Ordine di San Michele da Ala

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda pierfe » venerdì 17 novembre 2017, 9:33

Caro Federico, leggo quanto scrive e mi permetto di fare solo un breve commento. Questa situazione di pretensione non ha le stesse caratteristiche- sempre per fare un esempio - di quella della Due Sicilie, dove ci troviamo con 2 famiglie praticamente dello stesso livello e stretti parenti, questo caso portoghese è ben diverso è qualcosa che è venuto fuori dopo un secolo e fuori dai contatti di reciprocanza con i discendenti delle dinastie già sovrane. Una delle caratteristiche per essere considerato discendente e far arte di una dinastia già sovrana è la pubblicità ovvero l’essere considerato in questo modo dagli altri dello stesso livello. Non voglio fare una panoramica mondiale e mi limito alla Penisola Italiana ma è chiaro che i Savoia, i Borbone Due Sicilie (intendo i 2 rami), i Borbone Parma, gli Asburgo Modena, e gli Asburgo (per il Regno del Vittorio Veneto) in modo unanime riconoscono Dom Duarte quale Capo della Real Casa di Portogallo. E nel mondo le più importanti dinastie hanno le decorazioni di Dom Duarte, nessun Capo di Casa ha le decorazioni di Dom Pedro. Quindi per quanto ne so (ne ho parlato com Dom Duarte ieri sera) non è neppure pensabile un accordo o qualunque ravvicinamento, perché per loro e su questo concordo questa pretensione non esiste. Come del resto non lo sono altri precedenti tentativi di assumere qualcosa fuori dal tempo e dal diritto.
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 17 novembre 2017, 13:51

pierfe ha scritto:(...) e gli Asburgo (per il Regno del Vittorio Veneto) (...)


Spesso, rimaniamo vittima dei correttori automatici. Quello del mio smartphone, se non rileggo attentamente, mi fa scrivere degli sfondoni, a volte esilaranti...
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » lunedì 4 dicembre 2017, 23:26

Gli Ordini dinastici di Casa Savoia hanno appena diramato un elenco di Ordini riconosciuti: tra questi, per il Portogallo, vi sono quelli che fanno capo a SAR dom Duarte Pio di Braganza, il quale ha anche il trattamento di "cugino" di SAR Vittorio Emanuele in quanto Cavaliere dell'Ordine della Santissima Annunziata...
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda pierfe » martedì 5 dicembre 2017, 0:42

brixianus ha scritto:Gli Ordini dinastici di Casa Savoia hanno appena diramato un elenco di Ordini riconosciuti: tra questi, per il Portogallo, vi sono quelli che fanno capo a SAR dom Duarte Pio di Braganza, il quale ha anche il trattamento di "cugino" di SAR Vittorio Emanuele in quanto Cavaliere dell'Ordine della Santissima Annunziata...


Vero ho visto l'altro ieri la circolare e mi permetto di aggiungere che tutte le Casa già Sovrane preunitarie OVVIAMENTE riconoscono solo Dom Duarte, Duca di Braganza quale Capo della Real Casa di Portogallo ovvero:
S.A.I.R. l'arciduca Karl riconosce Dom Duarte che porta l'Ordine del Toson d'Oro concesso dal defunto SAIR Ottone d'Austria-Ungheria. (Lombardo-Veneto)
S.A.R. il principe don Carlo di Borbone Parma, duca di Parma e Piacenza riconosce Dom Duarte che fra l'altro è padrino di battesimo del figlio il principe di Piacenza.
S.A.I.R. l'arciduca Lorenzo d'Austria Ungheria, titolare dello Style d'Asburgo Modena.
S.A.I.R. l'arciduca Sigismondo d'Asburgo Lorena Toscana, granduca titolare di Toscana.
S.A.R. il principe don Pedro di Borbone Due Sicilie, duca di Calabria, Capo della Real Casa di Borbone Due Sicilie (ramo primogenito).
S.A.R. il principe don Carlo di Borbone Due Sicilie, duca di Castro, Capo della Real Casa di Borbone Due Sicilie (ramo ultrogenito)

Mi sembra sufficiente per farsi una chiara idea di quello che pensano di discendenti delle dinastie preunitarie italiane.

