Ordine di San Michele da Ala

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda AIKIDO77 » mercoledì 14 settembre 2011, 15:48

Rispolverando questa vecchia discussione, e facendo mente locale ho notato un particolare che “potrebbe”- a me è sorto- far nascere qualche dubbio sul reale carattere dell'istituzione. Il Presidente durante un Suo intervento ha ricordato che in ossequio alle posizioni della Santa Sede l’Ordine “de quo”, attuando una politica di assoluta serietà ha deciso di configurarsi come una associazione privata di fedeli denominata Real Irmandade da Ordem de São Miguel da Ala, ovvero una confraternita. Tempo addietro mi è capitato di vedere un diploma dell'istituzione in questione, e non ho potuto non notare come, Dom Duarte, con tale documento, attribuisce all'insignito un duplice status, ovvero: Irmao Professo della Reale Irmandate (confraternita)- e fino a qui tutto sembra essere in linea con la natura di confraternita- nonché dignità equestri nelle varie classi dell’Ordine di Sao Miguel Da Ala. In merito a quest'ultimo punto nutro invece qualche dubbio, nel senso che non si capisce come una confraternita possa conferire dignità equestri. Forse mi sfugge qualche particolare e, se del caso, chiedo lumi ai più esperti.
Grazie
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Cristiano Ciani » mercoledì 14 settembre 2011, 16:53

Finchè rimane una cosa interna e non spendibile all'esterno non ci sono soverchi problemi. Peraltro, conoscendo abbastanza bene il mondo confraternale e di devozione popolare (a proposito, segnalo l'ottima rivista Tradere edita dalla Confederazione Nazionale delle Confraternite delle Diocesi d'Italia), non è infrequente imbattersi in distinzioni INTERNE di derivazione cavalleresca.
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda AIKIDO77 » mercoledì 14 settembre 2011, 23:15

Cristiano Ciani ha scritto:Finchè rimane una cosa interna e non spendibile all'esterno non ci sono soverchi problemi. Peraltro, conoscendo abbastanza bene il mondo confraternale e di devozione popolare (a proposito, segnalo l'ottima rivista Tradere edita dalla Confederazione Nazionale delle Confraternite delle Diocesi d'Italia), non è infrequente imbattersi in distinzioni INTERNE di derivazione cavalleresca.



Quindi un cavalierato che sarebbe tale solo nel nome, ma non de facto, tano meno de iure, o sbaglio?
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Guardia Nobile Pontificia » lunedì 31 agosto 2015, 16:28

ho un interrogativo...ieri sera, parlando con un amico si discuteva su quest'Ordine, oggi eretto in Confraternita. Lui sosteneva che l'insignito, in passato godeva personale del titolo di conte. Risponde al vero? Io non ho mai sentito di questo automatismo! Voi ne sapete qualcosa? E'confutabile con dati storici?
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Tilius » martedì 1 settembre 2015, 7:38

Mai udito nulla del genere.

https://books.google.it/books?id=nUbD60 ... &q&f=false

Parlando di "passato", a quale passato ci si riferiva? All'ordine originale, oscuramente e brevissimamente esistito, per pochi anni, nel tardo XII secolo?
Purtroppo queste boutade sono di difficilissima confutazione: una cosa mai esistita non viene menzionata da nessuna parte, né alcuno s'é mai preso l'affanno di rassicurare il mondo che una cosa inesistente ha avuto la buona grazia di non esistere...
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 1 settembre 2015, 8:24

Il Presidente Degli Uberti è attualmente in viaggio per lavoro ed è impossibilitato a rispondere di persona. Ad ogni modo, dietro mia domanda, mi ha riferito che, a quanto lui sappia, l'Ordine non ha mai avuto caratteristica nobilitante né in passato né oggi.
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Guardia Nobile Pontificia » martedì 1 settembre 2015, 13:08

Ringrazio tutti, era quello che sostenevo anch'io. Infatti non ho trovato nulla di storico su questo. Per il periodo di riferimento non mi è stato indicato, la discussione verteva in generale sull'ordine e su altri ordini equestri come l'Ordine Piano...e la persona è venuta fuori con"come il Sao Miguel"...da lì è nato tutto!!

Grazie infinite
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Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Torre » mercoledì 11 ottobre 2017, 19:12

Scusate se riprendo questa lunga discussione, ma parlando di quest'Ordine, nessuno ha citato il Real Ordem de São Miguel da Ala, retto da Nuno da Câmara Pereira, che mi dicono non essere una confraternita, ma un vero ordine cavalleresco portoghese...

Girando in rete, ho trovato che "dal 1981 Nuno Pereira da Câmara rifondò l'Ordine di San Michel dell'Ala sotto l'attuale ordinamento giuridico e costituzionale.
Nel 2007, Duarte Pio è ricorso al Ministero dell'Economia e dell'Innovazione e successivamente è stato contestato da Nuno Pereira della Camera, esponente del Partito Popolare Monacrhico. Dopo aver visto respinto la sua domanda di titolo di Don, Nuno Pereira ha accusato il presunto capo della Casa Reale di furto del brevetto San Michele Ordine di Ala, che ha portato a una lunga battaglia legale.
Nel 2009 il Tribunale Civile di Lisbona ha dato ragione all'ex leader del PPM e costretto Duarte Pio di abbandonare il nome dell'Ordine.
L'affermazione fatta da Nuno Pereira è che dopo il 1981 solo lui possiede i diritti di utilizzo all'Ordine, in modo simile al trattamento riservato ad un marchio. Tuttavia l'Ordine era un vecchio ordine dinastico portoghese ed il suo utilizzo e la gestione erano apparentemente riservati all'erede al trono, secondo Duarte Pio.
Nel giugno del 2011 il processo torna a far notizia, quando diversi giornali hanno riferito che Duarte Pio è stato oggetto di una sentenza che lo ha costretto a pagare i danni. Tuttavia, la notizia è stata prontamente smentita da Duarte Pio, in una dichiarazione. Un dato di fatto è però che la Corte di Lisbona ha condannato Duarte Pio a pagare un risarcimento all'Ordine di San Michele dell'Ala per sviamento dei simboli dell'organizzazione.
Dopo, nel febbraio 2014, la Corte di Lisbona Commercio ha condannato Duarte Pio a corrispondere all'Ordine San Michele di Ala (OSMA) il risarcimento dei danni materiali a causa di un uso improprio degli stessi o simili simboli, e l'appello nel 2015 ha confermato quanto deciso dal tribunale in prima istanza.
Il 5 ottobre 2015, la Corte Suprema ha condannato in via definitiva Duarte Pio, vietandogli di utilizzare il nome e insegne dell'Ordine di San Michele del Ala e costringendolo a compensare i proprietari legali dei diritti".

