Commissione vaticana e SMOM

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 11 gennaio 2019, 19:26

Il discorso del Gran Maestro al corpo diplomatico, ieri ha toccato anche la questione della riforma https://www.orderofmalta.int/it/2019/01 ... -di-malta/

Nel frattempo è proseguito il lavoro per la riforma della Carta Costituzionale, avviata nel 2017 e che ha portato alla individuazione di alcuni temi chiave per la vita dell’Ordine e dei suoi membri religiosi in particolare. Il seminario strategico che si è svolto all’inizio del 2018 con una grande partecipazione a livello internazionale, ha visto convergere consenso sui principali aspetti della riforma, tra cui la cura della vita spirituale che per un ordine cattolico deve rimanere una stella polare.

Come molti di voi sapranno, gli impegni istituzionali saranno intensi anche nel 2019. Il primo e 2 maggio si svolgerà infatti il Capitolo Generale del Sovrano Ordine di Malta convocato ogni 5 anni per analizzare lo stato complessivo dell’Ordine ed eleggere tra gli altri i membri del Sovrano Consiglio.


Una fonte autorevole mi ha parlato dell'idea di una vita in comune per i professi, ma solo durante alcuni periodi dell'anno.
Che ne pensate? E' una buona soluzione o pensate che occorra istituire nuovamente un convento come ai tempi di Malta?
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Egon von Kaltenbach » venerdì 11 gennaio 2019, 21:48

Io penso che una sede conventuale sarebbe necessaria, magari con la residenza regolata da elementi di volontarietà, del resto mi risulta che l'individuazione dell'edificio sia già avvenuta.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 11 gennaio 2019, 22:55

Ritengo che lo SMOM di oggi debba essere "nel mondo" e anche i professi svolgere l'attività quotidiana nel mondo, ovviamente all'interno dei tre consigli evangelici che professano.
Sarebbe però opportuna una sede conventuale volontaria, come già scritto da Egon, in modo tale che i professi che sentissero invece una particolare vocazione alla vita conventuale, possano seguirla, anche solo per brevi periodi.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Nessuno » lunedì 28 gennaio 2019, 18:06

Buonasera a tutti,


non si è saputo alcunché riguardo alla Costituzione SMOM... è stata modificata? E' stata promulgata ex novo?

Non nego di essere primieramente interessato alla questione, poiché, in quanto aspirante recluta del Corpo Militare EI-ACISMOM, sospetto che la sospensione - ormai dal 2017 - del reclutamento sia direttamente collegata alla situazione creatasi dall'insediamento della Commissione Vaticana (dopo quasi due anni di attesa... pensavo si fosse sbloccata la situazione).
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 28 gennaio 2019, 18:12

La revisione alla Carta Costituzionale prosegue, ma non è ancora confermata una data di conclusione dei lavori. Dopotutto non si modifica la Carta costituzionale in poco tempo ed è giusto che l'Ordine si prenda il tempo necessario.

Riguardo gli eventuali ritardi dell'arruolamento nel Corpo Militare EI-ACISMOM, non dovrebbero essere conseguenza delle modifiche della Carta Costituzionale dell'Ordine. Il Corpo Militare è dipendente dall'ACISMOM e non dal Gran Magistero ed inoltre non ha specifici riferimenti nella Carta Costituzionale. Se ci sono ritardi saranno semplicemente dovuti ad eventuali sospensioni temporanee degli arruolamenti dovuti al raggiungimento dei contingenti annuali o per motivi decisi dal Corpo.
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda nicolad72 » lunedì 28 gennaio 2019, 19:06

Nessuno ha scritto:Buonasera a tutti,


non si è saputo alcunché riguardo alla Costituzione SMOM... è stata modificata? E' stata promulgata ex novo?

Non nego di essere primieramente interessato alla questione, poiché, in quanto aspirante recluta del Corpo Militare EI-ACISMOM, sospetto che la sospensione - ormai dal 2017 - del reclutamento sia direttamente collegata alla situazione creatasi dall'insediamento della Commissione Vaticana (dopo quasi due anni di attesa... pensavo si fosse sbloccata la situazione).



Nulla a che vedere con la riforma della carta, anche perché il corpo militare dipende dall'ACISMOM non dal SMOM direttamente, quindi.... le sospensioni sono dovute al fatto che i ruoli sono stra-pieni!
Salvo quelli di nuova istituzione (biologi psicologi e altre figure tecniche altamente specializzate, ma in totale poche decine di persone)
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Nessuno » lunedì 28 gennaio 2019, 21:32

Grazie a T.G. Cravarezza e a Nicola per le delucidazioni.
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Messaggioda Tilius » giovedì 31 gennaio 2019, 19:19

La verità sull’Ordine di Malta: ora si scuseranno con Papa Francesco?

