Cavaliere Cesareo

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Cavaliere Cesareo

Messaggioda Roberto Amerighi » domenica 26 marzo 2017, 18:51

Salve.
Vorrei porre un quesito su un argomento che non sono riuscito a risolvere.
Spesso mi sono imbattuto in alcune ricerche di carattere storico, su personaggi che avevano ricevuto in ambito imperiale (quindi non in quello del papato) il titolo di Cavaliere Cesareo. Tali personaggi tuttavia vengono spesso appellati con titolo di Conte Palatino (sempre in ambito Imperiale) o anche con il titolo di Cavaliere Aurato.
Ho avuto la sensazione che nei testi da me consultati questi titoli siano usati in modo alternativo, ma che si riferiscano in effetti sempre al medesimo titolo.
Spero vogliate scusare la mia ignoranza.
Volevo sapere il significato peculiare dei tre diversi titoli sempre con riferimento a quelli rilasciati nel Sacro Romano Impero nel periodo che va da Federico III a Carlo V (in pratica tra il XV ed il XVI secolo).
Mille grazie
Roberto
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda nicolad72 » lunedì 27 marzo 2017, 8:50

Cesareo è aggettivo che richiama l'impero (da Cesare)... usato per distinguere la fonte della nomina che è contrapposto a Cavaliere Pontificio o Petrino.
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda Roberto Amerighi » lunedì 27 marzo 2017, 10:22

Grazie nicolad72.
Quindi, se non sbaglio, l'aggettivo cesareo serve a distinguere il cavaliere aurato di nomina imperiale da quello pontificio.
Mi spiego meglio. Nel periodo storico del SRI, sotto Carlo V, quando si parlava di cavaliere era sottinteso che si parlasse di cavaliere aurato? (Escludendo ovviamente i cavalieri degli ordini cavallereschi)
Consultando Il Trattato di diritto nobiliare italiano di Mistruzzi di Frisinga (Vol I pag. 193), si parla di Conte palatino di nomina imperiale affermando che di diritto è anche Cavaliere Aurato, ma non viene specificata l'affermazione inversa.
Quello di cui non riesco ad avere la certezza è:
il cavaliere di nomina imperiale sotto Carlo V era esclusivamente il cavaliere Aurato e, se la risposta è affermativa, si può affermare che i cavalieri aurati fossero anche conti palatini?
Il dubbio mi sorge poiché in molti libri vedo spesso accoppiati i due titoli. (Per esempio: "Della venuta... in bologna del S. P. Clemente VII per la coronazione di Carlo V, imperator ... 1530" (Pagg.69 e 145, consultabile on line, si parla di conferimenti di privilegi ai dottori dell'Università, specialmente che fossero cavalieri aurati e conti palatini, ma potrei citare molti altri esempi.
Ancora mille grazie,
Roberto
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda nicolad72 » lunedì 27 marzo 2017, 11:34

No e no anche se le due qualifiche spesso andavano assieme
No esistevano cavalieri del sri "non aurati"
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda Roberto Amerighi » lunedì 27 marzo 2017, 15:50

nicolad72 ha scritto:No e no anche se le due qualifiche spesso andavano assieme
No esistevano cavalieri del sri "non aurati"

Scusa non ho capito bene.
"No e no anche se le due qualifiche spesso andavano assieme" vorrebbe dire che il Cavaliere Palatino non era Cavaliere Aurato in automatico?
Questa asserzione andrebbe in contraddizione con quanto esposto da Mistruzzi di Frisinga nel citato trattato. Breve estrapolazione che riporto di seguito:
"La dignità di conte palatino conferita dal Papa o dal'Imperatore era di tre specie: 1)<<pro tempore>> quando era annessa a determinate cariche; 2 a vita o personale e 3) <<in perpetuum>> coi discendenti (nota bibliografica 1: De Festi, Dell'origine, istituzione e privilegi dei Conti palatini, in Giornale Araldico genealogico, Pisa Vol. XIII).
I conti palatini (che con tale dignità acquisivano la dignità personale) furono anche di diritto cavalieri aurati. Il cavaliere aurato, a quel tempo, aveva il diritto di portare l'anello, la catena e gli speroni d'oro oltre beninteso la spada (dall'elsa d'oro)".
Conviene tener conto che siffatto <<miles sive eques auratus>> (Cavalieri aurati del Sacro Palazzo, o Militi e Cavalieri Lateranensi del sec XVI) non ha nulla di comune con il cavaliere del rinnovato ordine pontificio dello sperone d'oro o della Milizia Aurata. [.....Poi di seguito ..... a pag, 194] Nel '500 si incominciò ad unire alla dignità di cavaliere aurato il titolo ed i privilegi del Conte del Sacro Palazzo Lateranense. [ pagg. 193-194 nel paragrafo dedicato al "La nobiltà palatina" del trattato. C. Mistruzzi di Frisinga, Trattato di diritto nobiliare italiani. Vol. I. Istituto italiano di Genealogia e Araldica.Ed. A. Juffrè. Milano 1961]
Io ti ringrazio nicolad72 per l'opinione espressa, ma i miei dubbi rimangano, anche perché non citi nessuna fonte di riferimento. Credo che il tema debba essere approfondito, in particolare le dignità di Conte Palatino e Cavaliere aurato, durante i regni che vanno da Sigismondo di Lussemburgo a Carlo V.
Mi rendo conto che forse è chiedere troppo, o sono io che ho sbagliato, poiché questo tema non è del tutto attinente a quello degli ordini cavallereschi, ma a quello dei titoli e dignità nobiliari.
Tuttavia ti sarei grato se mi potessi indicare qualche testo dal quale si desume chiaramente l'esclusione delle accennate sinergie tra conte palatino e cavaliere aurato nell'ambito del SRI, poiché comprenderai che quanto esposto da Mistruzzi di Frisinga lascia aperta la possibilità di una diversa interpretazione.
Ti tingrazio in anticipo
Roberto.
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda nicolad72 » lunedì 27 marzo 2017, 17:12

