Fasce: Seta Marezzata

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

Moderatori: Tilius, Mario Volpe, nicolad72

Fasce: Seta Marezzata

Messaggioda Contini » sabato 6 gennaio 2018, 19:33

Buonasera,

Le fasce utilizzare dagli ordini cavallereschi hanno storia centenaria, ma vorrei soffermarmi sul materiale attualmente utilizzato per fabbricarle. Parlando con un produttore di decorazioni romano, mi è stato riferito che vengono prodotte in seta, ma onestamente mi sembra che oggi siamo create in materiale sintetico. Non sono il massimo esperto in tessuti, e non ho fatto alcun tipo di prova empirica, ma se si confronta un nastro attuale:

Immagine

Con una fascia antica (XVIII secolo) noto già dalle foto la differenza:

Immagine

Immagine

https://en.wikipedia.org/wiki/Moire_(fabric)#/media/File:Peter_der-Grosse_1838.jpg

Osservando dal vivo una seta marezzata antica si nota ancor più clamorosamente la differenza, quest’ultima ha un effetto "bagnato" cangiante al movimento.

Avete già notato queste differenze ? Sapete se è ancora possibile trovare seta marezzata come quella antica qui mostrata ?

Grazie,
C.
Avatar utente
Contini
 
Messaggi: 38
Iscritto il: lunedì 27 gennaio 2014, 13:24

Re: Fasce: Seta Marezzata

Messaggioda Tilius » sabato 6 gennaio 2018, 23:15

Le differenze che lei evidenzia sono dovute sia alla differente qualità della lavorazione artigianale (che era ancora molto alta fino a una cinquantina di anni fa) sia alla tipologia del materiale utilizzato (anticamente solo tessuti grosgrain - ovverosia a trama cordonata - di seta o più spesso do seta in ordito e altro materiale - più resistente - per più grossa trama interna non visibile direttamente; oggi é molto più raro trovarli di seta o anche solo misto seta: il sintetico si trova assai spesso e si riconosce per lo scarso effetto cangiante, anche se la seta marezzata moderna non é comunque granché).

La marezzatura in sé é un procedimento di calandratura (termo meccanico) che può essere a tutti i tipi di tessuto. Con risultati ovviamente molto differenti.

Confrontare un nastro da collo (che sarà largo 37 mm circa) con quelle che sembrano fasce di gran croce (da 5 a 10 cm e anche oltre) é operazione abbastanza inconcludente: più é larga la pezza e più - come é ovvio che sia - sarà evidente e complicato il disegno della marezzatura, il quale dipende comunque dal disegno dei rulli, a proposito del quale é utile rilevare come una marezzatura molto fitta e insisitita non sempre sia stata in auge nel gusto del periodo, venendo a volte prediletti andamenti meno sinuosi e più regolari.

Il nastro antico é concupito al massimo grado dai collezionisti di decorazioni, ché trovare un rimpiazzo é diificile, e se l'epoca é alta (ante metà del XIX) ai limiti dell'impossibile (nastri per gli ordini maggori, d'epoca, possomo anche andare a migliaia di euro, IL SOLO NASTRO).
Il otivo é semlice: il nastro moderno é una pallida imitazione della belleza di quelli di antica o anche solo vecchia manifattura.

Ogni tanto escono sul mercato partite di nastri antichi (epocale fu quella venuta fuori dai magazzini di Rothe a Vienna, quando la ditta chiuse non moltissimi anni fa): vengono disperse pressoché immediatamente da un mercato voracissimo. Qualcosa del genere (credo) sia uscito dai depositi di Gardino in tempi recenti.

Poi ci sono i tessuti finto marezzati, dove il disegno é dato in rilievo: sono banalissimi tessuti monocromi operati realizzati su telai jacquard, la quale tipologia di telai, benché esista da 200 anni, l'ho visto applicata solo in tempi recentissimi per la produzione di nastri di decorazione. Il risultato, unito al tessuto sintetico, é OSCENO. Ma economicissimo. Temo sia il futuro del settore.

Può essere di magra consolazione il constatare che lo scadimento della qualità della tessitura dei nastri é arrivato MOLTO dopo (vari decenni) rispetto allo scadimento della qualità della manifattura delle decorazioni che da quei nastri pendono.
Maurizio Tiglieri
Immagine
Avatar utente
Tilius
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11759
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Re: Fasce: Seta Marezzata

Messaggioda Contini » domenica 7 gennaio 2018, 1:16

Grazie per il dettagliato riscontro! Ho trovato questa interessante pagina che approfondisce l'argomento: http://www.common-place-archives.org/vol-15/no-02/lessons/#.WlEBfzaWyUk. In questo link viene però indicato l'uso del taffeta e non del grosgrain.

Oggi ci sono ancora alcune aziende artigianali (di nicchia) che producono velluti di seta soprarizzo utilizzando telai antichi (a mano), possibile che la marezzautra su pura seta non venga proprio più fatta come una volta da nessuno ? Suppongo che rimarrebbe comunque il problema del nastro, infatti, se si trovasse la pezza di seta marezzata non sarebbe di certo facile convertirla in una fascia per i collezionisti e i nuovi decorati (supponendo che anch’essi aspirino a qualcosa di più bello).
Avatar utente
Contini
 
Messaggi: 38
Iscritto il: lunedì 27 gennaio 2014, 13:24

Re: Fasce: Seta Marezzata

Messaggioda Tilius » domenica 7 gennaio 2018, 20:10

Taffetà e grosgrain sono entrambi tessuti con armatura a tela, caratterizzati da una densità di ordito superiore a quella di trama. Nel grosgrain i fili di ordito sono molto più sottili di quello di trama e hanno, come già detto, una densità molto più alta rispetto alla trama, il cui filo, più grosso, é tipicamente (anche se non necessariamente) di materiale differente da quello dell'ordito, e ha la peculiarità di non essere visibile se non al bordo della cimosa, dove gira per formare la riga seguente. Il risultato è un tessuto dove l'ordito copre completamente la trama, segnato da sottili rigature orizzontali in rilievo, compatto e rigido in un senso.
Tale "cannellatura" del tessuto é presente, seppure in misura minore, anche nel taffetà.
Questa caratteristica esalta l'effetto della marezzatura (per la quale i migliori risultati si ottengono appunto con materiali che presentano già, di per sé, delle costine).
Il grosgrain, con la sua accentuata rigidità nel senso della larghezza del nastro, mentre esso rimane molto più flessibile nel senso della lunghezza, risulta particolarmente adatto per i nastri da decorazione, evitando al nastro stesso di piegarsi, afflosciarsi e ingrumarsi sotto il peso della decorazione medesima.

Il nastro da decorazione DEVE essere tessuto nella giusta larghezza.
Non é possibile adattare una pezza di tessuto più largo, sia per lo scadentissimo effetto estetico che si avrebbe ritagliandolo e orlandolo, sia perché così verrebbe compromessa quell'armatura di trama (importantissima soprattutto ai bordi!) che sostiene il nastro ed evita quei tristi effetti di ingrumatura che si hanno quando una decorazione viene sospesa a un nastro di materiale non adatto.
Maurizio Tiglieri
Immagine
Avatar utente
Tilius
Moderatore Forum Ordini Cavallereschi
 
Messaggi: 11759
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol


Torna a Ordini Cavallereschi, Onorificenze e Sistemi premiali/ Orders of Chivalry & Honours



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 7 ospiti