Talvolta lo Stato si muove

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 18 giugno 2017, 12:21

nicolad72 ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto: mentre gli ordini dinastici sarebbero lasciati al privato

Tomaso non far finta di non vedere come funziona la realtà... le farloccate non cadrebbero nel ridicono.. non vi cadono oggi che sono astrattamente vietate, figurati un domani che si vedrebbero equiparate a istituzioni legittimissime.... gongolerebbero e direbbero che finalmente lo stato li ha riconosciuti.


Nella mia proposta lo Stato non riconoscerebbe gli ordini farlocchi, semplicemente non si curerebbe e non concederebbe spazio pubblico a trattamenti e segni d'onore che non provengano da Stati Sovrani o soggetti di diritto internazionale (come SMOM o Croce Rossa). Un po' come avviene per i titoli nobiliari: lo Stato non distingue il discendente di un conte del 1700 da un cittadino italiano che usa il titolo di principe perché si è svegliato oggi e ha deciso di essere "principe": per lo Stato non esistono entrambi, sono ininfluenti, non hanno riconoscimento se non a livello privato nei propri ambiti sociali.
In tale situazione però ci sarebbe lo svantaggio che ordini legittimi come lo SMOCG o l'OSSML si troverebbero nel medesimo status privato e di non riconoscimento pubblico degli ordini farlocchi.
Bisogna inoltre anche dire che anche gli ordini dinastici veri non aiutano molto perché spesso anche loro adottano iniziative poco opportune come quelle di creare benemerenze e medalgie varie spacciandole per segni d'onore di altissimo livello (invitando anche i militari a indossarle e a spingere per la loro autorizzazione), senza contare le assurde e continue divisioni interne (basti pensare allo SMOCG, ma anche all'OSSML) o ad invenzioni come quelle della Casa d'Asburgo circa l'Orden Saint Georges che recentemente sta dispensando abbastanza anche in Italia.

Vedi, il problema di fondo è che l'attuale legge già vieterebbe a neo templari et similia di essere presenti nella società, eppure continuiamo a vederli nelle cerimonie ecclesiastiche, sui giornali, addirittura con sentenze della magistratura in parte a loro favore (vedasi Santa Brigida et similia). Per questo comprendo la proposta di Elmar che vorrebbe vietare tutto. Dall'altro lato però troverei poco opportuno vietare al singolo cittadino di entrare nello SMOCG ad esempio.

In definitiva, la soluzione migliore sarebbe semplicemente applicare meglio l'attuale legge, ma la vedo molto difficile: salvo per casi di reale truffa (vendita passaporti et similia), difficilmente posso pensare a denunce per una rosetta al bavero di un cittadino o per una processione per le vie del paese con mantelli e croci neotemplari.

In ultimo, riguardo la mia affermazione circa il ridicolo sociale che ghettizzerebbe gli ordini farlocchi, la ribadisco. Cerchiamo di essere onesti, io non vedo così spesso gli ordini farlocchi agli onori della cronaca (anzi, per altro non vedo neanche gli ordini veri: dobbiamo attendere una crisi nello SMOM per vedere pochi articoli sulle testate nazionali): per lo più sono presenti nei loro siti e al massimo qualche giornalino online del paesino dove svolgono la loro cerimonia pubblica un misero articolo, altrettanto ridicolo.
Anche i numeri sono minimi: noi che studiamo la questione ovvio che siamo molto più attenti, ma a livello generale, su 60 milioni di cittadini, questi ordini hanno numeri di solidali davvero bassi.
Poi ovvio che si fanno strada tra gli ignoranti della materia e capita che ci sia il parroco, ma anche il vescovo, il politico, l'attore che ci cascano ed entrano in tali assurdi sodalizi... però non mi pare che ci siano numeri così elevati di cittadini italiani. Cioè, anche dalle foto dei loro siti internet si vedono pellegrinaggi o cerimonie di investiture con poche decine di seguaci. Al massimo i neotemplari arrivano a qualche membro in più... ma ritengo che rimangano comunque ghettizzati.
Gli ambienti un minimo seri e conoscitori della materia non si avvicinano certo agli ordini farlocchi e se qualche cittadino italiano si diverte a indossare mantelli e croci di latta... finchè non c'è truffa... sinceramente ci riderei sopra.
Quello che più mi dà fastidio è la loro presenza in chiesa e nelle processioni: lì l'autorità ecclesiastica dovrebbe vigilare maggiormente e impedire la loro partecipazione con mantelli e croci, evitando di inserirli, come alcune volte è accaduto, accanto a veri ordini come SMOM o OESSG.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 18 giugno 2017, 12:24

