Commissione vaticana e SMOM

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Egon von Kaltenbach » venerdì 13 gennaio 2017, 16:13

Io vorrei fare un appunto alla scelta di un'immagine infelice dove la cappa magna del Cardinale Patrono sembra essergli rimproverata e derisa insieme a tutte le posizioni di carattere tradizionale espresse dal porporato. Posizioni che mostrano invece il coraggio di tentare l'uscita da un'imperante volgarità livellatrice dove tutti sono come tutti, sì che qualsiasi ruolo - anche ai massimi livelli - è abbassato sino alle apparenze più banali, di modo che nessuno si presenti, anche attraverso le forme esteriori, come guida ed esempio per la massa. Trovo singolare che attitudini antitradizionali così palesi traspaiano pure in coloro, come alcuni frequentatori di questo sito, dove l'istituzionale dedizione all'araldica, alle genealogie e agli ordini cavallereschi dovrebbero costituire un sufficiente antidoto ai mali del tempo.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 13 gennaio 2017, 16:43

Romegas ha scritto:Diciamo la seconda. Ovvero di quessto gruppo di sostenitori.


Non era un mistero che Boeslager fosse persona molto influente.

Il senso di ciò che dico é che una grande responsabilità ce l'ha anche chi l'ha creato cancelliere magari escludendo altre persone migliori. Mi sembra che questo nessuno l'abbia ancora detto.

Hanno escluso tutti gli italiani dal Sovrano Consiglio pensando di fare cosa buona.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Dantes » venerdì 13 gennaio 2017, 18:37

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Romegas ha scritto:Diciamo la seconda. Ovvero di quessto gruppo di sostenitori.


Non era un mistero che Boeslager fosse persona molto influente.

Il senso di ciò che dico é che una grande responsabilità ce l'ha anche chi l'ha creato cancelliere magari escludendo altre persone migliori. Mi sembra che questo nessuno l'abbia ancora detto.

Hanno escluso tutti gli italiani dal Sovrano Consiglio pensando di fare cosa buona.
A Roma si direbbe: bel capolavoro hanno fatto!


Preciso solo che il Gran Maestro non nomina (né crea) il Gran Cancelliere, come letto in un post precedente, essendo quest'ultimo eletto dal Capitolo Generale.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Romegas » sabato 14 gennaio 2017, 11:28

Concordo con Dantes. Poi come ho detto in un mio precedente intervento, le persone spesso non vengono conosciute bene per quello che sono realmente ma solo alla lunga si scoprono pregi o difetti. Per il fatto che non ci sono più italiani ai vertici, il motivo risale a questioni che nulla hanno a che vedere con questo caso.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 14 gennaio 2017, 13:00

Dantes ha scritto:Preciso solo che il Gran Maestro non nomina (né crea) il Gran Cancelliere, come letto in un post precedente, essendo quest'ultimo eletto dal Capitolo Generale.


Ti ringrazio della precisazione: ammetto che non lo sapevo.
Ho ancora oggi però cercato nella Carta Costituzionale e nel Codice e non ho trovato articolo specifico che regola questa elezione.
Credo comunque che nella sostanza cambi poco il senso del nostro discorso.

La crisi, come dissi già molti giorni or sono, è una crisi "politica".
Nell'ultimo capitolo generale esisteva una maggioranza, molto netta, che ha dato segnali molto chiari come l'esclusione di Cavalieri che avevano dato molto all'Ordine e anche degli stessi italiani dal Sovrano Consiglio.
A prescindere dagli evidentissimi errori fatti dal Capitolo con l'elezione di persone che poi sono state accusate di essere indegne da quelli stessi che li avevano eletti, il problema principale è che quella maggioranza che c'era nel capitolo oggi, è palese, non ci sia più.

Cosa si sarebbe dovuto fare di fronte a questa crisi così acuta?
La cosa migliore sarebbe stata la convocazione del nuovo Capitolo Generale a norma dell'art. 22 della carta costituzionale e di conseguenza la nomina di un nuovo Sovrano Consiglio. In questo modo l'Ordine avrebbe azzerato tutte le cariche, eletto magari anche nuove persone e disinnescato la richiesta di reintegrare Boeslager con la motivazione che il capitolo generale si era espresso. L'ordine avrebbe dato anche all'esterno un segnale di forte unità cosa che invece oggi forse non è con i sostenitori del Gran Maestro da un lato e quelli dell'ex cancelliere dall'altro.

