Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » lunedì 22 agosto 2011, 13:16

La firma del Card. Hamer sarà apposta sulla lettera protocollata, proprio come fatto undici anni dopo dal Card. Martinez Somalo per il SMOM.

La firma dall'Arcivescovo Fagiolo è apposta in calce agli Statuti proprio in quanto Segretario della Congregazione... interpretarla come "atto di approvazione" mette in discussione il corretto operare della Congregazione stessa.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda nicolad72 » lunedì 22 agosto 2011, 13:23

Sugli statuti dell'OESSG la lettera con la firma del Card. Segretario di Stato c'è ed è pubblicata come parte integrande degli statuti...

Quella del Card. Hamer Prefetto della congregazione per i religiosi dov'é... io non la vedo... e poi per la FH la firma dovrebbe essere quella del segretario di Stato... il cui dicastero è quello competente per quanto riguarda la FH non quello dei religiosi (Art. 41 e Artt. 105 e 111 della Pastor Bonus).

Poi ti ho detto che l'esempio SMOM non puoi utilizzarlo... per i motivi che ho scritto prima... ma vedo che è come se non avessi scritto nulla.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda AIKIDO77 » lunedì 22 agosto 2011, 13:44

nicolad72 ha scritto:Poi ti ho detto che l'esempio SMOM non puoi utilizzarlo... per i motivi che ho scritto prima... ma vedo che è come se non avessi scritto nulla.


In effetti il SMOM proprio perchè "sovrano" ha una propria FH, per cui non puo' essere chiamato in causa come esempio, tuttavia per il resto trovo il ragionamento di Alessio molto calzante e scientifico e, vista la comoplessità dell'argomento, non posso che complimentarmi con lui. [clapping.gif]
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » lunedì 22 agosto 2011, 14:21

nicolad72 ha scritto:Poi ti ho detto che l'esempio SMOM non puoi utilizzarlo... per i motivi che ho scritto prima... ma vedo che è come se non avessi scritto nulla.


Calma... al di fuori degli argomenti religiosi, il SMOM è certamente indipendente sia nella sua costituzione, sia nella sua attività esterna con gli Stati.

La lettera che ho inserito esprime il nulla osta della Congregazione alle modifiche apportate dal SMOM alla sua costituzione e ai propri statuti... proprio perché viene da essa controllata l'ortodossia delle disposizioni emanate in relazione al carattere di Ordine religioso conservato dal SMOM.

Quindi il collegamento tra l'ordinamento melitense e quello canonico, tra gli organi di governo del SMOM e la Santa Sede, non può atteggiarsi altrimenti che come subordinazione religiosa.

Spero che, su questo, saremo d'accordo... oppure si sostiene la non supremazia della Sede Apostolica in materia religiosa nei confronti del SMOM?

A questo facevo riferimento, quando scrivevo dell'approvazione della Carta Costituzionale del SMOM da parte della Congregazione tramite lettera protocollata firmata dal Prefetto.

Venendo all'OT, per quanto riguarda la F.H. mi rifaccio a quanto da te precedentemente scritto:

nicolad72 ha scritto: ... Se gli statuti fossero espressione della F.H. Pontificia la loro modifica è necessariamente riservata al Pontefice... Alla regola generale dell'approvazione pontificia vi è una eccezione. Il Santo Padre può (Art. 18 della Cost. Ap. Pastor Bonus) attribuire speciali facolta al capo dicastero conferendogli al possibilità di approvare decisioni a lui risevate...


La firma dell'Arcivescovo Fagiolo, Segretario della Congregazione, non può valere come approvazione degli statuti proprio perché la Costituzione Apostolica "Pastor Bonus", all'articolo 18, disciplina altrimenti: certamente la lettera protocollata al numero T. 71-1/86 è stata firmata dal Prefetto della Congregazione, così come fatto per il SMOM con la lettera protocollata al numero M. 133-1/97.

Ne consegue, seguendo il tuo ragionamento, che gli statuti dei Familiari OT sono espressione della F.H. Pontificia.

E' possibile richiedere copia della lettera T. 71-1/86 alla Congregazione.

