Un esempio di araldica pubblica contemporanea

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Un esempio di araldica pubblica contemporanea

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 15 giugno 2004, 21:45

Cari amici e colleghi,
mi permetto di segnalare alle vostre riflessioni questo sito:

http://www.sudafrica.it/storia%20dela%20stemma.htm

...la cui versione in inglese ( http://www.sudafrica.it/ENGLISH%20WEB/c ... 20arms.htm ) permette forse una comprensione ancora migliore dei concetti ivi espressi.

Avremo parecchio di che ragionare, credo...

Bene :D valete
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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 16 giugno 2004, 14:59

Gentilissimo Fra Eusanio,
ripropongo i vari stemmi araldici usati dal Sud Africa:

attuale:
Immagine

Precedente:
Immagine

Ancora precedente:
Immagine

Inutile sottolineare che mi piacciono molto di più i precedenti stemmi rispetto a questo nuovo.
Da tempo volevo aprire una discussione in merito, ma non ho mai fatto in tempo. Approfitto quindi di questa per un pensiero.
Da parechcio tempo ormai, vedo molti stemmi, sia di comuni che di regioni, stati o persone che non mantengono più la tradizione araldica a cui siamo abituati da secoli. Posso comprendere un cambiamento artistico con il passare del tempo, ma adesso si esagera. I nuovi stemmi assomigliano sempre più ad emblemi, a raffigurazioni troppo particolareggiate o viceversa troppo moderne e stilizzate. I classici elementi araldici vengono sostituiti da paesaggi, da elementi che non si sono mai visti in araldica. Insomma, sembrano più dei quadri, delle rappresentazioni fantasiose, in poche parole, degli emblemi e non stemmi araldici.
E' un vero peccato. Purtroppo i tempi moderni poco si addicono con gli elementi tradizionali dell'araldica che appaiono a molte persone come troppo normali e vetusti e soprattutto tali elementi non sono più compresi dalla mentalità odierna.
A breve scompariranno elmi e svolazzi. Ci saranno cimieri sempre più strani e poco adatti a stemmi araldici. Anche lo scudo cambierà sicuramente forma per essere rappresentato in modo più "moderno".
Sperando che la situaizone possa cambiare, porgo cordiali saluti
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda mcs » mercoledì 16 giugno 2004, 15:06

Cari colleghi,
lascio da perte un attimo il discorso sulla "forma" per passare alla complessa ed affascinante descrizione araldica…pare una delle “nostre”…
Il primo commento a caldo, mi pare quasi superfluo: è chiaramente evidente quanto l’araldica sia in Sud Africa una materia viva ed attuale!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 giugno 2004, 16:22

Caro Tomaso,
sai benissimo che il vecchio frate ha una visione piuttosto tradizionalista dell'araldica, e un'ancor più rigida posizione nei confronti di come va trattata e gestita la forma araldica, ma dinnanzi a questo nuovo stemma della Repubblica del Sudafrica sosto pensieroso ed (in un certo senso) ammirato.

Condivido molte delle cose che tu dici:
Da parecchio tempo ormai, vedo molti stemmi, sia di comuni che di regioni, stati o persone che non mantengono più la tradizione araldica a cui siamo abituati da secoli
e anche
I nuovi stemmi assomigliano sempre più ad emblemi, a raffigurazioni troppo particolareggiate o viceversa troppo moderne e stilizzate. I classici elementi araldici vengono sostituiti da paesaggi, da elementi che non si sono mai visti in araldica
e infine
Purtroppo i tempi moderni poco si addicono con gli elementi tradizionali dell'araldica che appaiono a molte persone come troppo normali e vetusti e soprattutto tali elementi non sono più compresi dalla mentalità odierna.
A breve scompariranno elmi e svolazzi. Ci saranno cimieri sempre più strani e poco adatti a stemmi araldici. Anche lo scudo cambierà sicuramente forma per essere rappresentato in modo più "moderno".
.

Ma dietro a questo nuovo stemma c'è un lavoro creativo tutt'altro che secondario (testimoniato dalle note leggibili nei siti dati); c'è un riuso di antiche forme artistiche locali (vedi sopra); c'è un movente estremamente "pesante" (il radicale cambiamento sociopolitico della Nazione, a tutti noto).

Certo: gli ornamenti esterni dello scudo sono molto moderni, quasi stilizzati, ma... sappiamo bene che essi sono solo un accessorio! :wink:

E le perplessità che spontaneamente mi sorgono alla mente, subito svaniscono quando osservo il contenuto dello scudo, che è perfetto sunto del lavoro creativo, del riuso e del movente di cui sopra...

