Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Messaggioda nicolad72 » domenica 11 febbraio 2018, 11:20

Chiedo venia per la catarsi, che sicuramente non piacerà a molti (perché molti si sentiranno chiamati in causa), ma questa discussione

Tasso ha scritto:Gentilissimi forumisti,
Vorrei avere un vostro parere sull'uso dei guanti bianchi col mantello, specificamente se i cavalieri che formano guardie d'onore dovrebbero portare guanti bianchi di cottone o guanti bianchi di altro materiale.
Vi ringrazio in anticipo


è indice di costa sta diventando la Cavalleria oggi.

Smarrire la propria identità...
Che un Cavaliere, come tale, faccia la "guardia d'onore" è già in sé cosa inappropriata...
Ovviamente il problema non risiede nella domanda... ma nel presupposto alla stessa... che è non aver compreso cosa voglia dire essere Cavaliere e cosa sia la Cavalleria. Ma soprattutto è indice di come la stessa stia drammaticamente involvendo. Che l'ascrizione ai ruoli di persone prive dei classici requisiti (primo fra tutti il "more nobilium") abbia e stia influendo in questa involuzione?

La Cavalleria oggi viene vista come strumento di elevazione sociale, mentre in realtà è - o meglio dovrebbe essere - dal punto di vista sociale - certificazione dell'appartenenza ad un determinato livello sociale, più altre cose non meno importanti ma che in questo specifico contesto non rilevano se non a fini meramente eristici se non addirittura polemici.
Quanti membri di ordini equestri si lamentano per l'esosità delle quote annuali... e quanti addirittura non pagano. Questa è la Cavalleria? Pensieri del genere non dovrebbero neppure passare per l'anticamera del cervello di un Vero Cavaliere! Eppure le cronache e le lamentazioni di tanto in quanto sul punto poste su questo fourm ci raccontano altro... anche sulle qualità personali dei vari beneficati o aspiranti tali!
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 11 febbraio 2018, 14:24

Eh sì, caro Nicola hai ragione.
Spesso capita di vedere cavalieri che non capiscono bene di cosa fanno parte.
Certamente una buona selezione è importante però è fondamentale anche la formazione continua, cosa che quasi nessun Ordine fa, unita allo studio personale.

Per quanto riguarda i guanti bianchi a me non piacciono... sa tanto di "stile cameriere" [dev.gif]
Se però si fa parte di Ordini che li prevedono .. sono inevitabili!
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Messaggioda Elmar Lang » domenica 11 febbraio 2018, 15:06

Con rispetto, vorrei rammentare che il dispotico regno dei Borbone è cessato nel 1861, con la caduta di Gaeta.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Messaggioda nicolad72 » domenica 11 febbraio 2018, 16:24

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Eh sì, caro Nicola hai ragione.
Spesso capita di vedere cavalieri che non capiscono bene di cosa fanno parte.
Certamente una buona selezione è importante però è fondamentale anche la formazione continua, cosa che quasi nessun Ordine fa, unita allo studio personale.

Per quanto riguarda i guanti bianchi a me non piacciono... sa tanto di "stile cameriere" [dev.gif]
Se però si fa parte di Ordini che li prevedono .. sono inevitabili!


Formazione continua e studio personale sono una delle cose che nel mio intervento rientrano tra le
nicolad72 ha scritto:altre cose non meno importanti ma che in questo specifico contesto non rilevano
.
L'adeguata selezione dei quadri è la priorità. E la selezione equestre non può prescindere la "more nobilium". E molti dei membri degli ordini oggi questo requisito oltre a non averlo ne sono lontanissimi pure dallo sperare di averlo. Uno dei principi della Cavallerie è la lealtà... non avere il "more nobilium" e atteggiarsi come se si avesse viola questo principio...
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 12 febbraio 2018, 14:04

L'argomento "more nobilium" è sempre molto interessante.
Qualche anno fa facemmo una bella discussione viewtopic.php?f=6&t=14717
Tra le qualità certamente ricchezza, prestigio, potere, cultura, ma mi chiedo chi oggi potrebbe averle tutte insieme?
Anche professionisti come medici, avvocati, commercialisti potrebbero non essere all'altezza della vita "alla maniera dei nobili".

Forse il commercialista o l'avvocato che hanno un grande studio con altri commercialisti e avvocati che lavorano da dipendenti.. ma il semplice farmacista, medico ospedaliero, il commercialista o l'avvocato che lavorano nel piccolo studio direi proprio che non possano essere considerati per una vita "more nobilium".
Anche da un punto di vista economico, a quanto dovrebbe ammontare la rendita annuale per rientrare in questo ceto? Dovessi quantificare direi almeno 95 mila l'anno (stipendio di ingresso di dirigenti ministeriali di prima fascia)
Quanto dovrebbe valere il patrimonio complessivo a disposizione del soggetto? Anche in questo caso direi almeno superiore al milione di euro.