Gli uffici sono nel Palazzo delle Congregazioni, 00193 Roma, Piazza Pio XII, n. 3.

Questi i numeri telefonici:
Sua Eminenza il Cardinale Prefetto +39. 06. 69884121
Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo Segretario +39. 06. 69884584
Informazioni: +39. 06. 69884128; +39. 06. 69892511
Fax: +39. 06. 69884526
E-mail: civcsva.pref@ccscrlife.va (Prefetto)
civcsva.segr@ccscrlife.va (Segretario)
vati059@ccscrlife.va (informazione)

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccscrlife/documents/rc_con_ccscrlife_profile_it.html
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda nicolad72 » lunedì 22 agosto 2011, 15:04

Bene richiedila, sei tu che vuoi sconfessare la mia tesi e fin'ora hai opposto ragionamenti che si basano su supposizioni... ti invito a confermarmi le tue supposizioni con le carte non con la logica... poi è necessario leggere la lettera (che non sia di mera trasmissione) per capire cos'è.

Come ho scritto nel messaggio che continui ad ignorare la lettera inviata dal prefetto dei religiosi al GM di Malta, non può essere usato a termine di paragone perché:
1) non è un atto costitutivo (come quello che approva degli statuti)
2) non è un atto che afferisce all'esercizio della FH visto che lo SMOM ne ha una sua propria.

Ma mi pare strano che l'eventuale provvedimentodi approvazione degli stauti a sottoscrizione del capodicastero con speciali facoltà non sia stato pubblicato... e poi, altra circostanza che ancora non hai affrontato per ricusare la mia tesi è la competenza... che in materia di FH non appartiene alla Congregazione dei religiosi (artt. 105 e 111 della Pastor Bonus)... ma alla prima sezione della Segreteria di Stato (art. 41 della Pastor Bonus)... nonostante siano diversi i messaggi in cui sottolineo questo piccolo ed insignificante dettaglio... si cerca altro per validare la vostra tesi, ma il nodo sulla competenza che ho stetto ancora nessuno prova a scioglierlo...
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » lunedì 22 agosto 2011, 15:25

Sono certo della validità della mia tesi... di conseguenza sei tu che devi richiedere copia della lettera alla Congregazione.

Per quanto riguarda la FH, quanto da te affermato nell'ultimo passaggio va in contraddizione con quanto da te scritto precedentemente.

Prima, infatti, scrivi che:

nicolad72 ha scritto: ... Se gli statuti fossero espressione della F.H. Pontificia la loro modifica è necessariamente riservata al Pontefice... Alla regola generale dell'approvazione pontificia vi è una eccezione. Il Santo Padre può (Art. 18 della Cost. Ap. Pastor Bonus) attribuire speciali facolta al capo dicastero conferendogli al possibilità di approvare decisioni a lui risevate...


poi invece sottolinei che:

nicolad72 ha scritto: e poi, altra circostanza che ancora non hai affrontato per ricusare la mia tesi è la competenza... che in materia di FH non appartiene alla Congregazione dei religiosi (artt. 105 e 111 della Pastor Bonus)... ma alla prima sezione della Segreteria di Stato (art. 41 della Pastor Bonus)...


Ecco quanto dispone l'articolo 41, § 1:
"Alla prima sezione spetta in particolar modo di attendere al disbrigo degli affari riguardanti il servizio quotidiano del sommo Pontefice; di esaminare quegli affari che occorra trattare al di fuori della competenza ordinaria dei dicasteri della Curia romana e degli altri organismi della Sede apostolica; di favorire i rapporti con i medesimi dicasteri, senza pregiudizio della loro autonomia, e di coordinare i lavori; di regolare la funzione dei rappresentanti della Santa Sede e la loro attività, specialmente per quanto concerne le Chiese particolari. Spetta ad essa di espletare tutto ciò che riguarda i rappresentanti degli Stati presso la Santa Sede."

Competenza della prima sezione della Segreteria di Stato è, quindi, la disamina di "affari al di fuori della competenza ordinaria dei dicasteri della Curia romana e degli altri organismi della Sede apostolica"... ma non è il nostro caso, poiché per i Familiari dell'OT la competenza è chiaramente della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica.