Pare quindi che attualmente l'Ordine sia vivo e vegeto e non abbia nulla a che fare con la confraternita con sede a Casale Monferrato, e cioè la Real Irmandade de Sao Miguel da Ala.
I diplomi vengono firmati dal Gran Maestro SAR Dom Pedro, Principe Real, Duca di Loulé e Capo della Real Casa del Portogallo, mentre il cancelliere è l'On. Mr. Dom Nuno da Camara Pereira Cabral, Marchese di Castelo Rodrigo (vedi: http://www.casarealdeportugal.com/gobierno-de-la-orden/). Quest'ultimo nel 2008, nel suo libro dal titolo: "L'usurpatore - Il potere senza pudore", ha sostenuto che il vero erede di corona portoghese sarebbe stato il suo cugino Pedro José Folque di Mendoça Rolim de Moura...
Io non me ne intendo molto, ma parlando con amici assai più ferrati di me, pare che Don Pedro (e solo lui) possa concedere il titolo di cavaliere "iure sanguinis" di quest'Ordine e che questo sia a tutti gli effetti titolo di nobiltà personale.
Alla fine mi chiedo: chi avrà ragione?
E' veramente una situazione molto ingarbugliata e, girando in rete per cercare di chiarirmi le idee, forse me le sono confuse ancor di più...
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda pierfe » giovedì 12 ottobre 2017, 22:49

Torre ha scritto:Scusate se riprendo questa lunga discussione, ma parlando di quest'Ordine, nessuno ha citato il Real Ordem de São Miguel da Ala, retto da Nuno da Câmara Pereira, che mi dicono non essere una confraternita, ma un vero ordine cavalleresco portoghese...

pfdu scrive:
Caro utente del forum grazie infinite per darmi questa bellissima opportunità d’intervento, dovuta anche al fatto che sebbene lei frequenti il forum, non fa parte delle nostre organizzazioni, e quindi si perde (lo dico non solo a lei ma a quelli che si fermano a quanto c’è scritto sul forum) la lettura integrale delle nostre riviste Nobiltà e Il Mondo del Cavaliere che riportano tante utili notizie per chi veramente si interessa delle nostre materia e tratteggiano con serietà la realtà esistente nel nostro settore e certamente non usando il termine “si dice…”
Lei frequenta il forum I NOSTRI AVI e quindi sa bene che per la materia cavalleresca e premiale per noi vale solo il pensiero dell’International Commission for Orders of Chivalry – ICOC composto da scienziati di queste materie a livello mondiale. Come avrà visto il Registro è limitato solo ad un certo numero di ordini cavallereschi e sistemi premiali, per noi quindi vale il detto “se non ci sei, non lo sei “



Girando in rete, ho trovato che "dal 1981 Nuno Pereira da Câmara rifondò l'Ordine di San Michel dell'Ala sotto l'attuale ordinamento giuridico e costituzionale.

pfdu scrive:
Veramente fu Dom Duarte che trasformò nel 1981 l’Ordine di San Michele dell’Ala (o meglio sistema premiale), un ordine che non veniva più concesso da oltre un secolo (infatti parrebbe che venne ricostituito da Dom Miguel I in Roma). In ogni modo Dom Duarte con alcune persone che divennero membri di questa organizzazione trasformo questo ordine in un “ordine trasformato in associazione”, ne parlo nel mio libro sugli ordini cavallereschi nel 1995.
Dom Duarte per vari motivi si separò da questo gruppo, la storia la conosce bene ed è vero tutto quanto scrive:



Nel 2007, Duarte Pio è ricorso al Ministero dell'Economia e dell'Innovazione e successivamente è stato contestato da Nuno Pereira della Camera, esponente del Partito Popolare Monacrhico. Dopo aver visto respinto la sua domanda di titolo di Don, Nuno Pereira ha accusato il presunto capo della Casa Reale di furto del brevetto San Michele Ordine di Ala, che ha portato a una lunga battaglia legale.
Nel 2009 il Tribunale Civile di Lisbona ha dato ragione all'ex leader del PPM e costretto Duarte Pio di abbandonare il nome dell'Ordine.
L'affermazione fatta da Nuno Pereira è che dopo il 1981 solo lui possiede i diritti di utilizzo all'Ordine, in modo simile al trattamento riservato ad un marchio. Tuttavia l'Ordine era un vecchio ordine dinastico portoghese ed il suo utilizzo e la gestione erano apparentemente riservati all'erede al trono, secondo Duarte Pio.
Nel giugno del 2011 il processo torna a far notizia, quando diversi giornali hanno riferito che Duarte Pio è stato oggetto di una sentenza che lo ha costretto a pagare i danni. Tuttavia, la notizia è stata prontamente smentita da Duarte Pio, in una dichiarazione. Un dato di fatto è però che la Corte di Lisbona ha condannato Duarte Pio a pagare un risarcimento all'Ordine di San Michele dell'Ala per sviamento dei simboli dell'organizzazione.
Dopo, nel febbraio 2014, la Corte di Lisbona Commercio ha condannato Duarte Pio a corrispondere all'Ordine San Michele di Ala (OSMA) il risarcimento dei danni materiali a causa di un uso improprio degli stessi o simili simboli, e l'appello nel 2015 ha confermato quanto deciso dal tribunale in prima istanza.
Il 5 ottobre 2015, la Corte Suprema ha condannato in via definitiva Duarte Pio, vietandogli di utilizzare il nome e insegne dell'Ordine di San Michele del Ala e costringendolo a compensare i proprietari legali dei diritti".

