Innocenzo VII

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Re: Innocenzo VII

Messaggioda Zaccheo » mercoledì 2 luglio 2008, 15:24

Gentile Frate,
o mi sono espresso male io, o hai capito male tu. In un intervento precedente hai affermato:
Pietro Filargo, poi eletto antipapa, a sua volta lasciò pochi esemplari del suo stemma (bellissimo, sebben restaurato, quello in terracotta policroma sulla sua sepoltura bolognese): forse in numero ancor inferiore rispetto a Cosma Migliorati, e senz'altro per l'ottimo motivo di non esser stato Pontefice legittimo.

Poi hai aggiunto:
tutti gli anti-qualcosa, compresi gli antipapi, a loro modo ebbero l'intima convinzione di essere nel giusto.


Se, dunque, l'antipapa Alessandro V ebbe "l'intima convinzione di essere nel giusto", perchè "lasciò pochi esemplari del suo stemma (...): forse in numero ancor inferiore rispetto a Cosma Migliorati, e senz'altro per l'ottimo motivo di non esser stato Pontefice legittimo"?

Non sarà, invece, che, al di là delle proprie convinzioni, Alessandro V non ebbe il tempo materiale di lasciare molte testimonianze araldiche (fu "papa" per soli due anni)?

Cordialmente,
Ferrante
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda Tilius » mercoledì 2 luglio 2008, 15:49

Certamente il breve arco temporale (appena 10 mesi) di questo pontificato non favorì che esigue proliferazioni lapidee... :roll:

Ma anche il non essere pontefice universalmente riconosciuto (in questo caso, il povero pontefice d'obbedienza pisana era forse quello nella posizione più scomoda e fragile, stretto com'era fra un Gregorio XII più o meno saldamente insediato a Roma, e Benedetto XIII che, pur se in domicilio coatto nel suo palazzo avignonese, almeno era distante dalla bagarre teologico-conciliare che stava avvenendo fra Pisa e Costanza...) limita seriamente il proprio ambito geografico d'azione: non più la Chiesa Universale (all'epoca limitata alla sola Europa o poco più...) ma il ristretto, ristrettissimo numero di diocesi, conventi, basiliche, parrocchie, cappelle, monasteri controllati da clero fedele. Ristretto ambito geografico controllato significa letteralmente meno luoghi dove apporre le proprie armi. Ristretto numero di seguaci significa inoltre ristrette disponibilità economiche, ergo ristretta propensione a sperperi lapidei... :roll:

Mi permetto di aggiungere un'altra considerazione d'ordine temporale: a inizio '400 i papi erano ben lontani da quella grafomania araldica che diverrà regola a partire dall'inizio del '500... difficile dire se fosse solo per diversa mentalità o per minore disponibilità pecuniaria... Si osservi poi come le poche insegne araldiche realizzate in quegli anni furono apposte alle pareti di quelle che di lì a poco sarebbero divenute vetuste chiese medievali... soggette quindi (soprattutto in epoca barocca) a radicali lavori di riadattamento quando non di vera e propria demolizione e riedificazione... e difficilmente l'apparato decorativo preesistente sopravvive a queste prove. Ergo di quelle già originariamente poche ne sono rimaste oggi infinitamente meno. :roll:
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 luglio 2008, 16:10

Zaccheo ha scritto:Gentile Frate,
o mi sono espresso male io, o hai capito male tu.

O qualcuno gioca a spaccare i capelli in quattro...
... mentre dice all'altro che è un :mrgreen: azzeccagarbugli...
...pure! :|


In un intervento precedente hai affermato:
Pietro Filargo, poi eletto antipapa, a sua volta lasciò pochi esemplari del suo stemma (bellissimo, sebben restaurato, quello in terracotta policroma sulla sua sepoltura bolognese): forse in numero ancor inferiore rispetto a Cosma Migliorati, e senz'altro per l'ottimo motivo di non esser stato Pontefice legittimo.

Poi hai aggiunto:
tutti gli anti-qualcosa, compresi gli antipapi, a loro modo ebbero l'intima convinzione di essere nel giusto.