Vale quindi quanto disposto dall'Articolo 18 della Pastor Bonus (che è poi quanto sostenevi precedentemente).
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda nicolad72 » lunedì 22 agosto 2011, 15:39

Alessio, perdonami, ma i tuoi ragionamenti fanno acqua da tutte le parti...
cassinelli ha scritto:Sono certo della validità della mia tesi... di conseguenza sei tu che devi richiedere copia della lettera alla Congregazione.

Onus probandi incumbit ei qui dicit... questa è la regola della ricerca scientifica... l'inversione dell'onere della prova non è contemplato... tu asserisci tu dimostri altrimenti proponi la tua idea, le tue convinzioni, ma la ricerca scientifica naviga per altri lidi.

L'art. 41 prevede una competenza c.d. residuale... tutto quello che non è espressamente previsto che facciano gli altri dicasteri di curia lo fa la prima sezione della Segreteria di Stato.

Le competenze della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e per le Società di Vita Apostolica le troviamo elencate nell'art. 105: [i Compito proprio della Congregazione è di promuovere e di regolare la pratica dei consigli evangelici, come viene esercitata nelle forme approvate di vita consacrata, ed insieme l'attività delle società di vita apostolica in tutta la Chiesa latina[/i]. Non vedo l'espresso richiamo all'esercizio della FH...

...ad ulteriore suffragio aggiungo che non mi sembra che i diplomi di conferimento delle onorificenze pontificie vengano sottoscritti dal Prefetto dei religiosi...

Poi (altra eccezione alla quale non hai mai risposto) se la FH è quella pontificia, come mai la Santa Sede riconosce e tutela solo SMOM e OESSG?
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » lunedì 22 agosto 2011, 15:45

Nicola, scusami ma sei caduto in numerose contraddizioni ed eviti accuratamente di dare risposta alle mie richieste di chiarimento...

A questo punto, come altre volte accaduto in passato, "che ognuno rimanga nelle proprie convinzioni"...

Chi ha letto questo interessante scambio di battute si sarà senz'altro costruito un proprio parere.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda nicolad72 » lunedì 22 agosto 2011, 15:51

Io non leggo contraddizioni in quello che ho scritto... ed ho riletto bene e più volte...
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Equitem » sabato 7 luglio 2012, 17:05

AIKIDO77 ha scritto:
Sarebbe interessante reperire uno statuto dell'epoca onde capire meglio questo processo di "mutamento" che "avrebbe" portato alla perdita del carattere cavalleresco dell'Ordine e che ahimè stento a vedere, almeno per la classe dei Cavalieri d'Onore.


Fonte:
http://www.ordineteutonicosicilia.it/cr ... Itemid=104

Egregi colleghi,
alla luce delle interessanti riflessioni contenute nel suddetto link, rispolvero questo topic per disquisire con Voi, aspetti interessanti della riforma del 1929 che, secondo parte della dottrina, pare non abbia affatto privato l’Ordine Teutonico della Sua qualità Equestre. Per non appesantire troppo il tpoc, mi limito a riportare di seguito solo alcuni passaggi- il resto del testo è consultabile sul predetto sito-:


Natura giuridica dell’Ordine Teutonico
Si tratta di un tema molto complesso che necessiterebbe sicuramente più approfondite indagini sulle fonti; tuttavia un primo approccio può essere tentato, senza pretesa di esaustività, se non altro come provocazione per quelli futuri e più articolati.
L’Ordine Teutonico è oggi oggetto di molteplici studi storici proiettati essenzialmente sul periodo relativo alle sue origini ed alla sua affermazione, nonché alla creazione ed allo sviluppo dello Stato teutonico nell’Europa baltica, ma nessuno di essi si è occupato di indagare l’effettiva natura ed essenza giuridica dell’Ordine dopo la «riforma» degli inizi del ‘900.
L’affermazione della perdita della natura di ordine cavalleresco si fa scaturire, di norma, dal contenuto del decreto n. 28/29 del 27 novembre 1929 della Sacra Congregazione per i Religiosi, relativo all’approvazione della nuova Regola dell’Ordine, sanzionata dal pontefice Pio XI, ove è detto che la «Religione, che nel passato fu maggiormente (un Ordine) equestre, da ora innanzi sarà una vera e propria Religione clericale, escluso ogni elemento militare», aggiungendo, però, che «resta immutata la condizione di tutti i membri militari superstiti i quali, per tutta la loro vita, dovranno osservare gli statuti del 1839».
Il fatto di avere voluto accentuare il carattere clericale dell’istituzione a scapito di quella cavalleresca (difatti il testo parla semplicemente di prevalenza - che non significa esclusività - dell’uno o dell’altro carattere) e di avere precluso ogni elemento militare sarebbe, quindi, la prova dell’avvenuta trasformazione dell’Ordine da equestre in esclusivamente clericale.
A ciò si aggiunge, a sostegno della tesi favorevole alla trasformazione, l’affermazione del capitolo I della Regola, ove si afferma che L’Ordine dei fratelli della Casa Tedesca di Santa Maria di Gerusalemme (in breve Ordine Teutonico), è un istituto clericale dedicato alla vita di Dio secondo le leggi papali, la cui opera specifica dell’apostolato agisce nel mondo.
In disparte la considerazione che a partire dal capitolo generale del 1988 è stato avviato un palese processo di recupero delle tradizioni originarie (delle quali è magna pars la natura e vocazione cavalleresca) dell’Ordine e la Regola e gli Statuti sono state riviste, dopo le direttive del Concilio Vaticano II, ed adeguate alle norme del codice di diritto canonico, approvate, poi, dalla Santa Sede nel 1993 ed ulteriormente modificate nel capitolo generale del 2000 ed approvate dalla Santa Sede nel 2001, il dato saliente della questione va individuato nella natura mixta dell’Ordine che, a somiglianza del gemello Ordine di Malta, ne fa sì un vero Ordine religioso (e quindi soggetto di diritto canonico) ma, del pari, un soggetto di diritto pubblico internazionale.
I dati incontrovertibili sui quali occorre riflettere e sui quali si fonda tale affermazione sono:
a) nel marzo del 1226, con la Bolla d'oro di Rimini, l'imperatore Federico concedeva al Gran Maestro dell’Ordine Teutonico ed ai suoi successori il titolo di principe dell'Impero, con facoltà di creare uno Stato vassallo nei territori conquistati;
b) il Gran Maestro dell’Ordine Teutonico nel Sacro Romano Impero apparteneva ai c.d. Reichsstände, cioè i principi dell’Impero che avevano seggio e voto (virile) nella Dieta imperiale. Egli era considerato sovrano ed aveva la pienezza dei diritti di maestà, inclusa la facultas nobilitandi. Nella stessa condizione si trovava il Gran Maestro dell’Ordine di Malta a motivo del gran priorato di Boemia-Austria;
c) l’Ordine Teutonico costituì e governò effettivamente uno Stato sovrano dal 1230 al 1562: nel 1525 il Gran Maestro Alberto di Brandeburgo, dopo avere apostatato ufficialmente la fede cattolica, con il Trattato di Cracovia dell'8 aprile 1525 si dichiarò vassallo del re di Polonia e ricevette per sé e i suoi discendenti, sia diretti che collaterali, come feudo ereditario indivisibile, il ducato di Prussia, mentre nel 1562 il maestro provinciale di Livonia Gotthard Kettler depose solennemente il mantello bianco dell'Ordine e fece omaggio al re di Polonia al quale cedette quel territorio, ricevendone in cambio il ducato di Curlandia e Semgallia. Entrambi gli atti sono da considerare in diritto tamquam non esset, in quanto posti in essere contro la volontà del capitolo generale dell’Ordine (il quale, è bene ricordarlo, era ed è l’effettivo detentore della sovranità dell’Ordine ed aveva il potere di deporre - come in effetti più volte avvenne - il Gran Maestro in carica);
d) i sommi pontefici si rifiutarono fino al 1787 di riconoscere il sovrano luterano di Prussia e papa Clemente XI, con lettera del 14 maggio 1701 all'imperatore Leopoldo, condannò la concessione del titolo di re della Prussia ad un eretico che usurpava i territori dell'Ordine.