Voglio sottolineare che nella mia identificazione in ramo primogenito e ramo ultrogenito non si vuole significare una diminuzione nell'appartenere ad un ramo ultrogenito, ma una chiara posizione a livello interno alla Famiglia, del resto qualunque lettore di storia sa bene che il ramo primogenito di Spagna - per varie ragioni - non siede sul trono. Lo stesso avviene in Russia e Romania (intendo per valide ragioni).

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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Elmar Lang » martedì 5 dicembre 2017, 9:33

Domanda tecnica: cos'è lo "style d'Asburgo Modena"?

O come succede a me, è quel diavolaccio del correttore automatico?
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda La Tibalda » martedì 5 dicembre 2017, 22:48

Elmar Lang ha scritto:Domanda tecnica: cos'è lo "style d'Asburgo Modena"?

Immagino che si riferisca al fatto che é più un titolo che insiste sul cognome che una effettiva pretensione al titolo ducale di Modena, né potrebbe essere altrimenti, avendo Francesco V di Modena nominato suo erede Franz Ferdinand (il quale non aveva neanche una singola goccia di sangue estense, a differenza degli Austria-Este "veri", che discendevano da Maria Beatrice d'Este, figlia di Ercole III e ultima della sua casata) col vincolo che quest'ultimo assumesse il nome di Austria-Este, il tutto col benelacito di Francesco Giuseppe imperatore d'Austria (la qual cosa era già molto arbitraria, non essendo più Modena feudo imperiale dalla dissoluzione del Sacro Romano Impero). Morto Franz Ferdinand nel '14 senza eredi dinastici (i due figli erano nati in un matrimonio morganatico), ancora Francesco Giuseppe riassegna (con arbitrarietà forse ancora maggiore che nel primo passaggio, dove almeno c'era la volontà - anche se magari un filino pilotata - dell'ultimo vero Duca di Modena) il ruolo di capo della ricostituita Casa d'Austria-Este al nipote Carlo (come titolo accessorio a quello di Kronprinz). Nel '17 Carlo, già imperatore da un anno, decide di trasmettere il nome Austria-Este al secondogenito Roberto, da cui al figlio Lorenzo, attuale titolare.
Il tutto per far capire come la trasmissione della pretensione ducale al trono di Modena sia avvenuta in maniera estremamente irregolare, ancorché nell'augustissima famiglia degli Asburgo e con l'attivo concorso di arciduchi e imperatori.
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda pierfe » mercoledì 6 dicembre 2017, 1:59

Devo ringraziare La Tibalda della esaustiva spiegazione che supporto totalmente.
Credo che sia ora di lasciare le favole ai Fratelli Grimm, cosa ne pensate?
Come poteva l'Imperatore trasferire uno Stato che non esisteva più, e faceva parte di un altro Stato (lo stesso imperatore si asteneva dalle concessioni di ordini del Lombardo-Veneto per non creare imbarazzi diplomatici con il re d'Italia)?
Questa è l'aggiunta a quanto ha scritto l'ottima La Tibalda su questo topic, grazie
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 6 dicembre 2017, 15:01

Su questo, non ne sarei sicuro: l'ordine Imperiale Austriaco della Corona di Ferro, venne conferito ad italiani anche dopo il 1866, così come l'ordine della Corona d'Italia venne conferito ad austriaci.
Entrambi facevano parte del sistema premiale di due stati che fra l'altro, unitamente all'Impero Germanico, furono alleati fino al 1915.
Tra l'altro, benché l'ordine della Corona di Ferro recasse ben visibile una corona simil-lombarda quale simbolo sottoposto all'Aquila austriaca, esso non va considerato come eminentemente "lombardo-veneto", cosa questa che si evince dal nome stesso: Oesterreichisch-Kaiserliche Orden der Eisernen Krone. Unicamente, lo statuto, fino al 1918 veniva stampato nelle due lingue, tedesca ed italiana.

