Nuova commissione benemerenze CRI

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Nuova commissione benemerenze CRI

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 20 settembre 2017, 17:01

Beh so per certo che la candidatura non è stata neppure presa in considerazione... anzi una specie di unanime interdetto è calato su quel nome.
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Re: Nuova commissione benemerenze CRI

Messaggioda gnr56 » giovedì 21 settembre 2017, 3:16

nicolad72 ha scritto:.
Si potrebbe contestare: però prima CRI era un ente pubblico. Vero, ma non da semrpre. CRI è diventata pubblica solo durante il regime fascista... prima era (come ora) un'associazione avente personalità giuridica (allora si chiamavano enti morali) ...


"...con la Legge n.768 del 30 maggio 1882 Il Governo del Re veniva autorizzato ad erigere in corpo morale l'Associazione Italiana della Croce Rossa, cui "potranno essere concessi particolari privilegi come facente parte dell'Esercito". Il R.D. 1243 del 7 febbraio 1884 sanzionava, su proposta dei Ministri della Guerra e della Marina, l'erezione in corpo morale della Croce Rossa Italiana che veniva così dispensata dalla tutela ordinariamente riservata alle opere pie, per rimanere soggetta esclusivamente alla sorveglianza dei Ministri della Guerra e della Marina. Viva inoltre contemplata la possibilità di concedere alla C.R.I. , in caso di guerra, "l?uso delle poste e dei telegrafi e delle ferrovie dello Stato come facente parte dell'Esercito". Con questa legge, pubblicata sul Giornale militare del 1884 (atto n.62), ka C.R.I. entrata di diritto nell'orbita delle istituzioni dello Stato e diveniva parte integrante del servizio sanitario militare (v. Rivista militare - anno 1882 - pag.427) " da Ruggero Belogi "Il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana , Vol. 1, cap. V, pg.41, Editrice Velar, 1990

Il Fascismo ha avuto molte colpe nella storia d'Italia del novecento, ma non quella di rendere l'Associazione pubblica nell'accezione del significato che diamo a quel termine.

Ha certo avuto un certo interesse per la C.R.I. , il Corpo Militare della C.R.I. riceve le "stellette" con il R.D. 484/36 ma rimase una associazione privata di interesse pubblico.

Sarà l'Italia repubblicana a far divenire la C.R.I. un ente parastatale.
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Re: Nuova commissione benemerenze CRI

Messaggioda Carvilius » giovedì 21 settembre 2017, 7:16

nicolad72 ha scritto:Mi risulta che le onorificenze al Merito dell'Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, GdF siano conferite con decreto ministeriale non con Decreto del Presidente della Repubblica.

L'art. 87 cost all'ultimo comma statuisce che il presidente della repubblica
"Conferisce le onorificenze della Repubblica"

il Presidente conferisce le onorificenze della Repubblica non tutte Onorificenze.
Le medaglie al merito di FA non sono onorificenze della repubblica ma appunto di Forza Armata, discorso differente va fatto, anche per ragioni di tradizione, per le ricompense al valore.

L'art. 8 della Legge 178/1951 vieta "il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati"
faccio notare come il divieto specifichi l'aggettivo "cavalleresche". Sul punto vi sono due scuole di pensiero:
1. l'aggettivo è legato alle sole distinzioni, la qualcosa vieterebbe il conferimento da parte di privati di qualsiasi altra onorificenze e decorazione anche se non propriamente cavalleresca.
2. il divieto riguarda solo gli ordini cavallereschi.

Personalmente ho sempre considerato come "onorificenze" solo quelle relative agli ordini cavallereschi, ritenendo che tutto il resto (decorazioni, medaglie, ricompense) fosse più propriamente classificabile come "decorazioni" o "distinzioni". Tale convinzione si basava essenzialmente sulla circostanza per la quale solitamente al di fuori degli ordini cavallereschi è molto inusuale che venga utilizzato, anche negli atti ufficiali, il termine "onorificenza" (ad esempio, per le medaglie al valore e al merito delle Forze Armate si parla sempre di "ricompense", per le medaglie cosiddette ministeriali si parla sempre di "benemerenze", ecc.). Ma evidentemente mi sbagliavo. Ad una più attenta analisi è difatti possibile rilevare come la stessa Presidenza del Consiglio si riferisca ufficialmente a tutti questi "segni" classificandoli come "distinzioni onorifiche" e, quindi, "onorificenze" (mi riferisco, ad esempio, alla nota circolare del 30 ottobre 2001).

nicolad72 ha scritto:indipendentemente dall'orientamento che si voglia assumere il problema non riguarda le Onorificenze al Merito CRI poiché essendo state istituite nel 1911-1913 ed essendo il divieto del 1951 lo stesso non è in grado di scalfire il diritto acquisito ormai da decenni al conferimento delle medaglie al merito.
Si potrebbe contestare: però prima CRI era un ente pubblico. Vero, ma non da semrpre. CRI è diventata pubblica solo durante il regime fascista... prima era (come ora) un'associazione avente personalità giuridica (allora si chiamavano enti morali) e già prima della pubblicizzazione conferiva le medaglia al merito... diciamo che la situazione odierna è più simile a quella relativa alla prima guerra mondiale che a quella della seconda... ma nella sostanza nulla cambia.