pfdu scrive:
Però parrebbe che lei non è aggiornato sulla faccenda perché alla fine di tutto questa assurda vicenda non racconta l’ultima tappa della questione giuridica, che, dopo alterne vicende, si è conclusa proprio a favore di Duarte Pio il 7 dicembre 2015 come può leggere qui: http://www.vidas.pt/a_ferver/detalhe/duarte_pio_absolvido_pelo_tribunal.html
Ora cerchiamo di essere seri, si è trattata di una vicenda giudiziaria basata sulla “marca” ovvero su una registrazione a fini commerciali di un emblema, come se io che sono di Casale Monferrato registrassi il logo dei miei amici Portinaro-Molghea riferito ai famosi Krumiri Rossi… E poi pretendessi di dire che questo marchio ormai mondiale fosse solo mio. Non è forse la stessa storia?
Nella persona di Dom Duarte cadono 2 successioni dinastiche: la prima, quella della monarchia costituzionale per essere il parente più prossimo dell’ultimo re di Portogallo (in accordo alla Costituzione Monarchica Portoghese) e perché nel 1912 e nel 1922 il nonno di Duarte, Michele di Braganza, si riconciliò con Manuele II, re del Portogallo (Atto di Dover).
La seconda, perché è inoltre è l’erede della monarchia tradizionalista di Portogallo per la discendenza di Michele I (una successione simile a quella che in Spagna è la successione carlista).
Non vale la pena che qui parli di chi si può considerare “fons honorum” per determinare la legittimità di un ordine cavalleresco, posso rispondere però come mi ha detto SAR Dom Duarte quando gli ho chiesto perché non adiva ad azioni giudiziarie contro chi metteva in discussione la sua identificazione personale.
La risposta è stata disarmante:
1) tutte le Case Reali del Mondo mi riconoscono come Capo della Real Casa Portoghese (sia quelle sul trono che i discendenti delle dinastie già sovrane).
2) il Sovrano Militare Ordine di Malta mi riceve come Duca di Braganza e alle funzioni partecipano i miei ordini dinastici.
http://ordemsoberanamilitardemalta.blogspot.it/2015/
http://ordemsoberanamilitardemalta.blogspot.it/2015/
3) sono figlioccio di battesimo di Pio XII e sono trattato come Duca di Braganza e Capo della Real Casa dalla Santa Sede.
4) L’ANHP (Associazione della Nobiltà Storica del Portogallo) CILANE – mi riconosce come Capo della Dinastia e accetta i miei provvedimenti di carattere nobiliare
5) La televisione portoghese mi invita ai dibattiti di carattere monarchico e mi intervista come Capo della Real Casa di Portogallo
6) La Repubblica Portoghese mi invita e riconosce alle cerimonie ufficiali dello Stato
Io aggiungo: si può dire lo stesso per gli altri “pretendenti”???
Fra i giornali che scrivono di lui:
http://www.elmundo.es/loc/2017/04/19/58f78fbb268e3e24398b45e4.html
http://www.monarquiaconfidencial.com/otras_casas_reales/pretendiente-Portugal-Espana-favorece-monarquia_0_2747125268.html
Certo ci sono degli auto-nominati pretendenti che concedono onori di grado maggiore che quelli concessi dai veri Capi di Casa già Sovrana, ma noi parliamo di onori dinastici e il livello dei recipienti si basa sull’importanza storica e sulla nobiltà di chi lo riceve e non certo su una massa che non ha vincoli storici con l’antica Casa Sovrana del Portogallo.
Dovrebbe leggersi: Il fenomeno delle nuove rivendicazioni dinastiche ai passati troni europei – E La Successione nella Real Casa di Portogallo di Augusto Ferreira do Amaral (Il Mondo del Cavaliere – n. 67 Luglio – Settembre 2017)


Pare quindi che attualmente l'Ordine sia vivo e vegeto e non abbia nulla a che fare con la confraternita con sede a Casale Monferrato, e cioè la Real Irmandade de Sao Miguel da Ala.

pfdu scrive:
A Casale Monferrato non ha sede la Real Irmandade de Sao Miguel da Ala, ci furono oltre 7 anni fa delle cerimonie religiose della Veneranda e Nobile Arciconfraternita dei Santi Apostoli e della Real irmandade de Sao Miguel da Ala. Oggi la Real Irmande de Sao Miguel da Ala è incardinata in varie diocesi portoghesi compreso il Patriarcato di Lisbona ed in alcune nazioni dove fa una valida beneficenza.