Altra domanda che mi pongo però è: se ci fosse una selezione così stringente sarebbe meglio per gli ordini cavallereschi?
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Messaggioda Cav.OSSML » lunedì 12 febbraio 2018, 15:19

La globalizzazione neocapitalistica ha portato ad un’elitarismo materialistico della ricchezza e dell’apparire che si riflette immancabilmente anche nel mondo della cavalleria moderna.
Il cavaliere che può permettersi di vestire la cocolla ed i guanti bianchi in seta non è necessariamente migliore per nobiltà, per etica, nonché per spirito cavalleresco di quello che può indossare soltanto una cocolla in moirè di viscosa ed i guanti bianchi in cotone.
Però soltanto il primo di tali cavalieri di norma fa, e può fare, parte dei quadri dirigenti degli ordini cavallereschi.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
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Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 12 febbraio 2018, 16:57

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Siamo ampiamente off topic ma l'argomento "more nobilium" è sempre molto interessante.
Qualche anno fa facemmo una bella discussione http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=6&t=14717
Tra le qualità certamente ricchezza, prestigio, potere, cultura, ma mi chiedo chi oggi potrebbe averle tutte insieme?
Anche professionisti come medici, avvocati, commercialisti potrebbero non essere all'altezza della vita "alla maniera dei nobili".

Forse il commercialista o l'avvocato che hanno un grande studio con altri commercialisti e avvocati che lavorano da dipendenti.. ma il semplice farmacista, medico ospedaliero, il commercialista o l'avvocato che lavorano nel piccolo studio direi proprio che non possano essere considerati per una vita "more nobilium".
Anche da un punto di vista economico, a quanto dovrebbe ammontare la rendita annuale per rientrare in questo ceto? Dovessi quantificare direi almeno 95 mila l'anno (stipendio di ingresso di dirigenti ministeriali di prima fascia)
Quanto dovrebbe valere il patrimonio complessivo a disposizione del soggetto? Anche in questo caso direi almeno superiore al milione di euro.

Altra domanda che mi pongo però è: se ci fosse una selezione così stringente sarebbe meglio per gli ordini cavallereschi?


A parte la molto discutibile idea di istituire una guardia d'onore nel SMOC, direi che hai le idee poco chiare delle caratteristiche che debbono possedere gli appartenenti alle quattro categorie dell' Ordine. Sono quattro.
Sei convinto che un Cavaliere d'Ufficio e che tale rimanga negli anni, debba possedere particolari caratteristiche economiche dirigenziali ?
Te lo chiedo da semplice farmacista - Cavaliere Jure Sanguinis
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Guanti bianchi SMOCSG

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 12 febbraio 2018, 18:06

Sergio non mi riferivo a un ordine in particolare o a una persona in particolare.
É un discorso di principio sulle caratteristiche dello stile di vita "more nobilium" oggi.
Quale dovrebbe essere? Ho fatto qualche ipotesi.
Quale utilità? Su questo non mi sono espresso.
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Messaggioda nicolad72 » lunedì 12 febbraio 2018, 18:29

Per quanto riguarda il patrimonio e la rendita basta che conduca una vita adeguata ed abbia la necessaria solidità in modo che si possa permettere senza problemi di sorta il titolo equestre...
Io punterei più sulla levatura sociale... potrei essere milionario o addirittura miliardario, ma essere considerato poco e male dai miei concittadini... posso essere membro di un ordine prestigioso? che cosa ne guadagnerebbe da me tale istituzione?
Per me la caratteristica da valutare sta nel fatto che l'ordine dall'iscrizione nei ruoli di un soggetto debba avere un incontrovertibile e manifesto vantaggio non solo economico.
Penso che questo criterio possa essere un criterio valido di scelta.

Esempio che coinvolge me e potrebbe dare la misura (non per me ovviamente): Festival di Sanremo. Forte affluenza stampa. Esce un articolo in cui si parla di un soggetto che millanta di essere un priore dell'Ordine di Malta... Vengo interessato della vicenda che risolvo nel giro di pochi minuti facendo modificare il testo pubblicato on line e quello in fase di stampa (per fortuna non ancora in edicola). Ho reso un servizio al mio ordine? Sono stato e potrò essere in futuro un valore aggiunto per questa realtà?
Se la risposta è si penso che si abbiano i requisiti - sempre sussistendo i requisiti di religiosi e sociali (solidità economica e cultura e posizione sociale) - per poter essere ammessi in un ordine.
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Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 12 febbraio 2018, 18:33

Il topic si riferisce allo SMOC , anco se di parte franzosa .
Comunque , Alessio, volendo parlare di requisiti di appartenenza ad un Ordine cavalleresco , converrai che quelli principali non sono certo le dichiarazione dei redditi , anche se un minimo di agiatezza di denaro , oltre ad uno stile di vita ed un'educazione adeguata sino importanti.
Personalmente eviterei graduatorie ... " professionali "
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 12 febbraio 2018, 19:50

Certamente in un moderno "more nobilium" i requisiti dovrebbero essere presenti tutti insieme e non solo qualcuno.
Dicevamo: ricchezza, prestigio, potere e cultura.

