Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Rocky » domenica 8 luglio 2012, 11:50

La chiave di tutto è chiedersi perchè si sia resa necessaria la riforma: il papa non vuole consegnare l'Ordine alla Germania e pertanto bisogna trovare una motivazione credibile: con Hitler non si scherzava. Pertanto la specificazione della mancanza dell'essenza militare (e non equestre) è stata volutamente palesata per trarre in inganno chi di dovere in attesa di tempi migliori. La disposizione che diventa norma con l'interpretezione (almeno così mi insegnavano alla facoltà di giurisprudenza) deve essere interpretata in maniera autentica, cioè per il motivo vero per cui è stata originata dal legislatore (un questo caso il papa o chi per lui) senza per questo togliere le altre forme di interpretazione previste e quindi qui si sfocia su tutte le altre anche personali per cui non è più finita...........
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » domenica 8 luglio 2012, 12:14

L'Arciduca Eugenio d’Asburgo si dimise dalla carica di Gran Maestro per far sì che venisse meno ogni sospetto di legame fra l'Ordine Teutonico e la causa monarchica asburgica.

I motivi erano quindi sì politici, ma legati agli ultimi strascichi "post Grande Guerra".

Hitler ascese al potere nel 1933, diversi anni dopo, e a sua volta perseguitò l'Ordine fino a sopprimerlo in Austria e in Boemia nel 1939.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda nicolad72 » domenica 8 luglio 2012, 12:18

Il baffuto austro-germanico è morto nel 1945 quasi 60 anni son passati... ma le cose non son cambiate per l'Ordine Teutonico.

Poi so di molti familiari che nonostante il divieto militano in altri ordini... quindi reputo che il GM eserciti la deroga assai soventemente.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Equitem » domenica 8 luglio 2012, 12:46

nicolad72 ha scritto:Poi so di molti familiari che nonostante il divieto militano in altri ordini... quindi reputo che il GM eserciti la deroga assai soventemente.


Nicola,
e questo cosa cambierebbe nella sostanza?
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Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » domenica 8 luglio 2012, 12:56

E' vero, nulla è cambiato sotto il profilo documentale, però è anche bello approfondire l'interpretazione del materiale in nostro possesso...

Basta (lo dico ai colleghi nella loro interezza) non scadere nel solito litigio "one-to-one" che, come sempre, rischia di compromettere tutto. [thumb_yello.gif]
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Equitem » domenica 8 luglio 2012, 13:02

Caro Alessio,
condivido pienamente. [thumb_yello.gif]
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Equitem » domenica 8 luglio 2012, 13:09

Illustri colleghi,
comincerei la "crociata" scientifica analizzando questa prima parte dello scritto:


Nel marzo del 1226, con la cosiddetta Bolla d’Oro di Rimini, l’imperatore Federico II concesse al Gran Maestro dell’Ordine Teutonico e ai suoi successori il titolo di «principe dell'Impero», con facoltà di creare uno Stato vassallo nei territori conquistati. E’ proprio in forza di tale titolo «laico» fondante la sovranità dell’Ordine che, alcuni secoli dopo, un Gran Maestro, passato alla confessione luterana, secolarizzerà i beni ed i territori dell’Ordine, considerandoli proprio patrimonio in quanto da lui governati quale principe dell’Impero.

Un evidente abuso fondato su di un’errata petizione di principio, perché il titolo sovrano non era stato concesso alla persona ma alla carica ed il soggetto che la ricopriva era legittimato a fregiarsene solo durante munere: un titolo, quindi legato indissolubilmente all’ufficio di Gran Maestro di un Ordine della Chiesa cattolica. A questo titolo, peraltro, non ha mai formalmente rinunciato alcun Gran Maestro cattolico e su di esso, in quanto di origine e legittimazione imperiale, non possono avere influito le successive riforme canoniche dell’Ordine, perché è un dato universalmente riconosciuto dai giuristi che i provvedimenti della Santa Sede non possono interferire con gli atti di sovranità e nobilitazione del cessato Sacro Romano Impero.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » domenica 8 luglio 2012, 14:27

Il testo della "mitica" Bolla d'Oro di Rimini... ho evidenziato in grassetto le parti d'interesse, mantenendo gli errori dell'originale.