Per un insignito di un'onorificenza di un ordine dinastico l'autorizzazione all'uso e il riconoscimento dell'onorificenza stessa da parte della Repubblica Italiana dovrebbe interessare in verità poco, poichè il valore fondamentale è dato dal conferimento stesso dell'onorificenza e non già da una sorta di ratifica e autorizzazione repubblicana successiva.
E ovvio poi che il portatore dell'ordine cavalleresco dinastico, essendo cittadino italiano, è tenuto, volente o nolente, al rispetto delle leggi repubblicane dettate in materia cavalleresca, analogamente a tutte le altre disposizioni normative spesso inique, astruse ed assurde, sovente imposte dall'estero, che giornalmente sforna la Repubblica Italiana.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda Elmar Lang » domenica 18 giugno 2017, 14:08

Gli ordini farlocchi nascono, vivono e prosperano, grazie proprio al fatto che si concede il porto di ordini conferiti da dinastie decadute (non per colpa delle dinastie decadute, ci mancherebbe!); cosa che apre il campo ad una "zona grigia" di ordini conferiti da non-stati.

Quello delle dinastie ex-regnanti, è il brodo di coltura delle "pseudo-dinastie" più strampalate, ma che a quanto pare riescono appieno nel loro disegno: poco lavoro, massimo guadagno e pure qualche sano divertimento.

Alla mia drastica ipotesi, potrei magari aggiungere che le ex-dinastie e solo quelle che regnarono sul suolo italiano, unicamente se registrate presso un apposito ufficio dello Stato Italiano che ne accerterà il diritto, potranno conferire i loro Ordini Dinastici (si badi bene, solo quelli dinastici e vigenti all'atto di costituzione del Regno d'Italia ovvero alla data della materiale perdita del trono[/u]), ma con il tassativo divieto del pubblico porto delle insegne e dei loro distintivi.

Io resto sempre dell'avviso che gli ordini e le decorazioni di cui possa venire autorizzato il porto, debbano unicamente essere quelle ufficiali, Italiane e degli stati sovrani riconosciuti.

Questo e le pene previste dalla legge, credo potrebbero essere la soluzione definitiva alla piaga degli ordini farlocchi (più diffusi di quel che ottimisticamete ritenga il Nostro Tomaso).

Buona domenica,

E.L.

P.S.: poi, auspicherei drastici provvedimenti disciplinari nei confronti di Ufficiali delle FF.AA. italiane che si prestassero a svolgere funzioni quali il "Comando della Guardia Imperiale" ed altro, nell'ambito di quei fantasmagorici consessi più o meno porfirogèniti...
Ultima modifica di Elmar Lang il domenica 18 giugno 2017, 14:12, modificato 2 volte in totale.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda nicolad72 » domenica 18 giugno 2017, 14:09

Tom il tuo intervento è cosi insipido che non merita considerazione.... non solo perseveri nell'errore ma ignori le critiche e ripeti come un mantra tesi che non sai giustificare innondandoci di parole.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 18 giugno 2017, 14:24

Elmar Lang ha scritto:Gli ordini farlocchi nascono, vivono e prosperano, grazie proprio al fatto che si concede il porto di ordini conferiti da dinastie decadute (non per colpa delle dinastie decadute, ci mancherebbe!); cosa che apre il campo ad una "zona grigia" di ordini conferiti da non-stati.

Quello delle dinastie ex-regnanti, è il brodo di coltura delle "pseudo-dinastie" più strampalate, ma che a quanto pare riescono appieno nel loro disegno: poco lavoro, massimo guadagno e pure qualche sano divertimento.