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Messaggioda omero » mercoledì 16 giugno 2004, 17:59

Caro fra' Eusanio da Ocre,

ti ringrazio del bellissimo post inerente lo stemma sudafricano (la mia infanzia in terra africana mi rende spesso maggiormente sensibile alle questioni di quei luoghi così remoti ed affascinanti): Trovo la recente interpretazione assai interessante, sia per il design graficamente asciutto e lineare, sia per il motto, in lingua Khoisan. Trovo che soprattutto i colori evochino la terra d'origine, chi è stato laggiù credo se ne accorga al primo impatto. Uno stemma su cui dissertare, anche a mio avviso!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 giugno 2004, 18:38

Caro Pier Carlo,
sono lieto che questo stemma ti sia fonte di piacevoli ricordi e rievocazioni.

Cosa ne dici della sua modernità?

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Messaggioda omero » mercoledì 16 giugno 2004, 19:28

Caro fra' Eusanio,
modernità: credo sia indispensabile anche e soprattutto nell'araldica confrontarsi con la propria epoca. Lungi dal difendere gli orrori che sono stati spesso fatti in Italia da committenti incompetenti che hanno commissionato il lavoro a grafici senza la minima idea delle partizioni o delle regole di costruzione di uno stemma, trovo però che ci siano ottimi esempi di un percorso progettuale non banale, e graficamente piacevole se non addirittura raffinato in taluni casi, soprattutto in Nord Europa. Già dissi di apprezzare l'approccio scandinavo al design contemporaneo di simboli araldici (soprattutto civica). E aggiungo anche la Svizzera consigliandoVi di dare un'occhiata a questo sito:
http://www.atlasgeo.net/communes/index-i.htm
Noterete quanto siano gradevoli antichi simboli araldici (gli animali per esempio) reinterpretati con criterio alla maniera di un oggi che spero qui sia almeno un domani!
Sono una volta di più amareggiato se penso al panorama italiano attuale, che rispecchia un atteggiamento ormai acquisito davvero squalificante per chi svolge la professione con il giusto senso etico. Sono invece piacevolmente colpito dalla realizzazione di questo stemma sudafricano: tradizione e contemporaneità convivono assai di buon grado, senza cadere nel becero astrattismo di molte realizzazioni che si credono tanto avanti. Ravviso come in Sud Africa esista dunque una cultura grafica, che purtroppo non intravedo qui in Italia, se non in casi sporadici. Sono convinto che l'araldica dovrebbe essere uno dei fiori all'occhiello del nostro design, invece ci ritroviamo a discutere sempre più di piacevoli (o almeno apprezzabili) realizzazioni di provenienza estera. Credo che modernità sia equilibrio nel rispetto della tradizione: mi sembra che il nuovo stemma sudafricano rispetti questo canone, senza cadere nella banalità, e con una buona dose di originalità legata alla sua tradizionale terra d'origine. Tempo fa' leggevo su di un forum di grafica l'intervento di un designer a proposito dell'araldica dove affermava che "è quasi doloroso vedere come una professione di tale difficoltà sia svilita dal dilettantismo e dalla mancanza di riflessione progettuale": potrei rispondere che per fortuna ci sono casi che confermano il contrario. A quando qui da noi? :wink:
La grafica è una questione pubblica e in quanto tale un patrimonio.

Perdonatemi se sono stato un po' prolisso.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 giugno 2004, 19:38

mcs ha scritto:Cari colleghi, lascio da parte un attimo il discorso sulla "forma" per passare alla complessa ed affascinante descrizione araldica: pare una delle nostre... Il primo commento a caldo, mi pare quasi superfluo: è chiaramente evidente quanto l'araldica sia in Sud Africa una materia viva ed attuale!
mcs


Ahinoi, quanto hai ragione! :roll:

Gli ultimi due aggettivi sono altrettante staffilate sul :roll: gorgonzola, tanto per rimanere all'oggetto di un altro topic già aperto ed affine al tema di questo... :twisted:

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 16 giugno 2004, 19:57

omero ha scritto:Caro fra' Eusanio, modernità: credo sia indispensabile anche e soprattutto nell'araldica confrontarsi con la propria epoca.

Giusto: e sarebbe anche ingiusto ed illogico che un periodo storico debba passare senza lasciar traccia nella nostra scienza. Il problema è che certe tracce sarebbe meglio se non venissero lasciate... :twisted:

...(omissis)...Già dissi di apprezzare l'approccio scandinavo al design contemporaneo di simboli araldici (soprattutto civica). E aggiungo anche la Svizzera consigliandoVi di dare un'occhiata a questo sito:
http://www.atlasgeo.net/communes/index-i.htm

Grazie della segnalazione! :wink:

Noterete quanto siano gradevoli antichi simboli araldici (gli animali per esempio) reinterpretati con criterio alla maniera di un oggi che spero qui sia almeno un domani!