Se, dunque, l'antipapa Alessandro V ebbe "l'intima convinzione di essere nel giusto", perchè "lasciò pochi esemplari del suo stemma (...): forse in numero ancor inferiore rispetto a Cosma Migliorati, e senz'altro per l'ottimo motivo di non esser stato Pontefice legittimo"?

Non sarà, invece, che, al di là delle proprie convinzioni, Alessandro V non ebbe il tempo materiale di lasciare molte testimonianze araldiche?

Cordialmente,
Ferrante

Ci voleva tanto a capirlo, senza malignare su presunti tentativi di arrampicarsi sugli specchi degli altri? :roll:
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 luglio 2008, 16:33

Tilius ha scritto:Si osservi poi come le poche insegne araldiche realizzate in quegli anni furono apposte alle pareti di quelle che di lì a poco sarebbero divenute vetuste chiese medievali... soggette quindi (soprattutto in epoca barocca) a radicali lavori di riadattamento quando non di vera e propria demolizione e riedificazione... e difficilmente l'apparato decorativo preesistente sopravvive a queste prove. Ergo di quelle già originariamente poche ne sono rimaste oggi infinitamente meno. :roll:

Esatto, carissimo amico.

E di tanta iconoclastia il recente XX secolo fu protagonista :oops: egregio, ahinoi...

Ecco perchè il ricercatore, se veramente e scientificamente collaborativo, quando ne trova una è ben lieto di farne partecipe l'ambiente.

Bene :D vale
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda Zaccheo » mercoledì 2 luglio 2008, 17:17

Tilius ha scritto:Certamente il breve arco temporale (appena 10 mesi) di questo pontificato non favorì che esigue proliferazioni lapidee...


Il breve arco temporale di pontificato è certamente il maggiore dei motivi per i quali, sia papa Innocenzo VII (Migliorati) che l'illegittimo Alessandro V (Filargo) hanno lasciato pochissime loro testimonianze araldiche, soprattutto lapidee.
A questo fattore si sono aggiunti, come logicamente motivato dal bravo Tilius, la mancanza di "grafomania araldica" da parte degli ecclesiastici dei secoli XIII, XIV e XV, la distruzione degli stessi manufatti araldici a causa del tempo e della mano umana e, nel caso specifico dell'antipapa Alessandro V, la ristretta possibilità di azione pastorale di un Pontefice non universalmente riconosciuto.

Di insegna araldica relativa al delegittimato Alessandro V, conosco solo quella ubicata sulla sua tomba a Bologna. Dell'importante e rara lapide situata a Milano, di cui ho fatto cenno, nella quale lo stemma di Pietro Filargo compare nella versione arcivescovile-cardinalizia, spero di parlarne prossimamente in apposito dibattito.

Grazie! :)

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Re: Innocenzo VII

Messaggioda Zaccheo » giovedì 17 luglio 2008, 23:14

Sigillum1 ha scritto:vi segnalo la presenza nello Stemmario Trivulziano, alla p. 222, di uno scudo de Melliorate: d'argento, una banda azzurra, caricata da una stella d'oro, posta esattamente nella stessa posizione in cui si trova nel manufatto Ambrosiano.


Ecco l'immagine dell'arma "de Melliorate", tratta dallo Stemmario Trivulziano, segnalata dalla cara Silvia. Il blasone riportato nell'opera descrive lo stamma "d'oro, alla banda d'azzurro, carica in alto, a destra, di una stella a otto raggi d'oro".

Immagine
Arma de Melliorate (Stammario Trivulziano)

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stemma Migliorati di Capestrano

Messaggioda MMT » martedì 2 aprile 2013, 19:46

Carissimi amici,
riesumo questa discussione per chidervi se siete a conoscenza della famiglia Migliorati di Capestrano (l'Aquila). In questo borgo essa eredità dai Cataldi il palazzo su cui campeggia lo stemma che indubbiamente si richiama ai Migliorati "papali". Intanto lo stemma in sé riporta la nota banda con la cometa; ma vi è di più: lo stemma sulla facciata del palazzo è timbrato sì dalla corona gentilizia ma anche da una tiara sulla destra araldica e dalla croce astile papale. Gli stessi sono poi chiaramente di origine abruzzese. Chi mi sa dare delle informazioni su questa schiatta che, tra l'altro, non risulta esser estinta!?

