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Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 25 giugno 2018, 18:51

Cav.OSSML ha scritto:Da giurista mi permetto di dire che non saper distinguere l’OMRI dall’OSSML è come prendere lucciole per lanterne.


Carissimo, ma io li distinguo benissimo.
Ti ho solo mostrato che l'OSSML era diventato un ordine la cui funzione era quella di compensare il merito, di "rimunerare i lunghi e segnalati servizi e le benemerenze acquistate da funzionari dello Stato nelle
carriere civili e militari, o da privati nelle industrie, nelle arti, nei commerci, nelle opere di beneficenza" ecc.
Per tale motivo con la la legge 178/51 lo Stato Italiano lo ha avocato a se, determinandone la cessazione delle onorificenze, e ha contemporaneamente istituito un altro ordine (OMRI) che aveva le stesse funzioni.
Non la vuoi chiamare sostituzione?
Bene, ma la sostanza è quella.
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Re: OSSML newbie

Messaggioda Cav.OSSML » lunedì 25 giugno 2018, 18:56

Mi sembra che l’intervento di Nicola sul punto sia stato molto chiaro.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
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Re: OSSML newbie

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 25 giugno 2018, 18:58

Ma nessuno ha risposto ancora ai miei interrogativi.
Nessuno che vuole confrontarsi più approfonditamente?
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 25 giugno 2018, 19:10

4 agosto 2008, 21:04 viewtopic.php?f=2&t=7413

pierfe ha scritto:
Qohelet ha scritto:Chiedo scusa se interloquisco. Lo faccio da insegnate di storia e da ex giurista, non certo da esperto di ordini cavallereschi.

Come ebbi già modo di far rilevare, l' Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (OSML) venne "fondato", pur recuperando un ordine più antico, da Amedeo VIII, primo duca di Savoia. L' erezione della contea in ducato è un atto di Sigismondo, imperatore del Sacro Romano Impero. Contestualmente lo stesso imperatore, con specifica bolla, recepì anche l' OSML legandone il gran magistero al titolo di duca di Savoia.
Ora, per quanti dubbi si possano o vogliano avanzare o sollevare circa le presunte volontà di Sua Maestà Umebrto II o sulle delibere della Consulta dei Senatori dei Regno, appare incontrovertibile che la bolla di erezione del ducato lega il titolo di duca al maschio primogenito, ovvero al maschio collaterale più prossimo per linea di sangue. Nessun richiamo a matrimoni ineguali o morganatici, il cui concetto nella nobiltà di sangue maschile della Germania del XV secolo sarebbe apparso ridicolo. Ora, dato che

1- il titolo di duca di Savoia va al maschio primogenito seguendo la linea di sangue più diretta tra i discendenti di Amedeo VIII, senza alcun altro rilievo a matrimoni o a riconoscimenti

2- il granmagistero NON SPETTA AL CAPO DELLA CASA MA AL DUCA DI SAVOIA, perchè così è chiaramente indicato negli statuti di fondazione (mai modificati), nella bolla di Sigismondo (non più modificabile dopo il 1806 perchè non esiste più il Sacro Romano Impero), nella bolla di papa Gregorio XIII (che nesuno si sognerebbe allo stato dei fatti di modificare. Santa Romana Chiesa ha altro da fare....).

Mi pare che la situazione, almeno per quel che attiene al granmagistero dell' OSML è storicamente e giuridicamente chiarissima, almeno per chi abbia voglia di impolverarsi con le sudate carte. Sul capo della Casa, non ho preparazione o strumenti per dare alcun utile contributo. Con molto rispetto

Andrea


Le "autorità" e "istituzioni" di cui parla sono estinte da tempo, e su questo non c'è dubbio.
L'ordine venne dato dal re Vittorio Emanuele II al regno d'Italia perchè avesse uno strumento di premio per i propri sudditi e per gli scambi diplomatici (in modo esclusivo sino al 1868 quando venne fondato l'ordine della corona d'Italia), ritornare a parlare su come prima era l'ordine (un ordine cavalleresco nobiliare) è solo fare bizantinismi che non portano a nulla.
Credo che è molto più facile trattare l'argomento con il postulato di ordine del regno d'Italia (che poi lo era sino al 1946), lo stesso Umberto II lo trattò in quel modo (ordine di merito da concedersi ai meritevoli).
Se vogliamo essere prammatici è finito con il regno d'Italia, se vogliamo "sognare" lo consideriamo dinastico e con tutto quello che consegue.
L'ICOC che rappresento lo considera dinastico e con gran maestro S.A.R. il Principe Reale Vittorio Emanuele, Principe di Napoli; a titolo personale Pier Felice degli Uberti lo considera in modo diverso... ma il mio è un parere privato che ha il valore che si vuole attribuire...
Pier Felice degli Uberti