Grazie per il chiarimento sugli Austria-Este. Da quando uso uno smartphone, a causa degli esilaranti refusi che spesso lascio qua e la, ne vedo anche ove non ve ne sono affatto.
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » domenica 15 settembre 2019, 19:30

pierfe ha scritto:
brixianus ha scritto:Gli Ordini dinastici di Casa Savoia hanno appena diramato un elenco di Ordini riconosciuti: tra questi, per il Portogallo, vi sono quelli che fanno capo a SAR dom Duarte Pio di Braganza, il quale ha anche il trattamento di "cugino" di SAR Vittorio Emanuele in quanto Cavaliere dell'Ordine della Santissima Annunziata...

Vero ho visto l'altro ieri la circolare e mi permetto di aggiungere che tutte le Casa già Sovrane preunitarie OVVIAMENTE riconoscono solo Dom Duarte, Duca di Braganza quale Capo della Real Casa di Portogallo ovvero:
S.A.I.R. l'arciduca Karl riconosce Dom Duarte che porta l'Ordine del Toson d'Oro concesso dal defunto SAIR Ottone d'Austria-Ungheria. (Lombardo-Veneto)
S.A.R. il principe don Carlo di Borbone Parma, duca di Parma e Piacenza riconosce Dom Duarte che fra l'altro è padrino di battesimo del figlio il principe di Piacenza.
S.A.I.R. l'arciduca Lorenzo d'Austria Ungheria, titolare dello Style d'Asburgo Modena.
S.A.I.R. l'arciduca Sigismondo d'Asburgo Lorena Toscana, granduca titolare di Toscana.
S.A.R. il principe don Pedro di Borbone Due Sicilie, duca di Calabria, Capo della Real Casa di Borbone Due Sicilie (ramo primogenito).
S.A.R. il principe don Carlo di Borbone Due Sicilie, duca di Castro, Capo della Real Casa di Borbone Due Sicilie (ramo ultrogenito)

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Voglio sottolineare che nella mia identificazione in ramo primogenito e ramo ultrogenito non si vuole significare una diminuzione nell'appartenere ad un ramo ultrogenito, ma una chiara posizione a livello interno alla Famiglia, del resto qualunque lettore di storia sa bene che il ramo primogenito di Spagna - per varie ragioni - non siede sul trono. Lo stesso avviene in Russia e Romania (intendo per valide ragioni).

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Pare che la vexata questio relativa alla titolarità (o "copyright"...) degli Ordini dinastici della Casa Reale del Portogallo sia giunta alla fine, con una pronuncia giudiziale della "Corte di Cassazione" portoghese.
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Guardia Nobile Pontificia » domenica 15 settembre 2019, 21:13

Cioè?
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » lunedì 16 settembre 2019, 22:22

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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » domenica 22 settembre 2019, 19:19

Guardia Nobile Pontificia ha scritto:Cioè?

ANULACIÓN Nº 8080 C (NULIDAD)
Ordem de São Miguel da Ala, Associação Cultural, Rua do norte, 14, 1600-583 Lisboa, Portugal (solicitante), representado por António José Caeiro da Motta Veiga, Rua João Penha, 10, 1250-131 Lisboa, Portugal (representante profesional)
c o n t r a
Duarte Pio de Bragança, Rua do Campo, 4, San Pedro, 2710 Sintra, Portugal (titular de la MUE), representado por J. Pereira da Cruz, S.A., Rua Victor Cordon, 14, 1249-103 Lisboa, Portugal (representante profesional).
El 08/10/2018, la División de Anulación adopta la siguiente
RESOLUCIÓN
1. Se desestima la solicitud de declaración de nulidad en su totalidad.
2. Recaerán en el solicitante las costas sufragadas por la otra parte, que se fijan en 450 EUR.