e) i gran maestri dei Teutonici ed i capitoli generali dell’Ordine non hanno mai accettato la debellatio ed il 18 gennaio 1701 l’intero capitolo dell’Ordine (e ciò è significativo per quanto si è detto prima a proposito della titolarità della sovranità e dei diritti di maestà dell’Ordine) inviò una lettera di rimostranza alla Dieta di Ratisbona, all'imperatore e ai principi elettori, protestando contro la concessione del titolo di re di Prussia a Federico di Brandemburgo, considerandolo un usurpatore;
f) nessun Gran Maestro ha mai rinunciato alle prerogative sovrane di origine imperiale.
g) l'imperatore d’Austria Francesco II in data 8 marzo 1834 restaurò l'Ordine come istituzione autonoma religioso-militare e feudo diretto dell'Impero (così come era stato all’epoca di von Salza), confermandone, così, la natura sovrana e quasi-statuale.
Appare, quindi, sufficientemente chiaro che l’Ordine Teutonico, a somiglianza di quello di Malta, ha sommato in sé, sin quasi dalle origini, la natura di vero e proprio Ordine religioso-ospedaliero e quella di ente sovrano militarmente organizzato: il primo aspetto soggetto alle leggi canoniche, il secondo a quelle laiche imperiali.
Ciò che si ammette da parte della dottrina è che la Chiesa possa di certo intervenire sull’aspetto religioso di un Ordine, ma non su quelli eventualmente correlati alla sua natura di soggetto equestre dotato dei diritti di maestà (l’elaborazione dottrinale è riferita alle più conosciute vicende dell’Ordine di Malta).
La Santa Sede potrebbe persino secolarizzare un Ordine così strutturato, cioè espungerlo dall’ordinamento canonico, ma non sopprimerlo per quanto esso derivi la propria legittimazione ed esistenza anche da un altro ordinamento sovrano quale quello Sacro Romano Impero.
Non sono, peraltro, infrequenti, a contrario, i casi (vedi, ad esempio, la vicenda dell’Ordine di Santiago, dell’Ordine del Cristo e di quello di San Benedetto d’Aviz, in Portogallo, secolarizzati dalla Regina Maria, o di quello dei Santi Maurizio e Lazzaro, in Italia, secolarizzato dal Re Vittorio Emanuele II) di Ordini religiosi equestri secolarizzati, con il consenso o meno della Santa Sede, da uno Stato ed attratti nell’esclusiva orbita legislativa di quest’ultimo. Tentativo che fu operato, o meglio accennato, anche nei confronti dell’Ordine Teutonico in Austria ai tempi dell’Impero (ma quasi subito abortito) ed in Germania all’epoca del nazismo con la soppressione del vero Ordine Teutonico e la creazione di un similare Ordine al merito nazista che ne riprendeva impropriamente il simbolismo.
Non sono, poi, infrequenti Ordini medievali anche di grande prestigio, come quello Supremo della Santissima Annunziata (nato nel 1362 come Ordine del Collare di Savoia), i quali pur avendo come finalità i grandi ideali della cavalleria (difesa della religione, fedeltà al sovrano, aiuto ai bisognosi), non assunsero mai la caratteristica di vere e proprie Religioni e ancora meno la natura di Ordini militari.
La circostanza che la Santa Sede con e dopo la riforma del 1929 abbia rinvigorito in senso clericale la Regola dell’Ordine Teutonico prendendo in considerazione solo i fratelli-preti, le sorelle ed i familiari (ivi compresi i cavalieri onorari) ed escludendo qualsiasi elemento militare, non solo non costituisce alcun indice di volontà di eliminazione della natura equestre dell’Ordine ma, addirittura, ne conferma, per le modalità con le quali tale operazione è stata condotta, la sua permanenza in forma secolarizzata (ed anche in questo caso, per una corretta comprensione del problema, si dovrà fare ricorso al gemello Ordine di Malta).
La Santa Sede, come già detto, nel riformare la Regola dell’Ordine ha escluso ogni elemento militare. In disparte la considerazione che l’esclusione dell’elemento militare è presente solo nel decreto n. 28/29 del 27 novembre 1929 della Sacra Congregazione per i Religiosi, relativo all’approvazione della nuova Regola dell’Ordine, sanzionata dal pontefice Pio XI, e che tale formula, in quanto non inclusa nel testo della Regola sanzionata dal Sommo Pontefice, dovrebbe considerarsi del tutto priva di valore giuridico nei confronti di un Ordine che gode tuttora dell’indulto del papa Onorio III del 1216, confermato nel 1221, per cui l’Ordine è soggetto solo al potere dello stesso romano pontefice (e rispondente a tale privilegio non può essere considerato un decreto adottato da un qualsiasi organo di governo della Santa Sede diverso dal papa), comunque l’esclusione dell’elemento militare non significa affatto eliminazione di quello cavalleresco.