L'idea che mi sono fatto anche io, per quanto questa possa valere, è che l'Ordine Cavalleresco è finito con il Regno d'Italia.
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Messaggioda nicolad72 » lunedì 25 giugno 2018, 19:34

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ci sono questioni che non vedo?


Alessio, la Repubblica Italiana può abrogare una legge della Repubblica Francese? (la domanda è retorica e ovviamente la risposta è no!)
Allo stesso modo non può avocare a sè (e la 178/1951 non avoca il Mauriziano alla Repubblica, altrimenti l'ICOC non potrebbe riconoscere il mauriziano come Ordine dinastico) un ordine che è patrimonio giuridico di un'altra entità sovrana (come sono in materia le famiglie sovrane anche se non più sul trono).
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Messaggioda nicolad72 » lunedì 25 giugno 2018, 19:37

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ti ho solo mostrato che l'OSSML era diventato un ordine la cui funzione era quella di compensare il merito, di "rimunerare i lunghi e segnalati servizi e le benemerenze acquistate da funzionari dello Stato nelle carriere civili e militari, o da privati nelle industrie, nelle arti, nei commerci, nelle opere di beneficenza"

Domanda: un ordine dinastico non può ricompensare questo tipo di merito?
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Per tale motivo con la la legge 178/51 lo Stato Italiano lo ha avocato a se

La 178/1951 non ha avocato a sé il Mauriziano, non potendo farlo e anche se lo avesse fatto sarebbe un atto ultra vires... quindi con solo forza politica ma non legislativa, alla stregua dell'abrogazione dell'Annunziata.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Bene, ma la sostanza è quella.

Ne consegue che è abbastanza evidente coma la sostanza sia ben altro, ma non quello da te sostenuto... che mi par davvero originale e giuridicamente infondato.
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 25 giugno 2018, 19:40

nicolad72 ha scritto:Alessio, la Repubblica Italiana può abrogare una legge della Repubblica Francese? (la domanda è retorica e ovviamente la risposta è no!)
Allo stesso modo non può avocare a sè (e la 178/1951 non avoca il Mauriziano alla Repubblica, altrimenti l'ICOC non potrebbe riconoscere il mauriziano come Ordine dinastico) un ordine che è patrimonio giuridico di un'altra entità sovrana (come sono in materia le famiglie sovrane anche se non più sul trono).


Ma è proprio questo il punto!
L'OSSML non era più dinastico ma nel patrimonio dello Stato.
Perchè altrimenti la riforma degli statuti del 1907 è stata controfirmata dal presidente del Consigli dei ministri e dal ministro di Grazia e Giustizia?
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 25 giugno 2018, 19:42

nicolad72 ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ti ho solo mostrato che l'OSSML era diventato un ordine la cui funzione era quella di compensare il merito, di "rimunerare i lunghi e segnalati servizi e le benemerenze acquistate da funzionari dello Stato nelle carriere civili e militari, o da privati nelle industrie, nelle arti, nei commerci, nelle opere di beneficenza"

Domanda: un ordine dinastico non può ricompensare questo tipo di merito?


Perchè allora solo funzionari dello stato italiano? Perché non i funzionari francesi o spagnoli meritevoli verso i Savoia?

nicolad72 ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Per tale motivo con la la legge 178/51 lo Stato Italiano lo ha avocato a se

La 178/1951 non ha avocato a sé il Mauriziano, non potendo farlo e anche se lo avesse fatto sarebbe un atto ultra vires... quindi con solo forza politica ma non legislativa, alla stregua dell'abrogazione dell'Annunziata.