Un interessante intervento che riassume in maniera oggettiva le vicende SMOM che ne originarono il "commissariamento".
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 31 gennaio 2019, 20:43

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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Romegas » giovedì 31 gennaio 2019, 23:48

Un intervento che proviene da un sito che la dice lunga sulla sua imparzialita', con documenti risaputi e non verificabili, che esce in un momento di forte debolezza di questo pontificato, visto che le critiche provengono anche dai progressisti, come ha riferito pubblicamente il card. Kasper, non di certo un tradizionalista. E' l'insieme del pontificato che e' un fallimento. Mi piacerebbe conoscere chi sia dietro a questo sito. E poi preferisco un Papa che sia attaccato dalla massoneria che stimato da essa.
Sub hoc signo militamus
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 12 giugno 2019, 9:15

In una lettera al nuovo delegato di Lombardia, il Gran Maestro, Fra Giacomo dalla Torre, illustra alcuni aspetti in linea con la riforma in corso https://www.ordinedimaltaitalia.org/sit ... gno_19.pdf

Caro Confratello,
ho ricevuto la Sua lettera del 3 Aprile scorso che ha voluto inviarmi nel momento in cui assume l’incarico di Delegato di Lombardia. Nel complimentarmi con Lei, Le assicuro tutto il mio sostegno e le mie preghiere per la Delegazione di Lombardia e per il prezioso compito che Lei dovrà svolgere alla sua guida. Colgo l’occasione per segnalarLe alcuni aspetti - che ho recentemente raccolto in un discorso alle Delegazioni del Gran Priorato di Roma - che ritengo fondamentali e che sono in linea con i lavori della riforma in corso:

Rispetto della gerarchia È necessario ricordare il dovere di rispettare la gerarchia dell’Ordine. Il fatto che il Gran Magistero sia in Italia non è una giustificazione per scavalcare le competenti autorità delle Delegazioni o dei Gran Priorati. Il Gran Magistero non può intervenire continuamente nelle questioni che sono di specifica competenza delle Delegazioni o dei Gran Priorati.

Formazione La formazione riveste una importanza fondamentale. Occorre rafforzare i momenti di conoscenza sia culturale che, soprattutto, spirituale. In quest’ultimo caso coinvolgendo il più possibile i nostri Cappellani.

Selezione candidati Questo è un punto cruciale. Inutile ribadire quanto l’Ordine dipenda dalla qualità dei suoi membri e da una selezione quanto più accurata possibile. Non basta essere dei bravi volontari per essere ammessi nell’Ordine. Occorre garantire che chi entra abbia tutti i requisiti, soprattutto di fede.
Si deve diventare impermeabili alle pressioni di amici, parenti e delle autorità di turno. Le referenze per l’ammissione, che dalle Delegazioni vengono inviate al Gran Priorato e da questo al Gran Magistero, non possono essere delle fotocopie!

Obbedienze L’Obbedienza non è una promozione nell’Ordine. È un profondo impegno di vita spirituale e un dovere di maggiore partecipazione alle attività dell’Ordine. E questo non per un periodo, ma fino all’ultimo dei nostri giorni.
Non mi stancherò mai di ribadire che i candidati devono essere selezionati con grande cura e attenzione. Non è possibile avere membri in obbedienza che non partecipano agli esercizi spirituali o alle attività dell’Ordine.

Cappellani Non si devono proporre sacerdoti per l’ammissione, a meno che non siano effettivamente impegnati da anni nelle opere dell’Ordine.
Occorre ricordare che un sacerdote può essere ringraziato per una attività svolta, o per il ruolo istituzionale che ricopre, con il conferimento dell’onorificenza Pro Piis Meritis, che è più idonea rispetto ad una proposta di ammissione.

Serenità e collaborazione È necessario svolgere il servizio nell’Ordine con la massima serenità e la massima collaborazione tra tutte le entità e tra i vari membri. Siamo un ordine religioso. Nonostante le suddivisioni territoriali, occorre operare insieme come italiani. Non possono nascere divergenze con il CISOM, con il Corpo Militare, con l’Associazione Italiana.