MOTIVOS
El solicitante presentó una solicitud de declaración de nulidad contra la marca de la Unión Europea nº 9 131 566 (en adelante, la MUE). La solicitud se dirige contra todos los productos y servicios cubiertos por la MUE, en concreto:
Clase 14: Insignias, condecoraciones, pins, medallas en metales preciosos.
Clase 16: Publicaciones, revistas y catálogos.
Clase 26: Insignias, condecoraciones, pins, medallas en metal.
Clase 35: Publicidad; gestión de negocios comerciales; venta al mayor, menor y a través de la red informática de toda clase de artículos promocionales.
Clase 41: Servicios de organización de eventos de carácter cultural y religioso.
El solicitante invoca el artículo 59, apartado 1, letra b), del RMUE, y también, basándose en ambos casos en la MUE nº 5 747 936 el artículo 60, apartado 1, letra a) del RMUE en conjunción con el artículo 8, apartado 1, letra a) del RMUE y el artículo 60, apartado 2, letra d) del RMUE. Igualmente, el solicitante invoca el artículo 60, apartado 1, letra a) del RMUE en conjunción con el artículo 8, apartado 1, Resolución de anulación nº 8080 C página: 2 de 6 letras a) y b) y apartado 2, letra c) del RMUE sobre la base de una marca notoriamente conocida.
RESUMEN DE LAS ALEGACIONES DE LAS PARTES
El solicitante afirma que es titular de la MUE nº 5 747 936 y de las marcas portuguesas nº 366 085 y nº 453 598 , solicitadas y registradas con anterioridad a la marca impugnada, las cuales gozan de gran reputación y notoriedad en Portugal. A pesar del conocimiento de la existencia, uso y reputación de estas marcas, Duarte Pio de Bragança solicitó una marca que coindice en los elementos verbales y gráficos con las marcas del solicitante lo que supone un intento de apropiarse vía el registro de una marca en la UE de un derecho sobre este distintivo.
En el procedimiento cautelar nº 93/07, un tribunal portugués prohibió al titular de la MUE al uso de signos idénticos o similares a la marca portuguesa nº 366 085 del solicitante. A pesar de ello, el titular de la MUE solicitó el registro de la MUE impugnada en claro desacato a lo decidido por la corte portuguesa. En apoyo de sus observaciones, el solicitante presentó copia de los certificados de registro de sus marcas anteriores y de la sentencia del Tribunal de Comercial de Lisboa de 23 de Octubre del 2009 en el procedimiento cautelar nº 93/07 (en portugués).
El titular de la MUE afirma que con fecha 25 de febrero del 2014, presentó una solicitud de declaración de caducidad por falta de uso del registro de MUE nº 5 747 936. En contra de lo argumentado por el solicitante, esta marca carece de reputación y notoriedad en Portugal, y en todo caso, estos hechos no han sido probados en el presente procedimiento. Además, requiere prueba de uso de la MUE anterior nº 5 747 936 en que se basa la solicitud de caducidad.
En cuanto a la sentencia invocada por el solicitante, esta no tiene relevancia en el presente caso ya que en ella se ordenó al titular de la MUE que se abstuviera de usar la marca portuguesa nº 366 085 y no la MUE ahora impugnada. Con posterioridad a esta sentencia, el Instituto Portugués de la Propiedad Intelectual declaró la caducidad de la marca portuguesa nº 366 085 por falta de uso.
Con fecha 16 de junio de 2014, el solicitante presentó su respuesta en la que hace referencia a un listado de documentos para acreditar el uso de la marca anterior nº 5 747 936. No obstante, ninguno de estos documentos fue adjuntado. En sus observaciones en respuesta, el titular de la MUE alega que ninguno de los documentos a los que hace referencia el solicitante para acreditar el uso de la marca anterior fue aportado, por lo que, al no haber pruebas de uso del derecho anterior, la solicitud debe ser rechazada.