Se ne ha determinato la cessazione delle onorificenze è evidente che lo avesse avocato.
Come avrebbe potuto determinare la cessazione delle onorificenze senza averlo prima avocato?
Ultima modifica di Alessio Bruno Bedini il lunedì 25 giugno 2018, 19:43, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Aquila69 » lunedì 25 giugno 2018, 19:43

Vedo con piacere che questo thread sta diventando interessante-l ' inizio un po' meno. Comunque il problema del riconoscimento e' un po' inutile..
Penso - almeno spero- che chiunque accetti una onoreficenza di questo tipo lo fa non per avere ' patacche lucenti' ma per il valore storico e simbolico, per la storia di questi ordini.

Poi come ho detto il problema del riconoscimento mi sembra redundant; per esempio in Gran Bretagna dove vige ancora la monarchia nessun ordine e' riconosciuto dalla Regina; diro' di piu' anche i titoli nobiliari stranieri non sono riconosciuti. La Regina deve riconoscerli e la persona riconosciuta nobile viene scritta in un registro che se non sbaglio sia fermo al 1932.
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Messaggioda nicolad72 » lunedì 25 giugno 2018, 23:28

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Perchè allora solo funzionari dello stato italiano? Perché non i funzionari francesi o spagnoli meritevoli verso i Savoia?


Infatti è stato conferito anche a personaggi stranieri... e tutti i cavalieri dell'annunziata erano (e sono ) di diritto anche cavalieri di gran cordone dei Santi Maurizio e Lazzaro.... Alessio... scusa ma davvero non riesco a comprendere certe tue prese di posizione - radicalmente contrarie ai principi ICOC - prive di storicità e aderenza al dato normativo!

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Se ne ha determinato la cessazione delle onorificenze è evidente che lo avesse avocato.
Come avrebbe potuto determinare la cessazione delle onorificenze senza averlo prima avocato?


L'Italia vieta la vendita di sostanze stupefacenti (salvo le prescrizioni mediche di farmaci testati dagli organi competenti), ciò in base al tuo ragionamento vorrebbe dire che può vietare tale vendita perché è proprietaria delle piantagioni e delle raffinerie che producono tali sostanze.
Ti rendi conto dell'assurdità del tuo ragionamento?

Sta di fatto che nonostante il divieto di conferimento i Savoia - Umberto II in primis - non ha cessato il conferimento dei gradi di tale ordine perché tale disposizione è priva di efficacia stante il suo effetto ultra vires e non mi sembra che pendano procedimenti penali nei confronti degli eredi di casa Savoia per il conferimento di tali segni d'onore.
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Messaggioda nicolad72 » lunedì 25 giugno 2018, 23:31

Aquila69 ha scritto:Vedo con piacere che questo thread sta diventando interessante-l ' inizio un po' meno. Comunque il problema del riconoscimento e' un po' inutile..
Penso - almeno spero- che chiunque accetti una onoreficenza di questo tipo lo fa non per avere ' patacche lucenti' ma per il valore storico e simbolico, per la storia di questi ordini.

Poi come ho detto il problema del riconoscimento mi sembra redundant; per esempio in Gran Bretagna dove vige ancora la monarchia nessun ordine e' riconosciuto dalla Regina; diro' di piu' anche i titoli nobiliari stranieri non sono riconosciuti. La Regina deve riconoscerli e la persona riconosciuta nobile viene scritta in un registro che se non sbaglio sia fermo al 1932.


In Italia invece gli Ordini Cavallereschi vengono riconosciuti... e hanno una tutela giuridica... ogni Nazione è libera di fare quello che vuole.

Poi non è vero che in Inghilterra gli ordini cavallereschi non vengono riconosciuti... la stessa Regina è insignita ed ha accettato di essere onorata di molteplici Ordini Cavallereschi che non siano Britannici... ciò sconfessa in toto tale infondata e peregrina affermazione.

Il problema è proprio il riconoscimento che è cosa differente dall'autorizzazione al porto o all'uso di un insegna d'onore... ma da quello che legge mi accorgo che la differenza tra questi due concetti non è roba che in molti mastichino, nonostante si tratti di un concetto non particolarmente astruso.

