SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Sagittario » martedì 12 gennaio 2016, 14:28

Inizio questo mio intervento chiedendo anticipatamente scusa per l’argomento che risulterà magari banale ai più. Mi riallaccio quindi ad un recentissimo articolo apparso sull’ultimo numero (il 60) de Il Mondo del Cavaliere a firma del nostro presidente.
Tenuto conto che per accedere a determinate classi elevate di Ordini come SMOC oppure SMOM occorre dimostrare di essere nobili (rarissimamente lo si ottiene motu proprio), come occorre interpretare l’assunto ““”…dobbiamo giustamente attribuire valore e riconoscere anche quella “nobiltà” che nasce oggi dalla ricezione in determinati ordini nobilitanti quando questa “nobiltà” è pienamente riconosciuta dai loro gran maestri, che la rendono pienamente valida all’interno degli stessi…””” .
La mia domanda: ma se per ricevere quel grado cavalleresco hai già dovuto dimostrare di essere “nobile”, cosa c’è più da riconoscerti? (sempre, ovviamente, in riferimento al valore attuale della nobiltà in un paese repubblicano).
Grazie.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 12 gennaio 2016, 17:56

Sagittario ha scritto:( ...) La mia domanda: ma se per ricevere quel grado cavalleresco hai già dovuto dimostrare di essere “nobile”, cosa c’è più da riconoscerti? (sempre, ovviamente, in riferimento al valore attuale della nobiltà in un paese repubblicano).
Grazie.

Direi che oggi come oggi, in paese repubblicano, sia l'unica residua forma di riconoscimento della nobiltà familiare di un individuo ( concessa o riconosciuta nei secoli da vari e svariati fons honorum ), considerandone la valenza storico-culturale e l'ambito cavalleresco.
Altri sodalizi nobiliari , autoreferenziali, pur prestigiosi, mancano di F.H. seppur affievolito.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 12 gennaio 2016, 19:04

Il Cappellano Capo del Gran Priorato SMOM di Roma Mons. Natale Loda scrive per quanto riguarda l'Ordine di Malta che "la carta costituzionale se da una parte non disconosce l'antica accettazione della nobiltà del sangue, tuttavia ha accolto il principio della nobiltà personale che consiste in una conformazione esemplare della vita agli insegnamenti e ai precetti della chiesa dedicandosi alla missione nelle attività dell'Ordine stesso. La nobiltà personale viene riconosciuta per grazia magistrale."

In questo senso è interessante quanto più volte affermato nel forum (seppur sembra che non esista regola scritta) sul fatto che dopo tre generazioni di cavalieri di Grazia Magistrale si possa esser ricevuti per Grazia e Devozione. Significherebbe che la nobiltà personale per tre generazioni possa dar vita a un vero e proprio atto di nascita della nobiltà di una famiglia.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 13 gennaio 2016, 12:25

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Il Cappellano Capo del Gran Priorato SMOM di Roma

però attenzione. Pur trattandosi di un personaggio di una certa importanza e per la sua preparazione (è anche un noto Teologo nonché docente universitario) e per il ruolo ricoperto, il suo pensiero non può essere percepito come il pensiero dell'Ordine perché è esponente di una realtà locale come è il GP di Roma e soprattutto non è titolare di una carica che possa esprimere ufficialmente la posizione dell'Ordine in materia.

Faccio poi notare che i regolamenti e commenti (questo si un atto ufficiale dello SMOM) sul punto non si esprimono esattamente in questi termini.

Regolamenti e commenti pag. 30 ha scritto:In epoche passate i membri dell’Ordine di Malta appartenevano, per tradizione, all’aristocrazia; oggi si pone l’accento su una nobiltà di spirito e di condotta, che antepone i doveri ai diritti. La nobiltà, in questo senso più ampio, significa assumersi più responsabilità degli altri, avere la coscienza di esistere per difendere la gloria di Dio e la dignità umana da Lui concessa ad ogni persona, essere là dove vi sia il maggior pericolo, combattere le basse inclinazioni in noi stessi e nel mondo che ci circonda. Questo atteggiamento si realizza nella responsabilità sociale, nella lealtà verso la Fede e la Chiesa, nella prontezza a sostenere la tradizione cristiana e nell’impegno a coltivare questo stesso atteggiamento verso la vita e verso il mondo in generale.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 13 gennaio 2016, 15:11

Per comprendere il concetto di nobiltà dovremmo guardare meglio al documento fondamentale SMOM ossia la Carta Costituzionale.
Questa all'art. 1 par. 1 recita:

Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, [..] è un Ordine religioso laicale, tradizionalmente militare, cavalleresco e nobiliare.


