Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: More nobilium

Messaggioda Cav.OSSML » martedì 13 febbraio 2018, 23:39

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Da che mondo è mondo il vil denaro conta, nello status sociale delle persone.


La sua considerazione sull’importanza dello “sterco del diavolo” è innegabile, ma è al contempo anche molto “borghese”.
Per esperienza le posso assicurare che nella scala valoriale dei veri aristocratici, siano essi molto abbienti o poco abbienti, il fattore ricchezza delle persone normalmente non assume particolare rilevanza.
In casa mia, ad esempio, sono passati e passano in amicizia principi, conti e baroni, sia italiani che stranieri, senza che la mia modesta dimora e la mia piuttosto modesta condizione economica abbiano mai rappresentato alcun problema.
Per quanto concerne infine il more nobilium mi convince quanto sostenuto a suo tempo dal Presidente degli Uberti in un suo intervento in una precedente discussione in cui si dibatteva su questo argomento; ivi egli correttamente scriveva che “se la nobiltà non è riconosciuta nella Repubblica italiana non può esserci il more nobilium”.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 14 febbraio 2018, 8:42

Però qua parliamo magari anche di ordine di malta, che essendo sovrano, e tradizionalmente nobiliare, forse il more nobilium dovrebbe guardarlo.
Quindi in italia et oves et boves et universa pecora hanno more nobilium perché se non esiste esiste per tutti...
Io, e Degli Uberti lo sa molto bene, non ho mai condiviso questa sua locuzione, ma che si riferisce esclusivamente alla tutelabilità giuridica della nobiltà e del more nobilium come conseguenza di questa. Ogni società si divide in ceti - indipendentemente dalla forma di governo - dobbiamo scegliere ove collocare la classe equestre: tra i ceti influenti e prestigiosi, o negli altri, scimmiottando però i primi... facendole perdere credibilità per tutti. Questo è il dilemma da sciogliere.

Poi vi è il problema di quelli che non avendo i requisiti entrano solo per "leccaculismo" - così mi par direbbero alla crusca - nei confronti dei gerenti, facendo loro regali, essendo sempre presenti e ossequiosi, robe insomma da fare urlare al "Maestro!!!" ad un cicisbeo di goldoniana memoria... in genere appartenenti ad una ben nota categoria gerarchicamente strutturata e alle fasce più basse di quella gerarchia - neppure alle mediane - i quali sono i primi ad indignarsi quando si parla di loro... ma come si dice. Notizia falsa non merita smentita!
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 14 febbraio 2018, 11:12

Il more nobilium era condizione tipica di chi viveva di rendita ( non pensionati , please ) per chi svolgeva una professione vi erano tanti "paletti" quante leggi nobiliari , basti pensare della mercatura a Genova , Venezia ed in parte a Firenze riferita al resto del mondo.
Oggi abbiamo pretendenti al trono che fanno i guitti , principesse reali che ballano sguaiatamente con loschi figuri .

Anche l'avvocato , il notaio , il medico ed il farmacista erano professioni " meccaniche ".
I tempi sono cambiati ( direbbe pierfe ) se vigessero le stesse regole per ambire ad entrare in cavalleria , oggi sarebbero pochini - pochini e non è affatto detto che chi abbia disponibilità immediata di contanti sia sempre un galantuomo ... anzi .

Tuttavia non avere assilli economici e viere in una dimora degna sono il minimo comun denominatore.
Il cavaliere accetta di essere educato nella fede all'interno dell' Ordine , luogo dove sviluppare le proprie promesse battesimali.
Il cavaliere vive con semplicità la propria vita , sapendo di appartenere ad un piano superiore che lo spinge a distaccarsi dal mondo pur essendo impegnato nel mondo.
Il cavaliere non ha vergogna né ritegno del le sue opinioni e dei propri giudizi , senza per questo offendere gli altri , è superiore.
Il cavalier vaglia tutto solo per trattenere il Buono il Vero ed il Bello di ciò che lo circonda.
Ultima modifica di GENS VALERIA il mercoledì 14 febbraio 2018, 11:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: More nobilium

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 14 febbraio 2018, 14:52

Cav.OSSML ha scritto:Per quanto concerne infine il more nobilium mi convince quanto sostenuto a suo tempo dal Presidente degli Uberti in un suo intervento in una precedente discussione in cui si dibatteva su questo argomento; ivi egli correttamente scriveva che “se la nobiltà non è riconosciuta nella Repubblica italiana non può esserci il more nobilium”.


Prendo atto del fatto che non abbiamo la stessa idea. Io credo che una vita "alla maniera dei nobili" sia possibile anche oggi. Certamente deve essere qualcosa di difficilmente raggiungibile, non alla portata di tutti.