Resolución de anulación nº 8080 C página: 3 de 6
Cuestión preliminar en cuanto a los motivos y derechos anteriores en los que se basa la solicitud de anulación
El solicitante invoca el artículo 60, apartado 2, letra d) del RMUE, basándose en la MUE nº 5 747 936.
El artículo 60, apartado 2, del RMUE es únicamente aplicable cuando los derechos invocados sean de tal naturaleza que no se consideren los típicos derechos que se invocan en los procedimientos de anulación contemplados en el artículo 60, apartado 1, del RMUE (13/12/2011, 4 033 C, § 12).
La MUE nº 5 747 936 es un derecho que puede invocarse en base al artículo 60, apartado 1, del RMUE, por lo que no cabe invocarla como base del artículo 60, apartado 2, del RMUE. De lo que se desprende que la solicitud de nulidad no está debidamente justificada a los efectos del artículo 60, apartado 2, del RMUE.
En lo que respecta al motivo basado en dicha marca registrada en el que se invoca el artículo 60, apartado 1, letra a) del RMUE en conjunción con el artículo 8, apartado 1, letra a), del RMUE ha de tenerse en cuenta que aunque las condiciones específicas a tenor de las letras a) y b) del artículo 8, apartado 1, del RMUE difieren, están relacionadas, ya que la similitud incluye situaciones en las que tanto las marcas como los productos o servicios son similares, así como situaciones en las que las marcas son idénticas y los productos o servicios son similares o a la inversa. Por consiguiente, se considera que la presente solicitud de nulidad, en lo que se refiere a dicha marca registrada, se basa tanto en los motivos previstos en ambas letras del artículo 8,
apartado 1, del RMUE.
En lo que respecta al derecho invocado al amparo del artículo 8, apartado 2, letra c) del RMUE (marca notoria), cabe señalar que el solicitante ha identificado expresamente dicho derecho como la misma marca europea registrada en la que basa su solicitud de nulidad con arreglo al artículo 8, apartado 2, letra a) del RMUE (marca registrada), por lo que debe entenderse que la invocación de la letra c) del mismo artículo no se refiere a un derecho anterior distinto, sino que constituye únicamente una reivindicación adicional de que la marca registrada en la que se basa la solicitud ha adquirido un alto grado de carácter distintivo como consecuencia del uso.
Por último, cabe señalar que las dos marcas registradas portuguesas mencionadas por el solicitante en sus alegaciones de 17/06/2013 no figuraban consignadas en el formulario de solicitud de nulidad como base de la presente solicitud. Teniendo además en cuenta que las observaciones presentadas en la misma fecha sólo se refieren a ellas como parte de las pruebas destinadas a fundamentar los motivos absolutos de nulidad (la mala fe), no cabe considerar que dichas marcas fueran invocadas como derechos anteriores a efectos de lo previsto en el artículo 60,
apartado 1, letra a) del RMUE en conjunción con el artículo 8, apartado 1 del RMUE.
El escrito del solicitante de 01/10/2013 viene a confirmar este extremo al señalar únicamente como marca base de la solicitud de nulidad la MUE nº 5 747 936.
En conclusión, la División de Anulación procederá a continuación a examinar los siguientes motivos de nulidad y derechos anteriores: en primer lugar, el artículo 60, apartado 1, letra a) del RMUE en conjunción con el artículo 8, apartado 1 del RMUE, sobre la base de la MUE nº 5 747 936 y, en segundo lugar, el artículo 59, apartado 1, letra b), del RMUE.
Resolución de anulación nº 8080 C página: 4 de 6
CESE DE LA EXISTENCIA DEL DERECHO ANTERIOR
