Commissione vaticana e SMOM

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 9 settembre 2018, 9:50

Io penso che ci sia una bella differenza tra la promessa di obbedienza e il non rispettare un superiore gerarchico, religioso perlopiu', altrimenti le gerarchie non hanno senso.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 9 settembre 2018, 9:55

Romegas ha scritto:Io penso che ci sia una bella differenza tra la promessa di obbedienza e il non rispettare un superiore gerarchico, religioso perlopiu', altrimenti le gerarchie non hanno senso.


Bravo Piero, hai finalmente colto il senso più importante della questione che emerge indirettamente da questa sentenza.

1. Gli ascritti del secondo e terzo ceto non fanno parte dell'ordine religioso e non sono soggetti ad esso e alla sua gerarchia.
2. il secondo ceto SMOM fatto in questo modo non ha senso di esistere.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 9 settembre 2018, 9:59

Ma li si trattava di dimettersi da un incarico non dall'istituzione melitense, e questo ritengo non c'entri nulla con la promessa di obbedienza, ma un mero atto gerarchico.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 9 settembre 2018, 10:19

Romegas ha scritto:Ma li si trattava di dimettersi da un incarico non dall'istituzione melitense, e questo ritengo non c'entri nulla con la promessa di obbedienza, ma un mero atto gerarchico.


No, il Gran Maestro gliel'ha chiesto in virtù della sua promessa di obbedienza .. e non poteva farlo...

https://www.thetablet.co.uk/news/6513/open-warfare-for-knights-of-malta-as-grand-master-threatens-disciplinary-action-against-dissenting-voices ha scritto:"Bisogna notare che, per qualsiasi membro dell'Ordine, rifiutare un comando del Gran Maestro - indipendentemente dalle ragioni che lo giustificano - è vergognoso", ha affermato. "Tuttavia, per un membro in obbedienza come Albrecht von Boeselager rifiutare un ordine sotto la Promessa tradisce un disprezzo per la spiritualità e le leggi dell'Ordine, il suo Superiore e Sovrano Religioso e per il rappresentante del Santo Padre all'Ordine che sosteneva il Gran Maestro nella sua decisione. "


Invece il Papa, guarda caso il contrappasso, ha potuto chiedere l'obbedienza a Fra Matthew proprio in virtù del suo voto di obbedienza..

Questo per dire a chi sosteneva che Fra' Matthew con Boeselager aveva ragione mentre il Papa con Fra' Matthew aveva torto..
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 9 settembre 2018, 10:24

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Ragazzi c'è poco da fare .. il Papa ne sa sempre una più del diavolo.. ;)
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 9 settembre 2018, 10:38

Lui ho chi lo ha consigliato? Io credo piu' la seconda ipotesi.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 9 settembre 2018, 10:40

Poi obbedienza o no il Gran Maestro e' sempre il Gran Maestro, e non obbedirgli non e' una bella cosa.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 9 settembre 2018, 10:53

Romegas ha scritto:Poi obbedienza o no il Gran Maestro e' sempre il Gran Maestro, e non obbedirgli non e' una bella cosa.


Cos'è una "bella cosa"? Siamo nel campo dell'opinabilità... e qui serve invece il diritto ..
Io sarei molto favorevole, come ho già detto, a far emettere ai cavalieri del secondo ceto il voto di obbedienza temporanea ... cosa che però sicuramente non sarà presa in considerazione nell'attuale processo di riforma.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 9 settembre 2018, 11:32

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Romegas ha scritto:Ma li si trattava di dimettersi da un incarico non dall'istituzione melitense, e questo ritengo non c'entri nulla con la promessa di obbedienza, ma un mero atto gerarchico.


No, il Gran Maestro gliel'ha chiesto in virtù della sua promessa di obbedienza .. e non poteva farlo...

https://www.thetablet.co.uk/news/6513/open-warfare-for-knights-of-malta-as-grand-master-threatens-disciplinary-action-against-dissenting-voices ha scritto:"Bisogna notare che, per qualsiasi membro dell'Ordine, rifiutare un comando del Gran Maestro - indipendentemente dalle ragioni che lo giustificano - è vergognoso", ha affermato. "Tuttavia, per un membro in obbedienza come Albrecht von Boeselager rifiutare un ordine sotto la Promessa tradisce un disprezzo per la spiritualità e le leggi dell'Ordine, il suo Superiore e Sovrano Religioso e per il rappresentante del Santo Padre all'Ordine che sosteneva il Gran Maestro nella sua decisione. "


Invece il Papa, guarda caso il contrappasso, ha potuto chiedere l'obbedienza a Fra Matthew proprio in virtù del suo voto di obbedienza..