Bellissima frase, quest'ultima, che a mio parere merita l'evidenza del colore: davvero, di fronte a certi stemmi moderni si teme proprio che questo "domani" non debba mai arrivare... :roll:

Sono una volta di più amareggiato se penso al panorama italiano attuale, che rispecchia un atteggiamento ormai acquisito davvero squalificante per chi svolge la professione con il giusto senso etico.

...qui lascio il tuo corsivo, e non aggiungo altro, per amore dell'etica...

...(omissis)...Sono convinto che l'araldica dovrebbe essere uno dei fiori all'occhiello del nostro design, invece ci ritroviamo a discutere sempre più di piacevoli (o almeno apprezzabili) realizzazioni di provenienza estera.

:!: Cari amici, vogliamo aprire un nuovo topic dedicato agli stemmi pubblici italiani belli? Non fate :roll: quella faccia, non sto :shock: scherzando... ce ne sono, e :P parecchi! Sarebbe giusto "rivalutarli" in maniera adeguata.

...(omissis)...Tempo fa leggevo su di un forum di grafica l'intervento di un designer a proposito dell'araldica dove affermava che "è quasi doloroso vedere come una professione di tale difficoltà sia svilita dal dilettantismo e dalla mancanza di riflessione progettuale":

...ma di quale ambito geografico parlava?

potrei rispondere che per fortuna ci sono casi che confermano il contrario. A quando qui da noi? :wink: La grafica è una questione pubblica e in quanto tale un patrimonio.
Perdonatemi se sono stato un po' prolisso.


Evviva la prolissità, se ne devono derivare ottimi spunti di dialogo, caro Pier Carlo! :wink:

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 17 giugno 2004, 7:57

Gentili Signori,
lo scudo in sè non ha particolari negativi ed araldicamente è perfetto. E' l'insieme che mi turba non poco. Ha ragione il preparato Fra Eusanio ad affermare che gli elementi esterni allo scudo sono solo accessori, ma anche gli accessori hanno la loro importanza e tradizione iconografica ed araldica ed è giusto che si cerchi di mantenerli il più araldici possibili. Insomma, io vedo negli accessori dello scudo un tutt'uno con lo scudo al fine di formare quell'insieme che viene definito stemma araldico. L'armatura e quindi l'elmo, il cimiero, il girdo di guerra non erano semplici accessori per il cavaliere medievale, ma erano elementi fondamentali del suo essere tanto quanto lo era lo scudo che veniva portato in battaglia appunto insieme agli altri elementi, dall'elmo, al cimiero, ai tenenti (gli scudieri che sorreggevano lo scudo e i bagagli del nostro cavaliere)...
Quindi, per quanto concordi nell'affermare che lo scudo è l'elemento principale, non posso permettermi di eliminare o non considerare gli altri elementi. O non si inseriscono oppure devono rispecchiare la storia e la tradizione araldica.
Per quanto riguarda l'interessantissimo sito segnalato dal gentile Omero, non ho trovato, in quel poco che l'ho visitato, elementi strani. Le bandiere rappresentate sono impeccabili dal punto di vista araldico e anche la parte artistica è ben realizzata e assolutamente in unione con il passato araldico.
Io per modernità posso accettare che vengano inseriti nuovi elementi all'interno dello scudo, perchè giustamente ci sono nuovi oggetti nel mondo. Quindi non mi spaventa, per quanto non mi piaccia moltissimo, l'inserimento di uno shuttle (magari per lo scudo di un astronauta) o di un carroarmato (per lo scudo di un carrista) et cetera. Però appunto solo semplici elementi aggiuntivi che identifichino l'attività e le novità del nostro tempo (anche se secondo me gli elementi passati sono assolutamente atemporali e possono adattarsi a qualsiasi epoca), ma senza stravolgere la forma dello stemma. Se pensiamo che l'elmo è anacronistico, a questo punto dobbiamo elminare anche lo scudo e trasformare tutti i nuovi stemmi in semplici emblemi del tipo di quello della Repubblica Italiana e basta. Insomma, bisogna mantenere quel contatto con la funzione iniziale dell'araldica e come è nata.
Sperando di non sembrare troppo polemico, porgo cordiali saluti
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Messaggioda omero » giovedì 17 giugno 2004, 10:55

T.G.Cravarezza ha scritto:(...omissis...)Per quanto riguarda l'interessantissimo sito segnalato dal gentile Omero, non ho trovato, in quel poco che l'ho visitato, elementi strani. Le bandiere rappresentate sono impeccabili dal punto di vista araldico e anche la parte artistica è ben realizzata e assolutamente in unione con il passato araldico.