Alla mia drastica ipotesi, potrei magari aggiungere che le ex-dinastie e solo quelle che regnarono sul suolo italiano, unicamente se registrate presso un apposito ufficio dello Stato Italiano che ne accerterà il diritto, potranno conferire i loro Ordini Dinastici (si badi bene, solo quelli dinastici e vigenti all'atto di costituzione del Regno d'Italia ovvero alla data della materiale perdita del trono[/u]), ma con il tassativo divieto del pubblico porto delle insegne e dei loro distintivi.

Io resto sempre dell'avviso che gli ordini e le decorazioni di cui possa venire autorizzato il porto, debbano unicamente essere quelle ufficiali, Italiane e degli stati sovrani riconosciuti.

Questo e le pene previste dalla legge, credo potrebbero essere la soluzione definitiva alla piaga degli ordini farlocchi (più diffusi di quel che ottimisticamete ritenga il Nostro Tomaso).

Buona domenica,

E.L.

P.S.: poi, auspicherei drastici provvedimenti disciplinari nei confronti di Ufficiali delle FF.AA. italiane che si prestassero a svolgere funzioni quali il "Comando della Guardia Imperiale" ed altro, nell'ambito di quei fantasmagorici consessi più o meno porfirogèniti...


Concordo in toto con questa tua ultima proposta. Faccio però notare che alla fin fine è la medesima che, sulla carta, ha adottato l'Italia. Infatti in teoria solo gli ordini dinastici autorizzati dal MAE sono utilizzabili e ricevibili dai cittadini italiani e questi sono essenzialmente quelli delle dinastie preunitarie. Quindi basterebbe applicare in modo serio l'attuale legislazione.

L'unica differenza con l'attuale legge che tu suggerisci è quella di non concedere l'autorizzazione al porto di tali segni d'onore sulle uniformi militari o civili. Su questo potrei anche essere d'accordo, non perché uno SMOCG non sia segno adeguato alle uniformi dello Stato, ma perché effettivamente non ha molto senso la presenza di segni d'onore rilasciati da dinastie preunitarie non più regnanti sulle uniformi dello Stato (e così si eviterebbe anche l'eccessiva corsa da parte di alcuni militari verso questi ordini).

Il problema che indicavo in precedenza è lo scarso controllo e conseguente sanzione a riguardo.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda Elmar Lang » domenica 18 giugno 2017, 14:39

Credo che il divieto (se sanzionato severamente) del porto di segni d'onore non statuali, già darebbe un colpo gravissimo alle farloqueries; inoltre, il divieto andrebbe esteso anche all'abito civile d'un privato cittadino che presenziasse ad una cerimonia in luogo pubblico o aperto al pubblico: infatti, un decorato, chessò, d'una commenda di ordine dinastico, per il pubblico comune potrebbe avere un "aspetto più importante" d'un altro cittadino che indossasse la sola Medaglia d'Oro al Valor Civile, che ovviamente è le millanta volte più importante d'una Gran Croce "con gioje" d'un ordine conferito da una famiglia ex-regnante.

A ciò va aggiunto ciò che ho accennato precedentemente, ovvero che le dinastie ex-regnanti, possano concedere solo gli ordini appunto dinastici (e non le decorazioni) che erano vigenti al momento della perdita del trono.
Con la tassativa esclusione di qualsivoglia neoistituita medaglia, decorazione, distintivo o benemerenza "portativa", che potrebbero opportunamente essere sostituite da targhe, diplomi e simili.

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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda adj » domenica 18 giugno 2017, 15:24

Ma perché nessuno, invece che da Costantino VII o dagli altri vari Porfirogeniti, non vanta la propria discendenza da Costantino V? [angel]
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 18 giugno 2017, 16:27