La mia impressione, da semplice spettatore, è che da parte del Gran Maestro e delle persone importanti nell'Ordine, si sia forzata la mano.
Avrei preferito un andare più cauto. Ora le conseguenze potrebbero essere terribili e ne sono preoccupato.

http://www.thetablet.co.uk/blogs/1/951/ ... alta-saga-
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 14 gennaio 2017, 14:37

Tre articoli di ieri anche sui media italiani che riprendono la nota diffusa dal Catholic News Service, l’agenzia dei vescovi Usa.

http://www.lastampa.it/2017/01/13/vatic ... agina.html

http://www.repubblica.it/vaticano/2017/ ... 155912118/

http://formiche.net/2017/01/12/vaticano-ordine-malta/

Certamente le domande di Luis Badilla e Francesco Gagliano sono più che legittime: Come è possibile che una controversia così delicata, avvenuta sette anni fa, possa emergere a così grande distanza di tempo, solo quando nel frattempo "l'imputato" è diventato Gran Cancelliere dell'Ordine?

https://ilsismografo.blogspot.it/2016/1 ... liere.html
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Egon von Kaltenbach » sabato 14 gennaio 2017, 17:08

http://www.thetablet.co.uk/blogs/1/951/ ... alta-saga-

WHAT ARE THE OPTIONS FOR POPE FRANCIS IN THE ORDER OF MALTA SAGA?

10 January 2017 | by Christopher Lamb |
Chris Lamb explores what steps Francis might take next to bring reconciliation to the knights

A papal commission is underway investigating the sacking of Albrecht von Boeselager, a senior figure in the Order of Malta, accused of supporting an organisation distributing condoms in Myanmar.
The Grand Master, Matthew Festing, and Cardinal Raymond Burke, the order’s patron, have argued that Boeselager’s dismissal as Grand Chancellor was in accordance with the wishes of the Holy See, but top Vatican diplomat Cardinal Pietro Parolin subsequently told Festing that the Pope didn’t want anyone sacked.
As a result, seasoned papal diplomat, Archbishop Silvano Tomasi, has been called by the Pope to investigate and his team is expected to report by the end of January.
The knights’ leadership have said they will not co-operate with the papal commission on the grounds they are a sovereign entity and are even claiming that no member of the order can give evidence that contradicts the decision of the Grand Master to sack Boeselager.
But the fundamental point is that the knights are a Catholic religious order with members who have taken vows: whatever their constitution says about sovereignty, on questions of religious life they ultimately answer to Rome. This point was underlined by Archbishop Tomasi who said the sacking of Boeselager was done for “refusal of obedience” and therefore requires religious superiors to clarify the procedure.
Furthermore, Boeselager vigorously disputes the process behind his sacking while stressing he never broke Church teaching over contraception.
This is a row that lays bare some of the resistance Francis is facing inside the Vatican, and is a clash between his compassionate vision for Catholicism and the rules-based version followed by the Grand Master and Cardinal Burke.
So what are the options available to the Pope in resolving the problem?
1. Re-instate Boeselager and have a reconciliation inside the order. This is the ideal outcome for Francis who wishes the commission to re-establish unity among the knights. The problem is that the Grand Master is highly unlikely to accept the return of Boeselager.
2. Appoint an external commissioner. This would place all religious aspects of the order under the authority of the Vatican which would be separate from the order’s charitable work and diplomatic relations with states. The Holy See would examine the religious life of the knights to ensure it is in accordance with Church norms. This would also constrain the power of Cardinal Burke, whose role has been to represent the Pope to the knights: with a commissioner in place Burke would have a layer of authority over him. This scenario would require Festing to resign his position.
3. Dispense the Grand Master and his allies from their religious vows. If Festing refuses to resign the Vatican could dispense him from his vows of poverty, chastity and obedience which would make it impossible to continue in his role. According to the order’s rules, the Grand Master must be a solemnly professed religious, as should the knights who hold the organisation’s leadership roles. But out of the 14,000 or so members of the order only 50 have made these vows. Dispensing some of them from their vows would not have a major impact on the life of the order and could also pave the way for reforming religious life inside the knights.
4. Move Cardinal Burke. The Pope moved the United States’ cardinal - one of his most prominent critics - to patron of the order as a way of getting him out of running the Church’s supreme court equivalent. But Francis could decide that Burke failed to communicate his wishes to the order and therefore needs to be moved again. The risk here is turning the cardinal into a martyr and ramping up internal church tensions even more.
5. Do nothing. There is always the option to have a commission and leave their order to stew in its own juice. The problem here is that the Pope and the Vatican have had their wishes ignored in the Boeselager matter, so to do nothing may leave those who defied them claiming victory.
Finally, it's also within the Pope’s remit to break off the Holy See’s diplomatic relationship with the order, suppress the knights or abrogate their constitution - all three of which would be the equivalent of pressing the nuclear button. The point is that the Pope has options, and it will be fascinating to see the next step he takes.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Egon von Kaltenbach » domenica 15 gennaio 2017, 17:01

