Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

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Re: Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » sabato 4 giugno 2016, 21:07

Mi rendo conto che, per mio difetto, m’inserisco troppo tardi in questa discussione. Premetto che sono, naturalmente e purtroppo in via del tutto teorica, favorevole con prudente moderazione all’acquisizione di una sovronità territoriale per l’Ordine. Riconosco i problemi che essa implicherebbe e che anche molti intervenuti hanno debitamente segnalato, ma nessuno ha fatto un esempio seguito con molta duttilità e senso del potere dalla Corona inglese e non mi riferisco al ben noto e già citato caso del Commonwealth, sebbene a quei possessi diretti della stessa Corona (non fanno parte dell’UK), che sono le Isole del Canale. Jersey e Guernsey sono due Baliaggi i cui reggitori sono nominati dal Sovrano, Sark è feudo di un Seigneur che governa su quaranta Tenants, mentre a sua volta, è vassallo diretto della Corona. Alderney amministra la sua autonomia sotto la dizione di States of Alderney e partecipa del Baliaggio di Guernsey con l’invio di due rappresentanti. Tralascio le altre isole meno importanti. Questi esempi per dire che, con l’acquisizione di un territorio, non ci sarebbe bisogno di porsi il problema del Gran Maestro quale monarca assoluto o, tanto meno, del suo trasferimento nel dominio ottenuto. La distinzione tra Ordine e territorio sarebbe fondamentale, ma con il contemporaneo mantenimento della specifica, storica sovranità del primo. Il territorio potrebbe avere un governo autonomo retto secondo i presenti usi occidentali, mentre il capo di stato sarebbe il GM residente a Roma, ma rappresentato in loco da un Balì. Tutto il resto dovrebbe essere valutato caso per caso e avendo ben presenti le predette e ben rodate istituzioni inglesi. Un caso importante sarebbe quello della cittadinanza che, oltre alla popolazione residente, dovrebbe essere estesa ai Professi e a tutti coloro che svolgono funzioni di governo nell’Ordine. Tutto è risolvibile e i vantaggi di tale status supererebbero di gran lunga le implicite difficoltà e, nel contempo, darebbero forza e sostegno alla Tuitio Fidei e all’Obsequium Pauperum. In ogni caso è fuori discussione l’isola artificiale e simili scherzi, questo è un discorso serio ancorché forzatamente astratto.
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Re: Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 5 giugno 2016, 13:22

Grazie per gli esempi portati, sono molto interessanti.
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Re: Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » martedì 7 giugno 2016, 12:08

Grazie a lei per l'attenzione. E.v.K.
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Re: Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

Messaggioda Paolo R. G. Corda » giovedì 27 giugno 2019, 20:07

Delehaye ha scritto:
Tilius ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:(e la "fregola" a cui si riferisce Maurizio è ovviamente riferita all'oggi, non al passato).

Precisamente. E anche la parola "fan" la ho usata in una accezione volutamente riferita all'oggi.
Trovo questo genere di speculazioni - anche quando rimangono puramente a livello accademico (perché nessuno sano di mente penserebbe di darvi corso, o anche solo penserebbe di pensare di darvi corso...) assolutamente peregrine e inopportune, e in quanto tali dannose per la rispettabilità dell'istituzione che di tali voli pindarici é l'involontario e indifeso oggetto.


eppure... [glasses3.gif] [dev.gif] ... ci sono "fior fiore" di Ordini Dinastici (e vai gli do perfino le maiuscole... ahahahahh) che si son trasformati in Stati e Regni... accampando su terrae nullius... il proprio imperio! ghghghghghghghgh

e sto parlando dell'oggi! [glasses3.gif]

ce ne sono alcune... in Antartide... (da notare l'alta conoscenza legislativa internazionale dei soggetti... [dev.gif] )

poi invece c'è il caso dell'autoproclamato Principato di Sealand che fa caso apparte, e sarebbe anche scorretto sia giuridicamente che storicamente definirla carnevalata, per le implicazioni che ne sono scaturite! ed esso si trova su un'"isola" artificiale (in realtà una piattaforma marittima già militare)...