In nomine sancte et individue Trinitatis, amen. Fridericus Secundus, divina favente clementia Romanorum imperator semper augustus, Jerusalem et Sicilie rex.

Ad hoc Deus imperium nostrum pre regibus orbis terre sublime constituit et per diversa mundi climata ditionis nostre terminos ampliavit, ut ad magnificandum in seculis nomen eius et fidem in gentibus propagandam, prout ad predicationem Evangelii sacrum Romanum imperium preparavit, sollicitudinis nostre cura versetur, ut non minus ad depressionem quam ad conversionem gentium intendamus, illius provisionis gratiam indulgentes, per quam viri catholici pro subiugandis barbaris nationibus et divino cultui reformandis instantiam diuturni laboris assumant et tam res quam personas indeficienter exponant.

Hinc est igitur, quod presentis scripti serie notum fieri volumus modernis imperii et posteris universis, qualiter frater Hermannus, venerabilis magister sacre domus hospitalis s. Marie Theutonicorum in Jerusalem, fidelis noster, devotam sui animi voluntatem attentius reserando proposuerit coram nobis, quod devotus noster Chünradus, dux Mazovie et Cuiavie, promisit et obtulit providere sibi et fratribus suis de terra, que vocatur Culmen, et in alia terra, inter marchiam suam videlicet et confinia Prutenorum, ita quidem ut laborem assumerent et insisterent oportune ad ingrediendum et obtinendum terram Pruscie ad honorem et gloriam veri Dei. Quam promissionem recepisse distulerat et celsitudinem nostram suppliciter implorabat, quod, si dignaremur annuere votis suis, ut auctoritate nostra fretus inciperet aggredi et prosequi tantum opus et ut nostra sibi et domui sue concederet et confirmaret serenitas tarn terram, quam predictus dux donare debebat, quam totam terram, que in partibus Pruscie per eorum instantiam fuerit acquisita, et insuper domum suam immunitatibus, libertatibus et aliis concessionibus, quas de dono terre ducis prefati et de Pruscie conquisitione petebat, nostre munificientie privilegio muniremus, ipse oblatum donum reciperet dicti ducis et ad ingressum et conquisitionem terre continuis et indefessis laboribus bona domus exponeret et personas.

Nos igitur, attendentes promptam et expositam devotionem eiusdem magistri, qua pro terra ipsa sue domui acquirenda ferventer in Domino estuabat, et quod terra ipsa sub monarchia imperii est contenta, confidentes quoque de prudentia magistri eiusdem, quod homo sit potens opere et sermone et per suam et fratrum suorum instantiam potenter incipiet et conquisitionem terre viriliter prosequetur nec desistet inutiliter ab inceptis, quemadmodum plures, multis laboribus in eodem negotio frustra temptatis, cum viderentur proficere, defecerunt,

1. auctoritatem eidem magistro concessimus terram Pruscie cum viribus domus et totis conatibus invadendi,

2. concendentes et confirmantes eidem magistro, successoribus eius et domui sue in perpetuum tam predictam terram, quam a prescripto duce recipiet, ut promisit, et quamcumque aliam dabit, necnon totam terram, quam in partibus Pruscie, Deo faciente, conquiret, velut vetus et debitum ius imperii in montibus, planitie, fluminibus, nemoribus et in mari, ut eam liberam ab omni servitio et exactione teneant et immunem et nulli respondere proinde teneantur.

3. Liceat insuper eis de concessione nostra per totam terram conquisitionis eorum, sicut acquisita per eos et acquirenda fuerit, ad commodum domus passagia et thelonea ordinare, nundinas et fora statuere, monetam cudere, talliam et alia iura taxare, directuras per terram in fluminibus et in mari, sicut utile viderint, stabilire, fodinas et meieras auri, argenti, fern et aliorum metallorum ac salis, que fuerint vel invenientur in terris ipsis, possidere perhenniter et habere.