Donazione di fondi ad altri organismi Non trascorre giorno che io non riceva richieste di finanziamento da parte di organismi dell’Ordine.
La quasi totalità sono iniziative valide, ma che spesso si bloccano per mancanza di fondi. Per questo faccio sempre più fatica ad accettare che i fondi raccolti dall’Ordine vengano poi donati ad altre organizzazioni, invece che essere utilizzati da noi stessi. Noi non siamo una “charity” nel senso anglosassone del termine. Noi siamo gli “ospitalieri” e siamo noi che dobbiamo realizzare in prima persona le nostre opere e non demandarle ad altri.

Importanza della comunicazione Oggi dobbiamo sempre di più garantire una puntuale diffusione delle nostre attività attraverso la comunicazione.
È un elemento imprescindibile. Dobbiamo ovviamente essere sobri, dobbiamo sempre assicurare la veridicità di quello che affermiamo, ma sempre di più dobbiamo fare in modo che le Delegazioni abbiano l’attitudine ad aprirsi al mondo esterno. Da qui la necessità di selezionare con cura il responsabile delle comunicazioni di ciascuna delegazione. È un ruolo cruciale.

No raccomandazioni Trovo davvero inaccettabile ricevere lettere da parte di personalità al di fuori dell’Ordine, che propongono una promozione o una onorificenza per una nostra Dama o un nostro Cavaliere.
Non prendo in considerazione questo tipo di raccomandazioni, che devono provenire al Gran Magistero dai Gran Priorati e non per vie alternative.

Molti impegni Il mio ruolo istituzionale mi impedisce di partecipare ai numerosi eventi che vengono organizzati dalle Delegazioni a livello locale.
Ringrazio molto per gli inviti che ricevo giornalmente, ma immagino sia facile comprendere come i miei impegni siano molteplici. Il Gran Maestro non dispone completamente del suo tempo che è sempre più vincolato a rappresentare l’Ordine di Malta a livello internazionale.

Pellegrinaggio Assisi Ho deciso che il pellegrinaggio ad Assisi dell’8 settembre torni ad essere un pellegrinaggio italiano, e non più solo ed esclusivamente del Gran Priorato di Roma. Spero davvero che un’ampia partecipazione di membri e volontari dell’Ordine mi dia prova della correttezza di questa decisione.
Nel rinnovarLe le mie felicitazioni e i miei auguri, Le invio i miei più confraterni saluti
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Re: Commissione vaticana e SMOM

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 14 giugno 2019, 14:43

Articolo molto interessante del solito ben informato Cristopher Lamb
https://www.thetablet.co.uk/news/11779/ ... -old-rite-

Analysis: Order of Malta head bans Old Rite
by Christopher Lamb
This decision goes deeper than liturgical tastes. The use of the extraordinary form has caused controversy and division in the order


The leader of the Knights of Malta has banned all celebrations of the old rite, in what is his most dramatic step so far in reforming the 11th-century order following their public battle with Pope Francis at the end of 2016, and early 2017.

To the incredulity of traditionalists, the Grand Master, Fra’ Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, has ruled that “all the official liturgical celebrations” taking place among the knights must be according to the ordinary form of the Mass. His decision is in keeping with Benedict XVI’s 2007 ruling on the old rite, which asked bishops to make arrangements to provide for the Tridentine Mass where possible, but gave superiors of religious orders the right to decide whether to allow them. The ruling does not prevent individual knights from attending extraordinary form Masses.



But this decision goes deeper than liturgical tastes. The use of the extraordinary form has caused controversy and division in the order, something dalla Torre implies in his letter banning the old rite when he says the decision is motivated by a desire to foster “communion” among the Knights.

The divisions around liturgy came to the fore under the former Grand Master, Fra’ Matthew Festing, whose supporters wanted the order to become a bastion of traditionalism. Cardinal Raymond Burke, the Knights’ patron and a proponent of the old rite, also favoured this.

The problem is that the focus on traditionalism has little to do with the order’s charism of serving the poor and the sick, summed up in the knights motto is “Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum” meaning “nurturing, witnessing, and protecting the faith; and serving the poor and the sick.”



It is both a religious order with a spiritual mission, and a serious player in the humanitarian world dispensing over £1 billion in aid a year with a staff of around 42,000 medical personnel and another 80,000 volunteers.

Albrecht von Boeselager, the Grand Chancellor of the order, whose sacking in late 2016 sparked the row between the knights and the Pope, put it this way: “We cannot go to the poor without Christ, but we cannot follow Christ without going to the poor.” Von Boeselager was seen as a major obstacle to the traditionalists.