Certi atteggiamenti alla "volemose bbene" o "l'importante è l'amore" sono passati di moda da una trentina d'anni... aggiorniamoci please!
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Messaggioda Aquila69 » martedì 26 giugno 2018, 0:01

nicolad72 ha scritto:
Aquila69 ha scritto:Vedo con piacere che questo thread sta diventando interessante-l ' inizio un po' meno. Comunque il problema del riconoscimento e' un po' inutile..
Penso - almeno spero- che chiunque accetti una onoreficenza di questo tipo lo fa non per avere ' patacche lucenti' ma per il valore storico e simbolico, per la storia di questi ordini.

Poi come ho detto il problema del riconoscimento mi sembra redundant; per esempio in Gran Bretagna dove vige ancora la monarchia nessun ordine e' riconosciuto dalla Regina; diro' di piu' anche i titoli nobiliari stranieri non sono riconosciuti. La Regina deve riconoscerli e la persona riconosciuta nobile viene scritta in un registro che se non sbaglio sia fermo al 1932.


In Italia invece gli Ordini Cavallereschi vengono riconosciuti... e hanno una tutela giuridica... ogni Nazione è libera di fare quello che vuole.

Poi non è vero che in Inghilterra gli ordini cavallereschi non vengono riconosciuti... la stessa Regina è insignita ed ha accettato di essere onorata di molteplici Ordini Cavallereschi che non siano Britannici... ciò sconfessa in toto tale infondata e peregrina affermazione.

Il problema è proprio il riconoscimento che è cosa differente dall'autorizzazione al porto o all'uso di un insegna d'onore... ma da quello che legge mi accorgo che la differenza tra questi due concetti non è roba che in molti mastichino, nonostante si tratti di un concetto non particolarmente astruso.

Certi atteggiamenti alla "volemose bbene" o "l'importante è l'amore" sono passati di moda da una trentina d'anni... aggiorniamoci please!


Caro Nicola
mi creda non sono riconosciuti in Inghilterra che la Regina sia insignita di qualche cavalierato non e' una indicazione che sono riconosciuti. In Inghilterra solo i titoli onorifici granted dalla Regina sono riconosciuti. Eho il sospetto che questo accada anche in altre monarchie per esempio quelle nordiche..

Di nuovo io penso che il valore di queste onorifecenze e' quello storico/religioso/simbolico almeno cosi' io li concepisco...

Devo dire ho creato un mostro di thread una specie di valanga non credevo attirasse cosi tanti post... Vi avverto la prossima settimana ce ne sara' un altro su un altro topic..e da tempo che volevo chiedere un opinione su questo topic...

Buona notte dalla ' perfida Albione'

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Messaggioda Carvilius » martedì 26 giugno 2018, 7:17

Aquila69 ha scritto:Caro Nicola
mi creda non sono riconosciuti in Inghilterra che la Regina sia insignita di qualche cavalierato non e' una indicazione che sono riconosciuti. In Inghilterra solo i titoli onorifici granted dalla Regina sono riconosciuti. Eho il sospetto che questo accada anche in altre monarchie per esempio quelle nordiche..

In realtà non è proprio così.
Nel Regno Unito il sovrano autorizza regolarmente, attraverso una lettera del proprio segretario, coloro i quali siano stati insigniti di onorificenze straniere. Naturalmente dopo attenta istruttoria, limitatamente a quegli ordini che provengano da un fons honorum statuale e, comunque, operando valutazioni discrezionali di opportunità politica (ad esempio, sono esclusi gli ordini della Santa Sede).
Il compianto professor Garvey, ad esempio, è stato regolarmente autorizzato dalla regina Elisabetta II ad accettare e fare uso del titolo onorifico di cavaliere dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana".
Come già ampiamente discusso in queste stanze, è noto come la regina non autorizzi l'uso di onorificenze riconducibili ad ordini dinastici di case già regnanti.
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 26 giugno 2018, 9:04

nicolad72 ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Perchè allora solo funzionari dello stato italiano? Perché non i funzionari francesi o spagnoli meritevoli verso i Savoia?


Infatti è stato conferito anche a personaggi stranieri... e tutti i cavalieri dell'annunziata erano (e sono ) di diritto anche cavalieri di gran cordone dei Santi Maurizio e Lazzaro.... Alessio... scusa ma davvero non riesco a comprendere certe tue prese di posizione - radicalmente contrarie ai principi ICOC - prive di storicità e aderenza al dato normativo!