4. Concedimus insuper eis iudices et rectores creare, qui subiectum sibi populum, tam eos videlicet, qui conversi sunt, quam alios omnes in sua superstitione degentes, iuste regant et dirigant et excessus malefactorum animadvertant et puniant, secundum quod ordo exegerit equitatis. Preterea civiles et criminales causas audiant et dirimant secundum calculum rationis.

5. Adicimus insuper et gratia nostra, quod idem magister et successores sui iurisdictionem et potestatem illam habeant et exerceant in terris suis, quam aliquis princeps imperii melius habere dinoscitur in terra, quam habet, ut bonos usus et consuetudines ponant, assisias faciant et statuta, quibus et fides credentium roboretur et omnes eorum subditi pace tranquilla gaudeant et utantur.

6. Ceterum auctoritate presentis privilegii prohibemus, ut nullus princeps, dux, marchio, comes, ministerialis, scultetus, advocatus nullave persona sublimis vel humilis, ecclesiastica vel mundana, contra presentis concessionis et confirmationis nostre paginam audeat aliquid attemptare; quod qui presumpserit, penam centum librarum auri se noverit incursurum, quarum medietas camere nostre, reliqua passis iniuriam persolvetur.

Ad huius itaque concessionis et confirmationis nostre memoriam et stabilem firmitatem presens privilegium fieri et bulla aurea, typario nostre maiestatis impressa, fecimus communiri.

Huius rei testes sunt:

Magdeburgensis, Ravennensis, Tyrensis, Panormitanus et Reginus archiepiscopi, Bononiensis, Mantuanus, Turinensis, Ariminensis et Cesenas episcopi, Saxonie et Spoleti duces, Heinricus de Swarzburch, Guntherus de Keverenberch, Wernherus de Kiburch, Albertus de Habchespurch, Ludowicus et Hermannus de Froburch et Thomas de Accerris, comites, Riccardus marscalcus et Riccardus camerarius imperialis aule, Albertus de Arnstein, Gotefridus de Hohenloch et alii quamplures.

Signum domini Friderici Secundi, Dei gratia invictissimi Romanorum imperatoris semper augusti, Ierusalem et Sicilie rex.

Acta sunt hec anno Dominice incarnacionis 1226, mense Martii, 14 indictionis, imperante domino Friderico, Dei gratia serenissimo Romanorum imperatore semper augusto, Jerusalem et Sicilie rege, Romani imperii eius anno 6, regni Ierusalemitani 1, regni vero Sicilie 26. Feliciter, amen.

Datum Arimine, anno, mense et indictione prescriptis.

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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Equitem » martedì 21 agosto 2012, 8:50

Fonte: http://www.vatican.va/holy_father/john_ ... co_it.html


DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALL'ORDINE TEUTONICO, NELL'VIII
CENTENARIO DELLA FONDAZIONE

Sala Clementina - Lunedì, 11 febbraio 1991



Caro signore Gran Maestro!
Cari fratelli, sorelle e confratelli dell’Ordine Teutonico!

La fine delle celebrazioni per gli ottocento anni di esistenza dell’Ordine Teutonico ha creato l’occasione di un pellegrinaggio a Roma per manifestare al successore di San Pietro la vostra fedeltà e la vostra amicizia.

Il mio predecessore Clemente III, con il suo scritto “Quotiens postulatur” del 6 febbraio 1191, pose infatti i fratelli tedeschi della chiesa di Santa Maria a Gerusalemme sotto la protezione del Papa. Nel corso della storia i miei predecessori hanno ripetuto la loro benevolenza verso l’Ordine Teutonico, dando espressione di ciò fino nel nostro secolo.


Nell’anno 1929 la Sede apostolica ha ratificato la conversione dell’Ordine cavalleresco in un puro ordine ecclesiastico e ha sanzionato la subordinazione dell’Istituto delle Sorelle alla direzione del Gran Maestro. Infine nel 1965 anche il riattivato Istituto di confratelli è stato legalmente riconosciuto in via definitiva e annesso all’Ordine. Senza essere propriamente incorporati nell’Ordine i confratelli rappresentano un aiuto essenziale: collaborano ai lavori dell’Ordine e agiscono secondo i suoi ideali nella società di oggi.