GENS VALERIA ha scritto:Il more nobilium era condizione tipica di chi viveva di rendita ( non pensionati , please ) per chi svolgeva una professione vi erano tanti "paletti" quante leggi nobiliari , basti pensare della mercatura a Genova , Venezia ed in parte a Firenze riferita al resto del mondo.
Oggi abbiamo pretendenti al trono che fanno i guitti , principesse reali che ballano sguaiatamente con loschi figuri .

Anche l'avvocato , il notaio , il medico ed il farmacista erano professioni " meccaniche ".
I tempi sono cambiati ( direbbe pierfe ) se vigessero le stesse regole per ambire ad entrare in cavalleria , oggi sarebbero pochini - pochini e non è affatto detto che chi abbia disponibilità immediata di contanti sia sempre un galantuomo ... anzi


Alcune attività non pregiudicavano la nobiltà.
Agostino Paradisi in Ateneo dell'Uomo Nobile (1704) sostiene che a determinate condizioni, ad esempio, anche il procuratore o l'avvocato o il giudice possono essere nobili.
Questo quando queste professioni sono svolte ad altissimi livelli.

Questo quello che sostenevo per il "more nobilium" di oggi: c'è differenza tra medico e medico, tra commercialista e commercialista o tra avvocato e avvocato.
Certo, oggi sarebbero pochini.. ma in passato erano molti?
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 14 febbraio 2018, 15:12

Vi erano località dove il commercio della lana era compatibile con la nobiltà mentre in altri periodi storici, no.
Da qualche parte ho postato queste stranezze , oggi non riesco a trovarle.
Comunque , per me e per quel che vedo , nella realtà , una certa agiatezza , educazione , professione titolo accademico , titolo nobiliare sono conditio sine qua non aspirare a determinate categorie cavalleresche . Mi ripeto:
un impiegato , sant'uomo ,semplice , che vive in modo decoroso può accedere al grado più basso , per noi è quello degli ex scudieri ... ovvero ufficio e rimanerci una vita , all'interno di questa categoria , per militanza , competenza , umanità , può ambire a due ordini di croce , è raro , ma è così .

Poi, i cafoni arrivisti , si riconoscono a naso . Vivono indubbiamente more nobilium ...
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 14 febbraio 2018, 18:15

La professione forense era nobilitante in alcune regioni europee... ed in Inghilterra e Galles lo è ancora (il parrucchino dei Barrister - gli avvocati delle alte corti - questo indica, l'ascrizione alla Gentry).
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 14 febbraio 2018, 20:04

nicolad72 ha scritto:La professione forense era nobilitante in alcune regioni europee... ed in Inghilterra e Galles lo è ancora (il parrucchino dei Barrister - gli avvocati delle alte corti - questo indica, l'ascrizione alla Gentry).


Appunto: solo avvocati delle alte corti.

Oggi in Itala quali potrebbero essere i parametri di ricchezza, prestigio, potere e cultura?

Per la cultura basta la laurea (che oggi hanno tutti) o meglio un dottorato di ricerca?
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 14 febbraio 2018, 20:18

Magari, sarebbe più more nobilium non aver conseguito la laurea (che hanno in tanti, magari non tutti), ma possedere una solidissima preparazione culturale e scientifica, impartita da precettori privati, di riconosciuta maestria...
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Cav.OSSML » mercoledì 14 febbraio 2018, 22:03

Permettere l’ingresso nella cavalleria di soli soggetti nobili (e di quelli veri, e non soltanto di persone che vantando “tre generazioni di more nobilium” o altre panzane di questo genere), che siano però anche ricchi possidenti, nonchè Accademici dei Lincei o della Crusca e magari anche giovani, belli, alti e con gli occhi azzurri, porterebbe presumibilmente ad una rapida estinzione degli ordini cavallereschi.
Ritengo che prioritario per un autentico cavaliere sia possedere, oggi come allora, le tre virtù teologali (fede, speranza e carità), alle quali andrà aggiunta per l’accesso alle categorie nobiliari ove esistenti (ad esempio SMOM) la nobiltà D.O.C..
Per coloro che si sentono in qualche modo disturbati dalla presenza di confratelli troppo “pezzenti” consiglio di cercare di entrare a far parte di importanti e prestigiose associazioni caritatevoli di service tipo il Rotary (di cui sono socio, e quindi so di cosa parlo) ove si ha modo di incontrare spesso e volentieri persone non solo interessanti, ma anche quasi sempre facoltose.
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » giovedì 15 febbraio 2018, 0:57

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
nicolad72 ha scritto:La professione forense era nobilitante in alcune regioni europee... ed in Inghilterra e Galles lo è ancora (il parrucchino dei Barrister - gli avvocati delle alte corti - questo indica, l'ascrizione alla Gentry).


Appunto: solo avvocati delle alte corti.

Oggi in Itala quali potrebbero essere i parametri di ricchezza, prestigio, potere e cultura?