Mi sembra che certi interventi di spiccato orientamento "anti-cavalleria" portano con sé il rischio, nella loro foga di voler buttare via l'acqua sporca, di gettare via anche il prezioso bambino.
Considerando che la realtà attuale ci mostra che gli ordini pontifici sono sempre più di rado concessi, l'ordine di Malta è soggetto a una riforma dalla quale molto probabilmente uscirà depotenziato, la stessa croce dell'ordine al merito della Repubblica Italiana è ormai particolarmente ambita soltanto da qualche sottufficiale delle forze armate, vietare nella sostanza gli ordini cavallereschi dinastici significa veramente, come giustamente ha affermato Nicola, affossare definitivamente il mondo della cavalleria.
A questo punto diventiamo tutti soci del Rotary (io del resto già lo sono), che è una istituzione moderna ed importante, la quale partecipa attivamente alla Conferenza delle Nazioni Unite inviando osservatori, e non occupiamoci più di cavalleria se non sotto il profilo meramente storico e falenistico.
Scusate lo sfogo, ma fa veramente un po' senso leggere in un forum dedicato agli ordini cavallereschi certe prese di posizione, che pur pienamente legittime e rispettabili, concorrono palesemente a delegittimare gli ordini cavallereschi legittimi ancora esistenti, con ciò indebolendo ed impoverendo pure tutto il meraviglioso mondo della cavalleria.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 18 giugno 2017, 16:50

Premetto che non voglio sminuire gli ordini dinastici, ma ritengo che bisognerebbe anche fare dei distinguo.
Un conto è uno SMOM, ordine sovrano, riconosciuto da 100 e oltre Stati, dalla Santa Sede, con membri professi e che prosegue le sue attività religiose e assistenziali sulla scia del suo passato; un conto è un OESSG, altrettanto riconosciuto da Stati, dalla Santa Sede con tanto di Gran Maestro Cardinale, che apporta un contributo fondamentale alla Terra Santa e che anch'esso mantiene elevati standard d'azione cavalleresca; un conto sono ordini di merito conferiti da Stati che tutelano gli insigniti con specifici diritti anche solo di cerimoniale.

Diverso è il caso degli ordini dinastici in capo a Case Reali non più regnanti. Mi sembra che molti parifichino uno SMOCG o un OSSML odierni allo SMOCG e all'OSSML di 3 o 4 secoli fa: trovo che non ci sia paragone! All'epoca erano ordini amministrati da Case Reali sul trono, riconosciuti in tutto l'occidente, con una potenza economica e militare rilevante, con riconoscimento pieno della Santa Sede (Cardinali patroni, approvazione degli Statuti...). Quella era la cavalleria come oggi sono, seppur ovviamente con un adeguamento alle mutate condizioni storiche, lo SMOM o l'OESSG. Ma gli attuali ordini dinastici non possono essere paragonati a quello che erano nel passato: oggi sono amministrati da Case Reali non più sul trono, non hanno particolari riconoscimenti legali (al massimo qualche Stato, per altro pochissimi, autorizzano l'uso delle insegne ai propri cittadini, ma nulla di più), non sono neppure riconosciuti dalla Santa Sede (almeno non come in passato visto che non hanno più Cardinali Patroni né sorveglianza sugli statuti) e anche dal lato economico e di rilievo sociale, ormai sono l'ombra del loro passato.

Questo non per giustificarne una soppressione, ci mancherebbe, però è giusto comprendere che sono ordini profondamente diversi rispetto a quello che erano in passato e ciò si riflette anche sugli eventuali riconoscimenti da parte dello Stato.
In linea generale, concordo con Elmar che tali ordini dovrebbero rimanere nell'ambito privato delle rispettive dinastie. I cittadini dovrebbero essere autorizzati a esserne insigniti, ma nulla di più, evitando anche l'uso sulle uniformi militari.
L'unico aspetto che mi trova meno drastico rispetto ad Elmar riguarda l'uso in pubblico di eventuali rosette o miniature per i civili. Capisco l'intento di Elmar ad evitare equivoci con chi conosce poco le differenze tra i vari ordini e che potrebbe confondere una Gran Croce OMRI con un cavaliere OSSML, però troverei davvero eccessivo sanzionare un cittadino italiano che si presentasse ad una cerimonia pubblica con una rosetta SMOCG. Quindi senza concedere ai membri degli ordini dinastici preunitari particolari diritti (precedenze o uso di specifici trattamenti che devono essere riservati solo agli insigniti di ordini statali), lascerei però la libertà di indossare anche in pubblico le insegne.