Gentilissimo T.G. Cravarezza, il Suo intervento non ha nulla di polemico, semmai fornisce altri spunti di riflessione.
Per quanto riguarda il sito elvetico è proprio il fatto di non aver trovato elementi strani che mi spinge a menzionarlo! E' questo che intendo per modernità e tradizione: i due concetti non sono affatto opposti se utilizzati con buon gusto unito a criterio e senso storico. I distretti del cantone di Berna (ma anche molti altri) recano stemmi attualmente in stile e moderni, senza per questo urtare la loro storia. Il segno grafico cui tanto agogno in Italia è qualcosa di molto vicino allo stile elvetico rappresentato degnamente nel sito: l'uso della tecnologia informatica e di programmi di grafica per il computer devono necessariamente contrassegnare l'araldica contemporanea, senza stravolgimenti, ma con senso estetico e rispetto per l'antico rigore.

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Messaggioda omero » giovedì 17 giugno 2004, 11:00

fra' Eusanio da Ocre ha scritto: Cari amici, vogliamo aprire un nuovo topic dedicato agli stemmi pubblici italiani belli? Non fate :roll: quella faccia, non sto :shock: scherzando... ce ne sono, e :P parecchi! Sarebbe giusto "rivalutarli" in maniera adeguata.


Ottima idea, caro fra' Eusanio!
E' vero, ci sono ottimi stemmi anche qui da noi e, proprio perchè non rappresentano la totalità, necessitano di maggiore visibilità! :wink:
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Messaggioda CRFÓB » giovedì 17 giugno 2004, 11:57

"South Africa, with its diverse population, does not consider itself to be tied to any particular heraldic tradition and as such the Bureau has been able to draw on what is best from any source, while at the same time blending both traditions and indigenous elements into a distinctive South African heraldic style....
"This has resulted in the development of a vibrant indigenous South African heraldic tradition which has drawn favourable reaction from heraldic circles overseas...South African heraldry knows no boundaries of race, colour or creed - it is colourful but colour-blind!"

... parole interessanti da parte di Frederick Brownell, già araldo di Stato della Repubblica del Sud Africa.

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Messaggioda omero » giovedì 17 giugno 2004, 12:06

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
omero ha scritto:...(omissis)...Tempo fa leggevo su di un forum di grafica l'intervento di un designer a proposito dell'araldica dove affermava che "è quasi doloroso vedere come una professione di tale difficoltà sia svilita dal dilettantismo e dalla mancanza di riflessione progettuale":

...ma di quale ambito geografico parlava?



... quello italiano, ahinoi!

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 17 giugno 2004, 12:28

omero ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:(...omissis...)Per quanto riguarda l'interessantissimo sito segnalato dal gentile Omero, non ho trovato, in quel poco che l'ho visitato, elementi strani. Le bandiere rappresentate sono impeccabili dal punto di vista araldico e anche la parte artistica è ben realizzata e assolutamente in unione con il passato araldico.


Gentilissimo T.G. Cravarezza, il Suo intervento non ha nulla di polemico, semmai fornisce altri spunti di riflessione.
Per quanto riguarda il sito elvetico è proprio il fatto di non aver trovato elementi strani che mi spinge a menzionarlo! E' questo che intendo per modernità e tradizione: i due concetti non sono affatto opposti se utilizzati con buon gusto unito a criterio e senso storico. I distretti del cantone di Berna (ma anche molti altri) recano stemmi attualmente in stile e moderni, senza per questo urtare la loro storia. Il segno grafico cui tanto agogno in Italia è qualcosa di molto vicino allo stile elvetico rappresentato degnamente nel sito: l'uso della tecnologia informatica e di programmi di grafica per il computer devono necessariamente contrassegnare l'araldica contemporanea, senza stravolgimenti, ma con senso estetico e rispetto per l'antico rigore.

Cordialità.


Gentilissimo Omero,
per quanto riguarda la computer grafica, non sono proprio concorde con Lei. Io uso molto il computer, il mio stemma l'ho realizzato al computer, però vedo la computer grafica solamente come un aiuto per rappresentare più velocemente gli stemmi araldici, non come un segno distintivo della nostra epoca in materia araldica. Uno stemma araldico lo preferisco sicuramente realizzato a mano da valenti artisti (e ce ne sono ancora oggi), piuttosto che dal freddo e tecnico computer.
Come segni distintivi della nostra epoca io vedo solamente un'aggiunta di elementi nuovi, creati appunto nel nostro tempo, come missili, armi, shuttle, et cetera, ma nulla di più. Penso inoltre che l'araldica non abbia bisogno di nuovi elementi. Quelli passati sono più che sufficienti per rappresentare gli ideali di una persona odierna che vuole crearsi uno stemma. Come ho già scritto, sono rappresentazioni atemporali. Ma se proprio uno vuole, può appunto usare anche elmenti di oggi, ma senza stravolgere le basi araldiche.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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