Bisogna appunto individuare il "tempo" cosa che il Mistuzzi sembra fare, nel primo intervento non si parlava di epoca ma in generale. Va ricordato che la Contea Palatina non fu mai trasmissibile (di tanto in tanto qualche avventuriero che si fregia del titolo di conte perché discendente di un palatino si trova), ma si trattò di titolo onorifico vitalizio
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda Roberto Amerighi » lunedì 27 marzo 2017, 20:35

nicolad72 ha scritto:Bisogna appunto individuare il "tempo" cosa che il Mistuzzi sembra fare, nel primo intervento non si parlava di epoca ma in generale. Va ricordato che la Contea Palatina non fu mai trasmissibile (di tanto in tanto qualche avventuriero che si fregia del titolo di conte perché discendente di un palatino si trova), ma si trattò di titolo onorifico vitalizio

Sì! in effetti quando ho posto il quesito, non mi ricordavo di avere in casa Il Mistruzzi di Frisinga. Sembrerebbe che nel'500 con l'avvento di Carlo V, il titolo di Conte palatino e Cavaliere aurato, fossero congiunti. Ma non è un fatto scontato e per la sicurezza è necessario consultare il diploma. A volte insieme all'assegnazione del titolo, veniva anche concesso il capo dell'Impero. Vedi Mario Bandini Piccolomini (da Carlo V) In dizionario biografico della Treccani e Spreti e Giovan Francesco Capodilista Cavaliere e Conte palatino (da Sigismondo di Lussemburgo). Per quest'ultimo interessante la trascrizione del diploma in cui viene concesso il titolo di cavaliere insieme insieme a quello di Conte palatino ("Militem et Consiliarum nostrum e .... in perpetuum insignivimus nostri Sacri Palatii Aulaeque nostrae Comites Imperiales, Palatinus ecc..."), unito anche al capo dell'impero.

Inoltre nel libro "Della venuta... in bologna del S. P. Clemente VII per la coronazione di Carlo V, imperator ... 1530" di Gaetano Giordani - Fonderia e Tipografia Governativa - Alla Volpe, 1842 -Bologna

sempre interessante è la trascrizione

"Doctores Bononienses collegiali in Iure Pontificio et Cesareo creantur Equites aurati, et Comites palatini , eorumque singulis , ac Collegìis in Universum
l'Inni conceduntur privilegia , facultates , et prerogativa ec. Datum lì allunine die 1 5 Januarii 1530.
Carolus"

Decreto con il quale Carlo V nomina al presente e per il futuro in automatico senza alcuna cerimonia di investitura, conti palatini e cavalieri aurati i docenti di diritto dell'Università di Bologna. Decreto esteso, il 15 gennaio successivo, anche al Collegio degli Artisti ovvero (Medici, Chirurghi, Matematici, Filosofi, Filologi, ecc.)

Sarebbe importante sapere se tale privilegio venne esteso ad altre università della penisola.

Tutto considerato ho voluto trascrivere tali mie considerazioni sui Conti palatini e i Cavalieri aurati nominati durante il regno di Carlo V, quale contributo sull'argomento, anche se il mio quesito principale rimane irrisolto:

cioè a cosa si riferiscono, alcuni autori, quando parlano di Cavalieri Cesarei.

È probabile che si riferiscano ai Cavalieri aurati, ma non ne ho riscontro bibliografico o archivistico ne fonti relative.

Grazie a nicolad72
Un saluto
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda Roberto Amerighi » martedì 28 marzo 2017, 13:17

Roberto Amerighi ha scritto:.....anche se il mio quesito principale rimane irrisolto:

cioè a cosa si riferiscono, alcuni autori, quando parlano di Cavalieri Cesarei.

È probabile che si riferiscano ai Cavalieri aurati, ma non ne ho riscontro bibliografico o archivistico ne fonti relative.

Grazie a nicolad72
Un saluto
Roberto Amerighi

Ovviamente al quesito in generale ha risposto nicolad72: Cesareo è un aggettivo. Il mio dubbio si riferisce ai Cavalieri di investitura imperiale sotto il regno di Carlo V. Ce n'erano diversi da quelli aurati? esistevano cavalieri puri e semplici?
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda Tilius » martedì 28 marzo 2017, 14:41

Personalmente, ritengo che il cavaliere di nomina imperiale (epoca Federico III, Massimiliano I, Carlo V) fosse uno e uno solo, e che quindi anche la dicitura di "aurato" (che in definitiva si riferisce semplicemente al colore degli accessori di pertinenza del cavaliere, speroni in primis) sia riconducibile alla medesima nomina.
Tutti i casi a me noti (non moltissimi, invero) erano accompagnati dal titolo di conte palatino.
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Re: Cavaliere Cesareo

Messaggioda Roberto Amerighi » martedì 28 marzo 2017, 14:51

Tilius ha scritto:Personalmente, ritengo che il cavaliere di nomina imperiale (epoca Federico III, Massimiliano I, Carlo V) fosse uno e uno solo, e che quindi anche la dicitura di "aurato" (che in definitiva si riferisce semplicemente al colore degli accessori di pertinenza del cavaliere, speroni in primis) sia riconducibile alla medesima nomina.
Tutti i casi a me noti (non moltissimi, invero) erano accompagnati dal titolo di conte palatino.

Grazie Titus, lo pensavo anch'io .... sono diversi i casi in cui cesareo, aurato e conte palatino coincidono.
Mille grazie.
Tutti veramente pazienti, competenti e squisiti.
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