Elmar Lang ha scritto:A ciò va aggiunto ciò che ho accennato precedentemente, ovvero che le dinastie ex-regnanti, possano concedere solo gli ordini appunto dinastici (e non le decorazioni) che erano vigenti al momento della perdita del trono.
Con la tassativa esclusione di qualsivoglia neoistituita medaglia, decorazione, distintivo o benemerenza "portativa", che potrebbero opportunamente essere sostituite da targhe, diplomi e simili.
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Su questo sono pienamente concorde e lo è anche l'ICOC che ha sempre ribadito come le Case già reali possano amministrare solo gli ordini cavallereschi dinastici e non crearne di nuovi. Purtroppo non tutte le Casate capiscono ciò e anche tra quelle storiche e vere hanno iniziato a comparire nuovi ordini e questo sicuramente è un errore soprattutto da parte di tali Casate che così facendo compiono i medesimi abusi che criticano nei confronti degli ordini farlocchi
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda Mario Volpe » domenica 18 giugno 2017, 16:52

Questa discussione non fa altro che riesumare argomentazioni che sono già state, in un passato più o meno recente, analizzate e sfaccettate ogni volta che nel nostro povero Paese è uscito fuori qualche nuovo fantagranmestro, che ha lanciato sul nostro palcoscenico cavalleresco le sue più o meno geniali "creazioni" equestri, e che poi ha finito per scottarcisi le dita (purtroppo sempre troppo poco).
Tra le più celebri imprese che riesca a ricordare (memore soprattutto del lungo periodo di servizio da me prestato presso il Cerimoniale Diplomatico del Ministero degli Esteri), ricordo assai bene quelle della "corona ferrea" (il minuscolo è voluto) del falso discendente di qualche cavaliere napoleonico, quella del "teutonico di svevia" del falso discendente degli Hohenstaufen (e attenzione perché la faccenda pare continuare dato che il "principe" fondatore avrebbe già designato un suo successore), e quella del falso "re del Portogallo", pure lui gran dispensatore di titoli e utilizzatore per i suoi "nobili fini" di salotti provvisti di trono dorato, targa e passaporti diplomatici (ma di casi analoghi - purtroppo - ce ne sono stati molti altri).
In tutti questi casi i polli che ci sono cascati - appartenenti ad ogni categoria sociale, militari in testa - sono stati numerosi, ed il relativo giro di denaro finito nelle tasche dei titolari piuttosto considerevole.

Il nostro è uno strano Paese, nel quale, nonostante l'avvento di una società ormai essenzialmente materialistica, una certa parte degli abitanti continua a dare valore a certi "titoli" sociali, a certi (altrimenti per loro irraggiungibili) ambienti altolocati e aristocratici, a certe "apparenze" di nobile e ricca opulenza, per "scalare" le quali sono disposti a credere (nella per lo più totale ignoranza) alla validità di qualsiasi titolatura gli venga proposta, e a sborsare qualunque somma pur di ottenerle e poterle sfoggiare.

Il fenomeno, sono d'accordo con la maggioranza di questa nostra piccola minoranza di frequentatori (non dimentichiamoci che noi che frequentiamo il Forum siamo solo una minoranza erudita della popolazione nazionale), dovrebbe essere arginato, sia per contrastare questi fenomeni truffaldini, spesso accompagnati da giri di denaro non indifferenti, sia per tutelare il valore e il decoro delle nostre onorificenze nazionali (che nonostante la scarsa considerazione di cui godono in molti ambienti, sono e restano le nostre massime espressioni onorifiche e premiali), e delle onorificenze estere ufficiali.
Il problema alla fine rimane in quest'ambito sempre lo stesso, ossia una legislazione in materia poco chiara, ormai datata e troppo facilmente interpretabile, l'eccessiva indulgenza del nostro potere giuridico (evidentemente fin troppo impegnato in delitti e reati ben peggiori), oltreché le scarse denunce da parte dei truffati (per lo più desiderosi di dimenticare e far passare in sordina la "sola" ricevuta). Sarebbe pertanto necessario promulgare una nuova normativa ad hoc, che riesca a portare maggior chiarezza e disciplina sull'argomento e a regolamentare meglio (oltreché limitare) l'uso delle onorificenze nel nostro Paese.