E anche questi precedenti argentini possono spiegare molto:

How the pope’s history with the Knights of Malta could be linked to the current row
Austen Ivereigh January 13, 2017
CONTRIBUTING EDITOR

What lies behind the spat between Pope Francis and the Knights of Malta? Of course, it could be what it seems to be: a conflict over authority and autonomy that is the result - as some are claiming - of a misunderstanding that will soon be resolved.
But the defiant language of the Knights suggests otherwise - as does a glimpse at Francis’s history with the order in Argentina.
To recap: On the pope’s instructions, the Vatican’s secretary of state, Cardinal Pietro Parolin, has created a five-man commission to investigate the allegedly unlawful removal of one of the Order of Malta’s most senior leaders.
The firing of the Grand Chancellor, Albrecht Boeselager, on December 6, after he refused to resign, was made by the Grand Master, Fra Matthew Festing, in the presence of the Order’s patron, Cardinal Raymond Burke, who is a cheerleader for conservative opposition to the Francis papacy.
The justification for the Festing-Burke move against Von Boeselager was that between 1989 and 2014, when he was in charge of the order’s international humanitarian arm, Malteser International, it financed aid agencies that distributed condoms to prevent AIDS among prostitutes in Myanmar, Kenya and South Sudan.
In a December 23 statement Von Boeselager says when he found out about this through an audit, he acted following advice from relevant committees, and the projects were closed. He says no mistakes were made, there was no concealment involved, and that to suggest he is other than a loyal Catholic obedient to church teachings is “absurd.”
The reason for the Vatican investigation is the Von Boesalager claim that there were no grounds for his ouster, that the order’s own procedures were not followed, and that Burke tried to invoke the Holy See’s support for the sacking when it never sanctioned such a move.
A December 12 letter from Parolin to Festing shows that the pope had given instructions to Burke in a December 1 letter which “asked that dialogue be the approach used to address and resolve potential problems.” Francis, says the secretary of state in that letter, “never mentioned, conversely, expelling anyone.”
The word ‘dialogue’ is underlined, as it is in the following sentence, when Parolin says that “notwithstanding the unpleasant and perilous turn taken by events, it might still be possible, by way of dialogue, to find a prudent way forward.”
Festing however stuck to his guns, insisting that the decision to sack Von Boesalager was taken “fully in accordance with the instructions” relayed by Cardinal Burke. As result, on December 22 Parolin instituted his commission of inquiry, which met on January 5 and has begun hearing from witnesses.
The Knights’ reaction to the inquiry has been to declare that it has “legal irrelevance” because the order is sovereign, that the decision to fire was an “internal act of the government of the order,” and that it “has decided it should not cooperate” with the investigation.
The leadership goes on to warn members of the Order who speak to the inquiry that they are not allowed to dissent from Festing’s decision to sack Von Boeselager.
This language of defiance is remarkable. It is hard to recall another example of a Catholic organization rebuffing papal authority in this way.
The Order may have temporal autonomy and diplomatic sovereignty (it even issues its own passports) but as a Catholic organization it professes obedience to the pope in religious matters. The inquiry’s head, Archbishop Silvano Tomasi, points out that the order’s own article 62 declares that Knights and their chaplains “bind themselves to obey the Holy Father.”
