"autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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"autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Sagittario » giovedì 22 giugno 2017, 14:35

Spero verrò scusato [sweatdrop.gif] dai moderatori se mi permetto di riproporre il medesimo quesito già postato in coda ad altro topic, non proprio attinente e quindi passato inosservato.

Mi interessa conoscere la data di avvenuta “autorizzabilità” delle onorificenze dello SMOC Spagna e di quelle parmensi. Nemmeno il ”tasto “cerca” del forum mi è stato utile in tal senso mentre, per quanto riguarda la data del “francese” (risalente al 20/07/1963) è stato risolutivo il noto testo di Ettore Gallo.
In rete circa lo “Spagna” viene dato un periodo non ben definito tra l'anno 1991 ed il 1995; per il parmense buio totale.
Un saluto a tutti i frequentatori.
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Costantino Brandozzi » giovedì 22 giugno 2017, 14:51

Buongiorno a tutti,
provo a dare una risposta, evidenziando il link dell'interrogazione parlamentare presentata nel 2002 dall'On. Nicolosi all'allora Ministro degli Affari Esteri
http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_04389_14

(Atti Parlamentari, pag.6576-6577-6578).
http://documenti.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed234/pdfbt02.pdf

Sembrerebbe che prima di quella data non vi fosse riconoscimento.
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Tilius » giovedì 22 giugno 2017, 15:15

Questo sembrerebbe porre un termine post-quem sull'autorizzabilità del costantiniano spagnolo.
Su quella del costantiniano francese, é interessante il passaggio:
la posizione del Ministero per gli affari esteri e` fondata sul noto parere del Consiglio di Stato italiano n. 1869/81 del 26 novembre 1981;

che coincide su quanto rammentavo io: inizio anni '80.
É per tale motivo che l'affermazione:
Sagittario ha scritto:...mentre, per quanto riguarda la data del “francese” (risalente al 20/07/1963) è stato risolutivo il noto testo di Ettore Gallo.

che riporta l'anno 1963, mi lascia alquanto perplesso.
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Sagittario » giovedì 22 giugno 2017, 15:30

Grazie per il contributo! Beh, credo che ci siamo molto vicini... in rete ho infatti trovato un appunto ove si dice che il Decreto di Autorizzazione sarebbe stato firmato dal Ministro degli Affari Esteri Gianfranco Fini, mandato che Fini ricoprì dal 18 novembre 2004 al 17 maggio 2006. Chissà cosa ci dice sulla vicenda il testo del Marini Dettina....?
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Sagittario » giovedì 22 giugno 2017, 15:35

Tilius ha scritto: (omissis)
che coincide su quanto rammentavo io: inizio anni '80.
É per tale motivo che l'affermazione:
Sagittario ha scritto:...mentre, per quanto riguarda la data del “francese” (risalente al 20/07/1963) è stato risolutivo il noto testo di Ettore Gallo.

che riporta l'anno 1963, mi lascia alquanto perplesso.


La data 20/07/1963 l'ho rinvenuta su "Il Gran Magistero del SMOC" di Ettore Gallo a pag.158 ove viene riportata copia della lettera del M.A.E. Cerimoniale V, e reca la didascalia "Missiva del M.A.E. riguardante l'autorizzazione all'uso delle insegne da parte dei Cavalieri Costantiniani (1963)". Se interessa posto la scansione.
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Tilius » giovedì 22 giugno 2017, 17:34

Certamente che interessa. [cheers.gif]
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Tilius » giovedì 22 giugno 2017, 17:40

Nell'attesa, riporto qui un dirimente intervento di Mario Volpe, da dove appunto si evince che il processo di "autorizzabilità" fu una progressione, culminata ufficialmente e definitivamente nel famoso 1981.
viewtopic.php?f=2&t=14312&start=105#p169432
Mario Volpe ha scritto:
Equitem ha scritto:In merito a questo suo ultimo punto mi piacerebbe avere lumi sul "COME" il SMOCSG in tempi di Repubblica abbia ottenuto tale riconoscimento.