Buonasera, poiché è stato a suo tempo citato il caso del Principato di Sealand e delle sue implicazioni, aggiungo di seguito il link a un interessante contributo di tipo tecnico in lingua inglese:

http://law.emory.edu/eilr/content/volum ... ition.html

Grazie a tutti per l'illuminante discussione, cordialmente
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Re: Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

Messaggioda Paolo R. G. Corda » giovedì 27 giugno 2019, 21:17

P.S.: il contributo citato mostra come, ad oggi, il tema delle isole artificiali (nell'ottica delle più e/o meno recenti evoluzioni tecnologiche) e il correlato tema della fragilità/ambiguità di alcuni dei criteri di riconoscibilità della sovranità siano oltremodo seri.

Credo che ciò possa far riflettere in generale sulla complessa e a volte accidentata evoluzione del diritto internazionale e in particolare sul rapporto tra passato, presente e soprattutto futuro in un mondo che sta rapidamente cambiando.

Di nuovo, cordialmente.
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Re: Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

Messaggioda nicolad72 » venerdì 28 giugno 2019, 8:42

Mi perdoni, ma l'unico e plurisecolare criterio di attribuzione della sovranità è il riconoscimento tra pari, gli articoli prezzolati ed interessati di giuristi - o sedicenti tali - sconosciuti mi fanno solamente sorridere e servono solo a far da specchietto per le allodole per polli da spennare economicamente.
Per dirla in una parola: "fuffa"
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Re: Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

Messaggioda Paolo R. G. Corda » venerdì 28 giugno 2019, 13:14

nicolad72 ha scritto:Mi perdoni, ma l'unico e plurisecolare criterio di attribuzione della sovranità è il riconoscimento tra pari, gli articoli prezzolati ed interessati di giuristi - o sedicenti tali - sconosciuti mi fanno solamente sorridere e servono solo a far da specchietto per le allodole per polli da spennare economicamente.
Per dirla in una parola: "fuffa"


I criteri di attribuzione della sovranità, allo stato attuale, sono stabiliti dal corrente diritto internazionale.

Il "riconoscimento tra pari" è parte, per così dire, della teoria ottocentesca cosiddetta "costitutiva", che tuttavia presentava dei limiti, in buona misura colmati dalla successiva e attuale novecentesca teoria "dichiarativa", che si fonda su criteri diversi.

Il contributo citato mette bene in luce le difficoltà insite nell'attuale quadro normativo internazionale in relazione al caso del Principato di Sealand.

Senza voler prendere posizione per alcuna delle due teorie in questione o sulla fondatezza della titolarità a rilasciare onoreficenze da parte del Principato di Sealand, da buon cultore della filosofia e delle scienze umane quale sono, apprezzo la complessità dei problemi e ho considerato produttivo rendere tutti partecipi di questo, a mio avviso, interessante contributo tecnico.

Mi si consenta infine una nota di colore: le isole artificiali non sono nuove nella storia dell'umanità; senza andare a scomodare le palafitte di neolitica memoria, è a tutti noto che la città di Venezia sia in parte costruita su una base artificiale, e così anche New York, per non parlare dei recenti sviluppi ingegneristici.

Che il mondo cambi è un dato di fatto, che ciò imponga dilemmi, sfide, problemi alle e tra le società in evoluzione è altrettanto ovvio, ciò che non è ovvio è la profondità analitica e la sagacia con la quale affrontiamo questi dilemmi, queste sfide e questi difficili stimolanti complessi problemi.

Con sincera cordialità.
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Re: Un nuovo Stato Monastico per gli Ospitalieri?

Messaggioda nicolad72 » venerdì 28 giugno 2019, 13:57

Bene, ora torniamo ad essere seri... quando vedro la Francia o l'Italia o un'altra "potenza" accreditare un diplomatico di Sealand, forse ne potremmo riparlare, per il resto rimaniamo nel fantadiritto interessato.
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