MARINO FALIER... "EL DOXE TRADITOR"

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Messaggioda Michele Baroncini » venerdì 22 ottobre 2004, 16:40

Martina ha scritto:Abbiamo chesto consiglio anche a mio nonno il quale ci ha raccontato la storia dei "bisanti dell'assedio di Farmagosta"... che tuttavia non credo faccia al caso nostro.



Fra' Eusanio da Ocre ha scritto:E invece no! Essa è il caso nostro!!! Parlatacene, vi prego...


Caro Magister,

poichè voi lo desiderate vi racconterò brevemente la storia dei Bisanti di Farmagosta (anche se temo che le date non tornino a nostro beneficio).

La storia che il Nonno ci ha narrato è avvincente, epica e (come spesso molte epopee) assai triste. Nella seconda metà sec. XVI (ecco perchè rimango dubbioso, caro maestro :roll: ) ebbe inizio l'eroica vicenda dell'assedio di Farmagosta ultimo baluardo del Leone dopo la tragica caduta di Negroponte, Nicosia e Kirenia.

Farmagosta era tenuta da un uomo d'acciaio che per loltre un anno proibì, implacabile, ai mori di prostrarsi al loro dio entro le mura della città meritandosi un posto nel novero dei comandanti più valorosi della storia, il nobiluomo Marcantonio Bragadin, Capitano Generale per la Repubblica di Venezia.

Il Bragadin, quando ogni risorsa finanziaria venne meno causa l'assedio, fece battere monete di rame detta appunto bisante (da bis per via del suo valore) sotto pena d'arresto per chiunque non le accettasse.

La vicenda dell'assedio si concluse nel modo più triste per quei valorosi Veneziani che, in poche decine di migliaia, avevano tenuto testa per lungo tempo ad un esercito di 200.000 mori al comando dell'odioso ed animalesco Alì Pascià che lasciò sul terreno oltre 80.000 dei suoi.

Venezia tardava a mandare i rinforzi. La flotta dell'armata cristiana messa insieme da papa era appena salpata da Messina quando Alì Pascià, stremato, chiese la sospensione delle ostilità, promettendo (promessa di Moro e dunque senza onore alcuno) salva la vita agl'indomiti veneziani e l'onore delle armi ai vinti.

Il granitico Bragadin non ne volle sapere ed avrebbe risposto picche se il consiglio degli Ufficiali, il Vescovo e i Magistrati non l'avessero messo in minoranza votando la resa nella speranza, ingenua, di salvare la vita ai civili.

I mori entrarono in Faramgosta dando prova di quanto salda fosse la lor fede. Ufficiali massacrati, Vescovo crocifisso e gettato a mare, Bragadin scuoiato vivo.

Di tutto questo ci restano pochi bisanti ben conservati ed un'alone di triste nostalgia. :cry:

Nulla, ahimè Maestro, sui Michiel e i loro bisanti.

cordialmente

Michele e Martina




PS: peccato per il nonno... che si sarebbe gongolato per un po' per questa piccola vittoria. Pazienza. Un abbraccio di cuore al caro Frate. :wink:

Martina
:P
Michele Baroncini
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 22 ottobre 2004, 17:46

Michele Baroncini ha scritto:...(omissis)...Caro Magister, poichè voi lo desiderate vi racconterò brevemente la storia dei Bisanti di Farmagosta (anche se temo che le date non tornino a nostro beneficio).

Più che le date, è stato il cuore tenero del vecchio frate a fargli fare cilecca mentale, di fronte alla squisitezza del vostro scrivere...

...(omissis)...Il Bragadin, quando ogni risorsa finanziaria venne meno causa l'assedio, fece battere monete di rame detta appunto bisante (da bis per via del suo valore) sotto pena d'arresto per chiunque non le accettasse...(omissis)...Di tutto questo ci restano pochi bisanti ben conservati ed un'alone di triste nostalgia. :cry: Nulla, ahimè Maestro, sui Michiel e i loro bisanti...(omissis)...Un abbraccio di cuore al caro Frate. :wink:
Michele e Martina :P


...e lasciandomi confondere i tristi fatti di Famagosta (dove i Michiel, difatti, non c'entrano per nulla) con le meno truci ma ugualmente monetarie vicende di Tiro.

Siamo nel XII secolo, nel 1118 per l'esattezza (stando al Freschot, La nobiltà veneta, Venezia 1703, pag. 80, da cui traggo la leggenda), quando l'appena eletto doge Domenico Michiel già si trovò invischiato nell'assedio della città di Tiro, durante il quale dovette risolvere un problema spinosetto e delicato.

Erano finiti i soldi. In particolare, quelli necessari per pagare i soldati. La cui fedeltà, spesso, era legata alla corretta e continua erogazione delle paghe... :roll:

...ed erano finite, pare, anche le fonti cui rifornirsi di metalli preziosi da rifondere per coniare monete d'emergenza! Occorreva un'idea... e il Michiel l'ebbe. :wink:

Prese del cuoio: materiale solido, robusto, non deperibile. Ne fece dei "tondelli", e vi ci fece riprodurre delle impronte monetarie. E, soprattutto, seppe riuscire ad infondere fiducia nei soldati costretti ad accettarle, con la promessa di cambiarle in oro sonante ad assedio concluso (ed a vittoria acquisita).

Cosa che fece. E che gli procurò (è :P ovvio!) un'ottima fama. Della quale volle eternare memoria nei 21 bisanti d'oro del suo stemma.

Una benedizione ed un abbraccio a voi, miei :P cari.

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Messaggioda Michele Baroncini » venerdì 22 ottobre 2004, 17:55

Cuore tenero e grande, animo saggio, mente indagatrice e profonda...

...le qualità di un grande Maestro (che una giovane maestra elementare non può che adorare :P )

con sincera simpatia... ve saeudo
:wink:

Martina




Mi associo cordialmente

Michele
Michele Baroncini
 

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 22 ottobre 2004, 18:00

Troppo buoni, :P: cari figlioli...

...mi commuovete! :oops:

Con sincera gratitudine per il bellissimo premio con cui avete gratificato le fatiche del vecchio frate.

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