I diplomi vengono firmati dal Gran Maestro SAR Dom Pedro, Principe Real, Duca di Loulé e Capo della Real Casa del Portogallo, mentre il cancelliere è l'On. Mr. Dom Nuno da Camara Pereira Cabral, Marchese di Castelo Rodrigo (vedi: http://www.casarealdeportugal.com/gobierno-de-la-orden/). Quest'ultimo nel 2008, nel suo libro dal titolo: "L'usurpatore - Il potere senza pudore", ha sostenuto che il vero erede di corona portoghese sarebbe stato il suo cugino Pedro José Folque di Mendoça Rolim de Moura...
Io non me ne intendo molto, ma parlando con amici assai più ferrati di me, pare che Don Pedro (e solo lui) possa concedere il titolo di cavaliere "iure sanguinis" di quest'Ordine e che questo sia a tutti gli effetti titolo di nobiltà personale.
Alla fine mi chiedo: chi avrà ragione?
E' veramente una situazione molto ingarbugliata e, girando in rete per cercare di chiarirmi le idee, forse me le sono confuse ancor di più...


pfdu scrive:
chi sono questi suoi amici? E perchè supportano il duca di Loule (che sarebbe al 31esimo posto nella successione al cessato trono portoghese)? Sicuramente c'è un motivo, visto che non so bene se sono esperti di leggi dinastiche portoghesi, non sapendo chi sono non posso valutare il livello di preparazione, ma purtroppo nei nostri studi ci sono coloro che si dicono esperti per aver letto qualche pubblicazione, o aver ricevuto qualche medaglia, ma come detto lei non mi ha riferito i nomi e non sono in grado di giudicare.
È certo però che i grandi esperti di ordini cavalleschi all'unanimità riconoscono Dom Duarte, e lei ha visto le mie fonti...
Ma se lei sa qualcosa di più me lo faccia sapere.


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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » martedì 31 ottobre 2017, 19:38

Grazie, Presidente, ha chiarito i troppi dubbi che ci sono in circolazione al momento...
E non parliamo della pretesa del sig. Poidimani, sulla quale non esprimo alcuna considerazione.
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Torre » mercoledì 15 novembre 2017, 19:08

Caro Pier Felice, la ringrazio per i suoi chiarimenti, che ho letto con molta attenzione, poiché la materia degli ordini dinastici portoghesi mi di mio grande interesse e, più la seguo, e più mi appare affascinante.

pfdu scrive:
Caro utente del forum grazie infinite per darmi questa bellissima opportunità d’intervento, dovuta anche al fatto che sebbene lei frequenti il forum, non fa parte delle nostre organizzazioni, e quindi si perde (lo dico non solo a lei ma a quelli che si fermano a quanto c’è scritto sul forum) la lettura integrale delle nostre riviste Nobiltà e Il Mondo del Cavaliere...

Io sono iscritto allo IAGI e ricevo, leggendola con attenzione, la rivista Nobiltà da circa 10 anni, ma essa negli ultimi 10 anni non ha mai affrontato l’argomento, per cui in questo campo non ha mai potuto essermi d’aiuto.
Ma se non le dispiace, continuerei comunque l’interessante discussione, nonostante i miei comprensibili limiti, perché è solo con il confronto disinteressato che ci si può chiarire meglio le idee ed arrivare, se possibile, a capirci qualcosa.
Le faccio subito presente che ciò che lei scrive è molto, ma molto, diverso da ciò che scrivono altri, altrettanto ferrati sul tema (credo), come per esempio il Conte Andrea Borella, curatore dell’Annuario della Nobiltà Italiana – nuova serie, che sugli Ordini dinastici portoghesi sta per pubblicare addirittura un libro dalle dimensioni monumentali; tra l’altro nel suo forum ne ha recentemente messa a disposizione una parte, giungendo a conclusioni del tutto opposte alle sue. Oserei dire diametralmente opposte, ed anche molto ben circostanziate; sicuramente più circostanziate delle dichiarazioni del tutto autoreferenziali di Dom Duarte, che lei riporta come “disarmanti” nella sua replica.
Tra l’altro, mi creda, Dom Pedro potrebbe sostenere le stesse identiche cose, pur non avendo mai fatto alcuna rivendicazione ufficiale (alla luce del diritto dinastico portoghese non ne avrebbe neanche bisogno...), ma non credo che in questo campo l’essere ricevuti da altre Case Reali od intervistati alla televisione come pretendenti al trono, possa fare veramente la differenza; conta solo ed esclusivamente il diritto dinastico; diverso, come lei mi insegna, per ogni casa regnante.
Per quel che posso capire, Dom Duarte non può essere riconosciuto come pretendente al trono del Regno di Portogallo per due buoni motivi:

1) Dom “Duarte – scrive il Conte Borella nel suo ottimo lavoro - discende da un ramo, i miguelisti, esclusi dalla successione reale e privati dei diritti dinastici connessi al Trono portoghese sin dai primi decenni dell'Ottocento”.

2) Dom Duarte non è nato sul suolo portoghese, e questa è una condizione necessaria per qualsivoglia pretesa al trono del Portogallo.

A tal proposito sempre Borella scrive che “la sola mancanza della cittadinanza ORIGINARIA di Dom Duarte (nonché di suo padre Duarte Nuno e del nonno paterno di Duarte) è motivo di prescrizione di ogni diritto dinastico sul Trono del Portogallo alla luce delle leggi dinastiche portoghesi codificate definitivamente nel XIX secolo. A nulla giovano le eventuali cittadinanze portoghesi concesse od assunte nel corso della vita ai fini della successione dinastica portoghese. A questo proposito l'Ufficio Centrale del Registro dell'Anagrafe della Repubblica del Portogallo ha certificato che Duarte NON nacque in nessuna ambasciata o consolato portoghese”. Va da sé che, essendo suo padre all'epoca bandito dal Portogallo, tale evento sarebbe stato comunque da escludersi!

pfdu scrive:
chi sono questi suoi amici? E perchè supportano il duca di Loule (che sarebbe al 31esimo posto nella successione al cessato trono portoghese)? Sicuramente c'è un motivo

Gli amici di cui parlo (tutti molto esperti e tutti di rango nobiliare), che se vogliono possono intervenire dato che ci leggono, supportano il Duca di Loulè per un fatto molto semplice: lo ritengono attualmente l’unico legittimo pretendente al trono del Regno di Portogallo.
Ma allora di rimando io le chiedo: chi sostiene invece il Duca di Braganza, appartenente alla linea “miguelista”, privata a suo tempo dei diritti regali e di successione e nato al di fuori del territorio portoghese, quale interesse potrebbe avere a farlo...?

pfdu scrive:
È certo però che i grandi esperti di ordini cavalleschi all'unanimità riconoscono Dom Duarte, e lei ha visto le mie fonti...
Ma se lei sa qualcosa di più me lo faccia sapere.