L’affermazione contenuta nel citato decreto, quindi, non è di per sé né prova, né indizio, della volontà della Santa Sede di escludere la natura equestre dell’Ordine Teutonico.
Matteo 6,1-6.16-18
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda nicolad72 » sabato 7 luglio 2012, 23:50

La fonte mi par un tantino di parte... sul sito dell'Ordine Teutonico tutte queste considerazioni non sono avanzate... e neppure elucubrate...

Ha molto il sapore di una iniziativa di tipo "locale" piuttosto che di una ispirazione o di una vera e propria posizione dell'Ordine teutonico... che sicuramente oggi è ordine clericale...
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Rocky » domenica 8 luglio 2012, 8:13

Certamente non direi visto che alcune correnti della dottrina hanno una presa di posizione diversa sull'interpretazione della disposizione.Di particolare rilevanza è la differenza evidenziata tra equestre e militare, argomento già tratto anche dal Cassinelli in relazione all' Ordine del Sepolcro. Inoltre la commenda Siciliana è pur sempre sotto il controllo diretto del Gran magistero in quanto Commenda Autonoma. Se tale iniziativa non fosse in linea con la corrente di pensiero "centrale" sicuramente vi sarebbe stato un intervento dell'autorità preposta per una immediata rimozione di ciò che non è condiviso.Quello Siciliano e' pur sempre un sito Ufficiale anche se locale che ne deve rispondere al Gran Magistero. Il ramo di una istituzione centrale non può esprimere quello che vuole. Sembra comunque che nell'ultimo Capitolo Generale si abbia trattato, in maniera approfondita, la necessità di un'ulteriore revisione dello statuto dei familiari.
Condivido la linea dottrinale di Pino Zingale, nella considerazione che nel 1929 l'intento del pontefice era quello di salvare l'O.T. quindi con la riforma il Santo Padre avebbe potuto volere solo "ammantare" di clericalità l'ordine per non cederlo. Infatti è innegabile che con il passare degli anni i Gran Maestri abbiano via via nuovamente accentuato l'aspetto della tradizione cavalleresca. L'Ordine pur riformato è lo stesso Ordine e non ne sono mutati i membri perchè sempre professi sono nè i compiti istituzionali.
Un esempio che mi sembra calzante: la polizia di stato è stata smilitarizzata ma è sempre un corpo militarmente organizzato con stesse qualifiche, funzioni, organizzazione e foggia dei gradi (dei direttivi e dirigenti). Anche l'aspetto disciplinare è normato da legge che comunque impone quasi gli stessi obblighi. Allora io chiedo cos' è cambito nella sostanza: io direi nulla è stato solo un adeguamento ai tempi perchè l'Unione Europea esercita un pressing sugli stati membri per giungere alla smilitarizzazione dell' O.P. e della P.S..
A mio avviso regge anche il fatto che il G.M. abbia propria F.H. proprio perchè l'ordine è ancor ora persona mixta, ed è ragionevole ritenere che un religioso a capo di una istituzione che ha scelto di essere prevalentemente clericale non eserciti più tale facoltà in maniera evidente in linea con il concilio vaticano II. Il fatto che anche i G.M. clericali non abbiano mai voluto rinunciare all'uso delle insegne imperiali concesse con la bolla d'oro è indicativo di come continuino a pensarla.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Equitem » domenica 8 luglio 2012, 8:52

