Il voto cavalleresco di castità coniugale

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Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 13 novembre 2018, 11:38

Leggo nel sito SMOC di Roma una cosa che ho sentito più volte raccontare ma non ho mai trovato nei libri antichi e in altre fonti https://smocroma.jimdo.com/

I Cavalieri Costantiniani ebbero la facoltà di pronunciare la propria professione nell'Ordine, emettendo dei voti approvati dalla Chiesa quali quello di obbedienza, di castità coniugale, di umiltà, di carità, di difesa delle vedove, dei pupilli, dei poveri.


Corrisponde al vero? Chi e quando diede questa facoltà?

Alcuni amici di entrambi i rami napoletani, da molto tempo, mi dicono che si starebbe pensando di reintrodurre la possibilità di emettere questi particolari voti nel SMOC, imitando quanto fatto dall'Ordine di Santo Stefano nel 2001 (ma qui sono solo promesse).
Tuttavia non credo che l'autorità preposta possa dare il suo placet all'emissione di veri e propri voti..
Che ne pensate?
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda cassinelli » martedì 13 novembre 2018, 16:33

Certo: negli Statuti del 1920 la possibilità di emettere professione in seno all'ordine Costantiniano era ancora contemplata.
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda nicolad72 » martedì 13 novembre 2018, 17:12

La questione circa la postestà del Gran Maestro di modificare gli statui è complessa, e potrebbe essere oggetto di studi - seri - per poter integrare il 2° Principio ICOC dove si accenna - in materia lata - alla questione del mantenimento dello status quo.
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda cassinelli » martedì 13 novembre 2018, 17:39

Ecco le immagini dell'articolo in questione:

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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda Elmar Lang » martedì 13 novembre 2018, 19:36

Quale potrebbe essere la sottile distinzione tra "promessa" e "voto"?

Forse, con la prima, potrebbe esser compiuta, indi perdonata qualche... infrazione?
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 13 novembre 2018, 21:21

Elmar Lang ha scritto:Quale potrebbe essere la sottile distinzione tra "promessa" e "voto"?

Forse, con la prima, potrebbe esser compiuta, indi perdonata qualche... infrazione?


http://www.vatican.va/archive/cod-iuris ... 98_it.html

Can. 1191 - §1. Il voto, ossia la promessa deliberata e libera di un bene possibile e migliore fatta a Dio, deve essere adempiuto per la virtù della religione.

§2. Sono capaci di emettere il voto tutti coloro che hanno un conveniente uso di ragione, a meno che non ne abbiano la proibizione dal diritto.

§3. Il voto emesso per timore grave e ingiusto o per dolo, è nullo per il diritto stesso.

Can. 1192 - §1. Il voto è pubblico, se viene accettato dal legittimo Superiore in nome della Chiesa; diversamente è privato.

§2. È solenne, se è riconosciuto come tale dalla Chiesa; diversamente è semplice.

§3. È personale, se l'oggetto della promessa è un'azione di chi emette il voto; reale, se l'oggetto della promessa è una cosa; misto, se partecipa della natura del voto personale e reale.

Can. 1193 - Per sé il voto non obbliga se non chi lo emette.


La promessa non è obbligante come il voto poiché è un semplice proposito presente di fare o di non fare delle determinate cose in futuro.
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 13 novembre 2018, 21:26

cassinelli ha scritto:Ecco le immagini dell'articolo in questione:


Grazie molto interessante
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 16 novembre 2018, 18:57

Grazie per il chiarimento, scusandomi per il ritardo nel rispondere.
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 29 novembre 2018, 23:16

Elmar Lang ha scritto:Quale potrebbe essere la sottile distinzione tra "promessa" e "voto"?
Forse, con la prima, potrebbe esser compiuta, indi perdonata qualche... infrazione?

Mi permetto di dire una parola spero ulteriormente chiarificatrice.
Il voto è una promessa fatta a Dio, in quanto è un atto di latria, e quindi trova nella virtù della religione la sua motivazione e la fonte dell'obbligatorietà.
La semplice promessa non è fatta direttamente a Dio ma a una persona (vescovo, superiore) o a un'istituzione (istituto, Chiesa); non è atto di latria, la sua obbligatorietà non è in virtù di religione, tuttavia una obbligatorietà sussiste in quanto è fatta a causa di Dio ("propter Deum"), che la ispira.
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 30 novembre 2018, 7:34

Grazie davvero, ora la cosa è perfettamente chiara.
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 2 dicembre 2018, 18:38

Gli ultimi cavalieri professi sono accettati a metà degli anni Cinquanta ( potrei controllare ) interrotti a causa di mancanza di vocazioni, riguardo alla forma del voto esso comprende la fedeltà coniugale e la rinuncia di sposarsi nel caso di vedovanza .
Per evitare sorrisetti fuori luogo ;) ricordo che il voto di fedeltà è cosa diversa dalla promessa di fedeltà richiesta nel sacramento matrimoniale
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 2 dicembre 2018, 19:55

Esattamente, non è la semplice fedeltà coniugale, ma «castità coniugale», ossia la libera scelta di una coppia di sposi che, dopo aver soddisfatto le esigenze di procreazione responsabile, decide di astenersi per sempre dai rapporti sessuali.

Il CCC sostiene la possibilità della castità coniugale http://www.vatican.va/archive/catechism ... 2a6_it.htm
2365 La fedeltà esprime la costanza nel mantenere la parola data. Dio è fedele. Il sacramento del Matrimonio fa entrare l'uomo e la donna nella fedeltà di Cristo alla sua Chiesa. Mediante la castità coniugale, essi rendono testimonianza a questo mistero di fronte al mondo.
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Re: Il voto cavalleresco di castità coniugale

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 3 dicembre 2018, 16:55

Alessio Bruno Bedini ha scritto: ...non è la semplice fedeltà coniugale, ma «castità coniugale», ossia la libera scelta di una coppia di sposi che, dopo aver soddisfatto le esigenze di procreazione responsabile, decide di astenersi per sempre dai rapporti sessuali ...


Sono previsti diversi gradi castità coniugale , quella da me prima riportata

fedeltà coniugale e rinuncia di sposarsi nel caso di vedovanza .

decisamente più ... "morbida" e quella da riportata
Poiché le promesse coniugali sono anteposte ai voti espressi da uno sposo , va da sé che dovrebbe esserci completo assenso da parte dell' altro sposo , comunque ...
Rammenti la parte finale del capolavoro manzoniano , relativo all' annullamento del voto pronunciato da Lucia ?
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