Questo per dire a chi sosteneva che Fra' Matthew con Boeselager aveva ragione mentre il Papa con Fra' Matthew aveva torto..


Scusami Alessio ma ritengo che siamo su piani differenti.
C'è una obbedienza canonica ed evangelica (e riguarda appunto i voti) e un'obbedienza meramente gerarchica. Non mi pare che i membri di una qualsiasi associazione civile emettano voti di obbedienza nei confronti del consiglio direttivo dell'associazione. Però se il loro superiore o appunto il consiglio direttivo gli impartisce una direttiva, devono eseguirla, pena ovviamente una reprimenda o addirittura l'espulsione dall'associazione stessa (sempre che la direttiva sia lecita e questo vale anche nel caso dell'obbedienza canonica che non è obbedienza cieca).

Il punto fondamentale quindi non è tanto lo status di cavaliere in obbedienza del Gran Cancelliere von Boeselager, quando il fatto che il Gran Maestro non aveva i poteri di sollevare il Gran Cancelliere dal suo incarico fosse egli del II ceto come del I ceto, in quanto avrebbe dovuto passare attraverso il voto del Sovrano Consiglio, cosa che non fece. Qui sta l'errore.

Riguardo la questione della promessa dei membri del II ceto... sinceramente anche io non sono un grande fautore di come è stato impostato il II ceto che, personalmente, non comprendo appieno.Personalmente avrei lasciato semplicemente due ceti: i religiosi con i voti e i laici con l'impegno a servire la Chiesa e l'Ordine. "Promesse di obbedienza"... sinceramente le comprendo poco sia a livello pratico sia a livello teologico/canonico come tu stesso hai evidenziato.
Nel momento in cui un laico entra in un ordine religioso come lo SMOM, dovrebbe essere implicito l'impegno a servirlo (ed è ben indicato nel momento dell'investitura), quindi ulteriori "promesse" sembra quasi che "sviliscano" l'impegno dei membri del III ceto come se fossero solo dei semplici decorati e non invece membri attivi e impegnati nell'Ordine.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 9 settembre 2018, 12:06

T.G.Cravarezza ha scritto:Il punto fondamentale quindi non è tanto lo status di cavaliere in obbedienza del Gran Cancelliere von Boeselager, quando il fatto che il Gran Maestro non aveva i poteri di sollevare il Gran Cancelliere dal suo incarico fosse egli del II ceto come del I ceto, in quanto avrebbe dovuto passare attraverso il voto del Sovrano Consiglio, cosa che non fece. Qui sta l'errore.


Il fatto che il Gran Maestro non aveva i poteri di sollevare il Gran Cancelliere dal suo incarico era cosa chiara anche allo stesso Gran Maestro che difatti chiese a von Boesalager due volte, alla presenza anche di altri dignitari, di dimettersi in virtù della sua promessa di obbedienza .. cosa che, apprendiamo ora, non poteva fare ..

A prescindere da questo avvenimento ormai consegnato alla storia mi interessano però di più le conseguenze che da questo indirettamente derivano e che ho delineato prima.. conseguenze molto molto importanti!
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 9 settembre 2018, 12:31

Ma le promesse vanno anche mantenute, o no?
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 9 settembre 2018, 12:39

Quanto mi ha spiegato ieri questo importante studioso del SMOM è che attualmente la promessa d'obbedienza è funzionale allo svolgimento delle attività dell'Ordine e non assoluta.
Insomma un membro del secondo ceto non ha obblighi verso il Gran Maestro a differenza invece di quelli del primo ceto.
Non aggiungo altre sue considerazioni sull'attuale natura del secondo ceto per carità di patria .. anche se mi trovano d'accordo.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Maurizio Cosentino » lunedì 10 settembre 2018, 18:06

“Io … invocando il nome di Dio prometto di osservare fedelmente le leggi del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, di adempiere particolarmente ai doveri dispettanza dei Cavalieri e Dame in Obbedienza e di prestare la dovuta obbedienza a qualunque Superiore mi verrà assegnato. Così mi assistano Dio, la Santissima Vergine Immacolata, San Giovanni Battista, nostro glorioso patrono, il Beato Fra’ Gerardo, nostro venerato fondatore, e tutti i santi dell’Ordine”.

