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OSSML in Giappone

MessaggioInviato: domenica 7 gennaio 2018, 16:37
da Cav.OSSML
Il SMOM ha recentemente costituito una propria delegazione nella Corea del Sud.
Anche l'Ordine cavalleresco di cui mi onoro di far parte, ovvero l'OSSML, ha fondato una propria delegazione in Giappone.
A me sembra una cosa bella, interessante e stimolante.
Mi interesserebbe sentire la vostra competente opinione circa tale "esportazione" di Ordini cavallereschi in paesi così diversi per storia, religione e cultura da quelli di origine.

Re: OSSML in Giappone

MessaggioInviato: domenica 7 gennaio 2018, 16:58
da nicolad72
Non voglio discriminare tra ordini di cavalleria perché la cosa non ha senso, ma tra SMOM e OSSML vi è una enorme differenza.
Il primo è un ordine Sovrano con un carisma di difesa della fede e di assistenza ai bisognosi. Un soggetto di natura internazionale che cerca da un millennio di portare aiuto ovunque ve ne sia bisogno.
Aprendo una delegazione in Corea del Sud (paese ove il cattolicesimo è una realtà importante) adempie in qualche modo alla sua missione e al suo carisma.
l'Ordine mauriziano è un ordine dinastico di merito, legato alla Real Casa di Savoia. Che senso ha la delegazione nipponica di quest'ordine? Si tratta di un ordine di merito, territoriale (perché legato ad una famiglia che ha governato determinati territori). Avrebbe senso una delegazione a Chambery, ad Annecy, a Nizza, ma a Tokio? ... boh!

Re: OSSML in Giappone

MessaggioInviato: domenica 7 gennaio 2018, 17:32
da Cav.OSSML
nicolad72 ha scritto:Non voglio discriminare tra ordini di cavalleria perché la cosa non ha senso, ma tra SMOM e OSSML vi è una enorme differenza.
Il primo è un ordine Sovrano con un carisma di difesa della fede e di assistenza ai bisognosi. Un soggetto di natura internazionale che cerca da un millennio di portare aiuto ovunque ve ne sia bisogno.
Aprendo una delegazione in Corea del Sud (paese ove il cattolicesimo è una realtà importante) adempie in qualche modo alla sua missione e al suo carisma.
l'Ordine mauriziano è un ordine dinastico di merito, legato alla Real Casa di Savoia. Che senso ha la delegazione nipponica di quest'ordine? Si tratta di un ordine di merito, territoriale (perché legato ad una famiglia che ha governato determinati territori). Avrebbe senso una delegazione a Chambery, ad Annecy, a Nizza, ma a Tokio? ... boh!

Le differenze fra il SMOM ed l'OSSML ovviamente ci sono, e sono rilevanti: l'uno è un Ordine cavalleresco religioso e sovrano, l'altro è un Ordine dinastico, sostanzialmente di merito.
Ma entrambi gli Ordini cavallereschi affondano le proprie radici nella storia e nella tradizione cristiana cattolica e si occupano storicamente di opere di beneficienza e solidarietà, in Italia e all’estero, grazie anche alle molte delegazioni che ne diffondono e promuovono l’attività in tutto il mondo.
Ed è proprio sotto tale profilo che intravvedo anche per gli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, di cui l'OSSML fa parte, il senso e l'utilità di istituire delle proprie delegazioni all'estero.
Gli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia hanno già varie delegazioni all'estero (e non soltanto in Europa ma anche nelle Americhe), ed appunto ora anche una in Giappone.

Re: OSSML in Giappone

MessaggioInviato: domenica 7 gennaio 2018, 18:49
da Nessuno
Ho già reso note le mie posizioni nell'altro topic. Semplicemente, non comprendo l'esportazione. Cavallerizzare popoli che non hanno mai avuto una tradizione simile sarebbe come se io volessi a tutti i costi diventare un guerriero Zulu con tanto di cerimonia: metterei anzitutto in ridicolo la cultura Zulu e, successivamente, renderei ridicolo me stesso. A me sembra che tante esportazioni siano solamente un unico grande Requiem aeternam ai valori stessi della cavalleria: cristiani o cristianissimi, sono sempre popoli estranei alla cultura europea.
Non occorre scomodare Cardini o Duby per ricordare che la cavalleria è un fenomeno esclusivamente europeo. Sulla stessa linea, ritengo incomprensibili le europeizzazioni delle titolature in monarchie non europee.

Poi, se si vuole agganciare anche la cavalleria al fenomeno della Globalizzazione... io mi arrendo. Io vedo la cavalleria come ultimo baluardo a tale processo di appiattimento culturale voluto dalla Globalizzazione e, oggigiorno, penso che sia veramente l'unica autentica salvezza anche per l'identità cristiana stessa.

Re: OSSML in Giappone

MessaggioInviato: domenica 7 gennaio 2018, 19:00
da nicolad72
Beh, il giappone ha i suoi "ordini"...
e l'esportazione dei segni d'onore europei non è una novità...
D'altro canto condivido il discorso sull'inculturazione... come disvalore. L'attaccamento alla propria tradizione e cultura non significa non portare rispetto alle altre... l'omogenizzazione non è un valore, anzi i fatti dimostrano come in realtà sia un disastro! Il multiculturalismo si sta svelando un fallimento di portata globale.

Re: OSSML in Giappone

MessaggioInviato: domenica 7 gennaio 2018, 20:20
da Cav.OSSML
nicolad72 ha scritto:Beh, il giappone ha i suoi "ordini"...
e l'esportazione dei segni d'onore europei non è una novità...
D'altro canto condivido il discorso sull'inculturazione... come disvalore. L'attaccamento alla propria tradizione e cultura non significa non portare rispetto alle altre... l'omogenizzazione non è un valore, anzi i fatti dimostrano come in realtà sia un disastro! Il multiculturalismo si sta svelando un fallimento di portata globale.

Pur condividendo in linea di massima quanto da te affermato, non posso che rilevare che nella realtà odierna per l’ammissione agli Ordini cavallereschi in generale è sempre da valutare quali siano i requisiti richiesti dai rispettivi statuti.
Alcuni Ordini cavallereschi ammettono soltanto persone di indiscussa pratica cristiana, altri, ed in particolare quelli di merito generalmente no.
Inoltre sempre in generale per l’ammissione agli Ordini cavallereschi si prescinde dalla cittadinanza del candidato.
Quindi se i requisiti ci sono, ai fini dell’ammissione non fa differenza se il postulante sia giapponese anziché italiano.
Le onorificenze cavalleresche sono de facto e de iure già globalizzate, ed in questo sinceramente non ci vedo nulla di male.
Come si fa poi a non riconoscere che un asiatico possa nutrire autentici sentimenti cavallereschi e comprenderne i valori, forse talvolta anche più di un europeo?
La cavalleria oggi non è più quella del medioevo europeo.