Se ne potrebbe ricavare un libro, ma non credo che sia questa la sede ideale per dilungarsi troppo sull'argomento (e temo che talune conclusioni potrebbero non piacere più di tanto alle rispettive Cancellerie - peraltro molto ben informate sulla vicenda - né alla massa degli attuali affiliati dell'Ordine, già così impegnati a ribattere colpo su colpo le mosse dei reciproci avversari in quella che ormai è diventata una vera e propria "guerra dei rami").
Le basti sapere che dalla proclamazione della Repubblica fino agli anni sessanta (proprio quando si accese la disputa interna della casata con la morte dell'ultimo Gran Maestro "in solitaria", Ferdinando Pio) nessun ordine non nazionale veniva autorizzato in Italia. Anzi, fin dal 1953 il Costantiniano era rimasto incluso nella famosa lista degli ordini illegittimi del MAE (si vada a cercare i precedenti nel Forum).
Fu proprio da allora che iniziò la lenta e costante ascesa del Costantiniano verso i contesti istituzionali italiani, parlo del ramo franco-napoletano naturalmente, dato che in Spagna - dove c'era ancora Franco e ci resterà fino al 1975 - Don Carlos non aveva ancora molte possibilità di farsi sentire (e dovrà attendere almeno fino agli anni novanta per ottenere i primi importanti riconoscimenti dinastici in casa).
Fu infatti in quel periodo che l'abile iniziativa della Cancelleria franco-napoletana dell'Ordine (la cui titolarità era nel frattempo passata da Ranieri a Ferdinando Maria), riuscì ad ottenere i primi importanti successi, come il conferimento della Gran Croce al Presidente Segni e ad altre cariche repubblicane, la creazione dell’Associazione Nazionale dei Cavalieri Costantiniani, che poi fu riconosciuta come ente morale dal Presidente Giovanni Leone (DPR del 30.3.1973). Infine, come già accennato, il famoso parere al CdS del 1981, che consacrerà definitivamente la legittimità dell'Ordine nella Repubblica Italiana.
Attribuirei il merito e la responsabilità principali dell'operazione sostanzialmente a tre persone, una l'abbiamo già citata nel Presidente della I Sezione del CdS, l'altra fu il Capo del Cerimoniale Diplomatico di allora, l’Amb. Emanuele Scammacca del Murgo, e l'ultima, naturalmente, fu il principale artefice materiale della vicenda, il Balì di Gran Croce dell'Ordine Don Achille di Lorenzo.
Tutto ciò che è seguito, ossia le commissioni consultive in materia, i pareri del CdS, e le tante altre relazioni, rapporti, studi, ricerche e consulenze, poco o nulla hanno modificato, se non l'effetto indotto che l'autorizzabilità del Costantiniano ha prodotto anche su altri ordini preunitari, ed il più recente - già accennato - allargamento al ramo spagnolo.
Non entro – non rientrando nelle mie competenze né nelle mie capacità - nel merito della correttezza delle decisioni prese dalle istituzioni repubblicane nei confronti dell'Ordine, per il quale, da storico e appassionato del mondo onorifico e cavalleresco, non posso non rispettare le tradizioni, le vicende secolari ed i principi ideali.
Indipendentemente dai modi e dai tempi con cui l’ordine ha ottenuto questi successi, è però innegabile che nell'arco di soli trent'anni - dopo un lungo periodo di declino protrattosi dall'Unità fino alla fine del Regno d'Italia - il Costantiniano sia riuscito a divenire oggi (soprattutto grazie all'iniziativa di quei pochi, ai quali - parafrasando Churchill - tanti devono così tanto) l'ordine non nazionale più presente in Italia (il cui nastrino azzurro è tra l’altro il più diffuso sui medaglieri dei nostri militari e rappresentanti delle Forze dell'Ordine repubblicane).
Queste vicende comunque, a quanto pare, interessano ben poco gli appassionati della materia ed i membri del sodalizio, che preferiscono continuare a dibattere all'infinito sul merito della questione dinastica (irrisolvibile ovviamente finchè qualcuno dei vertici non prenderà una decisione in merito). Si continua a guardare al passato remoto e si sorvola sulle ultime vicende che riguardano l'Ordine, inclusi purtoppo, e questo è ciò che mi rammarica maggiormente, i già accennati recenti colpi più o meno bassi che i rispettivi rami si stanno scambiando per prevalere l’uno sull’altro… [hmm.gif]
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Tilius » giovedì 22 giugno 2017, 17:44

Sempre nelle more, riporto qui un altro illuminante intervento dove si parla di 2005 per lo Spagna (fermo restando il 1981 per il Francia, salvo incursioni più o meno ufficiali e più o meno massicce negli anni precedenti).

viewtopic.php?f=2&t=14312&start=105#p169415
Mario Volpe ha scritto:
Equitem ha scritto:
Mario Volpe ha scritto:
più autorevole non saprei, più influente ai fini della legittimazione dell'ordine nei confronti dello Stato Italiano senz'altro...