“… i legittimi Superiori…” Il legittimo Superiore dei membri in Obbedienza appartenenti ad un Gran Priorato è il Gran Priore o colui che ne esercita le funzioni. Per i membri di un Sottopriorato, il legittimo Superiore è il Reggente. Per i membri in Obbedienza che appartengono ad un’Associazione e non ad un Gran Priorato o Sottopriorato, il legittimo Superiore è il Gran Commendatore: costoro sono di conseguenza “aggregati in soprannumero ‘in gremio Religionis’”148. Lo stesso criterio si applica ai membri in Obbedienza residenti in un Paese dove l’Ordine non ha alcun organismo, a meno che non siano aggregati ad un organismo di un altro territorio.


2. REGOLAMENTO RELATIVO ALL’ARTICOLO 101 § A DEL CODICE
L’articolo 101 § a prescrive le orazioni minime, in caso di impedimento, cui sono tenuti i Cavalieri e le Dame in Obbedienza. È evidente che questi requisiti minimi non sono sufficienti per vivere una vita spirituale. Essi hanno lo scopo di rafforzare i legami spirituali della comunità e di evitare di perdere completamente di vista il Signore nel corso della giornata, soprattutto nei tempi di più intensa attività157. I membri del Secondo Ceto sono chiamati a diventare persone di preghiera: devono dunque osservare le raccomandazioni date per il Terzo Ceto con ancora maggiore devozione e zelo. Per molti membri in Obbedienza (ed in alcuni Priorati e Sottopriorati) si è instaurata la tradizione di recitare almeno una parte della Liturgia delle Ore158. In tutti coloro che coltivano l’aspirazione alla perfezione cristiana (da perficere, cioè “portare a compimento”) crescerà anche il desiderio di diventare persone di preghiera. Poiché Dio vuole attirarci sempre più a Lui, susciterà continuamente in
157 “Ascoltare Dio per una mezz’ora al giorno è molto importante, a meno che non siamo particolarmente affaccendati. Nel quel caso sarà necessaria un’ora intera” (Massima attribuita a san Francesco di Sales). 158 “Le lodi come preghiera del mattino e i vespri come preghiera della sera, che, secondo la venerabile tradizione di tutta la Chiesa, sono il duplice cardine dell’Ufficio quotidiano, devono essere ritenute le ore principali e come tali celebrate” (Sacrosanctum concilium, 89 e IGLH, 37-54). “Si raccomanda che pure i laici recitino l’ufficio divino o con i sacerdoti o riuniti tra loro o anche da soli” (Sacrosanctum concilium, 100). Si veda anche Verbum Domini, 52-69.
69

Note da i "Regolamenti e commenti del 2011".
...sed sunt quoque qui scire volunt ut aedificent / et charitas est. / Et item qui scire volunt ut aedificentur, / et prudentia est.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Maurizio Cosentino » lunedì 10 settembre 2018, 18:11

L’appartenenza al Secondo Ceto deve essere considerata come una vocazione e come la disponibilità cavalleresca a mettersi a disposizione di Dio nel servizio, la testimonianza e la vita spirituale. La Promessa deve attenersi ai valori tradizionali, come nel passato: ad essere disponibili e ad obbedire. Deve anche essere considerata come un impegno in tutti gli aspetti della vita spirituale personale, dal quale deve scaturire uno speciale stile di vita in armonia con le Beatitudini del Vangelo, come pure un servizio più generoso in linea con il carisma dell’Ordine (tuitio fidei et obsequium pauperum)164. Prima di pronunziare la Promessa di Obbedienza, il candidato deve fare un approfondito esame di coscienza, considerando le sue motivazioni e la sua capacità di adempiere gli obblighi derivanti dall’impegno ad un maggiore servizio nell’Ordine, ricordandosi delle parole di san Giovanni Battista165, Patrono dell’Ordine: “Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 30).

Regolamenti e commenti.
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