Questa definizione è presente sia nella carta del 1961 sia in quella del 1997.
Il "tradizionalmente nobiliare" è da intendersi, su questo ci sono pochi dubbi, nel senso di nobiltà di sangue poiché per tradizione, come ben sappiamo, l'Ordine di Malta era riservato in passato solamente ai nobili.

Certamente poi come scritto in "Regolamenti e commenti" oggi il termine nobiltà può essere inteso anche come nobiltà di animo.
Su questo siamo d'accordo, ma la nobiltà di sangue e quella di animo sono due nobiltà diverse, entrambe riconosciute dallo SMOM, che difatti ha delle categorie di ricezione diverse per l'una o l'altra.

Ciò che dice mons. Loda, inquadrabile in questo senso, è anche pienamente condivisibile: ossia che al riconoscimento della nobiltà di animo consegue il ricevimento per grazia magistrale.

Sulla nobiltà derivata dall'ingresso in questo ordine (oggetto di questo topic) possiamo discutere:
se una nobiltà personale, riconosciuta dallo SMOM a cui fa seguito un ricevimento per Grazia Magistrale, è perpetuata per tre generazioni, dà origine a una nobiltà di sangue?
In caso di risposta positiva dovremmo parlare di "nobiltà melitense"?

Alcuni post del passato su argomento simile:
Su SMOM viewtopic.php?f=2&t=10806
Sui SS. Maurizio e Lazzaro viewtopic.php?f=2&t=5367
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 13 gennaio 2016, 17:32

Alessio, leggi bene il "Regolamenti e Commenti". Il passaggio da me riportato da "Regolamenti e Commenti" è l'interpretazione autentica (tant'è che la norma è riportata in nota, la 42 per essere precisi) del concetto di "tradizionalmente nobiliare". Da ciò ne consegue che tutto il resto sono speculazioni prive di effetto, visto che l'Ordine si è ufficialmente pronunciato sul punto.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 13 gennaio 2016, 18:31

Alessio Bruno Bedini ha scritto: (...) Sulla nobiltà derivata dall'ingresso in questo ordine (oggetto di questo topic) possiamo discutere:
se una nobiltà personale, riconosciuta dallo SMOM a cui fa seguito un ricevimento per Grazia Magistrale, è perpetuata per tre generazioni, dà origine a una nobiltà di sangue?
In caso di risposta positiva dovremmo parlare di "nobiltà melitense"? (...)

Ordini nobilitanti ( nel senso stretto del termine ) sono solo quelli dinastici di S.Lodovico, S.Stefano, S.Silvestro .
Non mi risulta che Malta abbia, in anni recenti, cooptato cavalieri nei " gradi" grazia e devozione ed onore e devozione non provenienti da famiglie nobili, il che non significa, ovviamente, che provvedimenti di grazia siano preclusi, compresi quelli da Grazia Magistrale in più generazioni, tuttavia, trovo tale passaggio "secolare- generazionale " molto improbabile.
Per il Costantiniano, ingressi o passaggi in classi nobiliari per Grazia magistrale sono rari ma attuali, rappresentano quindi eccezioni che confermano la norma di essere sottoposti a tre processi per essere ammessi alle categorie dedicate.

Considerando che il reciproco riconoscimento non è affatto scontato si può già parlare di nobiltà melitense , costantiniana , del SRI , del RdI , parmense , granducale, umbertina, sanmarinese e chi più ne ha più metta.
Considerando il comune "humus" culturale, la tradizione elitaria ma soprattutto l'agnosticismo repubblicano che le accomuna tutte , per me , si può parlare sic et simpliciter di nobiltà.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 13 gennaio 2016, 18:41

Io ho dei dubbi... sul punto.
Oggi in Italia un ordine può censire la nobiltà, può riconoscerla con provvedimento pubblico...,ma ho dei dubbi sul fatto che possa crearla (con l'eccezione dello SMOM, che allo stato non intende avvalersi di questa possibilità, in ragione del suo status pienamente sovrano).

Chiedo scusa ma ora non ho il tempo per approfondire la questione...
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Dantes » mercoledì 13 gennaio 2016, 18:56

nicolad72 ha scritto:Io ho dei dubbi... sul punto.
Oggi in Italia un ordine può censire la nobiltà, può riconoscerla con provvedimento pubblico...,ma ho dei dubbi sul fatto che possa crearla (con l'eccezione dello SMOM, che allo stato non intende avvalersi di questa possibilità, in ragione del suo status pienamente sovrano).