The two may be wholly unconnected, but this is not the first time that Francis has faced hostility from the Knights of Malta, some of whose leading figures were involved in an unsuccessful plot in 2008 to remove Cardinal Jorge Mario Bergoglio as Archbishop of Buenos Aires and replace him with a chaplain to the Knights, the Bishop of Zárate-Campana, Oscar Sarlinga.
Bizarre as it sounds, the plot was widely spoken of at the time, and has since been confirmed by a number of those involved, including Sarlinga himself - although he denies being in favor of the idea - in an interview to the religious correspondent to La Nación, Mariano Vedia, for his book, En Nombre del Papa (‘In the Name of the Pope’).
The plot originated with a Peronist adviser to Néstor Kirchner who reached out to a group of conservative Catholics including the nuncio to Argentina, Adriano Bernardini. Both sides saw it as a way of breaking the impasse between Bergoglio and the Kirchner government, and resolving a number of issues that were unresolved between the Holy See and the Argentine state.
The plan was to accentuate the tension further, then moot Bergoglio’s removal to head a Vatican congregation as a solution, naming Sarlinga to Buenos Aires.
It soon failed, in part because left-wing Peronists around Kirchner’s wife Cristina spotted a right-wing church manoeuvre, and in part because of Bergoglio’s close relations with Pope Benedict. But it threw light on a group that was influential with the then Secretariat of State.
Sarlinga was close to two other prominent Knights, both vigorous opponents of Bergoglio’s: Argentina’s powerful former ambassador to the Holy See, Esteban ‘Cacho’ Caselli, a wealthy businessman with close ties to former Secretary of State Cardinal Angelo Sodano, and later an Italian senator; and Héctor Aguer, Archbishop of La Plata, Bergoglio’s principal opponent in the bishops’ conference, who is a chaplain to the order.
Caselli’s son, Antonio Manuel, also a businessman, was the Knights’ ambassador to Argentina throughout Bergoglio’s period as archbishop.
The combination of Sodano - who was no longer Secretary of State after 2006 but remained influential - and Esteban Caselli in Rome, plus Bernardini, Antonio Manuel Caselli and Aguer in Buenos Aires, was widely regarded as the nexus behind the appointment of a number of conservative episcopal appointments in Argentina made over the heads of Bergoglio and the bishops’ conference.
Two of them, Sarlinga and José Luis Mollaghan of Rosario, who clashed with the then Archbishop of Buenos Aires over pastoral questions, have since Francis’s election left their dioceses. Mollaghan was summoned to work at the Vatican’s Congregation for the Doctrine of the Faith in 2014, but is currently living in Buenos Aires. Sarlinga was ousted in 2015 - following scandals involving misuse of church funds.
It would be fair to say, in sum, that Francis’s experience of the Knights has been of a group of wealthy, powerful individuals who formed part of a conservative Vatican-Argentine nexus which sought to bypass and block him and the local Church.
To say that this aspect of the chivalric order exists at the opposite pole from Francis’s call for a pastoral conversion is something of an understatement. The linking of ecclesiastic politics and high finance in Knights such as Caselli - who once sent Bergoglio a first-class ticket to Rome and received it back shred into pieces - is a strong example of what Francis calls “spiritual worldliness.”
Of course, all that history may have nothing to do with the current spat. But when a Catholic organization angrily refuses to hold itself accountable to papal authority, there’s usually something more going on beneath the surface than a procedural issue involving personnel.
It’s possible that the Knights have detected the beginnings of an attempt by Francis to intervene and reform the order which they are trying to cut off at the pass. Allow this investigation, they may think, and others will soon follow.
They could be right.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 15 gennaio 2017, 17:47