Io la mia soluzione personale la conservo da diversi anni in un cassetto, e so già che non sarebbe né perfetta (certamente perfezionabile), né accettata da tutte le parti in causa (perché per risolvere il problema qualche testa dovrebbe comunque cadere), ma ritengo che già così com'è potrebbe portare nel nostro Paese "un pò d'ordine nell'uso degli ordini". Ve la sottopongo a mia volta senza alcuna pretesa di compiutezza o adeguatezza, e unicamente per un proseguimento nella discussione:

DISCIPLINA DEL CONFERIMENTO E DELL'USO DELLE ONORIFICENZE, DECORAZIONI E DISTINZIONI CAVALLERESCHE NEL TERRITORIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Art. 1

La presente legge disciplina il conferimento e l'uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche nazionali, non nazionali ed estere nel territorio della Repubblica.

Art. 2

In forza del disposto di cui all'art. 87 u.c. della Costituzione le onorificenze e distinzioni cavalleresche nazionali possono essere conferite unicamente dal Capo dello Stato. A questi è altresì affidata la facoltà di revocare, nei casi previsti dalla legge, le onorificenze e le distinzioni cavalleresche nazionali già conferite.
Le procedure per il conferimento delle onorificenze e distinzioni cavalleresche nazionali, nonché le modalità d’uso delle stesse, continuano ad essere regolate dalle leggi istitutive e dai regolamenti dei vari Ordini cavallereschi della Repubblica.
L’atto del conferimento, una volta perfezionatosi, autorizza i cittadini insigniti di onorificenze della Repubblica ad usare liberamente nel territorio nazionale le relative insegne e titolature.
Il fregio delle onorificenze nazionali deve sempre conformarsi alle prescrizioni dei rispettivi regolamenti ed essere effettuato nel rispetto e nel decoro che si addice all’uso delle simbologie dello Stato.

Art. 3

E' vietato ai cittadini italiani l'uso nel territorio nazionale di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche diverse da quelle repubblicane, fatto salvo quanto previsto nei seguenti articoli.

Art. 4

L’uso nel territorio nazionale di onorificenze e distinzioni cavalleresche conferite a cittadini italiani da Stati esteri deve essere autorizzato con decreto del Ministro per gli Affari Esteri.
Si considerano autorizzabili le onorificenze e distinzioni cavalleresche statuali concesse a livello unitario da quegli Stati con i quali la Repubblica intrattenga relazioni diplomatiche e la cui sovranità sia riconosciuta dall’Italia.

Art. 5

L’uso nel territorio nazionale delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche conferite a cittadini italiani dal Sovrano Militare Ordine di Malta, in virtù dei vigenti accordi che regolano i rapporti tra quest’ultimo e la Repubblica Italiana, non necessita di alcuna autorizzazione.

Art. 6

L’uso nel territorio nazionale delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche conferite a cittadini italiani da Ordini equestri della Santa Sede e dall'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, continua ad essere regolato dalle disposizioni del R.D. n. 974 del 10 luglio 1930. Le relative insegne e titolature possono pertanto essere utilizzate dai cittadini italiani che ne siano insigniti previo ottenimento dell’autorizzazione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Art. 7

L’uso delle onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche di cui ai precedenti articoli da parte di componenti delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine e dei corpi armati dello Stato e dei suoi enti locali, resta soggetto alle disposizioni vigenti per l’ottenimento dell’autorizzazione al fregio sulle uniformi, e per le relative trascrizioni matricolari (dello Stato Maggiore della Difesa).
Le istanze di autorizzazione al fregio continuano ad essere inoltrate per via gerarchica dai militari insigniti alle rispettive Amministrazioni di appartenenza, le quali – uniformandosi alle presenti disposizioni - ne deliberano caso per caso l’accoglimento o il diniego.
Per le onorificenze e distinzioni a carattere cavalleresco conferite da Stati esteri, continua ad essere necessario l’ottenimento dell’autorizzazione del Ministero degli Affari Esteri, di cui all’art. 4 della presente legge.
Le determinazioni relative al rilascio dell’autorizzazione al fregio sulle uniformi delle decorazioni di tipo non cavalleresco straniere, ossia di medaglie, croci e segni distintivi al valore o al merito, di guerra, di servizio, commemorativi, di specializzazione, di partecipazione a operazioni internazionali o altro, sono demandate direttamente alle Amministrazioni di appartenenza degli insigniti. (Queste ultime dovranno comunque conformarsi alle direttive centrali emesse dallo Stato Maggiore della Difesa).