Concordo pienamente con l'opinione espressa da nicola72.
Il mio modesto parere è che la ricezione nell'Ordine di Malta all'interno della classe di Grazia Magistrale non comporta alcun riconoscimento di nobiltà personale.
Semplicemente rappresenta una 'grazia' - per l'appunto - con cui l'Ordine ha permesso nel passato, e permette ancora oggi, a persone non in grado di offrire prove nobiliari per l'ingresso nelle classi di Onore e Devozione e Grazia e Devozione di accedere all'Ordine nelle categorie dei cavalieri (detti perciò 'di Grazia Magistrale').
Fermo restando che l'Ordine, in quanto sovrano, può anche accordare l'ingresso nelle classi nobiliari a persone che non hanno alcuna prova, così come potrebbe creare astrattamente nobiltà, sia personale che trasmissibile.
Ultima modifica di Dantes il mercoledì 13 gennaio 2016, 19:03, modificato 1 volta in totale.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 13 gennaio 2016, 19:00

Ordini nobilitanti ( nel senso stretto del termine ) sono solo quelli dinastici di S.Lodovico, S.Stefano, S.Silvestro .
Non mi risulta che Malta abbia, in anni recenti, cooptato cavalieri nei " gradi" grazia e devozione ed onore e devozione non provenienti da famiglie nobili, il che non significa, ovviamente, che provvedimenti di grazia siano preclusi, compresi quelli da Grazia Magistrale in più generazioni, tuttavia, trovo tale passaggio "secolare- generazionale " molto improbabile.
Per il Costantiniano, ingressi o passaggi in classi nobiliari per Grazia magistrale sono rari ma attuali, rappresentano quindi eccezioni che confermano la norma di essere sottoposti a tre processi per essere ammessi alle categorie dedicate.

Considerando che il reciproco riconoscimento non è affatto scontato si può già parlare di nobiltà melitense , costantiniana , del SRI , del RdI , parmense , granducale, umbertina, sanmarinese e chi più ne ha più metta.
Considerando il comune "humus" culturale, la tradizione elitaria ma soprattutto l'agnosticismo repubblicano che le accomuna tutte , per me , si può parlare sic et simpliciter di nobiltà.
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Nel topic che ho citato, Lord Acton qualche anno fa disse che conosceva un cavaliere di gr. e dev., ricevuto in questa categoria poichè i suoi avi erano stati per più generazioni ricevuti per Grazia Magistrale. Io in questo non trovo nulla di strano.

In fondo come abbiamo detto molte volte, in passato dopo tre generazioni una "nobiltà di grazia" diventava una "nobiltà di giustizia".

Io ho dei dubbi... sul punto.
Oggi in Italia un ordine può censire la nobiltà, può riconoscerla con provvedimento pubblico...,ma ho dei dubbi sul fatto che possa crearla (con l'eccezione dello SMOM, che allo stato non intende avvalersi di questa possibilità, in ragione del suo status pienamente sovrano).

Chiedo scusa ma ora non ho il tempo per approfondire la questione...


Certamente. Lo SMOM non crea nobiltà di sangue ma la riconosce: un provvedimento non di grazia ma di giustizia.
Non mi sembra strano il fatto che dopo tre generazioni di nobiltà di grazia magistrale venga riconosciuta una nobiltà di giustizia.

Non so se mi sono spiegato ma vorrei dire che mi sembra tutto molto in linea con la tradizione.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Tilius » mercoledì 13 gennaio 2016, 19:04

Dantes ha scritto:
nicolad72 ha scritto:Io ho dei dubbi... sul punto.
Oggi in Italia un ordine può censire la nobiltà, può riconoscerla con provvedimento pubblico...,ma ho dei dubbi sul fatto che possa crearla (con l'eccezione dello SMOM, che allo stato non intende avvalersi di questa possibilità, in ragione del suo status pienamente sovrano).


Concordo pienamente con l'opinione espressa da nicola72.
Il mio modesto parere è che la ricezione nell'Ordine di Malta all'interno della classe di Grazia Magistrale non comporta alcun riconoscimento di nobiltà personale.
Semplicemente rappresenta una 'grazia' - per l'appunto - con cui l'Ordine ha permesso nel passato, e permette ancora oggi, a persone non in grado di offrire prove nobiliari per l'ingresso nelle classi di Onore e Devozione e Grazia e Devozione di accedere all'Ordine nelle categorie dei cavalieri (detti perciò 'di Grazia Magistrale').
Fermo restando che l'Ordine, in quanto sovrano, può anche accordare l'ingresso nelle categorie nobiliari a persone che non hanno alcuna prova, così come potrebbe creare astrattamente nobiltà, sia personale che trasmissibile.