Dall'agenzia di informazione Zenit:

La Commissione chiamata e formata dal Santo Padre è del tutto legittima e autorizzata dal Supremo Pastore a rendergli conto circa la procedura, e la sola procedura che ha portato alla sospensione del Gran Cancelliere dal suo incarico. Non si tratta di intromissione negli affari interni dell’Ordine, perché lo scopo della commissione, così come appare evidente, è quello di rendere conto al Santo Padre sulla procedura e non altro”.
.... Questa volta sono i cinque membri della commissione a rispondere al comunicato diffuso nei giorni scorsi dallo SMOM in cui si ribadiva il rifiuto di qualsiasi collaborazione con la Commissione vaticana.
La motivazione di tale resistenza? La destituzione di Boeselager – e la successiva sostituzione con il maltese fra’ John Edward Critien – “è stato un atto interno del governo dell’Ordine”, si leggeva nella comunicazione dei Cavalieri di Malta; quindi, “attesa l’irrilevanza giuridica del Gruppo e dei suoi atti nell’ambito dell’ordinamento giuridico melitense”, l’organismo ritiene di non dover collaborare “anche al fine di tutelare la propria sfera di sovranità”.
Ma la Commissione non ci sta e replica con una nota legale, diffusa in esclusiva dal Catholic News Service, l’agenzia dei vescovi Usa, dove si specifica che la scelta di istituire il Gruppo non è da ricondurre alla Segreteria di Stato (anzi ad “un equivoco della Segreteria di Stato”, come affermato dall’Ordine di Malta in una precedente nota) bensì allo stesso Sommo Pontefice.
E pertanto quello di Malta, in quanto “ordine religioso laicale” nonché “persona giuridica riconosciuta dalla Santa Sede” – come rimarcato dalla Carta Costituzionale dell’organismo, trascritta punto per punto nella nota in questione – è chiamata a portare “obbedienza” al Santo Padre. Il quale – e questo è il Codice di Diritto Canonico a stabilirlo – esercita la sua “autorità” su “tutti i fedeli battezzati, siano essi laici o chierici”, oltre che “potere immediato sugli Ordini Religiosi”.
Il Vescovo di Roma ha “potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa; potestà che può sempre esercitare liberamente”, si legge nel canone 331 del CDC. Mentre l’articolo 62 della Costituzione melitense ricorda che: “Con il Voto di obbedienza i Cavalieri e i Cappellani Professi si obbligano a obbedire al Santo Padre e ai legittimi Superiori, secondo la Carta Costituzionale ed il Codice”.
Posta tale normativa, sottolinea la Commissione vaticana, “il Santo Padre ha piena autorità a chiedere ad una sua commissione di rispondere a lui e lui solo circa un’indagine volta a chiarire la procedura cha ha portato alla sospensione del Gran Cancelliere dal suo incarico”. “In questo non è messo minimamente in discussione la Sovranità dell’Ordine, esercitata dal Sovrano Gran Maestro”, precisa. Ammettendo che tuttavia si è ingenerato “una sorta di equivoco negli animi di molte persone, tra cui molti membri dell’Ordine”. 
La maggior parte di quest’ultimi ha già rilasciato delle testimonianze al Gruppo istituito da Bergoglio, che – rivela ancora Cns – si è riunito il 5 e 6 gennaio scorsi per ascoltare alcune di queste. Altre sono pervenute in forma scritta, firmate in gran parte dai presidenti delle associazioni nazionali dei Cavalieri di Malta.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 15 gennaio 2017, 18:02

Lo avevo già scritto in passato, ma lo ribadisco ora a seguito di questa nota della Commissione. Personalmente trovo poco opportuno che in molti a sostegno di un ordine religioso, perchè è questo primariamente e fondamentalmente l'Ordine ospedaliero di san Giovanni di Gerusalemme (le altre caratteristiche sono successive ed accessorie), si affatichino a trovare cavilli legali e invochino sovranità e indipendenza dell'Ordine dal Vaticano e dal Sommo Pontefice.

Come trovo abbastanza inopportuno cavillare sul fatto che solo i membri del I ceto debbano obbedienza canonica, mentre i membri del II e III ceto, visto che non emettono i voti canonici, sono esenti dall'obbedienza alla Chiesa e al Santo Padre. E' vero che l'impegno di obbedienza che promettono i membri del II ceto è riferito primariamente ai propri superiori dell'Ordine, ma come cattolici e membri di un ordine religioso ritengo che la dovuta obbedienza ai Pastori della Chiesa sia scontata e dovuta!

Visti i tanti retroscena che in questo ultimo periodo spuntano fuori (lettere del Papa all'Ordine e al Cardinale, lettere del Segretario di Stato...), personalmente non riesco a farmi un'opinione e ancor meno a "schierarmi", cosa che trovo comunque poco opportuna per dei cattolici se uno degli schieramenti è la Santa Sede.
Se prima di questa nota avevo qualche dubbio sulla forma della commissione visto che sembrava iniziativa a se stante della Segreteria di Stato, oggi che viene confermata come iniziativa del Pontefice, ancor meno posso ritenermi "offeso o contrario" dal lavoro della commissione. Sinceramente avrei preferito una risposta da parte dell'Ordine meno "leguleia" e più accogliente. Dopotutto se la commissione ha il compito di riferire quanto accaduto al Santo Padre e di non emettere giudizi, l'Ordine non dovrebbe avere nulla da nascondere ed essere ben lieto di riferire il tutto al Santo Padre.
Magari sarebbe bastato fissare un appuntamento tra il Santo Padre e il Gran Maestro, ma comprendo anche che il Pontefice volesse ricevere prima una relazione più esaustiva da terzi e poi eventualmente discuterne con il Gran Maestro.