Art. 8

Continua ad essere ammesso nel territorio nazionale il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche rilasciate da Ordini equestri, dinastici o di merito facenti capo al patrimonio onorifico di case già sovrane dell’ex-Regno d’Italia o di ex-Stati preunitari italiani (esistenti successivamente al congresso di Vienna del 1815 e assorbiti nel Regno d'Italia nel 1861), tuttora conferite dai rispettivi discendenti.
Tali conferimenti tuttavia, rimangono estranei al sistema onorifico nazionale e vanno considerati unicamente come distinzioni a carattere storico-onorario.
Alla stessa stregua vanno considerate tutte le onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche rilasciate da Ordini equestri o dinastici facenti capo a case ex-sovrane straniere, che abbiano effettivamente regnato successivamente al 1815 e che sono tuttora conferite dai rispettivi discendenti (salvo che non godano nei rispettivi Paesi di un riconoscimento formale da parte del relativo Governo).
L’uso nel territorio nazionale delle suddette distinzioni da parte dei cittadini italiani che ne siano stati insigniti, viene pertanto ammesso unicamente in un contesto privato e onorario, e limitatamente al circoscritto ambito associativo storico-cavalleresco degli stessi soggetti conferenti.
E’ vietato l’uso delle suddette distinzioni sulle uniformi di Forze Armate, Forze dell’Ordine e Corpi armati dello Stato e degli enti locali.
(Tutte le autorizzazioni al fregio emesse in tale ambito dalla Presidenza della Repubblica o dal Ministero degli Affari Esteri fino all’entrata in vigore della presente legge, sono pertanto da ritenersi nulle.)

Art. 9

I contravventori delle disposizioni di cui ai precedenti articoli sono puniti con la sanzione amministrativa da € 500 a € 3000.

Art. 10

Salvo quanto è disposto dai precedenti articoli, è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti, associazioni o privati. E' altresì vietato il conferimento di qualunque segno distintivo riportante titolature che possano essere riconducibili a quelle cavalleresche.
I trasgressori sono puniti con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da Euro 45.000 a Euro 270.000.
La condanna comporta sempre, anche nel caso di sentenza emessa ai sensi degli artt. 444 e seguenti c.p.p., la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'art. 36 ultimo comma c.p.
Chiunque faccia uso, in qualsiasi forma e modalità, di onorificenze, decorazioni, distinzioni e titolature cavalleresche conferite in violazione dei divieti di cui al primo comma, anche qualora il conferimento sia avvenuto prima dell'entrata in vigore della presente legge, è punito con la sanzione amministrativa da Euro 1.000 a Euro 6.000.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando il conferimento delle onorificenze, decorazioni o distinzioni sia avvenuto all'estero.

Art. 11

Gli articoli 7, 8 e 9 della legge n. 178 del 3 marzo 1951 sono abrogati.

Art. 12

La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 18 giugno 2017, 17:00

Concordo con la tua ottima proposta di legge. Solo sull'articolo 8 farei un'aggiunta.
Tu lo lasci troppo interpretabile, perché pur mettendo chiari paletti (stati preunitari, regno d'Italia, congresso di Vienna...) rischia comunque di essere scardinato da qualche furbone. Io nell'articolo 8 avrei direttamente inserito l'elenco degli ordini autorizzabili. Dopotutto non potendone creare di nuovi, quelli sono e quelli restano, quindi avrei elencato esattamente quali sono questi ordini dinastici che hanno un riferimento con l'Italia e chiuderei la faccenda: altri non ne entrano e questi sono gli unici accessibili ai cittadini italiani.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 18 giugno 2017, 19:28

La proposta di legge del dott. Volpe ha il merito di unificare il trattamento e la disciplina giuridica degli ordini equestri dinastici, anche se accompagnata dalla perdita della facoltà statuale di autorizzare l'uso delle onorificenze degli Stati preunitari.
Gli ordini equestri pre-unitari vengono, infatti, con questa interessante proposta di legge trattati finalmente in modo eguale a quelli Sabaudi, eliminando la vigente disparità di trattamento.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda fidelisetprudens » lunedì 17 luglio 2017, 20:44

dopo aver letto le considerazioni di cui al comunicato stampa http://www.monopolipress.it/content/il- ... i-avvocati, avverto la necessita' di alcune considerazioni, in omaggio alla verita' storica. Il resto non e' di mia competenza.