Certo, ben volentieri.
Dato che la ritengo un esperto, lei conoscerà benissimo la storia dei Re del Portogallo, l'ultimo dei quali fu Sua Maestà Manuele II del Portogallo (Lisbona, 15 novembre 1889 – Twickenham, 2 luglio 1932) regnante dal 1º febbraio 1908 al 5 ottobre 1910, succeduto a suo padre Sua Maestà Carlo di Braganza (Lisbona, 28 settembre 1863 – Lisbona, 1º febbraio 1908), Re del Portogallo dal 19 ottobre 1889 al 1º febbraio 1908, succeduto a sua volta a suo padre Sua Maestà Luigi I di Braganza, (Lisbona, 31 ottobre 1838 – Cascais, 19 ottobre 1889), Re del Portogallo dall' 11 novembre 1861 al 19 ottobre 1889, succeduto a suo padre Sua Maestà Pietro V (Lisbona, 16 settembre 1837 – Lisbona, 11 novembre 1861), Re del Portogallo dal 15 novembre 1853 al 11 novembre 1861, figlio di Sua Maestà la Regina Maria II del Portogallo (Rio de Janeiro, 4 aprile 1819 – Lisbona, 15 novembre 1853), che fu regina del Portogallo dal 1826 al 1853 e che privò il ramo “miguelista” dei diritti regali e di successione: ebbene, nessuno di questi Re del Portogallo riconobbe mai i diritti dinastici di Miguel!
Inoltre nessuno dei discendenti di Miguel, sino a Duarte di Braganza compreso (nato nel 1945), nacque (per quanto è oggi noto e visti i luoghi di nascita) con i diritti di cittadinanza e, prima, di suddito, portoghese, requisito fondamentale per il mantenimento dei diritti dinastici portoghesi. E lei mi insegna che la legge consuetudinaria portoghese, così come tutte le costituzioni scritte, hanno sempre richiesto la nascita legittima come condizione necessaria per essere erede al trono; inoltre il decreto del 1834, ratificato dalle Cortes, dal Monarca e dalla Costituzione del 1838 specificamente esclude dalla successione l'ex sovrano Michele I e i suoi discendenti (di cui Duarte Pio di Braganza è l'attuale esponente) dalla successione dinastica.
Questo è quanto sono riuscito a ricostruire sulla base delle mie limitate fonti, ma sarò ben felice di cambiare idea se qualcuno riuscirà a spiegarmi, in maniera altrettanto circostanziata come ha fatto il Conte Borella nel suo libro “La successione e le leggi dinastiche della Real Casa del Portogallo. Appunti di diritto dinastico e storico portoghese”, che quanto ho appena scritto è … “dinasticamente” sbagliato.

Federico Torregiani
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda brixianus » giovedì 16 novembre 2017, 19:51

Mi sembra che le affermazioni del sig. Torregiani siano unicamente finalizzate a "delegittimare" dom Duarte, senza invece minimamente "legittimare" dom Pedro...
Se quest'ultimo è il 31° tra i legittimi pretendenti, mi perdoni, ma allora anche i pretendenti dal 2° al 30° posto potrebbero iniziare a conferire onorificenze dinastiche portoghesi!
La proscrizione di cui si parla, poi, non mi pare che possa annullare la fons honorum, poiché è un atto politico unilaterale.
Non sapevo che il sig. Borella avesse il titolo nobiliare di "Conte": posso osare chiedere di quale Contea? Grazie, buona serata
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda pierfe » giovedì 16 novembre 2017, 20:09