Mi pare che a questo punto ci sia poco da interpretare: la volontà della Santa Sede è stata quella di convertire l'OT da cavalleresco a ordine puramente ecclesiastico e, venendo dunque meno il carattere equestre dell'insigne istituzione, nessuna dignità equestre è a questa riconducibile.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » martedì 21 agosto 2012, 9:20

Se analizziamo questo passaggio del discorso in tedesco, notiamo una cosa interessante:

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1991/february/documents/hf_jp-ii_spe_19910211_ordine-teutonico_ge.html

"Der Apostolische Stuhl hat im Jahr 1929 die Umwandlung des Ritterordens in einen rein geistlichen Orden vollzogen..."

ovvero:

"La Sede Apostolica, nel 1929, ha completato la trasformazione dell'Ordine Cavalleresco in un Ordine puramente religioso..."

che è diverso da:

"Nell’anno 1929 la Sede apostolica ha ratificato la conversione dell’Ordine cavalleresco in un puro ordine ecclesiastico..."

"Completare la trasformazione" significa che il processo era in atto da molto tempo, poiché l'Ordine Teutonico era da sempre Cavalleresco-Religioso.

L'Ordine Teutonico è, oggi, "qualcosa di più" di un Ordine Cavalleresco... è un Ordine Religioso che onora e rispetta la propria grande tradizione cavalleresca.

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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Equitem » martedì 21 agosto 2012, 10:20

Alessio,
quanto dici e' pienamente condivisibile, tuttavia resta da chiarire la questione relativa al rango equestre: sulla questione la dottrina e' divisa e, da una interpretazione letterale della documentazione ad oggi vaglia in queste stanze, ammettere l'esistenza di tale status lo vedo più come una forzatura. Nei principali ordini di cavalleria la dignità equestre e' ampiamente esplicitata dagli statuti: nel caso in esame essa si ricava - forse - in via implicita chiamando in causa statuti non più in vigore ed una plurisecolare tradizione, e questo in diritto non e' sufficiente.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » martedì 21 agosto 2012, 10:58

L'Ordine Teutonico ha perso la propria caratteristica cavalleresca, completando la trasformazione da Ordine cavalleresco-religioso in Ordine Religioso.

Questo non significa che l'Ordine Teutonico non mantenga vivo il ricordo del proprio passato cavalleresco, mediante i Cavalieri d'Onore, cioè "onorari", senza rango equestre.
Ultima modifica di cassinelli il martedì 21 agosto 2012, 11:42, modificato 1 volta in totale.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Pantheon » martedì 21 agosto 2012, 11:04

I Cavalieri d'Onore... non hanno "rango equestre" ....Mon ami ! Stai giocando col fuoco..... [dev.gif] ;)
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Tilius » martedì 21 agosto 2012, 13:50

L'Ordine Teutonico ha uno status del tutto particolare all'interno delle istituzioni cavalleresche legate direttamente alla Chiesa Cattolica.
In questo senso, é molto vicino alla tradizione militante (per retaggio storico del passato e per la sua attuale vocazione pienamente religiosa), nel senso cattolico del termine.
Cale poco che il rango equestre non venga formalmente esplicitato.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Pantheon » martedì 21 agosto 2012, 14:39

A riguardo un autorevole e noto studioso precisa:

....omissis....

A ricordo del glorioso passato cavalleresco il Gran Maestro, il quale è assistito da un Consiglio, ha la facoltà di conferire ad altissime personalità che se ne siano rese meritefvoli i titoli di:

Cavalieri d'Onore (che è un titolo onorario e non una Onorificenza o attributo cavalleresco), i quali possono indossare il mantello bianco decorato con la Croce dell'Ordine, che era proprio dei Cavalieri professi a voti perpetui, e portare la Croce dell'Ordine al collo;


....omissis....

;)
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