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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 13 gennaio 2016, 19:47

nicolad72 ha scritto:Io ho dei dubbi... sul punto.
Oggi in Italia un ordine può censire la nobiltà, può riconoscerla con provvedimento pubblico...,ma ho dei dubbi sul fatto che possa crearla (con l'eccezione dello SMOM, che allo stato non intende avvalersi di questa possibilità, in ragione del suo status pienamente sovrano).

Chiedo scusa ma ora non ho il tempo per approfondire la questione...


Ho ricevuto oggi il n° 60 de " Il mondo del Cavaliere " , ho letto l'articolo che riportava Sagittario.
Io dubbi non ne ho.
Il presidente riportava quanto veniva esposto da Alberto Lembo nel suo intervento al Colloquio di Madrid. Che non fa che riportare quello che ho sempre pensato :
La validità culturale / morale della nobiltà deriva dal concetto di sovranità affievolita , diluita , che tuttavia consente pienamente che il capo di una Casa dinastica già regnante che non abbia abdicato di rappresentare un fons honorum tale da concedere o riconoscere , all'interno del proprio patrimonio dinastico cavalleresco lo status nobiliare. In Italia sono quelli già citati da me precedentemente, riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri.

Bell'articolo , peraltro.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 13 gennaio 2016, 20:48

Tilius ha scritto: [thumbup.gif] [cheers.gif] [thumb_yello.gif] [notworthy.gif] Sottoscrivo entrambi gli interventi. Non lice vedere automatismi dove in realtà non ve ne é alcuno.


Vero, automatismi non ce ne sono. Non ci sono regole codificate.
Però esiste una consuetudine, una tradizione.

Sui Cavalieri gerosolimitani mi viene in mente Antonio Possevino nel suo Ateneo dell'uomo nobile del 1704 a p.14:
Il Gran Maestro della Religione Gerosolomitana, per premio di azioni eroiche, fatte per servizio di quella Religione fregia col carattere di Kavalieri quelli, a' quali per altro il difetto della nobiltà del sangue preclude la strada di aspirarvi. E tali cavalieri sono considerati come se mai fossero stati ignobili.


E' molto interessante che l'essere cavalieri nel pensiero di età moderna era anzitutto carattere, categoria corrispondere all'avere aristotelico, e poi intimamente connessa alla nobiltà di sangue.

Indagherò ancora.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 1 luglio 2016, 12:01

Il Cardinal Giovanni Battista De Luca è stato un giurista molto importante del Seicento con una vasta produzione alle spalle tra cui il monumentale e fondamentale Theatrum veritatis et iustitiae, un'opera in 15 libri con la raccolta delle allegazioni e dei pareri forensi in materia di diritto civile, canonico, feudale e municipale.

Una sua opera che ha raccolto molto successo all'epoca fu anche "Il cavaliere e la dama", lavoro in cui esplicava cosa era la cavalleria e cosa sarebbero dovuti essere un cavaliere e una dama.

Un passo molto interessante è il primo paragrafo del capitolo tre "Che cosa sia la cavalleria, ovvero l'esser cavaliere".
Di comun consenso de scrittori, la cavalleria, ò veramente l'esser cavalieri, non è veramente una qualità naturale, la quale si porti dalle fascie, ma è una qualità accidentale, come una ispecie di grado, ovvero di dignità, la quale per mercede e per ricognizione de meriti, e de servizi per il Principe Sovrano ovvero per altro che da esso ne avesse l'autorità si concedea a soldati, li quali ancorchè avessero i natali popolari, così divenivano nobili e grandi.


E' interessante il fatto che ancora una volta il diventare cavaliere trasforma l'uomo nella sua sostanza naturale, trasforma l'anima e lo spirito, di conseguenza eleva e nobilita.
Il De Luca però si riferiva esclusivamente ai cavalieri creati dai sovrani dunque per lui è un riconoscimento esclusivamente di Grazia.

Nel capitolo VII infatti parla delle Religioni militari compreso l'ordine di Malta e afferma che a suo avviso non sono veri cavalierati ma una milizia nobile (p. 67-68).
Sarebbe interessante approfondire questa questione.
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Re: SMOC, SMOM e nobiltà derivata.

Messaggioda Bessarione » venerdì 1 luglio 2016, 12:33

GENS VALERIA ha scritto:Ordini nobilitanti ( nel senso stretto del termine ) sono solo quelli dinastici di S.Lodovico, S.Stefano, S.Silvestro .


Sarei curioso di saperne di più. Perché l'Ordine di San Silvestro è nobilitante mentre non lo è più l'Ordine Piano (che era nobilitante fino al novembre del 1939) o l'Ordine di San Gregorio?
In hoc signo vinces
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