Detto così, gentile Sig.Volpe, è come se si volesse, "tra le righe", far notare come il Pezzana abbia in tal senso avuto un ruolo di parte, al di là delle fondamenta giuridiche del concetto stesso di "ordine non nazonale". Credo che, checonsiderando l'età del Pezzana - intorno ai 90 -, i Suoi incarichi nei diversi ed illustri Ordini, nonchè le varie funzioni "giurisdizionali" svolte dallo stesso, senza voler peccare di presunzione, e senza alcuna posizione di parto preso, la Sua dottrina sia piu' che autorevole.

non va dimenticato che all'epoca del famoso parere del CdS, Pezzana era già Gran Croce del ramo franco-napoletano...


Altro rafforzativo questo a sostegno che il Pezzana abbia avuto un ruolo di parte nell'emanazione del Parere del C.D.S.?

Gentile moderatore, in questi termini, ed in tutta franchezza, anche se ciò sia lecito pensarlo, dal canto mio è altrettanto lecito è difficile non credere che oggi i Consiglieri del C.D.S in virtu' del " doppio mandato", si pensi ad esempio all'ex Ministro Affari Esteri Frattini che era anche Consigliere, non abbiano potuto assumere scelte e decisioni per "partito preso" , e sempre a titolo esemplificativo, si pensi ai diversi ricorsi al Capo dello Stato avverso i diversi dinieghi all'autorizzazione del porto di onori da parte del MAE, dove l'ente stesso preposto al rilascio/diniego di dette autorizzazioni viene poi chiamato a "decidere" in qualche modo avverso l'impugnazione di un atto da Lui stesso emanato. Il mio è solo uno dei tanti esempi che potremmo chiamare in causa ove quella trasparenza ed imparzialità alla quale sovente si grida è solo utopia.


Io riporto semplicemente dei dati di fatto, le conclusioni "tra le righe" le lascio fare agli altri. Aggiungo inoltre che il Pezzana fu anche membro della Commissione consultiva sugli ordini cavallereschi istituita presso il Cerimoniale Diplomatico tra il 2001 e il 2003, che, sempre sulla base del suddetto parere del 1981 e di successive considerazioni, ribadi la legittimazione del ramo franco-napoletano del Costantiniano e confermò l'autorizzabilità al fregio anche ad altri ordini cavallereschi non nazionali di origine preunitaria.
Per arrivare a vedere l'allargamento dell'autorizzabilità da parte del MAE anche del ramo spagnolo del Costantiniano, bisognerà attendere il 2005, quando un avvicendamento al vertice del Cerimoniale Diplomatico consentirà - dopo oltre vent'anni di orientamenti unilaterali - il cambio decisivo di rotta (ed all'epoca il Pezzana era ormai in pensione).
Per quanto mi risulta, il Consiglio di Stato dal 1981 ad oggi si è pronunciato solo quattro volte su questioni realtive agli ordini cavallereschi, gliene fornisco il riepilogo per sua informazione:
- Parere n.1869 del 26 novembre 1981 (attribuzione dello status di ordine non nazionale al Costantiniano franco-napolatano);
- Parere n. 813 del 11 luglio 2001 (sospensione delle autorizzazioni al fregio dell'Ordine della Corona Ferrea);
- Parere n. 367 del 26 marzo 2003 (definitiva delegittimazione dell'Ordine della Corona Ferrea e annullamento delle autorizzazioni concesse);
- Parere n. 2443/08 del 29 ottobre 2008 (sulla non autorizzabilità di ordini cavallereschi dinastici ex-sovrani stranieri).
Se una decisione avversa al MAE c'è stata - quella realtiva alla Corona Ferrea - ben venga se è servita a porre fine alla più clamorosa truffa cavalleresca degli ultimi decenni.
In merito alla disputa dinastica in atto nell'Ordine Costantiniano, non troverà un soggetto più imparziale ed obiettivo di me, avendo declinato ripetute offerte di cooptazione sia da un ramo che dall'altro del sodalizio cavalleresco. ;)
Anche sul quando e come l'Ordine sia riuscito ad ottenere in tempi di repubblica quello che non era riuscito a fare in epoca monarchica, grazie agli oltre otto anni di servizio prestati al Cerimoniale Diplomatico del MAE (ed al prolungato accesso ai suoi archivi storici), difficilmente potrà trovare una persona più informata e imparziale di me.
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 22 giugno 2017, 18:21

Grazie Tilius per aver individuato gli interventi sopra riportati. Ero certo di aver a suo tempo riferito nel Forum alcune considerazioni sull'argomento, ma per mancanza di tempo non ho potuto svolgere la ricerca e fornirne la relativa citazione. [thumb_yello.gif]
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Sagittario » venerdì 30 giugno 2017, 23:44

Sagittario ha scritto:La data 20/07/1963 l'ho rinvenuta su "Il Gran Magistero del SMOC" di Ettore Gallo a pag.158 ove viene riportata copia della lettera del M.A.E. Cerimoniale V, e reca la didascalia "Missiva del M.A.E. riguardante l'autorizzazione all'uso delle insegne da parte dei Cavalieri Costantiniani (1963)". Se interessa posto la scansione.