One source inside the order described the Grand Master’s move on the liturgy as marking “the end of the project to turn the order into a bastion of traditionalism within the Church.” The source added: “That is perfectly alright on its own, but in practice this meant a subversion or distraction from the order’s charism.”



As I reported last year, soon after he took on the role as patron of the order, Cardinal Burke started to accept invitations from various knights to celebrate the pre-Vatican II version of the Mass. Sources told me he wanted the order to help him promote his traditionalist view of the Church, and asked the knights to provide him with an office and a base. His job, however, is to be the Holy See’s representative to the knights and there is little he can do about the Grand Master’s latest decision given that since Pope Francis appointed Cardinal Angelo Becciu as his special delegate to the order, the US cardinal is in office, but out of power.

It was Festing, egged on by Cardinal Burke, who took on the Pope during the 2016/17 saga over condoms and the sacking of a senior knight, Albrecht von Boeselager, an episode that led to the English former Grand Master’s resignation and the start of the reform process inside the order.

In his book “The Dictator Pope,” Henry Sire describes Festing as an “out and out traditionalist, in doctrinal and liturgical terms” who was at “loggerheads” with the “highly efficient” German faction in the order, represented by von Boeselager.

Sire, now expelled from the order, had come to live in the knights’ headquarters in Rome’s Via dei Condotti to research and write a well-received history of the institution. His book on Pope Francis - whom he likens to a Latin American dictator - is also described as a “fruit” of his time in Rome and the historian is an ally of Festing and a defender of the old rite. Sire once described the ordinary Mass as a “lecture conducted by the priest and two or three women of the public-librarian class.”



The reform process taking place in the order is focussing closely on the life of the professed knights whose vows of chastity, poverty and obedience make them like friars or monks. This group are what make the knights a religious order, although they are just 50 of the 13,500 knights and dames around the world. The power to govern the order is also heavily concentrated among their number, and the Grand Master can only be chosen from the professed.

During Festing’s tenure there was a vocations push for more first-class knights, and he waived the requirement that these members had to come from the ranks of the aristocracy. Traditionalism, and the old rite, became part of the “sell” to those interested in a vocation, as was the possibility of being eligible to lead a massive religious and humanitarian organisation, which is a sovereign body with diplomatic relations with more than 100 states. While Festing was renowned for helping the poor and the sick on pilgrimages to Lourdes, there was no evidence that the drive for traditionalist liturgies was going hand in hand with helping the marginalised.

The emphasis on the professed knights caused tensions with other members of the order who take on an active role in the organisation, particularly in the charitable arm. As he is married with five children, Von Boesleager is not a professed knight but has been heavily involve with the order’s aid project and sits on the governance board. His role as Grand Chancellor is the equivalent of foreign and interior minister.



“The aim was to recruit more professed, ease out lay leadership, and make the Tridentine rite, and traditionalism the central ideology of the order,” the source in the order explained.

Meanwhile, the Holy See has serious concerns about formation and the quality of their religious life. After Napoleon ejected the order from Malta in 1798, the professed knights became largely self-funded, usually living on their own and working in civil professions. But given the order’s growth since the Second World War, the professed knights could be funded by the order and live in community.

In recent years sources say the recruitment and discernment process to the professed can be alarmingly lax, as has the religious life. In reality, highest grade of knights can enjoy the trappings of office and the elaborate liturgies while ostensibly living the life of expected of monk or friar. Some professed knights have continued to have well-paid careers, and do not live in community.

In his speech at the end of a gathering of knights last month, the Grand Master raised the question of “a more rigorous observance of the vows taken” including that of poverty.

“In the current Code we already have on paper a solemn and full vow of poverty. However, Canon Law does not easily allow the granting of simple dispensations from this vow as has been permitted in the past,” he told them on 2 May 2019. “Even less acceptable, will be to continue with a lax implementation of this essential element of the religious condition.”

He also announced plans for a more rigorous, two year novitiate, saying the “the general exemption from community life” can no longer continue and that if changes aren’t implemented the knights risk losing their classification as a religious order.

“Our vocation must be all-encompassing, leaving no room for anything else!” he added.

The Grand Master’s latest pronouncement is ruling out, in stark terms, the idea that the order can become a traditionalist bastion in opposition to this pontificate. There is no time for a self-referential debate on the old or new forms of the liturgy, which has nothing to do with the knight’s mission to serve those on the margins. A far more important question is now being discerned: renewing the mission, and direction of the order.
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