ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda contegufo » mercoledì 30 maggio 2018, 12:18

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Giusto per far capire che chi detiene maggiormente il debito pubblico italiano (stranieri + banche) si senta nel diritto a tutelare i propri interessi.
Se io ho una casa da affittare cercherò di aver le migliori garanzie affinché il conduttore sia solvibile, o no?
La verità è che siamo sotto condizione e d'altra parte chi è in debito e nelle mani dei creditori!

Saluti
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » mercoledì 30 maggio 2018, 21:28

Ma si ha contezza di cos'è e come si forma il debito pubblico? Ma si sa cosa è accaduto a quei governanti e quegli stati che sono voluti uscire da quest'esoso sistema? Ma ci si domanda perché l'incredibile sviluppo della Cina, con opere pubbliche che definire grandi è decisamente riduttivo, non abbia generato lo stesso problema? Rispondere a queste domande dà la soluzione del perché il nostro paese, come del resto tutti quelli legati allo stesso sistema finanziario, sia come un cane alla catena. Ciò non toglie che la cattiva gestione aggravi tale condizione, mentre la buona, pur con forti limiti alla sovranità, dia spazio a discreti risultati. La Germania insegna: è proprio in virtù di queste diligenti qualità nazionali che, pur entro i confini del demenziale sistema comunista, quell'infelice porzione del paese prevaleva su tutto il restante blocco orientale.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda contegufo » mercoledì 30 maggio 2018, 23:48

All'epoca del Ducato di Lucca (1815 - 1847) furono emesse obbligazioni per finanziare opere pubbliche per le quali non c'erano sufficienti risorse, quindi è una vecchia storia quella debito publico!
In una certa misura è fisiologico, oltre andrebbe spigato con la mala gestione del patrimonio dello Stato, evasione, malgoverno, corruzione e tutto quello che di negativo l'Italia può vantare.
La genesi dell’elevato debito pubblico è in gran parte attribuibile alla mancata capacità di assorbire risorse fiscali (si pensi all’alto tasso di evasione fiscale presente ancora oggi) ed all’impiego delle stesse in utilizzi improduttivi (la spesa per interessi non può che produrre solo effetti distorsivi sull’economia) favorendo un’autoespansione del debito stesso.
L’elevato debito pubblico italiano trascende quindi gli episodi di crisi (subprime e crisi dei debiti sovrani) verificatesi dal 2008 in poi. Questi hanno messo solo in allarme (tramite volatilità dei tassi di interesse) un problema che ha radici lontane e richiederebbe soluzioni non percorribili nel breve periodo.
Si cominci a tracciare qualsiasi movimento di denaro abolendo o riducendo in modo significativo l'uso del contante, poi vediamo.....

Amen
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 31 maggio 2018, 7:48

Egon von Kaltenbach ha scritto: (...) La Germania insegna: è proprio in virtù di queste diligenti qualità nazionali che, pur entro i confini del demenziale sistema comunista, quell'infelice porzione del paese prevaleva su tutto il restante blocco orientale.


Questo è un paragone che non regge. Conosco assai bene il sistema tedesco-orientale. Esso fu un disastro economico e finanziario, mascherato da un "teatrino" di falsa efficienza amministrativa. I prodotti industriali della DDR erano sì migliori della media di quelli del ComEcon, ma allo stato costavano più del prezzo al quale venivano venduti. La Germania dell'Est riuscì, con teutonica precisione, a scavare il baratro in cui cadde. Essa aveva ampiamente superato il livello del default, pur in un'alleanza economica "Socialista": la sua condizione economica è finanziaria, fu forse uno dei principali motivi della fine del suo regime, nonostante i vertici della SED, non l'avessero capito e benché lo stesso Gorbachev abbia tentato di tutto.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » giovedì 31 maggio 2018, 15:57

Elmar Lang ha scritto:
Egon von Kaltenbach ha scritto: (...) La Germania insegna: è proprio in virtù di queste diligenti qualità nazionali che, pur entro i confini del demenziale sistema comunista, quell'infelice porzione del paese prevaleva su tutto il restante blocco orientale.