Nicola ti ringrazio per la tua risposta.
Mi riferivo agli statuti del 1907, nei quali lo scopo dell'Ordine è premiare il merito dei cittadini italiani.
Che fossero poi stati insigniti anche cittadini stranieri non è una prova perché anche nell'OMRI lo sono .. eppure l'OMRI è senza dubbio una onorificenza di Stato!
Insomma, guardando anche ad altri articoli degli statuti del 1907, seppure l'OSSML sia nato come Ordine dinastico e religioso, le modifiche apportate nel 1851 e poi in seguito, ne hanno cambiato completamente la natura (su questo sei d'accordo anche tu) trasformandolo in ordine Statuale, " strumento di premio per i propri sudditi e per gli scambi diplomatici" (parole del nostro presidente IAGI)
D'altra parte nessuno ha risposto al mio interrogativo sulla firma di Giolitti e Orlando nella riforma degli Statuti del 1907.. che bisogno ce n'era se fosse stato un ordine dinastico?

Ignoro se questi interrogativi siano stati posti da altri ma ci tengo comunque a sottolineare che la mia posizione è di natura personale.
Sarei felice se qualcuno riuscisse a darmi delle risposte soddisfacenti... i criteri ICOC sul riconoscimento al congresso di Vienna non mi soddisfano perché, come detto, gli Statuti e la natura dell'Ordine furono in seguito stravolti.

nicolad72 ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Se ne ha determinato la cessazione delle onorificenze è evidente che lo avesse avocato.
Come avrebbe potuto determinare la cessazione delle onorificenze senza averlo prima avocato?


L'Italia vieta la vendita di sostanze stupefacenti (salvo le prescrizioni mediche di farmaci testati dagli organi competenti), ciò in base al tuo ragionamento vorrebbe dire che può vietare tale vendita perché è proprietaria delle piantagioni e delle raffinerie che producono tali sostanze.
Ti rendi conto dell'assurdità del tuo ragionamento?

Sta di fatto che nonostante il divieto di conferimento i Savoia - Umberto II in primis - non ha cessato il conferimento dei gradi di tale ordine perché tale disposizione è priva di efficacia stante il suo effetto ultra vires e non mi sembra che pendano procedimenti penali nei confronti degli eredi di casa Savoia per il conferimento di tali segni d'onore.


Ragioniamo sulle parole: lo Stato avrebbe semplicemente potuto "vietare il conferimento" invece ha proprio scritto nella 178/51 "L'Ordine della SS. Annunziata e le relative onorificenze sono soppressi" e poi "L'Ordine della Corona d'Italia è soppresso e cessa il conferimento delle onorificenze dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro".
Nella sostanza è la stessa cosa però c'è una differenza abissale: per scrivere una cosa del genere lo Stato ha senza dubbio avocato questi tre ordini.
Fu un atto ultra vires? No, se pensiamo che SS. Annunziata e OSSML erano diventati ordini statali.

Penso che il fulcro della discussione sia qui: che natura avevano nel 1945 SS. Annunziata e OSSML?
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Re: OSSML newbie