Della ricchezza ho detto. Credo debba essere un parametro ben definito e non aleatorio. Addirittura, come ho avuto modo di dire più volte, sarei favorevole alla presentazione del 730 per l'ammissione in importanti sodalizi [dev.gif]
Il prestigio è legato al riconoscimento sociale. Non solo dunque alla professione ma a ciò che si è fatto nella vita.
Il potere lo intendo, come dice Nicola, come la capacità di incidere in determinate situazioni, di pilotare verso il Bene questioni ingarbugliate. La capacità anche di rendere un servizio all'ordine.
La cultura ovviamente fa riferimento al percorso di studio ma non solo. E' la capacità di comprendere il mondo di cui si fa parte.

Possedere tutte queste qualità a mio avviso significa condurre una vita "more nobilium" oggi

Certo, poi per l'ingresso in un ordine religioso servono anche altre caratteristiche forse più importanti: la Fede, la Speranza e la Carità.
E' anche in questo caso devono essere presenti tutte e tre insieme.
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Re: More nobilium

Messaggioda Cav.OSSML » lunedì 12 febbraio 2018, 20:28

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Della ricchezza ho detto. Credo debba essere un parametro ben definito e non aleatorio. Addirittura, come ho avuto modo di dire più volte, sarei favorevole alla presentazione del 730 per l'ammissione in importanti sodalizi [dev.gif]

Il pensiero di voler introdurre per l’ammissione negli ordini cavallereschi del requisito del raggiungimento di un limite di reddito da dimostrarsi mediante la presentazione del modello 730 è non solo aberrante, ma anche indice di un (mi si perdoni il termine) “ripugnante” classismo avaloriale, che rispecchia però in pieno lo spirito dei tempi, come ho accennato brevemente nel mio precedente intervento.
La presenza di persone facoltose negli ordini cavallereschi è senz’altro importante, poiché queste hanno la possibilità di supportare economicamente gli ordini stessi attraverso donazioni e frequenti partecipazioni ad eventi mondani e caritatevoli, ma è altrettanto importante, se non addirittura più importante, il compimento di opere a favore degli ordini di carattere non strettamente economico.
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Re: More nobilium

Messaggioda Tilius » lunedì 12 febbraio 2018, 20:34

Cav.OSSML ha scritto:Il pensiero di voler introdurre per l’ammissione negli ordini cavallereschi del requisito del raggiungimento di un limite di reddito da dimostrarsi mediante la presentazione del modello 730 è non solo aberrante, ma anche indice di un (mi si perdoni il termine) “ripugnante” classismo avaloriale, che rispecchia però in pieno lo spirito dei tempi [...]
La presenza di persone facoltose negli ordini cavallereschi è senz’altro importante, poiché queste hanno la possibilità di supportare economicamente gli ordini stessi attraverso donazioni e frequenti partecipazioni ad eventi mondani e caritatevoli, ma è altrettanto importante, se non addirittura più importante, il compimento di opere a favore degli ordini di carattere non strettamente economico.


Mi trovo d'accordo su ogni singola parola.

La situazione valoriale odierna é tragicamente aberrante.
Anche se poi in fondo l'aberrazione non é tale.
É solo - come già detto - lo spirito dei tempi.
E questo é doppiamente tragico: che una cosa ripugnante sia non solo tollerata come normale, ma assurga financo a valore di principio.
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Re: More nobilium

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 12 febbraio 2018, 21:09

Tilius ha scritto:
Cav.OSSML ha scritto:Il pensiero di voler introdurre per l’ammissione negli ordini cavallereschi del requisito del raggiungimento di un limite di reddito da dimostrarsi mediante la presentazione del modello 730 è non solo aberrante, ma anche indice di un (mi si perdoni il termine) “ripugnante” classismo avaloriale, che rispecchia però in pieno lo spirito dei tempi [...]
La presenza di persone facoltose negli ordini cavallereschi è senz’altro importante, poiché queste hanno la possibilità di supportare economicamente gli ordini stessi attraverso donazioni e frequenti partecipazioni ad eventi mondani e caritatevoli, ma è altrettanto importante, se non addirittura più importante, il compimento di opere a favore degli ordini di carattere non strettamente economico.


Mi trovo d'accordo su ogni singola parola.

La situazione valoriale odierna é tragicamente aberrante.
Anche se poi in fondo l'aberrazione non é tale.
É solo - come già detto - lo spirito dei tempi.
E questo é doppiamente tragico: che una cosa ripugnante sia non solo tollerata come normale, ma assurga financo a valore di principio.


Suvvia, cari amici, non facciamo discorsi ipocriti.
Da che mondo è mondo il vil denaro conta, nello status sociale delle persone.

Che poi a ricchezza, prestigio, potere e cultura debbano essere aggiunte anche virtù teologali sono stato io il primo a dirlo.
Però non può esistere un cavaliere con animo generoso ma senza un euro in tasca ... questa sì che è un'aberrazione!
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 12 febbraio 2018, 22:05

Che poi a ricchezza, prestigio, potere e cultura debbano essere aggiunte anche virtù teologali sono stato io il primo a dirlo.
Però non può esistere un cavaliere con animo generoso ma senza un euro in tasca ... questa sì che è un'aberrazione!

E' la scala di valori che va riportata nel giusto alveo prima valgono le virtù teologali , poi non guastano qualche euro in tasca , nonché cultura , educazione
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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