Questo è un paragone che non regge. Conosco assai bene il sistema tedesco-orientale. Esso fu un disastro economico e finanziario, mascherato da un "teatrino" di falsa efficienza amministrativa. I prodotti industriali della DDR erano sì migliori della media di quelli del ComEcon, ma allo stato costavano più del prezzo al quale venivano venduti. La Germania dell'Est riuscì, con teutonica precisione, a scavare il baratro in cui cadde. Essa aveva ampiamente superato il livello del default, pur in un'alleanza economica "Socialista": la sua condizione economica è finanziaria, fu forse uno dei principali motivi della fine del suo regime, nonostante i vertici della SED, non l'avessero capito e benché lo stesso Gorbachev abbia tentato di tutto.


Pur io conosco l'ambiente tedesco e, al fondo, concordo con le conclusioni di Elmar, ma il mio paragone della DDR con la stragrande maggioranza del rimanente mondo "socialista" sussiste. Per meglio rendere il concetto, posso aggiungere che i sovietici, quando avevano nostalgia o curiosità dell'irraggiungibile occidente, lo realizzavano con il casalingo, turistico ersatz rappresentato dai tre paesi baltici, la cui storia teutonica e hanseatica ci rimanda alla stessa impronta culturale.
Riguardo a Contegufo, vorrei aggiungere che, per il discorso sul debito e sulla sua preistoria, una data fondamentale è il 1694 fondazione della Bank of England, archetipo di tutte le successive banche centrali nazionali. Seguono poi (molto sommariamente) il 1944 con la conferenza di Bretton Woods e, infine, il 1971 con l'abbandono del sistema aureo. L'Italia e la Germania, prima della guerra, erano sfuggite al sistema, poi furono riportate all'ovile; solo l'Italia per circa un decennio disobbedì alle regole ed emise un biglietto di stato: le assai ricordate 500 lire di carta. La fine è nota. Informarsi.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda contegufo » venerdì 1 giugno 2018, 0:28

La faccenda delle 500 lire di carta è interessante perchè mette in moto fatti e circostanze appartenenti agli anni più bui della Repubblica, attentati, sequestro Moro, eccetera eccetera.
In rete trovo questo: https://miccolismauro.wordpress.com/201 ... aldo-moro/

Un grazie per eventuali ulteriori contributi.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » venerdì 1 giugno 2018, 17:44

La difesa di questo secolare privilegio non conosce limiti perché è su tale meccanismo che si fonda il potere, anonimo e apolide, della finanza. L'aver derogato a quest'esosa sottomissione è costata la vita anche a Kennedy e probabilmente, assai prima, anche a Lincoln. E' però un incerto privilegio perché, nell'insieme, l'occidente, nel suo sviluppo anche militare viene fortemente penalizzato da tale capestro, si' che il privilegio di pochi penalizza il mondo che dicesi liberale. L'egemonia e il potere generano però una libido che accieca e del resto gli dei fanno impazzire coloro che vogliono perdere. In Italia chi inutilmente si batté per la diffusione di queste notizie fu il defunto Prof. Auriti, ma tutti tacciono perché toccare e soprattutto agire su tali temi è come avvicinarsi troppo all'alta tensione, pertanto le tracce per proficue indagini personali mi sembra di averle già segnalate.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Romegas » sabato 2 giugno 2018, 9:07

Le grandi opere cinesi sono fatte con il lavoro schiavizzato, diciamola tutta. In Italia siffatte opere , sovente inutili, partono private e poi con sotterfugi vengono accollate al pubblico perche' non produttive. Facciamo piccole cose ma utili e che non ingrassino le pancie dei soliti noti.
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
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(Sal. 111,10)
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 2 giugno 2018, 13:34

Come ricordato da Egon con Kaltenbach le origini del “debito pubblico” si hanno con la fondazione della Banca d’Inghilterra avvenuta il 27 luglio 1694.
William Paterson, il banchiere fondatore della suddetta banca, sintetizzò il senso dell’operazione con una frase estremamente chiara: «La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla».
Da allora, la delega all’emissione del denaro a banche private si è diffusa ovunque e gli Stati pagano a queste gli interessi per il denaro stampato.
Fino al 1981, l’Italia godeva di sovranità monetaria garantita dalla proprietà pubblica dell’istituto di emissione, “ente di diritto pubblico” ai sensi della legge bancaria del 1936, controllato dallo Stato per il tramite delle “banche di interesse nazionale” e degli “istituti di credito di diritto pubblico”.
A partire da tale anno la Banca d’Italia ha “divorziato” dal Tesoro e non è più intervenuta nell’acquisto di titoli di Stato.
Quella lontana decisione contribuì a produrre non solo l’enorme debito pubblico ma anche il primo attacco ai salari.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Elmar Lang » sabato 2 giugno 2018, 18:31