Caro Federico, ho letto con molto interesse le sue osservazioni, e mi permetto di seguito ridi rispondere subito ad alcuni punti, dimostrando ancora una volta di essere diverso dalla maggioranza delle persone che si occupano (generalmente da amateurs) di questi studi perché dedico a lei il mio tempo proprio ora in un momento in cui sono nel mezzo di un evento il Premio Internazionale Dr Otto d’Asburgo che renderebbe inaccessibile chiunque per i troppi impegni in quanto ho da seguire 250 persone e 8 membri di Case già Sovrane (Reali e Imperiali).
Quanto lei ha scritto riporta informazioni che gli studiosi conoscono già da decenni (li trova ad esempio in una affrettata lettura della legislazione storica portoghese), argomenti che sono già stati trattati e dibattuti dagli studiosi in passato, portando però alla stessa conclusione che non ha mutato il pensiero degli accademici di questa materia.
Quello che lei chiama diritto dinastico lo dobbiamo intendere come un insieme di norme copiate da leggi vigenti in vari tempi della monarchia lusitana e che per la mancanza di un concreto oggetto di discussione (il regno del Portogallo) sono oggi solo pensieri che non hanno un dovuto confronto con la realtà di questo mondo, e che esprimono un’opinione ricorrente tra le persone che vogliono sostenere un’idea senza prendere in considerazione altri fatti oggettivi per motivazioni che restano al di fuori dei miei interessi. Per capire meglio questa situazione basta fare riferimento a quanto successe in passato per la Real Casa delle Due Sicilie dal momento della disputa nel 1960, ma che non ha concretamente portato nulla di nuovo né risolto il problema. Però qui rilevo una grande differenza: se al tempo della disputa duosiciliana erano in contrasto un nipote ed uno zio vicini genealogicamente, qui ci troviamo a discutere su un possibile diritto all’inesistente trono che vede come protagonista Dom Pedro, un lontano parente disceso da un remoto antenato comune, i cui genitori e nonni sempre riconobbero nella persona di Dom Duarte e prima di lui di Dom Duarte Nuño, l’unico vero pretendente. Questa è una “rivendicazione” autonoma dopo ben 85 anni che la successione all’ipotetico trono è universalmente riconosciuta nella persona del Capo della linea Miguelista del Portogallo, e che per giunta non ha mai avuto la gratifica di una sola parola a suo favore da parte degli ultimi re del Portogallo sul trono e poi in esilio. Quindi di cosa stiamo discutendo? Resta inteso che qui stiamo parlando del nulla, perché il regno del Portogallo non esiste dal lontano 1910, ed anche se per qualche caso di fantapolitica ritornasse un regime monarchico in Portogallo, la nuova monarchia (perché questo sarebbe) non avrebbe certo legami con qualcosa che vive in un passato fuori da qualunque realtà (sarebbe come pretendere oggi di usare le candele invece della luce elettrica).
Vedo che lei non conosce l’altra rivista che edito, Il Mondo del Cavaliere dove l’argomento in passato è stato trattato più di una volta. Nobiltà non lo ha trattato perché fra gli studiosi della materia cavalleresca non esistono dubbi circa la chiara successione storica portoghese, e non vi sono contestazioni all’interno della Repubblica di Portogallo dove Dom Duarte è l’unico pretendente sempre invitato a cerimonie dello Stato quando ci sono rappresentanti di Case Reali (intendo quelle che siedono ancora sul trono).
Mi spiace che lei dica che non le siamo stati di aiuto, perché se lo avesse chiesto lo avrebbe ricevuto, come del resto faccio come in questo momento in cui sto organizzando un evento internazionale a Palermo dove partecipa proprio Dom Duarte con la Duchessa di Braganza e la figlia l’Infanta Maria Francisca. Quindi vede bene che da parte mia c’è sempre la più grande disponibilità… ed aggiungo immediata. Lei ha la più ampia possibilità di discutere l’argomento, ma mi permetta però di aggiungere che per me è chiaro e non vedo alternative alla posizione di Dom Duarte in una ipotetica pretensione ad un “trono”.
Apprezzo quando scrive “confronto disinteressato”, che fa pensare che non ci sono per ovvi motivi azioni di supporto ad una determinata idea.
Concordo con lei che esistono fra gli interessati a queste materie diverse opinioni maturate sulla base della propria cultura, e delle proprie motivazioni personali, e per quanto sono a conoscenza il titolo di Capo della Real Casa di Portogallo oggi è contestato da ben 5 persone: 2 in Portogallo, 1 in Italia, 2 in Brasile e tutti ritengono con le documentazioni che apportano di avere ragione dei loro diritti.
Però come ho già scritto il Sovrano Militare Ordine di Malta, la Santa Sede (il padrino fu papa Pio XII ed ancora oggi Dom Duarte viene individuato dalla Santa Sede come Duca di Braganza), tutte le Case già Sovrane (intendo quelle sedenti al Congresso di Vienna – 1814 – e quelle sorte successivamente) supportano Dom Darte che ebbe come madrina di battesimo la regina Amelia del Portogallo, madre di Manuele II del Portogallo, l’ultimo re del regno del Portogallo).
Ho già ricordato che tutte le Case Reali ancora sedenti sui troni, la stessa Repubblica di Portogallo, varie ex colonie portoghesi attribuiscono a Dom Duarte riconoscendolo come Duca di Braganza, la pretensione al titolo di Capo della Real Casa di Portogallo, ma se lei è a conoscenza di altre notizie dello stesso livello ed importanza delle mie, la prego vivamente di informarmi e con piacere ne prenderò nota.
Ritengo che tutte le “circonstanziate” affermazioni che ho fatto nel mio precedente intervento sono provate da documenti ed ovvie fotografie, se qualcosa di quanto affermato nelle righe precedenti non è vero la prego, di smentirmi e ne sarò grato.

Torre scrive:
Tra l’altro, mi creda, Dom Pedro potrebbe sostenere le stesse identiche cose, pur non avendo mai fatto alcuna rivendicazione ufficiale (alla luce del diritto dinastico portoghese non ne avrebbe neanche bisogno...), ma non credo che in questo campo l’essere ricevuti da altre Case Reali od intervistati alla televisione come pretendenti al trono, possa fare veramente la differenza; conta solo ed esclusivamente il diritto dinastico; diverso, come lei mi insegna, per ogni casa regnante.


Certo che la credo quando dice che Dom Pedro potrebbe sostenere le identiche cose…
Ma cerchiamo di essere concreti e non discutiamo sul nulla, lei sa bene che stiamo parlando di opinioni in ambito privato irrilevanti per la Repubblica di Portogallo, concorda su questo punto?
Il cosiddetto diritto dinastico portoghese è un termine troppo generico ed è oggi come lo è in altre circostanze insostenibile, mancando un effettivo supporto che potrebbe stabilire definitivamente la questione successoria.