Certo, nella sostanza nulla cambia. Che siano o meno classificabili come "onorificenze", i riconoscimenti della CRI sono di indiscusso prestigio e valore.
Ad ogni modo, le mie perplessità circa la facoltà per una persona giuridica di diritto privato, ancorché associazione di interesse pubblico ed ausiliaria dei pubblici poteri, di poter concedere "onorificenze" ed utilizzare sulle stesse l'emblema dello Stato permangono.
Peraltro rilevo come la stessa CRI utilizzi con molta parsimonia il termine "onorificenza", di fatto solo nel Regolamento ed in rarissime altre circostanze, utilizzando invece quasi sempre il termine "riconoscimento" o "ricompensa". Anche agli albori del proprio sistema premiale, l'uso del termine "onorificenza" è altalenante: sebbene utilizzato sin da subito, rilevo che già nelle "Norme relative alle ricompense al merito" del 1918 mai viene fatto riferimento ad onorificenze, ed anzi la croce, le medaglie e l'attestato al merito vengono sempre definite "ricompense".
Più forti sono i dubbi sull'uso dell'emblema della Repubblica (peraltro, quando il sistema premiale venne istituito e sino alla mutazione della nostra forma istituzionale, la medaglia raffigura l'aquila sabauda, ossia lo stemma reale, e non lo stemma dello Stato). Se l'uso dello "stellone" poteva essere in un certo qual modo naturale allorquando la CRI era un ente pubblico, mi risulta difficile comprendere come ciò possa esserlo ora che la CRI è una associazione privata.
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Re: Nuova commissione benemerenze CRI

Messaggioda nicolad72 » giovedì 21 settembre 2017, 8:57

gnr56 ha scritto:Il Fascismo ha avuto molte colpe nella storia d'Italia del novecento, ma non quella di rendere l'Associazione pubblica nell'accezione del significato che diamo a quel termine.

Ha certo avuto un certo interesse per la C.R.I. , il Corpo Militare della C.R.I. riceve le "stellette" con il R.D. 484/36 ma rimase una associazione privata di interesse pubblico.

Sarà l'Italia repubblicana a far divenire la C.R.I. un ente parastatale.


Prima cerca di non contraddirti.... poi cerca di imparare meglio la storia della CRI, e soprattutto cerca di studiare un po' di diritto... La CRI diventa pubblica nel 1929 con la statalizzazione ossia quando le massime cariche non più elette ma nominate dal Governo con RD in parte tra i soci ed in parte no.
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Re: Nuova commissione benemerenze CRI

Messaggioda nicolad72 » giovedì 21 settembre 2017, 9:08

Carvilius ha scritto:Personalmente ho sempre considerato...

No il relativismo nel diritto proprio non lo accetto!
Il "personalmente" vale quanto la discussione al bar sulla formazione della nazionale italiana. Poi il dato di fondo sono onorificenze solo quelle cavalleresche è una boiata galattica... mi perdoni. La cavalleria diviene onorificenza solo recentemente, con Napoleone I e la Legione d'onore... prima era uno status personale, un ceto sociale ben distinto.
Nelle onorificenze rientrano altri tipi di insegne tra cui senza dubbio tutte quelle conferite con DPR (quantomeno in italia per espressa disposizione normativa) e quindi, le medaglie al valore, la stella al merito del lavoro, le medaglie al valore civile (solo per citarne alcune), poi sono indubbiamente onorificenze le varie croci al merito di FA e equiparate: EI MM AM CC GdF, ma sono onorificenze anche le medaglie al merito CRI, e per espressa definizione e per sostanziale equiparazione con altre realtà simili e quelle al Merito Sportivo, Tecnico e al Valore Atletico conferite dal CONI.

Quella delle onorificenze è una branca del diritto (onorifico per l'appunto) e si basa su definizioni che sono fornite dalla legge direttamente o dalla consuetudine. Dire in questo campo "personalmente penso..." degrada tutto quanto posto dopo il penso a rango di fuffa... perché nel mondo scientifico tutto va giustificato con i criteri ermeneutici propri della materia... che nel suo assunto non ho avuto modo di leggere.

Mi permetto di far presente che il termine "onorificenza" negli atti ufficiali viene usato nella costituzione della repubblica... e ciò qualifica - come ho bene evidenziato - numerosi segni d'onore.

Mi permetto di evidenziare che chi rappresenta le istituzioni in genere di "onorificenze" non capisce una fava secca... quindi usa sovente termini a sproposito o scambiandoli per sinonimi quando tali non sono o molto più semplicemente perché preferisce usare più una parola che un'altra... circostanza patetica ma ahimè assai vera!!!
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Re: Nuova commissione benemerenze CRI

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 21 settembre 2017, 19:56

nicolad72 ha scritto:(...) Mi permetto di evidenziare che chi rappresenta le istituzioni in genere di "onorificenze" non capisce una fava secca... quindi usa sovente termini a sproposito o scambiandoli per sinonimi quando tali non sono o molto più semplicemente perché preferisce usare più una parola che un'altra... circostanza patetica ma ahimè assai vera!!!


Constatazione amara, ma purtroppo vera...
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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