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Ultima modifica di MMT il venerdì 23 maggio 2014, 11:17, modificato 1 volta in totale.
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda MMT » martedì 2 aprile 2013, 20:02

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Re: Innocenzo VII

Messaggioda MMT » domenica 14 luglio 2013, 21:45

Aggiungo anche questa riproduzione dello stemma
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda lucafrenci » venerdì 23 maggio 2014, 9:08

Buongiorno a tutti,
ho casualmente letto la discussione in merito a papa Innocenzo VII ed alla famiglia Migliorati.
Se foste ancora collegati al forum ed interessati alla discussione, posso comunicarvi che, come effettivamente menzionato, discendenti della famiglia abitano tutt'ora nel paese di Capestrano (AQ).
Mio suocero ha vissuto nel palazzo di famiglia e, se interessati, sarebbe felice nel potervi aiutare nelle Vostre ricerche.
Cordiali saluti.
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda San Celestino » sabato 24 maggio 2014, 17:00

xxx
Ultima modifica di San Celestino il venerdì 13 novembre 2015, 20:30, modificato 1 volta in totale.
Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda marcello semeraro » domenica 25 maggio 2014, 16:11

A proposito dei Capograssi...

Nel famoso stemmario del '600 delle Famigle Nobili del Regno di Napoli (conservato presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II), di cui possiedo le fotocopie, è presente l'arma della suddetta famiglia: troncato: nel 1° d'azzurro, al grifo nascente d'oro; nel 2° d'argento, a 3 bande di rosso.
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda lucafrenci » martedì 27 maggio 2014, 16:01

Buonasera,
se avete delle domande da porgere potrò girarle direttamente a mio suocero.
Saluti.
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda Nicandrus » martedì 30 maggio 2017, 17:51

Buonasera, riporto in causa questo post poiché sto cercando notizie storiche e artistiche su palazzo Migliorati di Capestrano (Aq) che vede il suo attuale aspetto ad una importante ristrutturazione avvenuta credo all'inizio dell'800 in concomitanza della costruzione del campanile di S. Maria della pace a cui i Migliorati cedono una parte di orto. Tuttavia la facciata di stampo secentesco si trova sul retro, verso via Vallone e suppongo dovesse essere quella la principale. Probabilmente già dei Cataldi.. Grazie anticipatamente per ogni indicazione.
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Re: Innocenzo VII

Messaggioda mcs » mercoledì 31 maggio 2017, 18:16

Gent.mi tutti,

a proposito di questo post, riporto quanto il patrizio aquilano Claudio Crispo Monti scrive a pag. 263 del suo manoscritto datato 1629 e conservato presso la Biblioteca Tommasiana a L'Aquila:

"Li Migliorati sono antichi Amiternini, ed illustrissimi perchè da questi viene al mondo Innocenzo VII Sommo Pontefice. Giovanni suo Nipote Cardinale del tt di S. Croce in Gerusalemme, ed Arcivescovo di Ravenna, e Ludovico Principe di Fermo e Marchese della Marca di Ancona che sebbene tutti nacquero nella città di Sulmona, la loro origine viene da questi di Amiterno da dove venne Migliorato, con Giacomo e Timoteo suo Fratello all'Aquila ad abbitare nel 917, e perchè Migliorato era uomo insigne e nell'armi valoroso essere mosso alla milizia, e servì per Capitano Ottone Magno Imperadore, il quale gli concesse le armi delle tre fasce di torechino, perche avendo vinto un Cavaliere che portava una benda torechina con tre corde di argento, volle Cesare che fosse sua Arma, e così l'hanno qui dopo sempre continuata, sino a che non mancarono..."
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