Il sig. Stefan Cernetic pretende, come scrive il suo legale, "con fierezza", il titolo di "Altezza Imperiale e Reale" e "Principe ereditario di Montenegro e Macedonia" appellandosi ad una genealogia pubblicata da alcuni anni sul suo sito internet: http://www.princeofmontenegroandmacedon ... lbero.html
Ho voluto verificare attentamente questa genealogia e ho constatato che a partire da suo padre Onorato, Stefan Cernetic elenca una serie di avi che coincidono con la genealogia della nobile famiglia ungherese dei Czernovich (non Cernetic) facilmente reperibile in rete: http://www.banaterra.eu/magyar/H/herald ... novics.htm
Il nonno di Stefan Cernetic sarebbe Giorgio, che nasce non si sa dove nel 1890, esattamente come Gyorgy Czernovich, figlio di Diodor (e non di Dionor, che in ogni caso non significa "Onorato" in ungherese): a parte l'alterazione di Diodor in Dionor, che non parrebbe casuale ma funzionale a far supporre una qualche continuita' nella successione dei nomi di famiglia (Onorato non e' un nome che ricorre nella famiglia Czernovic), Giorgio Cernetic figlio di Dionor e Gyorgy Czernovich figlio di Diodor sono la stessa persona? E' possibile che l'unico figlio maschio della linea principale di una potente famiglia magnatizia ungherese, che discende dai Crnojevic balcanici (gospodari di Zeta e non reali di Montenegro), Gyorgy si sia trasferito a Trieste, cambiando verisimilmente nome e condizione economica? In Istria vivevano e vivono molti nuclei famigliari cognominati Cernetic, alcuni dei quali trasferitisi nelle Americhe. Da questo interrogativo discende la fondatezza di tutte le pretensioni regali di Stefan Cernetic.

Anche a proposito della bandiera e dello stemma del Montenegro, leggo affermazioni che meritano un qualche commento. Lo stemma dell'odierno Montenegro coincide (con varianti negli smalti e metalli) con lo stemma adottato dal principato, poi regno, del Montenegro sotto la dinastia dei Petrovic Njegosh, come pure riferito in fonti ufficiali, di cui potra' prendere agevolmente atto consultando questo link: http://www.crwflags.com/fotw/flags/me.html
Lo stemma della famiglia Crnojevic (nella dizione ungherese Czernovich), la cui affinita' con la famiglia Cernetic e' tutta da dimostrare, e' ben diverso dallo stemma dell'odierno Montenegro, perche' consta di un'aquila bicipite non coronata d'oro su campo rosso.
I Crnojevic governarono una parte del Montenegro, il gospodato di Zeta, per poco piu' di cinquant'anni, dal 1435 fino al 1498, mentre i Petrovic Njegos ressero il Montenegro per oltre duecento anni, dal 1696 al 1918. Tutto questo dovrebbe farci riflettere sulla correttezza di quanto afferma Stefan Cernetic in una delle poche interviste compiacenti rilasciate ad un organo di stampa https://it.sputniknews.com/opinioni/201 ... ntervista/: "noi (ndr Cernetic) siamo imperiali, non reali. La famiglia Petrovic ha regnato con un solo re per tre-quattro anni, dal 1914 al 1918. Tutto quello che è stato creato in Montenegro è stato fatto dalla mia famiglia".
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda Elmar Lang » martedì 18 luglio 2017, 11:36

Il Sig. Cernetic meriterebbe il Golden Globe alla carriera.

Se scrivesse uno "instant book" tipo "la mia vita da imperatore", lo comprerei subito. A conti fatti, ripensandoci, mi è quasi simpatico.

Dopotutto, quelli che ci sono cascati, se la sono proprio cercata. Detto eufemisticamente.

E.L.
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Re: Talvolta lo Stato si muove

Messaggioda gnr56 » martedì 29 agosto 2017, 20:57

Talvolta lo Stato si muove ... ma poi i risultati non sono quelli che ci si aspetterebbe

http://www.stampalibera.it/2011/09/04/l ... utti-di-b/
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