Nella persona di Dom Duarte anche se non ama sottolinearlo esistono 2 successioni dinastiche portoghesi:
1) la successione della monarchia tradizionale:
Michele di Braganza, re del Portogallo e dell'Algarve (Queluz, 26 ottobre 1802 – Karlsruhe, 14 novembre 1866). Nel 1826 il fratello maggiore Pietro I del Brasile, divenuto anche re del Portogallo (con il nome di Pietro IV), cedette il trono lusitano alla figlia Maria da Gloria, fidanzata allo zio Michele al fine di evitare dispute dinastiche: divenuto reggente il 26 febbraio 1828, Michele depose Maria proclamandosi re il 23 giugno 1828, abrogando la costituzione concessa da suo fratello. Michele cercò la protezione internazionale per il suo regime, ma il governo di Wellington nel Regno Unito cadde poco prima di averne riconosciuto il regno.
Nel 1831 Pietro I abdicò al trono del Brasile, occupò le Azzorre e da lì mosse guerra al Portogallo. Dopo una guerra civile triennale Michele fu costretto ad abdicare a Evoramonte il 26 maggio 1834 e venne esiliato.
Nella costituzione monarchica del 1838 Dom Michele e tutti i suoi successori furono esclusi dalla successione al trono. Per tale motivo Duarte Pio di Braganza, nipote di Michele I, secondo la linea michelista è l'attuale duca di Braganza e pretendente al trono portoghese, mentre secondo gli oppositori della linea costituzionale della casa reale di Braganza-Sassonia-Coburgo-Gotha non avrebbe diritti sulla successione al trono e sul titolo di duca di Braganza. Nel 1851, sposò la principessa Adelaide di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg, da cui ebbe sei figlie e un figlio.
Il figlio Michele Gennaro di Braganza (Kleinheubach, 19 settembre 1853 – Seebenstein, 11 ottobre 1927) fu il pretendente michelista al trono del Portogallo dal 1866 al 1920, portando il titolo di duca di Braganza.
Per la legge portoghese d'esilio del 1834 e per la costituzione del 1838 a lui ed alla sua famiglia era vietato entrare nel Portogallo: visse quindi e in Germania ed in Austria. Era un membro della Corte personale dell'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria e partecipò nel 1908 all'occupazione della Bosnia: l'imperatore lo apprezzava particolarmente e gli concesse il privilegio dell'extra territorialità, facendolo rimanere un portoghese malgrado l'esilio.
Dopo la proclamazione della repubblica nel 1912 (quando non era più applicabile la legge del regno di Portogallo) Dom Michele e Manuele II cercarono un accordo per evitare che ci fossero due pretendenti al trono, entrambi in esilio: i loro rappresentanti firmarono il patto di Dover, per cui Dom Michele riconosceva Manuele II come re, mentre Manuele II riconosceva i diritti di successione di Duarte Nuno se Manuele stesso e suo zio Alfonso fossero morti senza discendenti. Il patto fu decisamente impopolare tra i sostenitori di entrambi, fino a spingere molti a sostenere che non fosse mai stato realmente firmato. Il 17 aprile 1922, un secondo accordo, chiamato Patto di Parigi, fu firmato dai rappresentanti di Duarte Nuno e di Manuele II: il sovrano acconsentiva a che le Cortes scegliessero il suo erede se egli fosse morto senza averne uno, mentre Duarte Nuno chiedeva ai suoi sostenitori di accettare Manuele II come re.
In senso stretto il patto di Dover e il patto di Parigi furono soltanto accordi riservati, privi di alcun valore legale: come sovrano costituzionale Manuele II non poteva aderirvi senza il consenso delle Cortes. Questi accordi, però, furono punti importanti nella riconciliazione delle due linee dei Braganza per convergere verso un movimento unito di monarchici, e far succedere la pretensione nella linea miguelista della monarchia costituzionale.
Il ramo di Dom Pedro non è mai stato oggetto di discussione successoria da parte della monarchia liberale portoghese, ed i sovrani lusitani mai hanno pensato ad una potenziale sua successione.
Aggiungo che da allora la linea miguelista fu considerata erede della monarchia costituzionale e di quella tradizionale, tanto che furono considerati i Capi della Real Casa di Portogallo da tutte le dinastie sia nel trono che fuori (sempre fra quelle sedenti al Congresso di Vienna e quelle sorte dopo).
Inoltre i capi della linea miguelista si sono sempre considerati re di Portogallo ecc., come lo hanno fatto i carlisti che avevano perso i diritti sul regno di Spagna, e che ancora oggi si considerano re anche se hanno violato molte leggi dinastiche come ad esempio quella del morganatismo. La Prammatica Sanzione del 23 marzo 1776, relativa ai matrimoni in Spagna, conteneva disposizioni particolari concernenti la Famiglia Reale e i Grandi di Spagna: questi ultimi erano obbligati a richiedere l'assenso reale al matrimonio, pena la perdita dei beni e degli onori spettanti alla loro discendenza (art. XI). Tuttavia, in caso di matrimonio diseguale, neppure il regio assenso poteva impedire la perdita di titoli, onori, stemma e nome di famiglia (art. XII).
La Prammatica Sanzione che, sempre secondo il suo modo di pensare, dovrebbe essere valida per i carlisti sino ad oggi è una legge dinastica immutabile per una dinastia fuori dal trono. Non è così?
Se ho ragione mi dice perché è ammessa la successione nella discendenza di Don Saverio di Borbone Parma (che non poteva essere ammesso alla successione in quanto avrebbe avuto altri prima di lui nella pretensione non esistendo nessuna legge emessa durante il breve trono carlista in una parte della Spagna che escludesse dalla successione un avente diritto anche se fedele alla monarchia liberale)? Parlo dei carlisti per dimostrare l’impossibilità di accettare il cosiddetto diritto dinastico esistente all’epoca del trono di quella dinastia, non è così?
Non si possono fare 2 pesi e 2 misure… o sbaglio?