Beh, forse non è andata proprio così... Diciamo che qui si è fatta una semplificazione un po' eccessiva...
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 2 giugno 2018, 19:15

Sarà anche una semplificazione, ma come correttamente osservava l’economista Bruno Amoroso: «La moneta, da facilitatore neutro dello scambio dei beni e veicolo di scambio, si camuffa essa stessa in merce, con l’obiettivo unico dell’esproprio del lavoro, dei beni e dei risparmi degli altri a fini di arricchimento».
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Messaggioda Egon von Kaltenbach » sabato 2 giugno 2018, 22:36

Cav.OSSML ha scritto:Sarà anche una semplificazione, ma come correttamente osservava l’economista Bruno Amoroso: «La moneta, da facilitatore neutro dello scambio dei beni e veicolo di scambio, si camuffa essa stessa in merce, con l’obiettivo unico dell’esproprio del lavoro, dei beni e dei risparmi degli altri a fini di arricchimento».


Perfetto!
Inoltre, trasformando il denaro da strumento al servizio della res publica in fonte d'inestinguibile debito, si fa perdere il senso dello stesso, non comprendendo che il valore e la forza di uno stato non risiedono in quel possesso, ma prima di tutto nell'intelligenza e nelle virtù del popolo che rappresenta. Del resto è fatto noto come, in tantissimi casi dei cosiddetti paesi del terzo mondo, non ci sia iniezione di denaro che tenga in grado di farli decollare. E' per questo che la perdita della sovranità monetaria, intesa questa in senso pieno, ovvero nella possibilità della totale emissione di moneta di stato, costituisce un incredibile freno allo sviluppo e alla prosperità, mentre crea una potentissima élite di perenni creditori in grado di monitorare in costanza sia crescita, sia indirizzi, ma anche di punire e rovinare il debitore sgradito.
Quanto al lavoro schiavistico dei cinesi, pur avendo un'altra personale idea di stato, non sono d'accordo nel senso che, in contesti molto diversi da quelli cui siamo abituati (sino ad adesso ...) quella popolazione, da questo incredibile sviluppo, ha avuto vantaggi visibilissimi a chiunque abbia visitato il paese.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Elmar Lang » domenica 3 giugno 2018, 23:35

Il ritorno al baratto, risolverebbe tutto.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » lunedì 4 giugno 2018, 16:25

Elmar Lang ha scritto:Il ritorno al baratto, risolverebbe tutto.


Certamente! Ma l'abbandono dell'ancoraggio all'oro che - pur se in genere si preferisce non fare questa citazione - fu già sperimentato assai prima del 1971, e precisamente nel 1923 quando la Repubblica di Weimar, per uscire dalla terribile inflazione che stava distruggendo la Germania, emise il Rentenmark (moneta non a debito) avente come sola copertura la Germania stessa. La garanzia erano le virtù di quel popolo e le grandi infrastrutture del paese. L'espediente funzionò, tant'è che rapidamente fu emesso il nuovo Reichsmark e il resto è storia nota. Pertanto non avremmo necessità del baratto e del conseguente abbandono di tutto ciò che abbiamo, ma sarebbe sufficiente portare a compimento ciò che tentò Kennedy e quanto stanno oggi facendo i cinesi, ma con evidenza ciò creerebbe gravi problemi a qualcuno. La riprova nazionale più prossima sono le nostre modeste 500 £ come giustamente Contegufo cita nel suo intervento del primo giugno u.s.
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Re: ai magistrati proibiti gli ordini cavallereschi ?

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 4 giugno 2018, 16:40

L'Italia, potrebbe sopportare una spietata dittatura quale quella cinese, che pianifica anche nei dettagli quali settori sociali potranno ambire al benessere, ad alti gradi di istruzione e quali invece resteranno quale manodopera di basso o bassissimo livello, o chi sarà obbligato a restare nelle campagne per garantire la produzione agricola?

Prima, abbiamo dato alla Cina mezzi e know-how; poi dopo che per nostra stupidità economica abbiamo lasciato che ci superasse, ora noi accogliamo con reverenza i capi di quel paese, invece di imporre alle loro esportazioni, quante più difficoltà sia possibile.

Quella sul baratto, era una battuta. Comunque, se vogliamo veramente ridurci a livelli venezuelani o centrafricani, uscire dall'Euro potrebbe essere un'occasione propizia e forse irripetibile.
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