tengo a sottolineare che se non fosse così (e questo vale per tutti gli altri) non continueresti ad essere un moderatore de I Nostri Avi, perché qui dentro possono amministrare o moderare SOLO persone valide, competenti e studiosi che sanno cosa scrivono avendo alle spalle una ricerca su base documentale.
Allo stesso modo dico anche che ovviamente non sono SEMPRE d'accordo su tutto quanto scrivi (come non lo sono con tutti gli altri) perché ho la mia testa e la mia formazione.
Coloro che desiderano intervenire (in modo educato) su questo tema sono benvenuti.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 20 dicembre 2019, 19:06

nicolad72 ha scritto:
pierfe ha scritto:Grave invece l'esistenza di situazione di pubblici concubini, divorziati o non che vengono ammessi in Ordini Cavallereschi cattolici (riconosciuti e tutelati dalla Santa Sede), dove tutti sanno, ma nessuno prende provvedimenti.

tutti che criticano, ma nessuno che denuncia.
Se non si ha il coraggio di fare ciò che è doveroso, si abbia almeno la dignità di tacere, perché così facendo si fa solo del becero pettegolezzo.


Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.
Ci potrebbe anche essere qualche mela marcia nei nostri Ordini Cavallereschi ma ci sono tantissime persone per bene.

Per quanto riguarda il divorzio certamente occorre guardare diverse cose a cominciare se lo si è chiesto o lo si è subito.
Inoltre è anche importante la situazione attuale: avere una nuova compagna o addirittura risposarsi civilmente, equivale a vivere nell'adulterio giornaliero.
Equivale a vivere nel peccato mortale, un peccato che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso.

Se invece il divorzio lo si è subito e si sceglie non trovarsi un'altra donna, rimanendo da soli, la situazione potrebbe anche essere tollerabile.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda Sagittario » sabato 21 dicembre 2019, 0:33

Alessio Bruno Bedini ha scritto:(...omissis...)
Se invece il divorzio lo si è subito e si sceglie non trovarsi un'altra donna, rimanendo da soli, la situazione potrebbe anche essere tollerabile.(...omissis...)


Beh, se proprio vogliamo fare delle speculazioni diciamo pure che subisce il divorzio anche chi torna a casa ubriaco e picchia tutta la famiglia. E poi non trova più una donna che se lo accolla.
Come subisce il Divorzio anche quella donna sorpresa a tradire il marito (e tutta la famiglia!). E poi vive libera e solitaria a farsi riservatamente i... fatti propri.

In questi casi è tollerabile che tali soggetti siano idonei al cavalierato sol perchè NON sono stati loro a richiedere il divorzio ?

Credo che l'argomento sia davvero molto complesso, particolarmente delicato, e di difficile soluzione da parte degli organi preposti all'ammissione negli Ordini. Gli stessi parroci si trovano spesso in condizione davvero complicata nel dover valutare se ammettere o meno all'eucarestia i protagonisti di queste tristi storie.

Ecco che magari talvolta possono vedersi negli Ordini delle situazioni dubbie agli occhi di chi non conosce tutta la storia...
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 21 dicembre 2019, 7:18

Certamente, ogni caso va valutato a sé stante.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 28 dicembre 2019, 10:06

Solo con un successivo matrimonio avviene la "metamorfosi" da persona divorziata a "pubblico peccatore" , con tutto ciò che ne consegue:incompatibilità con l'ingresso o la permanenza in ordine cavalleresco cattolico.

Cordialmente
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda nicolad72 » sabato 28 dicembre 2019, 11:18

AL ha scompaginato non poco questo assunto! Ormai, per la chiesa, ciò che conta è la Pastorale Situazionale, quindi i dogmi ed i punti di riferimento fissi, soprattutto in morale devono essere interpretati in questa prospettiva, altrimenti si agisce da farisei.
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Re: Divorziati, ingresso negli Ordini Cavallereschi

Messaggioda Elmar Lang » sabato 28 dicembre 2019, 19:56

Domanda un po' provocatoria: come va considerato un ipotetico Cavaliere che tradisce persistentemente la consorte, al punto da pubblicamente apparire con l'amante ma, dionescampi, mai giungerebbe al divorzio, agendo opportunamente affinché neppure la signora adisca al tribunale?
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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