Messaggioda Cav.OSSML » martedì 26 giugno 2018, 9:42

La legge n. 178 del 1951 ha istituito un nuovo Ordine cavalleresco (denominato Ordine al Merito della Repubblica Italiana) di carattere generale, destinato, cioè, a ricompensare cittadini e stranieri che abbiano comunque acquisito titoli di benemerenza verso la Nazione.
Nella citata legge, nonchè nei lavori parlamentari, che hanno proceduto l'approvazione del relativo disegno di legge non vi è traccia alcuna circa la volontà di voler sostituire all’OSSML e/o all’Ordine della Corona d’Italia questo nuovo Ordine cavalleresco repubblicano.
Un problema che il disegno di legge ha dovuto ovviamente affrontare è quello della sorte degli Ordini preesistenti al mutamento delle forme istituzionali e delle onorificenze già conferite.
A ciò provvede l’articolo 9 della suddetta legge, il cui secondo comma stabilisce la cessazione del conferimento delle onorificenze cavalleresche dell’Ordine Mauriziano.
Per l’Ordine Mauriziano si parla di cessazione del conferimento delle onorificenze, anziché di soppressione, in quanto, secondo la disposizione XIV transitoria della Costituzione, esso continua a sussistere come persona giuridica pubblica, sebbene con più limitate finalità.
Infatti, nonostante l’opposizione del Vaticano attraverso l’allora Segretario di Stato S.E.R. Il Cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI che ravvisò la propria giurisdizione sull’Ordine Mauriziano, basata su carte diplomatiche che riconoscevano assoluta indipendenza all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro come Ordine Religioso e Militare, qualificandolo -la Santa sede- come Ente Ecclesiastico di Diritto Pubblico, la XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione Repubblicana al terzo comma lo faceva suo mantenendolo come Ente Ospedaliero e demandandone l’operatività ad una legge che venne promulgata 15 anni dopo.
Con la legge 1596 del 5 novembre 1962 infatti i cospicui beni dell’Ordine Mauriziano vennero eretti in Ente Ospedaliero, con compiti di istruzione, beneficenza e culto, posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e sotto la diretta vigilanza del Ministero dell’Interno.
Molto probabilmente, se non vi fosse stata la suddetta esigenza, anche l'Odine dei Santi Maurizio e Lazzaro avrebbe seguito le medesime sorti dell'Ordine della Santissima Annunziata, ovvero la soppressione.
Sinceramente non so se i padri costituenti ed il legislatore del '51 si siano, o si siano seriamente, posti il problema sulla qualificazione cavalleresca da dare all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ma sono convinto che i provvedimenti adottati dagli stessi sono da considerarsi giuridicamente ultra vires, secondo i noti principi dettati dall'ICOC per stabilire la validità degli Ordini di Cavalleria (- Gli Ordini dinastici o di famiglia appartenenti Jure sanguinis a una Casa Sovrana (cioè a quelle case regnanti o ex regnanti il cui rango sovrano venne riconosciuto internazionalmente all’epoca del congresso di Vienna o più tardi) conservano intatta la loro validità storica cavalleresca e nobiliare, indipendentemente da ogni rivolgimento politico. È da ritenersi pertanto giuridicamente ultra vires l’eventuale ingerenza dei nuovi Stati succeduti alle antiche Dinastie, sia sul piano legislativo che su quello amministrativo nei confronti degli Ordini dinastici. Che questi non siano riconosciuti ufficialmente dai nuovi governanti, non inficia la loro validità tradizionale e il loro status, ai fini araldici, cavallereschi e nobiliari -).
L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, data la sua natura dinastica, appartenente jure sanguinis ad una Casa Sovrana (riconosciuta internazionalmente come tale già col Trattato di Utrecht nel 1713, come pure all'epoca del Congresso di Vienna 1814-1815) conserva quindi intatta la sua validità indipendentemente da ogni rivolgimento politico.
Attualmente, non sono autorizzabili in Italia, per motivi di opportunità politica, le insegne degli Ordini di Casa Savoia, in armonia con quanto stabilito dalla legge 3 marzo 1951, n. 178, istitutiva dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Che un Ordine Dinastico compensi per dei meriti poi non mi sembra un elemento sufficiente a determinare inesorabilmente il necessario riposizionamento nella categoria degli ordini statuali di merito.
L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro poi non è stato in periodo regnicolo affatto conferito ai soli cittadini italiani, ma anche a stranieri (Tra gli insigniti dell'Ordine degni di rilievo si ricordano diversi monarchi come gli imperatori Francesco Giuseppe I d'Austria, Guglielmo II di Germania, Nicola II di Russia ed Haile Selassie d'Etiopia, oltre a sovrani come Giorgio V del Regno Unito, Mozaffar ad-Din Shah Qajar di Persia e Capi di Stato come alcuni Gran Maestri del Sovrano Militare Ordine di Malta o Sovrani stranieri come il maharaja Jagatjit Singh. Tra i militari si ricordano ad esempio i generali statunitensi John Pershing, George Marshall e Ulysses S. Grant III, il feldmaresciallo tedesco Walther von Brauchitsch, Heinrich Himmler, Hermann Goering, i generali François d'Astier de La Vigerie, Tasker H. Bliss, Mark W. Clark, Ira C. Eaker, Peyton C. March, ecc.. Altre personalità vennero insignite per meriti diversi, spazianti in differenti campi sociali come ad esemo le scienze (Charles Combes) e persino la filantropia (Thomas Hanbury e John Pierpont Morgan).
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