Tilius ha scritto:Certamente che interessa. [cheers.gif]


Finalmente riesco a rispettare quanto promesso...

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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Tilius » sabato 1 luglio 2017, 0:06

Molto interessante.

Ma da chi é firmato?

Appare ancora più misterioso, per durata e complessità, il percorso che ha portato da una tale apparentemente plenaria autorizzazione fino al famoso parere del Consiglio di Stato, arrivato quasi 20 anni più tardi (il quale parere, se la prima autorizzaione di cui sopra fosse divenuta effettivamente un dato di fatto acquisito e accettato e incontestato, non avrebbe avuto ragione d'essere né richiesto né emesso).

[sweatdrop.gif] [hmm.gif]

Il libercolo delorenziano sulla vicenda potrebbe aiutare a chiarirla, ma lo lessi anni ha, e non ne conservo memoria alcuna. [sorry.gif]
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 8 luglio 2017, 16:01

Nell'arco di alcuni decenni i sopra citati pareri e/o provvedimenti, hanno portato ad autorizzare il pubblico uso nel territorio italiano delle insegne di vari ordini, conferiti da dinastie già regnanti nella penisola italiana dal 1815 al 1860, e tra questi ad esempio l'Ordine Costantiniano di San Giorgio (Casa Borbone-Due Sicilie) e l'Ordine Costantiniano di San Giorgio (Casa Borbone-Parma).
A me risulta (ma forse sbaglio) che potenzialmente autorizzabile non significa né riconoscimento dell’Ordine in sé da parte dello Stato, né certezza di buon esito della pratica.
L’autorizzazione del Ministero degli Affari Esteri, infatti, mi risulta essere un provvedimento a carattere individuale che gode di un ampio margine di discrezionalità.
In altre parole, motivi di opportunità potrebbero consigliare di non dar luogo alle autorizzazioni, sebbene l’ordine possieda, in punto di diritto, tutti i requisiti.
Mi sembra di capire che si tratti in ogni caso di una materia complessa e non perfettamente codificata, che lascia ampi margini alla discrezionalità e alla prassi innovativa, come le relativamente recenti autorizzazioni in favore delle onorificenze conferite dal ramo cosiddetto «spagnolo» della Casa Borbone-Due Sicilia, fino a qualche tempo fa oggetto di un rigido atteggiamento di chiusura.
Detto questo, mi interesserebbe sapere se allo stato attuale, qualsiasi domanda individuale di riconoscimento relativo all'uso e al porto in Italia delle dignità cavalleresche del SMOC, di qualsiasi obbedienza essa sia, venga automaticamente accolta, oppure se sulla domanda vi sia ancora discrezionalità in ordine all'accoglimento o meno della stessa.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Elmar Lang » domenica 16 luglio 2017, 10:23

Il giorno in cui (finalmente) saranno portabili unicamente gli ordini e le decorazioni conferite dallo Stato italiano e dagli stati sovrani riconosciuti dall'Italia (con la tassativa proibizione al porto di onorificenze provenienti da dinastie decadute), ogni problema sarà risolto...
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 16 luglio 2017, 13:42

Carissimo, personalmente mi sembra difficile l'arrivo del giorno da te auspicato. Per quanto concerne l'attuale situazione istituzionale, il problema è "il vorrei ma non posso" in ambito titoli cavallereschi e nobiliari della Repubblica italiana(Prima, Seconda...etc.) ma credo che anche in un Secondo Regno d'Italia il Sovrano manterrebbe il settore dinastico preunitario in vigore! Ciao,
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Re: "autorizzabilità" delle onorificenze Costantiniane

Messaggioda Elmar Lang » domenica 16 luglio 2017, 14:35

Dubito che vi sarà mai più un Regno d'Italia, se si eccettua un possibile khedivato...

A mio parere, gli ordini e le decorazioni conferite e da dinastie preunitarie o da enti ed associazioni, non dovrebbero venire autorizzate al porto, tantomeno sull'uniforme, restando bensì nel patrimonio onorifico privato e personale, quale segno di riconoscenza da parte dei capi delle dette ex dinastie.

Se la caccia a tali segni d'onore è invece determinata dalla "depressione da petto spoglio", si vada a vedere quello sull'uniforme ad esempio di Henri Guisan...

E. L.
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