Detto questo con la legge del bando che rimase in vigore sino al 1950 (ovvero 40 anni dopo la proclamazione della Repubblica) viene dimostrato che la pretensione della linea miguelista era ancora considerata pericolosa per la repubblica, al punto che vi era la convinzione che il capo della dinastia miguelista era da considerarsi come il re del Portogallo in esilio, analoga situazione proprio a quella che si verificò in Italia con Vittorio Emanuele, principe di Napoli che era considerato dalla Costituzione come il possibile successore del regno d’Italia e quindi condannato all’esilio...
L’esistenza della legge del bando impediva alla dinastia miguelista di tornare in Portogallo, quindi come avrebbe potuto un pretendente nascere in territorio portoghese, se non si fosse usato lo stratagemma dell’extraterritorialità? Non dimentichi anche che il sovrano di una linea assolutistica che si ritiene sovrano modifica la legge come meglio crede, ma stiamo parlando anche qui del cosiddetto “sesso degli angeli”.

Sin dall'esilio della famiglia reale portoghese, ci sono state molte dispute su chi fosse straniero e chi no. La legge consuetudinaria portoghese, così come tutte le costituzioni scritte, ha sempre richiesto la nascita legittima come condizione necessaria per essere erede al trono e il decreto del 1834, ratificato dalle Cortes, dal monarca e dalla costituzione del 1838 specificatamente esclude dalla successione l'ex sovrano Michele I e i suoi discendenti dalla successione dinastica (di cui Duarte Pio di Braganza è l'attuale pretendente), ma secondo alcuni questa disposizione è caduta nel 1842 con la nuova costituzione.

Sino al 2008 (ovvero 98 anni dalla caduta della monarchia) i duchi di Loulé non hanno fatto alcun reclamo pubblico al trono, supportando sempre nelle pretensioni il ramo di Dom Duarte che dal 1932 a seguito dell’estinzione del ramo primogenito della casa si è proclamato dopo l'estinzione del ramo primogenito della Casa Reale il successore dinastico della Casa Reale portoghese.

Cosa potrei aggiungere di più? Forse che Dom Duarte ha intentato una causa contro chi vuole negare i suoi diritti.

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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda contegufo » giovedì 16 novembre 2017, 21:22

La Prammatica Sanzione del 23 marzo 1776, relativa ai matrimoni in Spagna, conteneva disposizioni particolari concernenti la Famiglia Reale e i Grandi di Spagna: questi ultimi erano obbligati a richiedere l'assenso reale al matrimonio, pena la perdita dei beni e degli onori spettanti alla loro discendenza (art. XI). Tuttavia, in caso di matrimonio diseguale, neppure il regio assenso poteva impedire la perdita di titoli, onori, stemma e nome di famiglia (art. XII).


Involontariamente filtra un residuo pensiero su faccende di casa nostra?

Saluti
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Re: Ordine di San Michele da Ala

Messaggioda Torre » venerdì 17 novembre 2017, 1:16

Caro Presidente, la ringrazio molto per il suo intervento e mi scuso per il fatto di averle fatto perdere del tempo in un momento in cui, a ragione, mi dice essere molto impegnato. Molte delle cose che scrive non erano a mia conoscenza e costituiscono ovviamente per me motivo di crescita culturale in questo campo.
L'idea che mi sono fatto è che tra le due ... "parti", se mi consente il termine, la distanza pare notevole, per cui difficilmente potrà esserci un riavvicinamento; ovviamente non sarà certo la fine del mondo, dato che, come lei giustamente scrive, "stiamo parlando di opinioni in ambito privato irrilevanti per la Repubblica di Portogallo" ed inoltre "stiamo parlando del nulla, perché il regno del Portogallo non esiste dal lontano 1910". Concordo pienamente con entrambe le sue affermazioni.
Tra l'altro stiamo parlando di una disputa, e cioè quella del legittimo pretendente al trono del Regno di Portogallo, che ci allontana dall'oggetto di cui si è iniziato a discutere.

Relativamente a ciò, non concordo invece con quanto scritto dal Sig. Brixianus, quando afferma che "allora anche i pretendenti dal 2° al 30° posto potrebbero iniziare a conferire onorificenze dinastiche portoghesi"; qui certamente staremmo a discutere del nulla, perchè al momento attuale esistono solo due ordini dinastici, verosimilmente entrambi legittimati a conferire onorificenze legate al nostro Arcangelo Michele, e cioè la Real Irmandade de Sao Miguel del Ala, che fa capo a Dom Duarte, ed il Real y Militar Orden de San Miguel del Ala, che fa capo a Dom Pedro. Entrambi sono ben rappresentati sia in Portogallo che nel nostro Paese; non mi pare che ne esistano altri.
Abbiamo anche qui i fautori dell'uno e dell'altro, è inevitabile; ma io ritengo che, almeno su questo argomento, le parti un accordo in futuro potrebbero anche trovarlo. In caso contrario continueremo ad avere due Ordini separati, entrambi non riconosciuti dal nostro Paese, ma entrambi validi poichè entrambi riconosciuti in Portogallo ed in quanto tali, trovano nel nostro Paese, sia da una parte che dall'altra, chiarissimi e notissimi personaggi schierati a sostenerne le ragioni.

Vorrei inoltre tranquillizzare Brixianus: le mie affermazioni non hanno alcun fine recondito, e non vedo quale valore od importanza possano avere al fine di arrivare addirittura a "delegittimare" Dom Duarte o, di converso, a "legittimare" Dom Pedro... Le assicuro che è completamente fuori strada, dato che non ho alcun interesse "spicciolo" sulla vicenda (e quale, poi, di grazia?).

Quanto al Conte Andrea Borella, la sua curiosità potrebbe anche avere un fondo di legittimità; da parte mia posso solo affermare che io lo conosco come Conte. Se poi lei vuole "osare chiedere di quale Contea", ben venga, ma la domanda deve rivolgerla a lui... Perchè lo chiede a me?

Federico Torregiani
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