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Re: Lettera ai Gran Priorati inglesi SMOM

MessaggioInviato: mercoledì 19 giugno 2019, 19:12
da Cav.OSSML
Ringrazio Tomaso per la cortese risposta.
In un precedente topic aperto in occasione della “crisi” venutasi a creare tra la Santa Sede e l’Ordine di Malta, culminata con le “dimissioni” dell’allora Gran Maestro Festing, avevo aderito al pensiero espresso nell’occasione da don Sforza Ruspoli, secondo il quale “il Papa non si critica: si serve e basta”.
Quindi anche l’Ordine di Malta, essendo un ordine religioso non può far altro che dichiarare la propria obbedienza a Papa Francesco.
Di quanto sopra sono convinto a tutt’oggi.
Tuttavia, se non ricordo male, il codice SMOM dice : "Con il Voto di obbedienza i Cavalieri e i Cappellani Professi si obbligano a obbedire al Santo Padre e ai legittimi Superiori, secondo la Carta Costituzionale ed il Codice".
Di conseguenza ritenere e pretendere che anche i Cavalieri che professi ed in obbedienza non sono debbano obbligatoriamente condividere ed aderire alla lettera ed acriticamente alle esternazioni, soprattutto quelle (assai frequenti) di carattere politico, di Papa Francesco a pena di “epurazione” o “dimissione", che dir si voglia, la trovo una cosa assai disdicevole, indice di un deprecabile ed intransigente autoritarismo.

Re: Lettera ai Gran Priorati inglesi SMOM

MessaggioInviato: mercoledì 19 giugno 2019, 19:30
da T.G.Cravarezza
Ritengo che già solo come battezzati cattolici saremmo tenuti a porre maggiore attenzione a quanto ci indicano i nostri Pastori, Vescovi e Papa, cercando anche di approfondire il loro messaggio quando magari ci pare dubbio, anzichè partire lancia in resta come troppo spesso vedo fare a troppi cattolici (quante volte ho letto interventi sui social network o sui giornali di persone che commentavano pezzi di interventi del Papa o dei vescovi senza averli letti adeguatamente, senza averli approfonditi, senza averli collegati adeguatamente al Magistero, ma soffermandosi solo su singole esternazioni riproposte in modo dubbio dai giornali: non è così che si dovrebbe comportare un cattolico o almeno non è così che mi comporto io: nel dubbio penso di non aver compreso bene io il messaggio prima di permettermi di criticare duramente i miei Pastori).

Ancora di più tale atteggiamento di umiltà intellettuale dovrebbe essere richiesto a chi si è impegnato all'interno di un ordine religioso come lo SMOM, anche senza emettere voti: prima di esternare pubblicamente la propria contrarietà al Papa e ai propri Pastori, facendo presumere loro errori dottrinali...

Per carità, è vero che la Fede cieca è richiesta solo per i dogmi (che comunque in parte si possono raggiungere anche con la ragione), ma comunque anche il Magistero ordinario dei nostri Pastori deve ricevere la giusta dose di umiltà intellettuale e di quella deferenza che è dovuta. E certamente la critica pubblica, spesso abbastanza anche pesante, non ritengo sia consono ad un cattolico in generale e ancor meno ad un membro di un ordine religioso, soprattutto se quella critica non giova alla Chiesa, ma anzi aumenta i dissidi e le liti interne ed esterne.

Riguardo le epurazioni, ho fiducia nel Gran Magistero e nei giudizi previsti. Se ci sono abusi, ci sono le modalità per ricorrere. Ad ogni modo non mi pare che ci siano state chissà quali epurazioni negli ultimi due anni, quindi...

Re: Lettera ai Gran Priorati inglesi SMOM

MessaggioInviato: mercoledì 19 giugno 2019, 23:20
da nicolad72
T.G.Cravarezza ha scritto:'uso strumentale che alcune delegazioni e/o Associazioni Nazionali e/o Priorati potessero fare della Messa tridentina

Ho la fortuna e l'onore di frequentare il SMOM da oltre 30 anni, ma di messe nella forma extra-ordinaria del Rito Romano (usiamo i termini più appropriati invece di parlare a vulgo), non solo non ne ho vista mai una, ma neppure ne ho sentito parlare... forse perché i Cavalieri e le Dame dell'Ordine sono più interessati a far altro (adempiere al carisma proprio dell'ordine).
Non ho mai avuto la percezione che il SMOM o alcune sue Delegazioni, Associazioni o quant'altro volessero approcciarsi all'altra forma del Rito Romano, tanto da meritate tutta questa attenzione.

Mi vien da porre una domanda, ora anche a Milano dovranno celebrare le S. Messe con il rito ordinario romano abbandonando la millenaria tradizione di quello ambrosiano? Perché interpretando letteralmente le magistrali disposizioni, questo emerge!

Re: Lettera ai Gran Priorati inglesi SMOM

MessaggioInviato: giovedì 20 giugno 2019, 7:08
da Cav.OSSML
T.G.Cravarezza ha scritto:Ancora di più tale atteggiamento di umiltà intellettuale dovrebbe essere richiesto a chi si è impegnato all'interno di un ordine religioso come lo SMOM, anche senza emettere voti: prima di esternare pubblicamente la propria contrarietà al Papa e ai propri Pastori, facendo presumere loro errori dottrinali...

Una caratteristica dei nostri tempi moderni è che l’”umiltà intellettuale” e/o l’”onestà intellettuale” è riconosciuta soltanto a coloro i quali si allineano al pensiero unico dominante ed accettano la massificazione ed il livellamento verso il basso.

Re: Lettera ai Gran Priorati inglesi SMOM

MessaggioInviato: giovedì 20 giugno 2019, 14:12
da Cronista di Livonia
Personalmente non ritengo che il Gran Maestro non possa indicare all'Ordine quale messa celebrare e non giudico più di tanto la lettera in questione, me ne dispiaccio e basta. Nella medesima misura di cui mi sono dispiaciuto dei recenti eventi al vertice dell'Ordine e dell'intervento della Santa Sede. Ma pazienza, non faccio parte dell'Ordine, in me si appanna solo l'entusiasmo di una volta poco altro e forse è meglio così.

Vorrei però, da buon tradizionalista ultra-reazionario, spezzare una lancia a favore della tradizione.
Si è parlato molto della tradizione come orpello o carica di orpelli che il nuovo avrebbe spazzato via, ma l'orpello non è proprio della tradizione. Da una definizione della parola orpello leggiamo "Qualsiasi mezzo atto a esaltare un'apparenza in contrasto con la verità: la sua modestia è solo o.; al pl., fronzoli.".
Può essere quindi orpello anche un crocifisso in ferro e ottone, oppure un saio di semplice lana grezza e piedi calzati da sandali o ancora chitarre e jeans, specie quando poi il tutto non è altro che una mascherata ipocrita.
La forma può essere sostanza anche quando non veste jeans e chitarre, anzi probabilmente molto più spesso quando non veste jeans e chitarre.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia