Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

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Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 26 dicembre 2018, 15:12

Durante la battaglia di Lepanto del 1571 fu deplorevole il comportamento di Andrea Doria.
Questi che doveva mantenere il fianco destro, a un certo punto fece allargare troppo le sue navi e il comandante musulmano Occhialì si incuneò tra le navi cristiani, assalendo la Capitana dei Cavalieri di Malta, al cui comando era Pietro Giustiniani, priore dell'Ordine.
Giustiniani, assieme ad altri trenta Cavalieri, difese strenuamente la nave, ma alla fine i corsari di Uluç Alì Pascià ebbero la meglio, dato che la Capitana dei cavalieri combatteva da sola, circondata da sette galere nemiche.
Nello scontro sul ponte della Capitana di Malta morirono quasi tutti i trenta cavalieri che erano a bordo, mentre tra gli ottomani i caduti furono circa trecento.
Uluç Alì Pascià fece prigioniero Giustiniani e prese al traino la Capitana nel tentativo di portarla come trofeo a Costantinopoli.
L'intervento tempestivo di Álvaro de Bazán, comandante della retroguardia della lega santa, salvò la Capitana e la vita a Pietro Giustiniani.
Uluč Alì scappò lasciando il traino della nave e accontentandosi di riportare a Costantinopoli il solo vessillo dei Cavalieri di Malta che il gran visir Sokollu Mehmed Pascià fece in seguito esporre a Costantinopoli.

Qualcuno di voi sa dove si trovi oggi il vessillo dei Cavalieri?
E' ancora esposto da qualche parte?
Qualcuno lo ha visto a Istanbul?
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 26 dicembre 2018, 16:15

Alessio, se il principe Andrea Doria, mio concittadino, fosse stato vivo durante la battaglia di Lepanto avrebbe avuto 105 anni.
Purtroppo per lui non potè parteciparvi essendo morto nel 1560.
Forse ti riferivi a Gianandrea Doria suo nipote...
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 26 dicembre 2018, 16:43

Non dimentichiamo che "Occhialì" ed Oluç Ali sono la stessa persona...
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 26 dicembre 2018, 17:09

nicolad72 ha scritto:Alessio, se il principe Andrea Doria, mio concittadino, fosse stato vivo durante la battaglia di Lepanto avrebbe avuto 105 anni.
Purtroppo per lui non potè parteciparvi essendo morto nel 1560.
Forse ti riferivi a Gianandrea Doria suo nipote...


Si, Giovanni Andrea. Per l'esattezza pronipote del grande Andrea Doria.
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 26 dicembre 2018, 17:16

Elmar Lang ha scritto:Non dimentichiamo che "Occhialì" ed Oluç Ali sono la stessa persona...


Il suo nome di battesimo era Giovanni Dionigi Galeni ed era nato in Calabria, dove poi tornò spesso per incursioni. Nei documenti cinquecenteschi che ho consultato, è chiamato Luccialì o Uccialì.
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 26 dicembre 2018, 17:22

Per un'italianizzazione della corretta pronuncia turca del suo nome.

Infatti, nel prezioso dipinto conservato nel duomo di Montagnana, ove si vede una linea di navi turche che si disimpegnano, appare l'iscrizione "OCHIALI CHE FVGE", perché il pittore Veneto, ha voluto a sua volta italianizzare "Ociali", parola peraltro tipicamente dialettale veneta.

Tornando allo stendardo, forse dovremmo dire "catturato", invece di "rubato"...
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 26 dicembre 2018, 19:23

Sui termini possiamo discutere molto senza trovare accordo.
Potremmo dire anche "presa", "conquistata", "fatta propria" e il senso non cambierebbe, perché probabilmente ancora è in loro possesso.
Certamente non fu presa con onore, perché uno scontro navale 7 contro 1 potremmo definirlo furbo o astuto, ma non onorevole.
Nonostante questo, però, non riuscirono lo stesso a prendere la nave sia per l'epica resistenza dei 30 cavalieri che, da soli, decimarono gli equipaggi delle sette navi, sia per l'intervento della Guzmana del capitano Ojeda.

Occhialì appena vide altre navi che sopraggiungevano fuggì.
Lo stendardo dunque fu preso mentre scappavano .. appunto come ladri.. ;)
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 26 dicembre 2018, 19:50

Vi segnalo questo passo da M.M. Marrocco Trischitta, La Croce Ottagona, pp.181-182:

Nonostante la disparità di forze la squadra di Ucciali viene eroicamente affrontata dalla Galera Fiorenza, armata dall'ordine di Santo Stefano, e da Santa Maria della Vittoria, capitana giovannita. L'equipaggio della nave toscana viene sterminato ad eccezione del comandante Tommaso de Medici e di altri quindici uomini, mentre a bordo del legno di Malta i cavalieri lottano furiosamente cadendo uno dopo l'altro.L'aragonese fra' Martino de Ferrera difende strenuamente lo Stendardo dell'Ordine ricevendo un terribile fendente alla spalla sinistra che gli recide il braccio di netto e poi un secondo terribile colpo al volto che lo sfigura. Viene quindi trasportato a poppa insieme agli altri Ospedalieri gravemente feriti, tra cui il generale Giustiniani e il capitano della nave Rinaldo Naro. Impossessatisi della galera, i turchi cercano di entrare sottocoperta, ma lo schiavo turco del Giustiniani, mettendo a repentaglio la propria vita, crea una manovra diversiva che salva la vita ai Giovanniti.
Nel frattempo il sacrificio della Fiorenza e della Santa Maria della Vittoria consente alla riserva del Bazan di sopraggiungere e contrattaccare, e quando anche il Doria riesce finalmente a gettare nella mischia le proprie navi, Uccialì è costretto a battere in ritirata. Anche le due galere giovannite partecipano allo scontro e si lanciano all'inseguimento del nemico in rotta riuscendo a liberare la galera capitana e recuperare la galera San Giovanni, caduta in mano turca nella battaglia di Montechiaro.
Quando gli Ospitalieri salgono a bordo della Santa Maria della Vittoria appena liberata, vi trovano i cadaveri di trecento giannizzeri e i corpi di quaranta cavalieri, tra cui quello del Gran Balì Gioacchino Spar. Solo tre giovanniti giacciono privi di sensi, ma ancora in vita: tra di essi il generale Giustiniani, trafitto da cinque frecce, e incredibilmente fra Martino de Ferrera, nonostante le terribili ferite subite. Fra' Pietro Giustiniani concede la libertà al servo che gli aveva salvato la vita e gli dona il denaro necessario per tornarsene in patria. Ma il fedele servitore si rifiuta di abbandonare il suo signore e gli rimarrà accanto fino alla morte. Fra' Martino de Ferrera, invece, sarà decorato della Gran Croce e, tornato in Spagna riceverà la castellania di Amposta.
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 26 dicembre 2018, 22:49

Vorrei chiarire oltre ogni dubbio, che il mio pensiero circa la vittoria di Lepanto, è quello di una determinante vittoria della Cristianità, contro l'imperialismo oscurantista. maomettano.

Poi, in una battaglia, tutto può avvenire, come circondare un'unità nemica e sottrarne il vessillo.
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 26 dicembre 2018, 23:50

Bartolomeo dal Pozzo nella Historia della Sacra religione militare di S. Giovanni sostiene che non fu preso il vero stendardo ma "una di quelle bandiere ch' in occasione di allegrezza si pongono alle balestriere" (pp.27-28)
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 27 dicembre 2018, 11:58

A gloria del naviglio Cristiano a Lepanto, devo dire che a Venezia son conservate bandiere di unità turche, anche presso i discendenti di valorosi combattenti che parteciparono a quella memoranda giornata.

Almeno per ora, non sembra che il presidente turco Erdoğan ne abbia ancora chiesto la restituzione.

Un caro amico veneziano, conserva gelosamente un antico kiliç (una sciabola curva) turco, sul cui fodero è applicata un'antichissima etichetta manoscritta, quasi del tutto ancora leggibile, che recita (trascrivo da un mio vecchio appunto) "Sabla cavatta d'un bassà turchesco fato morto de mia man (...) dì gloriosisimo (...)". Per tradizione famigliare, sarebbe stata presa a Lepanto, ma a mio parere, stilisticamente, l'arma potrebbe essere d'epoca seppur di poco successiva).

Tornando in argomento, può darsi che il nostro vessillo sia ancora conservato in uno dei musei militari della Repubblica Turca.
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Cav.OSSML » giovedì 27 dicembre 2018, 15:23

L’insegna a pali rossi e gialli issata sulla nave ammiraglia a Lepanto è conservata nella chiesa di san Domenico a Cagliari – prova tangibile del ruolo fondamentale dei 400 archibugieri sardi del Tercio de Cerdeña.
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Cav.OSSML » giovedì 27 dicembre 2018, 15:54

Alla battaglia di Lepanto oltre all’Ordine di Malta partecipò tra gli altri anche l’Ordine Mauriziano con le galee del Ducato di Savoia “Piemontese” (comandata dal Cav. Ottaviano Moretti), “Margherita” (comandata dal Cav. Giovanni Battaglino) e la “Capitana” (detta anche “La Duchessa”, comandata dal Cav. Domenico Costantino).
Comandante della flotta Mauriziana fu il Grande Ammiraglio dell’Ordine Conte Andrea Provana di Leinì, il quale si congiunse a Nizza con la flotta di Don Giovanni D’Austria.
Sulla nave del Conte Andrea Provana di Leinì, la “Capitana”, presero posto anche il Duca di Urbino e molti altri nobili.
Per espresso ordine del Duca di Savoia l’Ammiraglio della flotta mauriziana si mantenne nella più vicina posizione possibile al Comandante Supremo per cedere il passo solamente all’Ammiraglio Pontificio P.pe Marcantonio Colonna ed a quello Veneziano, Sebastiano Venier.
Con la sua galea il Conte Andrea Provana di Leinì, navigava alla destra della galea del Colonna che, a sua volta, si mantenne alla destra di Don Giovanni D’Austria; durante la navigazione Pietro Giustiniani, comandante della squadra dei Cavalieri di Malta, tentò di infilarsi pericolosamente con la sua nave tra quella del Provana e quella di Marcantonio Colonna ma il Conte di Leiny con una pronta manovra sventò il tentativo di scavalcamento nella gerarchia.
Ne nascerà una controversia di carattere diplomatico che pregiudicherà per secoli i rapporti tra i due Ordini Cavallereschi.
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda pierpu » venerdì 28 dicembre 2018, 14:27

Cav.OSSML ha scritto:Alla battaglia di Lepanto oltre all’Ordine di Malta partecipò tra gli altri anche l’Ordine Mauriziano con le galee del Ducato di Savoia “Piemontese” (comandata dal Cav. Ottaviano Moretti), “Margherita” (comandata dal Cav. Giovanni Battaglino) e la “Capitana” (detta anche “La Duchessa”, comandata dal Cav. Domenico Costantino).
Comandante della flotta Mauriziana fu il Grande Ammiraglio dell’Ordine Conte Andrea Provana di Leinì, il quale si congiunse a Nizza con la flotta di Don Giovanni D’Austria.
Sulla nave del Conte Andrea Provana di Leinì, la “Capitana”, presero posto anche il Duca di Urbino e molti altri nobili.
Per espresso ordine del Duca di Savoia l’Ammiraglio della flotta mauriziana si mantenne nella più vicina posizione possibile al Comandante Supremo per cedere il passo solamente all’Ammiraglio Pontificio P.pe Marcantonio Colonna ed a quello Veneziano, Sebastiano Venier.
Con la sua galea il Conte Andrea Provana di Leinì, navigava alla destra della galea del Colonna che, a sua volta, si mantenne alla destra di Don Giovanni D’Austria; durante la navigazione Pietro Giustiniani, comandante della squadra dei Cavalieri di Malta, tentò di infilarsi pericolosamente con la sua nave tra quella del Provana e quella di Marcantonio Colonna ma il Conte di Leiny con una pronta manovra sventò il tentativo di scavalcamento nella gerarchia.
Ne nascerà una controversia di carattere diplomatico che pregiudicherà per secoli i rapporti tra i due Ordini Cavallereschi.

Grazie per il memento delle nobili gesta Mauriziane.
"Non è nei titoli di onorificenza che alberga sapienza, scienza e valenza; spesso in quella danza che prima del nome avanza, si cela la più cieca ignoranza".
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Re: Lo stendardo rubato ai Cavalieri di Malta a Lepanto

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 28 dicembre 2018, 19:40

ANSA: "il Segretario di Stato Vaticano Card. Parolin, in una nota inviata al ministro degli esteri turco, sottolinea come, al fine di proseguire costruttivamente i colloqui turco-vaticani, sia primariamente necessaria la restituzione del vessillo cristiano, ingannevolmente sottratto durante lo scontro di Lepanto. Il portavoce del ministro degli esteri turco, Emir Tugrülüglu, ha espresso grande sorpresa e rammarico, ricordando i 136 vessilli turchi catturati dalla Lega Cristiana. Rammenta inoltre il gesto di buona volontà nell'aver immediatamente restituito ai veneziani la pelle di Marcantonio Bragadin, pure accuratamente conciata. Ricorda anche che il Pascià Oluç Ali era italiano, quindi esorta il Vaticano a rivolgersi al governo della Repubblica Italiana.".


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