Con arreglo al artículo 60, apartado 1, letra a), del RMUE, una marca de la Unión se declarará nula mediante solicitud presentada ante la Oficina cuando exista una marca anterior contemplada en el artículo 8, apartado 2, y se cumplan las condiciones enunciadas en los apartados 1 o 5 de dicho artículo. Por tanto, el fundamento jurídico de la solicitud de nulidad en base al artículo 60, apartado 1, letra a) del RMUE requiere la existencia y validez de un derecho anterior en el sentido del artículo 8, apartado 2, del RMUE.
En el presente caso, la solicitud de nulidad se basa en el registro de MUE nº 5 747 936, cuya caducidad se produjo el 27/02/2017 al no haberse solicitado su renovación.
Como queda claro a partir de los hechos anteriormente explicados, la marca anterior dejó de existir y, por tanto, no puede constituir una marca válida en la que se pueda basar la solicitud de nulidad en el sentido del artículo 60, apartado 1, letra a), del RMUE y del artículo 8, apartado 2, del RMUE.
Por tanto, la solicitud de nulidad debe desestimarse por carecer de fundamento en la medida en que se basa en esta marca anterior en relación al artículo 60, apartado 1, letra a) del RMUE en conjunción con el artículo 8, apartado 1 del RMUE.
El análisis de la solicitud de nulidad continúa en base a la causa de nulidad absoluta recogida en el artículo 59, apartado 1, letra b) del RMUE ya que el texto de este artículo no exige al solicitante de la nulidad que disponga de un derecho anterior. Por lo tanto, en principio, no es necesario que exista un derecho anterior para demostrar la mala fe.
CAUSAS DE NULIDAD ABSOLUTA – ARTÍCULO 59, APARTADO 1, LETRA b), DEL RMUE
Principios generales
El artículo 59, apartado 1, letra b), del RMUE establece que se declarará la nulidad de la marca de la Unión Europea cuando, al presentar la solicitud de la marca, el solicitante hubiera actuado de mala fe.
No existe una definición jurídica precisa del término «mala fe», por lo que queda abierta a diversas interpretaciones. La mala fe es un estado subjetivo que se basa en las intenciones del solicitante a la hora de presentar una marca de la Unión Europea.
Por norma general, las intenciones propias no están sujetas a consecuencias legales. Para apreciar mala fe debe concurrir, en primer lugar, alguna acción del titular de la MUE que refleje claramente una intención deshonesta y, en segundo lugar, una norma objetiva que sirva como referente para evaluar dicha acción y a continuación calificarla como constitutiva de mala fe. Existe mala fe cuando la conducta del solicitante de una marca de la Unión Europea se aparta de los principios de comportamiento ético comúnmente aceptados o de las prácticas leales en el comercio o en los negocios, y que puede identificarse valorando los hechos objetivos de cada caso a la luz de dichas normas (Dictamen de la Abogado General Sra. Eleanor Sharpston de 2/03/2009, C-529/07, Lindt Goldhase, EU:C:2009:361, § 60).
Resolución de anulación nº 8080 C página: 5 de 6
Si el titular de una MUE ha actuado de mala fe en el momento de la presentación de la solicitud de marca debe apreciarse globalmente, teniendo en cuenta todos los factores pertinentes en el caso de autos (11/06/2009, C-529/07, Lindt Goldhase, EU:C:2009:361, § 37).
La carga de la prueba de la existencia de mala fe recae en el solicitante de nulidad, dado que se presume la buena fe salvo prueba en contrario.
Resumen de los hechos pertinentes
El solicitante alega que el titular de la MUE solicitó de mala fe el registro de la MUE impugnada ya que tenía previo conocimiento de la existencia, uso y reputación de marcas anteriores del solicitante, idénticas o muy similares a la MUE impugnada, registradas además para productos y servicios idénticos. Además, a pesar de la prohibición al titular de la MUE impugnada, por sentencia firme de un tribunal portugués, del uso de signos idénticos o similares a la marca portuguesa nº 366 085, el titular de la MUE solicitó el registro de la MUE impugnada.