Per la cultura basta la laurea (che oggi hanno tutti) o meglio un dottorato di ricerca?


Alessio, visto che di tutta evidenza non conosci il sistema giudiziario britannico evita di fare l'esperto la dove ignori. Le alte corti in Inghilterra e Galles sono i nostri tribunali.... Si chiamano alte per distinguerle da quelle dei giudici di pace....
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 15 febbraio 2018, 6:27

Dunque tutti gli avvocati senza distinzione?
Non sono d'accordo..

Ritengo che per stabilire un odierno "more nobilium" vada fatta una distinzione sia nel reddito/patrimonio sia anche nella qualità delle attività svolte.

Il Paradisi sosteneva, ad esempio, che solo chi svolgesse attività giudiziale in favore di principi, re e imperatori potesse essere noblitato... non ad esempio chi lavorava a stretto contatto con i ceti più umili.

Il semplice avvocato di provincia a mio avviso non potrebbe essere considerato oggi vivente "more nobilium" solo per il fatto stesso di svolgere la professione di avvocato.
Ugualmente per il medico, il commercialista o il farmacista.
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » giovedì 15 febbraio 2018, 9:52

Alessio ci fai?
Io ho parlato dei Barrister e dell'Inghilterra e del Galles, e del fatto che per il solo Barrister sono ascritti alla Gentry (ed il parrucchino tanto vituperato questo indica, i Solicitor non hanno il parrucchino, ad esempio). Il resto sono paturnie che ti sei scritto e detto da solo! Non ho mai parlato di tutti gli Avvocati, visto anche il livello a cui la Repubblica ha ridotto questa categoria...
Mi chiedo che cosa tu stia dicendo!!!!!
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 15 febbraio 2018, 12:25

Vorrei che tu facessi ipotesi meno fumose sulle caratteristiche che dovrebbe avere chi oggi vive "more nobilium".
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » giovedì 15 febbraio 2018, 12:42

Guarda... le ipotesi fumose non sono le mie!
Io mi sono limitato a censire delle realtà, come in Europa quella dei Barrister (che sono avvocati) poi sei tu che con estrema fantasia hai iniziato a speculare sul termine "alte corti" in maniera inappropriata e fuori luogo... quindi non darmi del fumoso quando hai la torcia ancora accesa in mano!
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda brixianus » giovedì 15 febbraio 2018, 18:40

A mio parere e in base alla mia conoscenza ed esperienza, "More nobilium" è una locuzione che indica il "modus vivendi" di chi:
- innanzitutto, secondo la Tradizione, non svolge lavori di basso livello, siano essi manuali (operaio, muratore, panettiere, lavapiatti, cameriere, camionista, autista, etc.) oppure "d'ordine" (impiegato di categoria meramente esecutiva, per esempio, non "direttivo" o "dirigente");
- non è oberato da debiti, preferibilmente ha introiti adeguati e qualche rendita o almeno una buona riserva monetaria o qualche investimento che gli assicuri un futuro economico sereno;
- vive in una dimora spaziosa e ben arredata, con l'auspicabile disponibilità di altre dimore in luoghi ameni; di regola si avvale di personale che si occupa delle incombenze domestiche;
- si veste in modo decoroso, elegante ma non eccentrico, con capi d'abbigliamento di qualità non dozzinale; cura il proprio aspetto;
- conosce e, soprattutto, applica le regole del galateo e della buona educazione, in ogni contesto (anche nei forum, ove spesso latitano...);
- possiede una cultura alquanto ampia, acquisita mediante studi di livello universitario (non "telematico", direi...) o con precettori personali, e coltivata con buone letture e interessi culturali.
Per quanto riguarda i requisiti cavallereschi, credo che la lettura del "Libro dell'Ordine della Cavalleria" (Lullo) chiarisca ogni dubbio in merito ai valori sui quali si fonda la Cavalleria. Mentre guardavo un cartone animato con mio figlio, di recente, un personaggio ha detto che: "Il Cavaliere è CORAGGIOSO, BEN EDUCATO E AIUTA GLI ALTRI"... Mi pare una buona sintesi!
Ritengo erronea l'automatica sovrapposizione tra "more nobilium" e cavalleria, anche se è innegabile che un certo grado di "nobiltà" di vita, oltre che d'animo, è necessario per mantenere il decoro e l'onore di ogni vero Ordine cavalleresco. Purtroppo mi pare che, in alcuni antichi e prestigiosi Ordini, manchi un filtro all'ingresso di personaggi di dubbio gusto e moralità (basta guardare Facebook per avere uno spaccato impietoso e disgustoso di tale realtà): con un sostanzioso versamento iniziale, spesso si riesce a far chiudere entrambi gli occhi al delegato locale ma questo inauspicabile ingresso diventa un pericoloso boomerang che, prima o poi, torna indietro e crea danni gravi all'Ordine stesso
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