Ritengo che a questo punto sia opportuna la massima collaborazione per chiudere la situazione e ripartire sempre e solo nella sequela di Cristo e della Chiesa. Preferirei però evitare di trattare le normali opinioni e direttrici d'azione presenti nell'Ordine e nel suo governo come se si stesse discutendo di partiti politici e schieramenti avversi, perché lo trovo poco opportuno se riferito al governo di un ordine religioso: che ci siano vedute diverse su come dirigere l'Ordine mi sta bene e lo capisco, ma eviterei di creare "partiti" contrapposti in guerra e schieramenti.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 15 gennaio 2017, 18:29

Questa è la riprova di cosa sia questo pontificato, che preferisce il dialogo con chi ha sempre offeso la Chiesa e attacca una istituzione meritoria che ha sempre difeso anche con il sangue la medesima. Ribadisco il completo vuoto di questo pontificato.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda nicolad72 » domenica 15 gennaio 2017, 18:45

L'amministrazione di questo forum scade sempre più in basso e sempre più verso il servilismo e l'autorità a prescindere dalla sue ragioni... meglio allinearsi che usare il cervello!
Io ovviamente non posso concordare e mi dissocio una volta in più dal pensiero di Cravarezza, che non è il mio. Questo è il motivo del mio silenzio di questi ultimi mesi... silenzio che a maggior ragione oggi è ancor più giustificato a cagione della gravità delle affermazioni poco sopra riportate.

L'unica coerenza tra ciò che afferma Cravarezza e le ciò che vive sarebbero le sue immediate dimissioni dall'Ordine di San Giovanni.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda pierfe » domenica 15 gennaio 2017, 20:33

In questo forum esiste (anche se alcuni dicono che sono un dittatore) libertà di pensiero, e la prova è che non sono per nulla d'accordo con tante opinioni espresse in questo post, ma ciò nonostate sono felice che le persone possano se educate esperimere quello che suggerisce loro il rapporto fra cervello e lingua.
Nessuno di voi che avete scritto siete a conoscenza della realtà che ha portato a questi eventi, e quindi tutte le vostre parole sono semplici elucubrazioni e congetture su qualcosa di più grande di voi.
PURTROPPO stiamo vivendo tempi che dimenticano il buon lavoro caritativo svolto per secoli dagli ordini cavallereschi, si vuole creare nuove tradizioni (del resto le tradizioni nascono e muoiono), ma come ho sempre fatto in tutta la mia vita confido solo nella Provvidenza Divina che saprà illuminare e dare le risposte giuste ignorando se necessario le idee o i progetti degli uomini.
Era doveroso il mio pensiero.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Egon von Kaltenbach » domenica 15 gennaio 2017, 22:37

Mi sembrava scontato che essere cattolico non significasse essere privo della capacità di giudizio anche perché una critica svolta in modo rispettoso e formale è sempre ammessa. Remissività e timore (di cosa poi?) non sono né un tratto cavalleresco, né una generica qualità. Le difformità cui stiamo assistendo sono plateali e, in ogni caso, siamo giunti ad assistere a un comportamento dei vertici ecclesiastici talmente anomalo che la retta coscienza di ognuno (se c'è) è chiamata a schierarsi. Fermo questo restando trovo che, se la commissione ha solo il senso di farsi un'idea dell'accaduto per riferirne al Pontefice quale mera informazione, essa potrebbe essere anche accettata, ma il contesto di tutta la vicenda è tale (vd. i due articoli che di cui sopra) che questa consolante interpretazione appare ben poco soddisfacente.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 16 gennaio 2017, 10:39

Un aspetto che mi colpisce, di tutta questa faccenda, è il fatto che il Vaticano (che è uno stato sovrano) faccia ingerenza negli affari interni di un altro stato sovrano (l'Ordine di Malta mi pare lo sia, a tutti gli effetti), benché la Chiesa di Roma abbia comunque un ruolo importante all'interno dell'Ordine stesso.

Da cristiano credente, e comunque non membro di alcun ordine, rimango comunque fortemente perplesso e talvolta turbato nella fermezza della mia fede, nel vedere taluni atteggiamenti della Massima Autorità della Chiesa. Il Sommo Pontefice vede la sua elezione ispirata dallo Spirito Santo, ma non per questo la cosa dovrebbe proibire la critica o i "dubia", quest'ultimi in me, nel mio piccolo, sempre in maggior numero.

A mio modestissimo parere, meglio farebbe la Chiesa a promuovere con maggior forza la tutela e la salvaguardia della Cristianità, soprattutto ora che la nostra Fede è quella maggiormente perseguitata e repressa nel mondo, mai dimenticando quanto, tra i tanti, proprio l'Ordine Malta operi per i miseri e gli ultimi, in tutto il mondo.

E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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