En contra de estos argumentos, el titular de la MUE indica que el uso y reputación de las marcas anteriores no han quedado probados. Señala además, que la sentencia del tribunal portugués a la que hace referencia el solicitante no tiene efecto sobre el registro de la MUE impugnada, sino que hace solo referencia al registro de marca portugués nº 366 085, que es distinto a la MUE impugnada.
Apreciación de la mala fe
En el momento de la presentación de la MUE impugnada, el 26/10/2010, el titular de la MUE conocía la existencia de la marca anterior nº 366 085 del solicitante, ya que por sentencia firme de 23 de Octubre del 2009 en el procedimiento cautelar nº 93/07 el Tribunal de Comercial de Lisboa había prohibido al titular de la MUE el uso de signos idénticos o similares a esta marca nº 366 085. No obstante, no existen pruebas suficientes que demuestren que en el momento de solicitud de la MUE impugnada existía por parte del titular de la MUE conocimiento del resto de las marcas anteriores del solicitante, entre ellas la MUE nº 5 747 936. Además, el solicitante no ha llegado a probar el uso y reputación de sus marcas anteriores.
En todo caso, como ha señalado la jurisprudencia, el hecho de que el titular de la MUE sepa o deba saber que el titular de la nulidad ha venido utilizando un signo idéntico o
similar para productos idénticos o similares que pueda dar lugar o no a confusión no basta para acreditar la mala fe (11/06/2009, C-529/07, Lindt Goldhase, EU:C:2009:361,
§ 40). Para determinar si ha existido mala fe, deben tenerse en cuenta las intenciones del titular de la MUE en el momento de la presentación. Las alegaciones del solicitante no prueban que el titular de la MUE perseguía un objetivo ilegítimo en el momento de solicitud de la MUE impugnada. La División de Anulación considera que la solicitud de registro de una MUE similar o incluso idéntica a otra ya registrada, e incluso cuando esta marca goce de reputación, no es algo moral o comercialmente incorrecto o injusto y, por lo tanto, no se considera una manifestación de mala fe. Además, como se ha mencionado anteriormente, en la solicitud de una marca se presume la existencia de buena fe salvo prueba en contrario por lo que la carga de la
Resolución de anulación nº 8080 C página: 6 de 6
prueba de la existencia de mala fe recae en el solicitante de nulidad. Por consiguiente, el hecho de que la MUE impugnada sea idéntica a una marca anterior cuya titularidad no le pertenece no es por sí mismo suficiente para demostrar la mala fe del titular en el momento de solicitud de la marca impugnada.
Conclusión
Por lo tanto, a falta de otros argumentos o pruebas relevantes por parte del solicitante, la División de Anulación concluye que debe denegarse la solicitud de anulación.
COSTAS
De conformidad con el artículo 109, apartado 1, del RMUE, recaerán en la parte vencida en un procedimiento de anulación las tasas y los gastos sufragados por la otra parte.
Dado que el solicitante es la parte vencida, deberá sufragar los costes en los que haya incurrido el titular de la MUE durante este procedimiento.
De conformidad con el artículo 109, apartado 7, del RMUE y el artículo 18, apartado 1, letra c), inciso ii), del REMUE, los gastos que se deben pagar al titular de la MUE son los costes de representación, que se deben fijar a razón de los importes máximos que se establecen en dicha disposición.
La División de Anulación
Carmen SÁNCHEZ PALOMARES
Ana MUÑIZ RODRIGUEZ
José GARRIDO OTAOLA
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » domenica 22 settembre 2019, 19:22