Condivido pienamente la posizione dell'ottimo Rocki: per altro, nella ricerca si "spera" scientifica, importante accento - fermo restando un’ accurata analisi dell’intero scritto - è da porre su alcuni punti:

1) L'OT prevede la categoria dei Cavalieri d'onore: non si capisce allora che senso avrebbe, per un istituto meramente "clericale", e non quindi cavalleresco, mantenere in vita il rango equestre;
2)L'art. 4 delle norme di attuazione dello Statuto Apostolico dei Familiari contempla la non appartenenza ad altro Ordine Cavalleresco: da una semplice interpretazioni letterale appare chiaro come, il riferimento ad "altro", si presta ad un inequivocabile implicito riferimento alla valenza cavalleresca dell''OT.

Ovviamente per giungere a delle "conclusioni", l'analisi che in questa sede spero sia oggettiva, scientifica e priva di pregiudizi, deve essere effettuata percorrendo, punto per punto, le ottime argomentazioni storico-giuridiche del Dott. Zingale.
Ultima modifica di Equitem il domenica 8 luglio 2012, 9:28, modificato 1 volta in totale.
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda Equitem » domenica 8 luglio 2012, 9:27

nicolad72 ha scritto: sul sito dell'Ordine Teutonico tutte queste considerazioni non sono avanzate... e neppure elucubrate...

Ha molto il sapore di una iniziativa di tipo "locale" piuttosto che di una ispirazione o di una vera e propria posizione dell'Ordine teutonico... che sicuramente oggi è ordine clericale...


Nicola,
l'analisi storico-giuridica del Dott.Zingale è inserita nel novero delle "attività scientifiche" dell'accademia Teutonica della Commenda Autonoma di S.M. Degli Alemanni, quest'ultima approvata dal Gran Maestro e posta sotto il Suo alto patronato: in questi termini, l'iniziativa mi sembra tutt'altro che locale...
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Re: Natura giuridica ed evoluzione dell'OT nel tempo

Messaggioda cassinelli » domenica 8 luglio 2012, 9:53

Indubbiamente, se si leggono le prime pagine delle "Norme di Attuazione dello Statuto Apostolico dei Familiari", si notano molte interessanti sfumature.

Immagine

Innanzitutto, l'Istituto dei Familiari viene definito "nell'Ordine Teutonico" e non "dell'Ordine Teutonico".

Tutto è orientato a dimostrare la completa unione tra l'Ordine e l'Istituto, così come tra l'Ordine e la Congregazione delle Suore della Casa di Santa Maria in Gerusalemme.

E' vero che vengono impiegati due distinti verbi: nel caso della Congregazione "incorporare", nel caso dell'Istituto "aggregare".

Il significato dei due verbi, però, è sostanzialmente lo stesso: "unire".

Immagine

Sono i singoli membri dell'Istituto ad essere spiritualmente uniti all'Ordine Teutonico... l'Istituto è invece unito all'Ordine, fa parte dell'Ordine, quindi i singoli suoi membri sono per questo stesso motivo nell'Ordine Teutonico e spiritualmente uniti ad esso.

Ciò detto, è particolarmente importante la parte conclusiva: l'appartenenza dei Familiari all'Istituto (quindi all'Ordine Teutonico, ndr) esclude per principio l'appartenenza ad un altro Istituto di un Ordine Equestre (quindi ad un altro Ordine Equestre, ndr).

Si deduce che appartenere all'Ordine Teutonico in qualità di Familiare è incompatibile (salvo dispensa scritta del Gran Maestro) con l'appartenenza ad altro Ordine Equestre: l'Ordine Teutonico, quindi, conserva la propria vocazione equestre nell'Istituto dei Familiari, ad esso intimamente unito, e nei suoi membri.

L'impegno dell'Ordine Teutonico, si ricorda nelle prime righe, non è più legato alla battaglia con la spada: oggi è un Istituto Clericale di Vita Consacrata di diritto pontificio che però non rinuncia alla sua lunghissima tradizione equestre.
Alessio Cassinelli Lavezzo
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