Si tratta di una decisione dell'Ufficio della proprietà intellettuale, Unione Europea ("EUIPO")
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » domenica 22 settembre 2019, 19:29

OPPOSITION No B 2 897 216

Ordem De São Miguel Da Ala, Associação Cultural, Rua do norte, 14, 1600 583 Lisboa, Portugal and ASA - Associação Socorro e Amparo, Rua do norte, 14, 1600 583 Lisboa, Portugal (opponents), represented by António José Caeiro da Motta Veiga, Rua João Penha, 10, 1250-131 Lisboa, Portugal (professional representative)

a g a i n s t

Duarte Pio De Bragança, Rua do Campo 4, San Pedro, 2710 Sintra, Portugal (applicant), represented by J. Pereira Da Cruz S.A., Rua Victor Cordon 14, 1249-103 Lisboa, Portugal (professional representative).

On 22/08/2019, the Opposition Division takes the following


DECISION:

1. Opposition No B 2 897 216 is rejected as inadmissible.

2. The opposition fee will not be refunded.


REASONS

The opponents filed an opposition against all the goods in Class 21 of European Union trade mark application No 16 009 748 for the figurative mark . The opposition is based on, inter alia, European Union trade mark registration No 5 747 936 for the figurative mark . In relation to this earlier mark the opponents invoked Article 8(1)(b) EUTMR. In relation to the remaining earlier rights the opponents invoked Article 8(1)(a),(b), and Article 8(4) EUTMR.


ADMISSIBILITY

According to Rule 15(2)(h)(iii) EUTMIR (in the version in force at the time of filing of the opposition), where the opposition is entered by a licensee or by a person who is entitled under the relevant national law to exercise an earlier right, the notice of opposition must contain a statement to that effect and indications concerning the authorisation or entitlement to file the opposition.

In the present case, the opponents have not provided an indication as to whether they are owners or authorised licensees of the earlier rights.

According to Rule 15(1) EUTMIR (in the version in force at the time of filing of the opposition), a notice of opposition may be entered on the basis of one or more earlier marks within the meaning of Article 8(2) EUTMR (earlier marks) and/or one or more other earlier rights within the meaning of Article 8(4) EUTMR (earlier rights), provided that the earlier marks or earlier rights all belong to the same proprietor or proprietors. If an earlier mark and/or earlier right has more than one proprietor (co-ownership), the opposition may be filed by any or all of them.

In the present case, the notice of opposition shows that there is more than one opponent. However, the right to file an opposition jointly with other opponents applies only in cases where the opponents have a certain relationship, namely

• where they are co owners of the earlier right(s) on which the opposition is based, or
• where the opposition is filed by the owner or co owner of an earlier mark or right together with one or more licensees of these earlier marks/rights.

The notice of opposition does not indicate the relationship of the opponents (co ownership or owner/licensee); nor does it appoint only one opponent from among those listed.

On 18/03/2019, the opponents were given a time limit to clarify their relationship (co-ownership or owner/licensee). This time limit expired on 23/05/2019.

The opponents did not reply to this communication.

According to Rule 17(4) EUTMIR (in the version in force at the time of filing of the opposition), if the notice of opposition does not comply with the provisions of Rule 15 EUTMIR (in the version in force at the time of filing of the opposition) (other than referred to in paragraphs 1, 2 and 3 of Rule 17 EUTMIR (in the version in force at the time of filing of the opposition), the Office will inform the opponent accordingly and invite it to remedy the deficiencies noted within a period of two months. If the deficiencies are not remedied before this time limit expires, the Office will reject the opposition as inadmissible.

Therefore, the opposition will be rejected as inadmissible.

Please note that the opposition fee will not be refunded. In accordance with Article 6(5) EUTMDR (former Rule 18(5) EUTMIR, in force before 01/10/2017), the Office only refunds the opposition fee in the event of a withdrawal and/or restriction of the trade mark during the cooling-off period.

The Opposition Division

Monika CISZEWSKA Reet ESCRIBANO
Claudia SCHLIE

According to Article 67 EUTMR, any party adversely affected by this decision has a right to appeal against this decision. According to Article 68 EUTMR, notice of appeal must be filed in writing at the Office within two months of the date of notification of this decision. It must be filed in the language of the proceedings in which the decision subject to appeal was taken. Furthermore, a written statement of the grounds for appeal must be filed within four months of the same date. The notice of appeal will be deemed to have been filed only when the appeal fee of EUR 720 has been paid.
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » domenica 22 settembre 2019, 19:31

Altra decisione della EUIPO, datata 22/08/2019.
Entrambe le decisioni UE riconoscono a dom Duarte Pio di Braganza la titolarità del "trademark" OSMA e rigettano tutte le istanze contrarie.
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